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Art. 2697 Codice Civile — Anno 2024

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5108 provvedimenti

Altri anni per Art. 2697 Codice Civile

Onere della prova in appello: il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni lavoratori agricoli per il riconoscimento dell'indennità di disoccupazione. La decisione si fonda sulla carenza del ricorso, che non ha soddisfatto l'onere della prova in appello. I ricorrenti non hanno adeguatamente ricostruito il percorso argomentativo della sentenza impugnata né hanno fornito elementi specifici per contestarne la ratio decidendi, limitandosi a una generica contrapposizione.
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Prescrizione rivalutazione amianto: quando decorre?
Un lavoratore si è visto negare la rivalutazione contributiva per esposizione ad amianto perché la richiesta era stata presentata oltre dieci anni dopo il pensionamento. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10225/2024, ha annullato la decisione, stabilendo un principio fondamentale sulla prescrizione rivalutazione amianto: il termine decennale non decorre automaticamente dalla data del pensionamento, ma dal momento in cui il lavoratore ha acquisito la consapevolezza del suo diritto, ovvero della pregressa esposizione nociva.
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Responsabilità sindaco: il dovere di vigilanza bancaria
La Corte di Cassazione ha confermato la sanzione irrogata dall'Autorità di vigilanza a un componente del collegio sindacale di un istituto di credito. Il caso riguarda l'omessa vigilanza su una massiccia vendita di azioni proprie della banca, qualificata come offerta al pubblico e realizzata senza il prospetto informativo obbligatorio. La Corte ha stabilito che la breve durata dell'incarico non esonera dalla responsabilità del sindaco, se questi ha avuto accesso a informazioni sufficienti per rilevare le anomalie durante le riunioni del consiglio di amministrazione.
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Rescissione per lesione: quando è inammissibile il ricorso
Una venditrice ottiene la rescissione di un contratto di vendita immobiliare per un prezzo troppo basso, ovvero per lesione ultra dimidium. Gli acquirenti ricorrono in Cassazione, ma il loro ricorso viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ribadisce che non può riesaminare nel merito le prove, come lo stato di bisogno del venditore o l'esatto oggetto del contratto, specialmente in presenza di due decisioni conformi nei gradi precedenti. Questa ordinanza chiarisce i limiti del giudizio di legittimità in materia di rescissione per lesione.
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Risarcimento medici specializzandi: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10206/2024, ha definito diversi ricorsi sul tema del risarcimento per i medici specializzandi che non hanno ricevuto una remunerazione durante la formazione a causa del tardivo recepimento di direttive europee. La Corte ha stabilito che: 1) il medico deve provare l'equipollenza del proprio corso a quelli previsti dalle direttive, essendo un fatto costitutivo del diritto; 2) spetta il risarcimento anche ai medici che hanno iniziato la specializzazione prima del 1983, ma solo per il periodo formativo successivo al 1° gennaio 1983; 3) l'importo del risarcimento va quantificato sulla base della Legge 370/1999 e non del D.Lgs. 257/1991, escludendo la rivalutazione monetaria se non per la prova di un maggior danno.
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Revocatoria fallimentare: la prova del pagamento
Una società creditrice impugna una sentenza che ha disposto la revocatoria fallimentare di pagamenti ricevuti da un'altra società poi fallita. La Cassazione rigetta il ricorso, chiarendo che la prova del pagamento può basarsi su assegni e scritture contabili, soprattutto se la ricezione è stata implicitamente ammessa dal creditore stesso. Viene inoltre confermato che, ai fini della revocatoria fallimentare, la data rilevante per un assegno è quella dell'incasso, non dell'emissione.
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Contratto preliminare: quando si può trasferire?
Un promissario acquirente ha richiesto l'esecuzione in forma specifica di un contratto preliminare per terreni e porzioni di fabbricato. La Corte di Cassazione ha rigettato la domanda, stabilendo che per ottenere una sentenza che trasferisca la proprietà, il contratto preliminare deve contenere l'esatta identificazione del bene, con tutti i dati catastali, e la dichiarazione di conformità catastale per i fabbricati. L'assenza di questi elementi preclude il trasferimento giudiziale.
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Comunicazione licenziamento collettivo: profili e validità
Un'azienda ha avviato una procedura di licenziamento collettivo indicando solo i livelli contrattuali del personale in esubero. La Corte di Cassazione ha confermato l'illegittimità dei licenziamenti, stabilendo che la comunicazione di licenziamento collettivo deve obbligatoriamente specificare i 'profili professionali' dettagliati. Questa specificità è essenziale per garantire la trasparenza e permettere un controllo effettivo da parte dei sindacati, rendendo la procedura altrimenti viziata.
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Doppia conforme tributaria: quando il ricorso è out
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di due soci di una S.N.C. contro un accertamento fiscale basato su indagini bancarie. Il ricorso è stato ritenuto in parte inammissibile a causa della regola della "doppia conforme tributaria", poiché le decisioni dei giudici di primo e secondo grado erano sostanzialmente allineate sui fatti. La Corte ha inoltre ribadito che l'assoluzione in sede penale non vincola il giudice tributario e che le presunzioni basate su movimentazioni bancarie sono legittime.
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Onere della prova TARSU: la parola al contribuente
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10182/2024, ha chiarito che l'onere della prova per l'esenzione dalla TARSU spetta interamente al contribuente. Nel caso esaminato, una società agricola si era vista annullare un avviso di accertamento per immobili adibiti a stalla e fienile. La Suprema Corte ha ribaltato la decisione, affermando che il contribuente non aveva adempiuto al proprio onere probatorio, omettendo di presentare la necessaria dichiarazione per le aree produttive di rifiuti speciali non assimilati e di fornire prove adeguate.
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Usucapione terrazza: quando la prova non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che ordinava la demolizione di una rampa di accesso costruita sul fondo altrui. Il ricorso, basato su una presunta usucapione della terrazza, è stato dichiarato inammissibile per carenza di prove sull'estensione della preesistente opera e per aver introdotto motivi di censura inammissibili in sede di legittimità.
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Criteri di scelta licenziamento: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 10177/2024, ha confermato l'annullamento di un licenziamento collettivo a causa dell'illegittimità dei criteri di scelta adottati dall'azienda. La Suprema Corte ha ribadito che i criteri di scelta licenziamento devono essere oggettivi, verificabili e trasparenti, non potendo basarsi su descrizioni generiche di competenze o valutazioni discrezionali. È stato sottolineato che la comparazione dei lavoratori deve avvenire su base ampia, considerando la fungibilità delle mansioni nell'intero complesso aziendale.
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Criteri licenziamento collettivo: Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato l'annullamento di un licenziamento collettivo, giudicando illegittimi i criteri di scelta adottati da un'azienda perché generici e discrezionali. La sentenza sottolinea che i criteri di licenziamento collettivo devono essere oggettivi, trasparenti e verificabili, non potendo basarsi su vaghe descrizioni di competenze o macchinari, per garantire un controllo effettivo e tutelare i lavoratori. L'onere di dimostrare la corretta applicazione di tali criteri spetta interamente al datore di lavoro.
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Onere della prova TARSU: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 10168/2024, ha stabilito che l'onere della prova TARSU per le esenzioni relative a immobili produttivi di rifiuti speciali, come stalle e fienili, grava interamente sul contribuente. L'esenzione non è automatica ma richiede una specifica denuncia che attesti le condizioni previste dalla legge. La Corte ha accolto il ricorso di un Comune, riformando la decisione dei giudici di merito che avevano erroneamente invertito tale onere.
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Ricorso inammissibile: Cassazione e onere della prova
Un dipendente pubblico ha impugnato la sentenza di secondo grado che rigettava le sue richieste di reinquadramento superiore, risarcimento per demansionamento e mobbing, e annullamento di sanzioni. La Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, evidenziando la genericità delle critiche mosse alla sentenza d'appello e la mancata autosufficienza dei motivi, che miravano a una rivalutazione dei fatti non consentita in sede di legittimità.
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Onere probatorio processo tributario: la Cassazione
La Suprema Corte ha annullato una cartella esattoriale per bollo auto, stabilendo un principio fondamentale sull'onere probatorio nel processo tributario. È stato chiarito che il giudice non può acquisire d'ufficio prove per rimediare all'inerzia dell'ente impositore, che ha il dovere di dimostrare i fatti a fondamento della propria pretesa, come l'interruzione della prescrizione.
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Prova del danno: inammissibile il ricorso generico
Un commerciante ha citato in giudizio il condominio per i danni da infiltrazioni nel suo negozio. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, non perché mancasse la responsabilità del condominio, ma perché la richiesta di risarcimento era basata su una prova del danno troppo generica e non adeguatamente circostanziata. La sentenza sottolinea che, per ottenere un risarcimento, non basta affermare di aver subito un pregiudizio, ma è necessario dimostrarlo con precisione.
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Fatture soggettivamente inesistenti: onere della prova
Una società alberghiera si vedeva contestare la detrazione IVA per fatture soggettivamente inesistenti. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10136/2024, ha chiarito la ripartizione dell'onere della prova: l'Amministrazione Finanziaria deve dimostrare che il contribuente sapeva o avrebbe dovuto sapere della frode, non necessariamente che vi abbia partecipato attivamente. La Corte ha cassato la decisione precedente, che aveva ignorato importanti elementi indiziari, rinviando il caso per un nuovo esame basato su questo principio.
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Onere della prova frode IVA: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 10140/2024, ha rigettato il ricorso di una società alberghiera contro un avviso di accertamento per indebita detrazione IVA su fatture soggettivamente inesistenti. Il caso chiarisce l'onere della prova: spetta all'Amministrazione Finanziaria fornire indizi, anche presuntivi, sulla consapevolezza della frode da parte del contribuente. Successivamente, la prova contraria grava sul contribuente, che deve dimostrare di aver agito con la massima diligenza per non essere coinvolto.
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Trasferimento ramo d’azienda: autonomia funzionale
Un gruppo di dipendenti ha contestato la legittimità del proprio trasferimento a una nuova società, avvenuto nell'ambito di un'operazione di trasferimento ramo d'azienda, sostenendo che l'unità ceduta non possedesse la necessaria autonomia funzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. I giudici hanno stabilito che il ramo ceduto costituiva un'entità economica preesistente e autonoma, rendendo l'operazione legittima. Durante il procedimento, per alcuni lavoratori è intervenuto un accordo transattivo.
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