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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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401 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione Contributi INPS: Scadenza Differita Salva il Debito
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per un libero professionista. L'INPS aveva chiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata relativi al 2008. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione, calcolando il termine quinquennale dalla scadenza originaria del versamento (16 giugno 2009). La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha chiarito che, se la scadenza per i versamenti a saldo e in acconto dei contributi previdenziali slitta a causa del differimento della dichiarazione dei redditi (come avvenuto al 6 luglio 2009 per l'anno 2008), il termine di prescrizione decorre da questa nuova data. Poiché l'atto interruttivo è stato notificato prima (30 giugno 2014) del compimento dei cinque anni dalla nuova scadenza, la prescrizione contributi INPS non si era compiuta. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS e rinviato la causa per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. La contribuente ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del tempo. I giudici di secondo grado hanno accolto la tesi difensiva, ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata alla data di notifica della richiesta di pagamento del 4 luglio 2016. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. Il termine quinquennale non decorre dalla scadenza ordinaria di giugno, ma dal termine prorogato a luglio dai decreti governativi per i versamenti tributari e contributivi. La notifica effettuata prima della scadenza prorogata ha interrotto validamente i termini, rendendo dovute le somme richieste.
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Contributi INPS: La Prescrizione Gestione Separata e le Proroghe
Un professionista non aveva versato i contributi INPS alla gestione separata per l'anno 2009. L'INPS ha chiesto il pagamento nel 2015. I giudici di merito avevano dichiarato la prescrizione contributi gestione separata, calcolando il termine dal 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che un decreto (d.P.C.M.) aveva prorogato il termine di versamento dei contributi 2009 al 7 luglio 2010. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale iniziava a decorrere da questa data successiva. L'azione dell'INPS era quindi tempestiva. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: reddito basso e quadro RR
L'INPS ha richiesto a una professionista il pagamento di contributi alla Gestione Separata per attività svolta nel 2010. La professionista ha contestato, sostenendo che la sua attività era occasionale, dato il basso reddito (inferiore a 5.000 euro), e che i contributi erano caduti in prescrizione. La Corte d'Appello le ha dato ragione. La Cassazione ha confermato questa decisione. Ha ribadito che un reddito basso può indicare un'attività occasionale e che la mancata compilazione del "quadro RR" nella dichiarazione dei redditi non costituisce un doloso occultamento del debito tale da sospendere la prescrizione dei contributi della Gestione Separata. L'Istituto ha perso il ricorso.
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Prescrizione contributi previdenziali: il quadro RR non basta per l’occultamento
L'Istituto Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a un Professionista per gli anni 2009-2011. Il Professionista non aveva compilato interamente il 'quadro RR' nella sua dichiarazione dei redditi. L'Istituto ha sostenuto che questa omissione costituiva un 'doloso occultamento' del debito, tale da sospendere la prescrizione dei contributi previdenziali. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione decorre dalla scadenza del pagamento. La semplice mancata compilazione del 'quadro RR' non prova automaticamente l'intenzione di nascondere il debito. L'Istituto ha perso la causa.
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Gestione separata INPS: vince la professionista
L'Istituto Previdenziale ha preteso il versamento dei contributi per la Gestione separata INPS da una professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello ha annullato la richiesta per due motivi autonomi: il reddito non superava la soglia minima e il credito era prescritto. L'ente pubblico ha impugnato la decisione in Cassazione contestando unicamente il calcolo della prescrizione, omettendo di contestare la motivazione legata alla soglia di reddito. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. Se una decisione poggia su più ragioni autonome, la mancata contestazione di una sola di esse rende inefficace l'impugnazione. La professionista non deve pagare i contributi richiesti.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: INPS vince su termine differito
L'INPS ha chiesto a una professionista il pagamento di contributi per la Gestione Separata per gli anni 2008 e 2009. La professionista ha sostenuto la prescrizione dei contributi. La Corte d'Appello aveva dato ragione alla professionista, calcolando il termine di prescrizione dalla scadenza ordinaria. La Cassazione ha invece stabilito che il termine per la prescrizione dei contributi Gestione Separata, per i contribuenti soggetti agli studi di settore, decorre dalla data di scadenza differita dei versamenti (6 luglio 2010 per il 2009). Ha accolto il ricorso dell'INPS per l'anno 2009, rinviando la causa alla Corte d'Appello per un nuovo giudizio.
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Gestione separata INPS: basta il reddito sotto i 5000 euro?
Un libero professionista ha impugnato la richiesta di pagamento notificata dall'ente di previdenza per l'anno d'imposta 2009. Il contribuente contestava la pretesa contributiva eccependo la prescrizione del credito e l'insussistenza dei presupposti di legge, avendo prodotto un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha escluso la prescrizione, considerando tempestiva l'azione dell'ente rispetto alla scadenza dei versamenti. I giudici hanno invece accolto il ricorso sul tema dei requisiti. La Corte ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata per i professionisti iscritti ad albi dipende dall'esercizio abituale dell'attività e non dal mero superamento della soglia economica. Il giudice di merito deve accertare in concreto l'abitualità del lavoro svolto prima di imporre i contributi previdenziali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop all’INPS tardivo
L'Istituto previdenziale ha richiesto il pagamento di quote previdenziali per l'anno 2011 a una professionista legale tramite avviso di addebito notificato ad agosto 2017. I giudici di merito hanno ritenuto tempestiva la richiesta, fissando la decorrenza dei termini alla presentazione della dichiarazione fiscale nel settembre 2012 e ipotizzando un doloso occultamento per l'omessa compilazione del quadro contributivo. La Corte di Cassazione ha ribaltato il verdetto accogliendo il ricorso della lavoratrice. Il termine di prescrizione contributi Gestione separata decorre dalla scadenza prevista per il versamento del saldo e non dalla successiva dichiarazione dei redditi. La semplice omissione del quadro dichiarativo non costituisce occultamento doloso del debito. I giudici supremi hanno cancellato definitivamente il debito contributivo per intervenuta estinzione quinquennale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
Un professionista contestava la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per somme dovute a titolo di contributi, eccependo l'intervenuta prescrizione quinquennale del debito. La Corte d'Appello accoglieva la tesi del lavoratore, fissando il termine iniziale del calcolo al 16 giugno 2010 e dichiarando tardiva la richiesta notificata il 24 giugno 2015. L'ente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'efficacia della proroga dei versamenti al 6 luglio 2010 disposta tramite decreto ministeriale. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'istituto, stabilendo che la proroga si applica anche ai contribuenti in regime agevolato. Di conseguenza, il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorreva dal 6 luglio 2010 e la richiesta di pagamento del 24 giugno 2015 risulta pienamente tempestiva e valida.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta l’INPS
Una professionista fu iscritta d'ufficio alla Gestione Separata dell'Ente Previdenziale per l'attività del 2011. L'Ente le richiese contributi con un avviso di addebito notificato il 25 agosto 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo della prescrizione contributi Gestione Separata alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi (27 settembre 2012). La Cassazione ha invece stabilito che il termine di prescrizione quinquennale inizia dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi, considerando anche eventuali differimenti. Pertanto, la pretesa contributiva dell'Ente Previdenziale è prescritta.
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Prescrizione contributi previdenziali: vale d’ufficio nel rinvio
L'Ente Previdenziale pretendeva il pagamento di somme arretrate da un libero professionista iscritto alla gestione separata. Il Professionista eccepiva la prescrizione contributi previdenziali durante il giudizio di riassunzione, ma i giudici d'appello ritenevano l'istanza tardiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale conclusione, accogliendo le tesi del lavoratore. La Suprema Corte ha stabilito che il decorso del tempo estingue i debiti contributivi in modo automatico. Tale meccanismo opera di diritto e sottrae la materia alla disponibilità delle parti. Il giudice può quindi rilevare d'ufficio l'estinzione del debito anche nel giudizio di rinvio, cancellando pretese economiche ormai scadute.
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Prescrizione contributi INPS: il rinvio dei termini sposta la decorrenza
L'INPS ha contestato la decisione di un Tribunale che aveva dichiarato prescritti i contributi previdenziali dovuti da una Lavoratrice per l'anno 2009, relativi alla Gestione Separata. La Corte d'Appello aveva ritenuto che il termine di prescrizione fosse scaduto. L'INPS ha sostenuto che il DPCM 10.6.2010 aveva posticipato la scadenza per il pagamento di tali contributi al 6 luglio 2010, rendendo il credito non prescritto. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che il termine di prescrizione contributi INPS per il 2009 doveva decorrere dalla nuova scadenza stabilita dal DPCM, cioè il 6 luglio 2010, e che tale differimento si applicava a tutti i contribuenti che esercitavano attività economiche per le quali erano stati elaborati gli studi di settore, anche se non assoggettati a tale regime. La sentenza è stata cassata e rinviata per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Ignorata, Cassazione Ribalta la Sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di *prescrizione contributi INPS* per la Gestione Separata. Un professionista aveva contestato una richiesta di contributi per il 2009, ritenuti prescritti dalla Corte d'Appello. Quest'ultima aveva calcolato la prescrizione dalla scadenza originaria del versamento (16 giugno 2010). La Cassazione ha però chiarito che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza *effettiva* del pagamento, incluse eventuali proroghe. Nel caso specifico, un D.P.C.M. aveva prorogato la scadenza al 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo ha portato all'accoglimento del ricorso INPS e al rinvio della causa per una nuova valutazione.
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Proroghe fiscali e prescrizione contributi Gestione Separata
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei versamenti previdenziali per l'anno 2009. Il professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale, sostenendo che la scadenza originaria fosse fissata al 16 giugno 2010 e la richiesta notificata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che il termine di pagamento per i soggetti assoggettabili a studi di settore era stato prorogato al 6 luglio 2010 tramite decreto governativo. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data prorogata e la notifica dell'ente è pienamente tempestiva ed efficace.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione Quadro RR non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi INPS relativi alla Gestione Separata. L'Istituto aveva richiesto il pagamento di contributi, ma il Lavoratore aveva omesso di compilare il "Quadro RR" nella sua dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici precedenti: la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito. L'INPS avrebbe potuto accertare il credito con i normali poteri ispettivi o richiedendo informazioni all'Agenzia delle Entrate. Pertanto, la Prescrizione contributi INPS è stata dichiarata valida, e il ricorso dell'INPS è stato respinto.
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Prescrizione contributi INPS: notifica valida e ricorso respinto
Un libero professionista ha contestato un avviso di addebito per contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2007. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che l'ente avesse notificato la richiesta di pagamento oltre il termine legale di cinque anni. La Corte di Appello ha respinto l'eccezione, accertando che l'ente previdenziale ha consegnato l'atto interruttivo il 10 giugno 2013, prima della scadenza del quinquennio fissata al 16 giugno 2013. Il professionista ha impugnato la pronuncia in Cassazione, affermando di aver ricevuto la notifica solo il 19 giugno 2013. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché il ricorrente intendeva ridiscutere l'accertamento materiale dei fatti senza rispettare i rigorosi limiti del giudizio di legittimità. Il professionista deve quindi pagare le somme richieste e un ulteriore contributo unificato.
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Beneficio contributivo per amianto negato per prescrizione
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale il riconoscimento del beneficio contributivo per amianto previsto dalla legge per l'esposizione prolungata a fibre nocive. I giudici di merito hanno respinto la richiesta a causa della prescrizione decennale: la domanda amministrativa era pervenuta oltre dieci anni dopo la cessazione definitiva dell'esposizione, avvenuta nel 1990, momento in cui il danno era già conoscibile. Il lavoratore ha impugnato la decisione contestando l'onere della prova e la consapevolezza del rischio. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, evidenziando che l'accertamento sulla decorrenza del termine costituisce una valutazione sui fatti non riesaminabile in sede di legittimità. Il lavoratore perde la causa e deve pagare le spese legali.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga contro termine
L'ente previdenziale chiedeva il pagamento dei contributi per l'anno 2009 a una professionista iscritta d'ufficio alla Gestione separata, notificando la richiesta il 30 giugno 2015. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito per prescrizione, ritenendo quale termine iniziale la scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal termine prorogato senza maggiorazione (6 luglio 2010) stabilito per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale è tempestiva ed evita l'estinzione del credito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2008 tramite una diffida recapitata il 27 giugno 2014. Il Professionista eccepiva l'estinzione del debito, sostenendo che la data limite per il conteggio quinquennale fosse il 16 giugno 2009. I giudici di merito accoglievano l'eccezione del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso dell'Ente. Il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata differita al 6 luglio 2009 tramite apposito decreto governativo per i contribuenti soggetti a studi di settore. La richiesta dell'Ente risulta quindi tempestiva e il debito rimane esigibile.
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