Un'amministrazione pubblica ha chiesto a un dipendente la restituzione di una somma di denaro scomparsa dalla cassetta metallica a lui affidata. Il dipendente, precedentemente assolto in sede penale, si è opposto alla richiesta. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'amministrazione, confermando che il lavoratore ha rispettato l'obbligo di custodia. Avendo riposto la cassetta chiusa a chiave nel proprio cassetto, anch'esso chiuso, secondo la prassi dell'ufficio, il dipendente ha agito con la diligenza richiesta. La Corte ha stabilito che, se la condotta del debitore rispetta lo standard di diligenza concreto, non vi è inadempimento, escludendo la necessità di dimostrare una causa di forza maggiore. Il dipendente vince definitivamente la causa.
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