LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 240-bis Codice Penale — Sezione Terza Penale

Pagina 7 di 11

212 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Sequestro preventivo: legittimo se il denaro è sproporzionato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo contro il sequestro preventivo di 22.600 euro, rinvenuti insieme a un ingente quantitativo di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, nei reati di droga, il sequestro è legittimo non solo per impedire l'uso del denaro per commettere altri reati, ma anche in funzione della confisca per sproporzione. Quest'ultima non richiede un nesso diretto tra il denaro e il singolo reato, ma si basa sulla sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, presumendo un'origine illecita che l'indagato non ha saputo giustificare.
Continua »
Pene sostitutive: il casellario giudiziale conta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per spaccio, il quale richiedeva l'applicazione delle pene sostitutive. La Corte ha stabilito che, anche dopo la Riforma Cartabia, i precedenti penali e la personalità del reo sono elementi cruciali che il giudice deve valutare per determinare se una pena alternativa al carcere sia effettivamente idonea alla rieducazione del condannato. La decisione sottolinea che non basta l'assenza di ostacoli formali, ma serve una prognosi positiva sulla condotta futura dell'imputato.
Continua »
Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una somma di denaro. La decisione si fonda sulla distinzione tra una critica al contenuto della motivazione del giudice, non ammissibile, e una motivazione meramente apparente, unico vizio censurabile. L'indagato non è riuscito a fornire prove sufficienti a superare la presunzione di provenienza illecita dei fondi, legata a contestazioni per reati di droga.
Continua »
Confisca e prescrizione: serve l’accertamento di colpa
Un amministratore, accusato di frode fiscale tramite fatture false, vede il reato estinguersi per prescrizione in appello. La Corte d'Appello, pur revocando le pene, conferma la confisca diretta del profitto. La Corte di Cassazione annulla tale decisione, stabilendo un principio fondamentale in tema di confisca e prescrizione: per mantenere la confisca, il giudice non può limitarsi a escludere cause di assoluzione, ma deve condurre un accertamento positivo e approfondito sulla responsabilità penale dell'imputato, come richiesto dall'art. 578-bis c.p.p.
Continua »
Attenuanti generiche: quando il giudice può negarle
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per detenzione di stupefacenti. L'imputato chiedeva la concessione delle attenuanti generiche, la riduzione della pena e la restituzione di una somma di denaro confiscata. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, stabilendo che le attenuanti generiche non possono essere concesse in assenza di elementi positivi che dimostrino un reale pentimento, come un corretto contegno processuale. Nel caso specifico, l'atteggiamento oppositivo e le dichiarazioni inverosimili dell'imputato hanno giustificato il diniego. Anche la confisca del denaro è stata ritenuta legittima per l'assenza di prove sulla sua lecita provenienza.
Continua »
Confisca allargata: sequestro anche senza nesso diretto
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di un sequestro preventivo su una somma di denaro, finalizzato alla confisca allargata, nei confronti di un individuo indagato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, per questo tipo di misura, non è necessario provare il nesso di pertinenzialità diretta tra il denaro e il reato, essendo sufficiente dimostrare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato dall'indagato, il quale non è riuscito a giustificarne la lecita provenienza.
Continua »
Confisca per sproporzione e droga: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti contro la confisca di 1100 euro. La Corte ha chiarito che, anche in assenza di una condanna per spaccio, la confisca per sproporzione è legittima se l'imputato non fornisce alcuna giustificazione sulla lecita provenienza del denaro, presumendolo così provento di attività illecite.
Continua »
Confisca per sproporzione: limiti e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Pubblico Ministero contro l'annullamento di un sequestro preventivo di circa 24.000 euro. Il denaro era stato sequestrato a un individuo indagato per traffico internazionale di droga. La Corte ha confermato la decisione del Tribunale del riesame, stabilendo che per procedere con una confisca per sproporzione, non basta la gravità del reato contestato, ma è necessario dimostrare un nesso logico-temporale tra il crimine e i beni, nonché una chiara sproporzione rispetto ai redditi, oneri probatori che l'accusa non aveva soddisfatto.
Continua »
Sequestro per sproporzione: contanti e droga in casa
La Cassazione conferma il sequestro per sproporzione di una ingente somma di contanti trovata in casa di un indagato per spaccio di droga. In assenza di prove sulla lecita provenienza del denaro, la sproporzione rispetto al reddito dichiarato giustifica la misura cautelare, anche senza un nesso diretto tra il denaro e il reato contestato.
Continua »
Prescrizione reati tributari: la Cassazione annulla
Un imprenditore era stato condannato in appello per l'omessa presentazione della dichiarazione dei redditi. La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza, accogliendo il motivo di ricorso sulla prescrizione reati tributari. Secondo la Suprema Corte, il reato si era estinto prima della pronuncia d'appello a causa del decorso del tempo. Di conseguenza, è stata revocata anche la confisca per equivalente disposta sui beni dell'imputato.
Continua »
Sequestro preventivo immobile: motivazione necessaria
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di sequestro preventivo immobile a carico di un indagato per reati di droga. La decisione si fonda sulla totale assenza di una motivazione specifica e concreta riguardo al 'periculum in mora' per un bene immobile adibito a casa familiare. La Corte ha stabilito che una giustificazione generica, valida per il denaro, non è sufficiente per un immobile, e ha censurato il giudice per non aver considerato le prove difensive sulla provenienza lecita dei fondi per l'acquisto.
Continua »
Sequestro preventivo: quando è inammissibile il ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo di un immobile, disposto nell'ambito di un'indagine per spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulla manifesta sproporzione tra il valore del bene e il reddito dichiarato dall'indagato. La Corte ribadisce che il ricorso contro tali misure è ammesso solo per violazione di legge e non per contestare la logicità della motivazione del giudice di merito.
Continua »
Sequestro profitto reato: quando il denaro non è legato
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 33354/2024, ha annullato un sequestro preventivo di denaro a carico di un soggetto accusato di detenzione di stupefacenti di lieve entità. La Corte ha stabilito che il denaro non può essere considerato 'profitto del reato' se il crimine contestato è la mera detenzione, in quanto questa non genera un guadagno. Per configurare un sequestro profitto reato è necessario dimostrare un collegamento diretto con un atto di cessione della sostanza, nesso che in questo caso mancava.
Continua »
Confisca stupefacenti: motivazione è essenziale
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34406/2024, ha annullato una decisione di confisca stupefacenti a carico di due imputati a seguito di patteggiamento. La Suprema Corte ha stabilito che la motivazione del provvedimento è un requisito fondamentale: non basta un semplice elenco di norme per giustificare la confisca di beni come denaro e cellulari, ma è necessario dimostrare il nesso di pertinenzialità con il reato contestato.
Continua »
Sequestro preventivo: ricorso e limiti in Cassazione
Un imprenditore ha impugnato un'ordinanza di sequestro preventivo per reati tributari. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, fornendo importanti chiarimenti sui limiti dell'impugnazione. In particolare, ha ribadito che solo i terzi contitolari possono contestare il sequestro su beni cointestati e che un nuovo sequestro è possibile se il precedente è stato annullato per vizi procedurali. La sentenza conferma inoltre la natura sussidiaria del sequestro per equivalente e i ristretti margini di sindacato sul 'fumus commissi delicti' in sede di legittimità.
Continua »
Circostanze attenuanti: negare il reato non le esclude
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di tre soggetti condannati per traffico di un ingente quantitativo di cocaina. Mentre ha rigettato i ricorsi di due imputati, ha annullato con rinvio la sentenza per un terzo, stabilendo un principio fondamentale sulle circostanze attenuanti generiche: la scelta dell'imputato di negare l'addebito, rientrando nel legittimo esercizio del diritto di difesa, non può da sola costituire motivo per negare le attenuanti. La Corte ha censurato la decisione di merito per non aver valutato elementi positivi come la giovane età e l'incensuratezza dell'imputato.
Continua »
Rinuncia al ricorso: la Cassazione e l’inammissibilità
Un soggetto presenta ricorso in Cassazione contro un sequestro preventivo. Successivamente, ottiene il dissequestro del bene dal giudice di merito e, di conseguenza, presenta una rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'appello inammissibile, poiché la rinuncia, motivata dal venir meno dell'interesse ad agire, chiude il procedimento.
Continua »
Confisca per equivalente: no alla solidarietà tra correi
La Corte di Cassazione, con la sentenza 38533/2025, ha annullato una decisione che imponeva una confisca per equivalente di 27 milioni di euro in solido tra più coimputati per reati associativi e di traffico illecito. Accogliendo un principio delle Sezioni Unite, la Corte ha stabilito che la confisca deve essere applicata a ciascun concorrente solo per la quota di profitto effettivamente percepita, escludendo ogni forma di responsabilità solidale. Se la quota individuale non è accertabile, il profitto va diviso in parti uguali.
Continua »
Sequestro preventivo stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato contro un'ordinanza di sequestro preventivo stupefacenti. La sentenza conferma che il Tribunale del riesame può integrare la motivazione del G.i.p. e ribadisce i criteri per la valutazione del 'periculum in mora' e la quantificazione del profitto illecito, anche quello derivante da un'associazione criminale. La Corte ha ritenuto le censure del ricorrente come tentativi di riesaminare il merito, inammissibili in sede di legittimità.
Continua »
Sequestro preventivo: la motivazione del periculum
La Cassazione rigetta un ricorso contro un sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro per traffico di stupefacenti. La Corte chiarisce i requisiti della motivazione sul profitto del reato e sul 'periculum in mora', sottolineando i limiti del sindacato di legittimità, che non può entrare nel merito di calcoli se non in caso di vizi radicali.
Continua »