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Art. 2935 Codice Civile — Sezione Sesta Civile

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401 provvedimenti

Altri anni per Art. 2935 Codice Civile

Prescrizione contributi Gestione Separata tra proroga e scadenze
L'Ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2008. Il professionista ha eccepito l'avvenuta prescrizione contributi Gestione Separata, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto il 16 giugno 2014, prima della ricezione della richiesta notificata il 17 giugno 2014. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria di pagamento al 6 luglio 2009 per i soggetti sottoposti a studi di settore. Di conseguenza, il termine di prescrizione quinquennale decorreva dal 6 luglio 2009 e la richiesta di pagamento ricevuta il 17 giugno 2014 è pienamente tempestiva e valida.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno d'imposta 2009. La contribuente ha eccepito l'estinzione del credito, sostenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della notifica della richiesta di pagamento. La Corte d'Appello ha accolto l'eccezione della lavoratrice, fissando la scadenza ordinaria al 16 giugno 2010 e considerando tardivo l'atto notificato il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente previdenziale. I giudici hanno chiarito che la proroga fiscale estende la scadenza del debito al 6 luglio 2010 per i soggetti legati a studi di settore. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal termine prorogato, rendendo tempestiva la richiesta inviata entro il quinquennio.
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Rivalutazione contributiva per amianto: domanda tardiva respinta
Due dipendenti hanno richiesto all'ente previdenziale il riconoscimento dei benefici previdenziali per l'esposizione a fibre nocive tra il 1997 e il 2003. I giudici di merito hanno dichiarato prescritti i crediti anteriori al 2000, accertando la consapevolezza del rischio durante il servizio, e hanno respinto le pretese successive per assenza di prova sull'esposizione qualificata. I dipendenti hanno impugnato la pronuncia sostenendo che il termine decorresse solo dal rilascio dell'attestato certificativo. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dei lavoratori. La rivalutazione contributiva per amianto si prescrive in dieci anni dal momento in cui il lavoratore acquisisce piena conoscenza del pericolo ambientale. La Suprema Corte ha confermato la vittoria dell'ente previdenziale, condannando i ricorrenti alle spese legali.
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Prescrizione Contributi INPS: la Cassazione ribalta il calcolo
Un Professionista ha contestato la richiesta di contributi INPS per l'anno 2008, ritenendoli prescritti. La Corte d'Appello aveva accolto la sua tesi, stabilendo che il termine di prescrizione contributi INPS decorresse dalla scadenza originaria, ignorando un differimento di pagamento concesso da un D.P.C.M. L'INPS ha presentato ricorso. La Corte di Cassazione ha cassato la sentenza, affermando che il dies a quo (il giorno da cui inizia a contarsi il termine) per la prescrizione deve considerare il termine di pagamento prorogato. Questo significa che la richiesta dell'INPS non era prescritta. La causa tornerà alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione ribalta i termini
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Prescrizione contributi Gestione Separata per i professionisti. Il caso riguardava alcuni avvocati a cui l'INPS aveva richiesto contributi per l'anno 2009. I giudici di merito avevano annullato gli avvisi di addebito, ritenendo i crediti prescritti. La Cassazione ha invece stabilito che il differimento dei termini di pagamento, previsto da un D.P.C.M. per i contribuenti soggetti agli studi di settore, si applica a tutti i professionisti che svolgono attività per le quali sono stati elaborati tali studi, anche se non direttamente assoggettati. Questo sposta il momento da cui calcolare la prescrizione, rendendo i contributi non prescritti. L'INPS ha quindi vinto il ricorso.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe fiscali
Un libero professionista iscritto all'albo forense non versava i contributi alla cassa professionale per mancato raggiungimento della soglia minima di reddito nell'anno 2009. L'ente previdenziale pubblico richiedeva il pagamento dei contributi alla cassa pubblica con atto notificato il 30 giugno 2015. La corte territoriale accoglieva l'eccezione del professionista, considerando prescritto il credito sul presupposto della scadenza originaria fissata al 16 giugno 2010. L'ente impugnava la decisione dinanzi alla Suprema Corte di Cassazione, evidenziando il rinvio statale dei termini di versamento al 6 luglio 2010 per i soggetti soggetti agli indici fiscali. I giudici di legittimità hanno accolto il ricorso dell'ente: la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal giorno di effettivo pagamento differito dalla legge statale, rendendo tempestiva la richiesta inviata entro il quinquennio.
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INPS vs. Professionista: Prescrizione Contributi e Ricorso Inammissibile
Un professionista non ha compilato il 'quadro RR' nella dichiarazione dei redditi, portando l'INPS a richiedere contributi. La Corte d'Appello ha dichiarato la *prescrizione contributi INPS* per l'anno 2008, stabilendo che la sola omessa compilazione non prova il doloso occultamento del debito. L'INPS ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la sospensione della prescrizione per dolo. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'INPS inammissibile, poiché conteneva errori e riferimenti a un caso diverso, non essendo specifico per la posizione del professionista. Il professionista ha vinto, e i contributi non sono dovuti.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2010. I giudici territoriali dichiaravano estinto il debito ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata. L'Ente ricorreva in Cassazione sostenendo che un decreto governativo aveva prorogato la scadenza originaria dei pagamenti dal 16 giugno al 6 luglio 2011. La Suprema Corte accoglie il ricorso dell'Ente: poiché la notifica dell'avviso di pagamento era avvenuta il 4 luglio 2016, il termine di cinque anni non era ancora decorso interamente. La proroga fiscale sposta il momento iniziale di decorrenza della prescrizione, rendendo tempestiva la richiesta dell'Ente e ribaltando l'annullamento della pretesa contributiva.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Scadenze Vale per Tutti i Regimi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi INPS relativi alla Gestione Separata. Una professionista, che aveva aderito al regime fiscale dei minimi, non aveva versato i contributi del 2009. La scadenza, inizialmente fissata al 16 giugno 2010, era stata prorogata al 7 luglio 2010 da un D.P.C.M. L'Ente Previdenziale aveva notificato l'avviso di addebito il 30 giugno 2015. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione, sostenendo che la proroga non si applicasse alla professionista. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che la proroga dei termini di versamento si applica a tutti i contribuenti, indipendentemente dal regime fiscale, e che l'avviso era stato notificato in tempo utile.
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INPS vs Cittadino: La Prescrizione Contributi INPS e il Diritto di Recupero
L'INPS ha cercato di recuperare contributi previdenziali da un cittadino per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva respinto la richiesta dell'INPS, ritenendo che il diritto al recupero fosse prescritto. L'INPS ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione dei contributi INPS inizia solo quando il diritto al recupero può essere effettivamente esercitato. La sentenza è stata cassata e rinviata alla Corte d'Appello per un nuovo esame, con il principio che il termine di prescrizione decorre da quando il credito diventa esigibile. Questo chiarisce i termini per la prescrizione contributi INPS.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: decorrenza e limiti
L'Istituto Previdenziale ha richiesto il pagamento di contributi non versati per l'anno 2010 a un professionista non iscritto alla cassa di categoria. La Corte di merito ha ritenuto valida la richiesta, fissando la decorrenza del termine alla data di presentazione del modello fiscale e ravvisando un occultamento del debito per la mancata compilazione del quadro previdenziale. Il professionista ha impugnato la decisione contestando il calcolo temporale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza del termine di versamento e non dalla dichiarazione fiscale. Inoltre, l'omessa compilazione del quadro dedicato non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito.
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Prescrizione contributi INPS: l’omissione non è occultamento doloso
L'INPS ha contestato a un Lavoratore il mancato versamento di contributi per l'anno 2010. La Corte d'Appello ha dichiarato il credito prescritto, poiché il termine per la Prescrizione contributi INPS era scaduto. L'INPS ha sostenuto che la mancata compilazione del "Quadro RR" nella dichiarazione dei redditi da parte del Lavoratore costituisse un occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che la semplice omissione del Quadro RR non configura automaticamente un occultamento doloso. Per la sospensione della prescrizione, il debitore deve aver reso impossibile, non solo difficile, l'azione del creditore.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione non è Occultamento Doloso
Una professionista non ha compilato il 'Quadro RR' nella sua dichiarazione dei redditi, relativo ai contributi dovuti alla Gestione Separata INPS. L'INPS ha richiesto il pagamento, ma il credito era già caduto in prescrizione. L'Istituto ha sostenuto che la mancata compilazione fosse un occultamento doloso del debito, idoneo a sospendere la prescrizione contributi INPS. La Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione era effettiva. Ha stabilito che la mancata compilazione non configurava un occultamento doloso, poiché la professionista aveva agito per un'errata convinzione e aveva comunque dichiarato i redditi. Il ricorso dell'INPS è stato dichiarato inammissibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata e proroghe
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi non versati per l'anno 2009. Il giudice d'appello aveva dichiarato estinto il debito per decorso del termine quinquennale, individuando la scadenza originaria al 16 giugno 2010 e ritenendo tardiva la notifica dell'avviso inviata il 30 giugno 2015. L'ente ha impugnato la decisione sostenendo l'efficacia della proroga dei versamenti tributari stabilita con decreto al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente: la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza legale prorogata, rendendo tempestiva la richiesta di pagamento e annullando l'estinzione del credito.
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Vittima del dovere: lo status non scade ma i ratei sì
Gli eredi di un dipendente pubblico hanno richiesto l'assegno vitalizio spettante a chi subisce invalidità o morte in servizio. Il Ministero competente ha negato il beneficio, eccependo il decorso del termine decennale di prescrizione sia per la qualifica sia per i pagamenti. I giudici hanno accolto la domanda degli eredi. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione e ha respinto il ricorso ministeriale. Il principio stabilito chiarisce che la qualifica di vittima del dovere rappresenta uno status personale permanente e imprescrittibile. L'azione per ottenerne l'accertamento non si estingue mai con il passare degli anni. Al contrario, i singoli ratei economici periodici restano soggetti a prescrizione ordinaria, ma nel caso concreto riguardavano esclusivamente il periodo successivo alla richiesta formale presentata dagli eredi.
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INPS vs. Professionista: La Cassazione chiarisce l’Abitualità attività professionale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS, confermando l'annullamento di un avviso di pagamento per contributi alla Gestione Separata. Il caso riguardava un avvocato con redditi professionali inferiori a 5.000 euro. La Cassazione ha ribadito che l'INPS ha l'onere di dimostrare l'abitualità attività professionale per richiedere i contributi. Inoltre, ha confermato la prescrizione del credito INPS, poiché l'atto interruttivo era stato notificato tardivamente. La sentenza chiarisce i criteri per l'accertamento dell'abitualità e i termini di prescrizione.
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Iscrizione Gestione Separata INPS: Albo e Partita IVA non bastano
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un professionista iscritto all'albo e con partita IVA, ma con un reddito annuo inferiore a 5.000 euro. L'INPS lo aveva iscritto d'ufficio alla Iscrizione Gestione Separata INPS, chiedendo contributi. La Corte d'Appello aveva confermato l'obbligo, presumendo l'abitualità dell'attività dalla sola iscrizione all'albo e partita IVA. La Cassazione ha cassato questa decisione, stabilendo che tali elementi non bastano a dimostrare l'abitualità e che è necessario un accertamento concreto, anche considerando l'entità del reddito. Il caso torna in appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione rivalutazione contributiva amianto: non parte dal pensionamento
Un Lavoratore ha chiesto all'INPS la rivalutazione contributiva per esposizione all'amianto. I giudici precedenti avevano respinto la sua domanda, ritenendo il diritto prescritto. Hanno calcolato la prescrizione decennale dalla data di pensionamento del Lavoratore. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che la Prescrizione rivalutazione contributiva amianto inizia solo quando il Lavoratore è consapevole di essere stato esposto all'amianto oltre i limiti di legge. Questa consapevolezza può maturare anche dopo il pensionamento. La Corte ha accolto il ricorso del Lavoratore e ha rinviato il caso a una nuova Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione benefici amianto: la consapevolezza decide il termine
Un lavoratore ha chiesto all'INPS la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto. La Corte d'Appello ha respinto la sua domanda, accogliendo l'eccezione di prescrizione sollevata dall'INPS. Ha ritenuto che il termine per far valere il diritto iniziasse dalla data in cui il lavoratore aveva presentato domanda all'INAIL per la certificazione dell'esposizione, dimostrando la sua consapevolezza. Il lavoratore ha proposto ricorso in Cassazione, contestando il punto di partenza della prescrizione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, confermando che la prescrizione benefici amianto decorre dalla consapevolezza dell'esposizione, non dal riconoscimento formale.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: stop a INPS
L'Ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento di somme arretrate per l'anno 2011. Il lavoratore ha eccepito l'estinzione del credito per decorso del tempo. L'Istituto ha impugnato la decisione favorevole al professionista, sostenendo che la mancata compilazione del quadro RR della dichiarazione fiscale integrasse un occultamento intenzionale del debito, idoneo a bloccare il decorso temporale. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Istituto. I giudici hanno chiarito che la semplice omissione formale della dichiarazione non comporta alcun automatismo di occultamento doloso. Di conseguenza, la prescrizione contributi Gestione Separata estingue la pretesa creditoria dell'Istituto, con condanna al pagamento delle spese legali a suo carico.
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