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Art. 28 Codice di Procedura Penale — Sezione Prima Penale

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485 provvedimenti

Altri anni per Art. 28 Codice di Procedura Penale

Conflitto di competenza: Cassazione respinge l’eccezione
Un imputato accusato di tentata estorsione ha segnalato al Giudice dell'udienza preliminare la pendenza di una causa civile parallela dinanzi a una Corte d'appello, chiedendo di trasmettere gli atti alla Corte di Cassazione per presunta incompetenza territoriale. Il giudice penale ha inoltrato l'istanza ai giudici di legittimità senza però adottare alcun provvedimento autonomo sulla propria competenza. La Suprema Corte ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza, stabilendo che un vero contrasto si configura solo se due o più organi giudiziari assumono posizioni contrastanti sul medesimo fatto attribuito alla stessa persona. La semplice istanza difensiva non accolta costituisce una semplice eccezione interna al processo e non giustifica la rimessione in Cassazione. Gli atti sono stati restituiti al giudice originario per proseguire il procedimento.
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Rito abbreviato e giudizio immediato: stop alla regressione
La vicenda nasce dalla notifica irregolare di un decreto di giudizio immediato a carico dell'imputato. Il Tribunale collegiale ha ordinato la rinnovazione della notifica, rimettendo l'imputato in termini. Il difensore ha formulato istanza di rito abbreviato e giudizio immediato. Successivamente, il Tribunale ha aperto il dibattimento e poi ha rimesso improvvisamente gli atti al Giudice per le indagini preliminari per celebrare il rito alternativo. Il Giudice per le indagini preliminari ha sollevato conflitto di competenza, denunciando l'indebita regressione del processo. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto attribuendo la competenza al Tribunale dibattimentale. La Corte ha stabilito che il giudice del dibattimento non può retrocedere il fascicolo alla fase preliminare ormai conclusa, ma deve celebrare direttamente il giudizio abbreviato evitando stalli procedimentali.
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Misure alternative alla detenzione: scontro tra giudici e sede
Un condannato, a seguito di condanna penale irrevocabile, ottiene la sospensione dell'ordine di esecuzione per richiedere l'applicazione di misure alternative alla detenzione. Avendo eletto domicilio a Rimini, il Tribunale di Sorveglianza di Catania dichiara la propria incompetenza a favore di quello di Bologna. Il Tribunale di Bologna rifiuta il caso e solleva conflitto di competenza davanti alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte stabilisce che, quando l'ordine di esecuzione è sospeso, la competenza a decidere sulle misure alternative alla detenzione spetta al Tribunale di Sorveglianza del luogo in cui ha sede il Pubblico Ministero procedente, cioè Catania, derogando alla regola generale del domicilio del richiedente.
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Conflitto di competenza: dove si giudica il finto matrimonio?
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le indagini preliminari di Teramo e quello di Busto Arsizio. Il caso riguardava un imputato accusato di favoreggiamento dell'immigrazione clandestina tramite matrimoni fittizi. Poiché il luogo di commissione del reato più grave era sconosciuto, il Giudice di Busto Arsizio aveva trasferito gli atti a Teramo basandosi sul luogo di prima iscrizione della notizia di reato. La Cassazione ha invece stabilito che, in caso di reati connessi, se il luogo del reato più grave è ignoto, la competenza spetta al giudice del luogo in cui è stato commesso il reato subordinato (in questo caso Ferno, sotto Busto Arsizio). Di conseguenza, la competenza spetta al Tribunale di Busto Arsizio.
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Giudice dell’esecuzione competente: decide l’ultima irrevocabilità
Il caso affronta un conflitto negativo di competenza tra due tribunali per stabilire quale fosse il giudice dell'esecuzione competente a decidere sulla richiesta di applicazione del reato continuato presentata da un condannato. Il Tribunale di Sassari aveva declinato la propria competenza a favore del Tribunale di Aosta. Quest'ultimo ha sollevato il conflitto, evidenziando che l'ultima sentenza ad essere passata in giudicato era proprio quella emessa dal Tribunale di Sassari, divenuta irrevocabile il 9 dicembre 2020, mentre la propria decisione era diventata definitiva in data antecedente. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del Tribunale di Sassari, applicando la regola per cui la competenza spetta al giudice che ha emesso il provvedimento diventato irrevocabile per ultimo.
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Conflitto di competenza: se il GIP deve cedere al Tribunale
Il Tribunale di Matera ha annullato il decreto di giudizio immediato contro alcuni imputati per il mancato deposito degli atti di intercettazione, ordinando la restituzione degli atti al Giudice per le indagini preliminari (GIP) di Potenza. Il GIP di Potenza ha rifiutato la restituzione, sollevando un conflitto di competenza. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del GIP di Potenza. La Corte ha stabilito che, in caso di contrasto tra il giudice del dibattimento e il GIP, prevale la decisione del primo, a meno che il provvedimento non sia totalmente abnorme. Anche se la decisione del Tribunale di Matera poteva essere giuridicamente errata, non era abnorme, rendendo cosi vincolante la regressione del procedimento.
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Liberazione anticipata: scontro di competenza tra giudici
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le indagini preliminari di Treviso e il Magistrato di sorveglianza di Venezia. Il caso riguardava la richiesta di liberazione anticipata presentata da un condannato che stava espiando la pena sostitutiva del lavoro di pubblica utilità. Il Magistrato di sorveglianza riteneva competente il giudice che aveva applicato la sanzione. La Suprema Corte ha invece stabilito che la competenza spetta al Magistrato di sorveglianza. Infatti, la valutazione sulla liberazione anticipata non si limita al controllo del rispetto delle prescrizioni, ma richiede un esame complessivo della rieducazione del condannato, che è compito tipico del giudice di sorveglianza.
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Competenza del giudice dell’esecuzione: scontro risolto tra uffici
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra il Tribunale e la Corte d'Appello in merito alla revoca della sospensione condizionale della pena per Il Condannato. Il Procuratore generale aveva presentato la richiesta quando l'ultima sentenza definitiva era quella della Corte d'Appello. Successivamente, un'altra sentenza del Tribunale è diventata irrevocabile. La Cassazione ha stabilito che la competenza del giudice dell'esecuzione si determina al momento del deposito della domanda, applicando il principio della conservazione della giurisdizione. Di conseguenza, la Corte d'Appello è stata dichiarata competente.
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Correzione di errori materiali: scontro tra giudici sulla competenza
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra un Tribunale e una Corte di Appello riguardo alla correzione di errori materiali in un decreto di sequestro. Nel caso specifico, un errore catastale inficiava il provvedimento, ma il decreto di confisca era già stato impugnato dinanzi alla Corte di Appello. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza per la correzione spetta esclusivamente al giudice dell'impugnazione presso cui pende il processo, e non al giudice di primo grado che ha emesso l'atto originario. Di conseguenza, la Cassazione ha dichiarato la competenza della Corte di Appello, disponendo la trasmissione degli atti a quest'ultima per la correzione dell'errore.
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Competenza territoriale nei reati associativi: conta la sede
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra due uffici giudiziari in merito a un'associazione a delinquere finalizzata all'evasione fiscale tramite società fittizie. La Suprema Corte ha stabilito che la competenza territoriale nei reati associativi si radica nel luogo in cui si manifesta l'operatività concreta della struttura criminale e dove hanno sede le società "cartiere" utilizzate per le frodi, e non nel luogo di residenza del presunto capo dell'organizzazione. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato la competenza del Tribunale in cui operavano le società fittizie, ordinando la trasmissione degli atti per la prosecuzione del procedimento penale.
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Competenza territoriale reati tributari: decide il primo PM
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto negativo di competenza tra i Tribunali di Roma e Velletri in merito a un procedimento per emissione di fatture false. Alcuni imputati erano accusati di aver emesso più fatture per operazioni inesistenti nello stesso anno d'imposta. Il Tribunale di Roma riteneva competente Velletri, dove l'ufficio del Pubblico Ministero aveva iscritto per primo la notizia di reato. La Cassazione ha confermato questo orientamento, stabilendo che la competenza territoriale reati tributari, in caso di emissione plurima di fatture false nel medesimo periodo d'imposta, spetta al giudice del luogo in cui è stata registrata per prima la notizia di reato, e non dove è stata emessa la prima fattura. Vince il Tribunale di Roma, il processo si terrà a Velletri.
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Conflitto di competenza: un errore di ortografia blocca la pena
La Corte di Cassazione risolve un conflitto di competenza negativo tra diversi Tribunali riguardante l'individuazione del giudice dell'esecuzione per un condannato. La questione nasce da un errore materiale nel cognome del soggetto, scritto con una sola lettera 'l' anziché due in una delle sentenze. Verificati i dati anagrafici reali presso lo stato civile, la Corte accerta che si tratta della stessa persona. Di conseguenza, il Tribunale di Ferrara, avendo emesso l'ultima condanna diventata irrevocabile nel 2020, viene dichiarato competente a decidere sulle istanze del condannato.
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Giudizio immediato: scontro tra giudici risolto dalla Cassazione
Il Tribunale di Cagliari e il GIP dello stesso tribunale hanno sollevato un conflitto di competenza per stabilire chi debba decidere sulla richiesta di giudizio immediato avanzata dal Pubblico Ministero per un reato a citazione diretta. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del GIP. La Corte ha chiarito che l'introduzione del giudizio immediato per questa tipologia di reati, operata dalla riforma Cartabia, non modifica le regole ordinarie. La decisione sull'ammissibilità del rito spetta sempre al Giudice per le indagini preliminari, in quanto fase ancora interna alle indagini, evitando così inutili rallentamenti processuali e incompatibilità per il giudice del dibattimento.
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Accertamento del credito: scontro tra giudice civile e penale
Una società di costruzioni ha richiesto l'ammissione al passivo di un credito derivante da un contratto di appalto nei confronti di un'azienda confiscata. Il credito era però contestato e oggetto di un giudizio civile d'appello ancora pendente. Il Tribunale delle misure di prevenzione e la Corte d'appello civile sono entrati in conflitto sulla competenza a decidere. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del giudice civile. La Corte ha stabilito che il giudice della prevenzione ha solo un potere di verifica cartolare sui crediti certi e non un generale potere di accertamento del credito quando questo sia ancora incerto o controverso nel suo fondamento o nel suo ammontare.
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Incidente di esecuzione: l’errore del casellario non sposta il giudice
Il Condannato ha proposto un incidente di esecuzione davanti al Tribunale di Parma. Il Tribunale si è dichiarato incompetente poiché dal casellario giudiziale risultava che l'ultima sentenza definitiva era stata emessa dal GIP di Ravenna. Quest'ultimo ha rilevato un errore materiale nel casellario: la sentenza era stata in realtà emessa dal GIP di Parma. La Corte di Cassazione ha dichiarato insussistente il conflitto di competenza, stabilendo che la competenza spetta al GIP di Parma, effettivo autore dell'ultimo provvedimento irrevocabile, disponendo la trasmissione degli atti a quest'ultimo.
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Lesioni personali stradali: Giudice di Pace o Tribunale?
Il Giudice di Pace e il Tribunale di Padova hanno sollevato un conflitto di competenza in merito a un incidente stradale. L'imputata guidava con un tasso alcolemico di 0,58 g/L e ha causato lesioni guaribili in trenta giorni. Il Giudice di Pace riteneva configurabile il reato di lesioni personali stradali gravi, di competenza del Tribunale. La Corte di Cassazione ha invece chiarito che, poiché le lesioni sono inferiori a quaranta giorni e il tasso alcolemico non supera le soglie di gravità, il fatto rientra nelle lesioni personali colpose semplici. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato la competenza del Giudice di Pace.
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Frode informatica: la Cassazione decide la competenza territoriale
Un soggetto ha commesso il reato di frode informatica accedendo abusivamente alla mail della vittima e disponendo un bonifico di oltre 13.000 euro sul proprio conto corrente, aperto a Modena. Il GIP di Messina ha disposto il sequestro preventivo ma ha dichiarato la propria incompetenza a favore di Modena. Il GIP di Modena ha sollevato un conflitto di competenza, evidenziando che per tali reati la competenza spetta alla Procura distrettuale. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto stabilendo che il reato si consuma nel luogo di accredito della somma (Modena), ma la competenza funzionale appartiene al Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Bologna, capoluogo del distretto di corte d'appello competente per il territorio di Modena.
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Conflitto di competenza: la Corte d’Assise vince sul Tribunale
Il Tribunale e la Corte di Assise di Milano si sono dichiarati entrambi incompetenti a giudicare un gruppo di persone accusate di associazione per delinquere finalizzata al favoreggiamento dell'immigrazione clandestina. La Cassazione ha dovuto risolvere questo conflitto di competenza. I giudici di legittimità hanno stabilito che, poiché l'associazione era diretta a commettere il grave reato di immigrazione clandestina aggravata, la competenza spetta alla Corte di Assise. Inoltre, per il principio della connessione dei procedimenti, la Corte di Assise deve giudicare anche tutti i reati minori collegati, attraendo l'intero processo dinanzi a sé. Di conseguenza, la Cassazione ha assegnato il caso alla Corte di Assise di Milano.
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Competenza del tribunale monocratico: scontro sul caporalato
Il caso nasce da un conflitto di competenza tra il giudice monocratico e il collegio del Tribunale di Ragusa. L'Imputato era accusato del reato di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, aggravato da minacce. Entrambi i giudici rifiutavano la trattazione del processo, ritenendosi incompetenti. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto stabilendo la competenza del tribunale monocratico. I giudici di legittimità hanno chiarito che le aggravanti contestate non superano la soglia di pena dei dieci anni di reclusione. Di conseguenza, il processo deve svolgersi davanti al giudice in composizione monocratica, garantendo la corretta prosecuzione del giudizio senza ulteriori ritardi processuali.
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Competenza per l’esecuzione: scontro tra Tribunale e Appello
Il Tribunale di Napoli e la Corte di Appello di Napoli hanno sollevato un conflitto negativo circa la competenza per l'esecuzione di un incidente di esecuzione richiesto da un condannato. Il Tribunale riteneva competente la Corte d'Appello quale giudice che aveva emesso l'ultima sentenza irrevocabile. La Corte d'Appello ha invece rilevato che la sua decisione aveva modificato la sentenza di primo grado solo quoad poenam, cioè limitatamente alla misura della pena. La Corte di Cassazione ha risolto il conflitto dichiarando la competenza del Tribunale di Napoli. Quando la riforma in appello riguarda esclusivamente il trattamento sanzionatorio, la competenza spetta infatti al giudice di primo grado.
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