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Art. 240-bis Codice Penale — Sezione Terza Penale

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212 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Confisca allargata: onere della prova sull’imputato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un condannato per spaccio avverso un provvedimento di confisca allargata. La Corte ha ribadito che, una volta accertata dalla pubblica accusa la sproporzione tra i beni posseduti e i redditi dichiarati, spetta all'imputato l'onere di fornire prove concrete e specifiche sulla lecita provenienza del suo patrimonio. L'impugnazione è stata respinta anche per difetto di specificità e violazione del principio di autosufficienza.
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Confisca allargata: limiti e onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro finalizzato alla confisca allargata per un valore di oltre 78.000 euro. La Corte ha confermato che i proventi da evasione fiscale non possono giustificare la sproporzione patrimoniale, salvo per i beni acquisiti in una specifica finestra temporale (2014-2017), come correttamente applicato dal tribunale di merito. Il ricorso è stato respinto per la sua genericità e perché la strategia processuale del ricorrente aveva limitato l'oggetto della discussione.
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Indagini difensive: le regole per le dichiarazioni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una donna contro la confisca di un immobile, intestato a lei ma ritenuto nella disponibilità del fratello, condannato per spaccio. La sentenza sottolinea che le dichiarazioni scritte dei familiari, prodotte a sua difesa, sono processualmente inutilizzabili se non raccolte nel rigoroso rispetto delle formalità previste per le indagini difensive, non potendo essere classificate come semplici documenti.
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Confisca denaro per detenzione droga: illegittima
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro disposta nei confronti di un soggetto condannato, tramite patteggiamento, per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Secondo la Corte, la confisca del denaro è illegittima se non viene provato un nesso causale diretto con un'attività di cessione, non essendo sufficiente il solo reato di detenzione. La generica ammissione dell'imputato di aver ottenuto la somma da 'attività illecita' non basta a giustificare il provvedimento ablativo.
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Concorso di persone: quando la presenza è reato?
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per spaccio di droga, chiarendo i limiti del concorso di persone. Secondo la Corte, la semplice presenza sul luogo del reato, anche se accompagnata da una guida spericolata e uno 'sguardo attento', non è sufficiente per dimostrare un contributo causale all'attività illecita. Mancando prove concrete di un ruolo attivo, la condotta è stata considerata al confine con la mera connivenza non punibile. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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Confisca per equivalente: il giudice non può cambiarla
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che aveva riqualificato una confisca per equivalente in confisca diretta nella fase esecutiva. La Corte ha stabilito che il giudice dell'esecuzione non può modificare la natura di una misura disposta con sentenza definitiva, violando il principio del giudicato. Inoltre, ha revocato la confisca poiché, a seguito della prescrizione del reato tributario, la misura ablativa di natura sanzionatoria non può essere mantenuta per fatti commessi prima dell'entrata in vigore della normativa che lo consente (art. 578-bis c.p.p.).
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Sequestro preventivo animali: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro il sequestro preventivo dei suoi animali (un cane e un gatto). La Corte ha ribadito che per l'adozione di tale misura cautelare è sufficiente una valutazione sommaria della parvenza del reato (fumus delicti), che nel caso di abbandono di animali può sussistere anche per sola colpa, senza la necessità di accertare il dolo. Il ricorso è stato respinto confermando la validità del sequestro preventivo animali disposto in precedenza.
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Procura speciale terzo: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo proprietario di un immobile sequestrato nell'ambito di un procedimento penale a carico dei suoi familiari. La decisione si fonda su un duplice motivo: in via preliminare, la mancanza della procura speciale del terzo in capo al difensore per il giudizio di riesame, vizio insanabile; nel merito, la logicità della motivazione del tribunale che ha ritenuto l'intestazione del bene fittizia, data la sproporzione tra il patrimonio e i redditi del nucleo familiare.
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Sequestro per sproporzione: oneri del terzo
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un terzo che rivendicava la proprietà di una somma di denaro soggetta a sequestro per sproporzione. La sentenza chiarisce che il terzo estraneo al reato non può contestare i presupposti della misura cautelare (come il 'periculum in mora'), ma deve limitarsi a provare la propria titolarità del bene e la sua estraneità ai fatti illeciti. In assenza di tale prova, il ricorso è destinato al fallimento.
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Impugnazione sequestro: Sì all’indagato non titolare
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'indagato ha sempre un interesse concreto a contestare il sequestro di beni formalmente intestati a terzi (nel caso, la moglie), quando il sequestro è finalizzato alla confisca per sproporzione. Se l'accusa sostiene che l'indagato sia il 'dominus' effettivo dei beni, non può poi negargli il diritto di difendersi tramite l'impugnazione del sequestro preventivo. La Corte ha quindi annullato l'ordinanza che aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'indagato.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La sentenza chiarisce che un provvedimento cautelare, annullato per soli vizi di motivazione (come la mancanza di argomentazioni sul periculum in mora), può essere legittimamente riemesso senza violare il principio del giudicato cautelare. La Corte ha ritenuto infondate anche le censure sulla sproporzione finanziaria e sulla correlazione temporale tra l'acquisto del bene e l'attività criminosa.
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Sequestro preventivo e ne bis in idem: la Cassazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo. La sentenza chiarisce che un provvedimento cautelare, precedentemente annullato per un vizio di motivazione (vizio formale), può essere legittimamente riemesso una volta colmata la lacuna. Non si configura una violazione del principio del 'ne bis in idem cautelare', poiché questo si forma solo in seguito a una valutazione nel merito, e non per questioni procedurali.
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Periculum in mora: Cassazione su sequestro e pagamenti
Un imprenditore, sotto sequestro preventivo per reati fiscali, ottiene l'annullamento dell'ordinanza che manteneva la misura. La Cassazione ha stabilito che la valutazione del periculum in mora deve considerare i fatti sopravvenuti, come il pagamento rateale del debito, e non può basarsi sulla mera impossibilità di saldare tutto subito. La motivazione del giudice deve essere concreta e attuale.
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Perquisizione polizia giudiziaria: quando è lecita?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un individuo sottoposto a misura cautelare per spaccio di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la perquisizione della polizia giudiziaria, anche se svolta nel contesto di un'attività investigativa programmata, è pienamente legittima se avviene in stato di flagranza di reato. Di conseguenza, le prove raccolte, come la sostanza stupefacente e una cospicua somma di denaro, sono utilizzabili. La sentenza ha inoltre confermato la gravità dei fatti, escludendo l'ipotesi di spaccio di lieve entità, e la proporzionalità della misura cautelare applicata.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una confisca di denaro e di uno smartphone disposta nei confronti di un imputato condannato per spaccio di lieve entità. La motivazione della Corte d'appello, basata su una generica pregressa attività illecita, è stata ritenuta insufficiente. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca standard richiede un nesso causale diretto con il reato specifico. Inoltre, ha stabilito che la nuova normativa sulla confisca per sproporzione non può essere applicata retroattivamente a fatti antecedenti la sua entrata in vigore.
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Confisca lottizzazione abusiva: quando non si applica
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 20856/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di alcuni proprietari contro un'ordinanza che negava la ridefinizione di una confisca per lottizzazione abusiva. Il caso riguardava un'edificazione illecita in un'area di pregio paesaggistico. La Corte ha stabilito che, in caso di 'lottizzazione materiale' con trasformazione irreversibile del territorio, non si applica il principio di proporzionalità e la confisca dell'intera area è legittima, anche se il reato è prescritto. È stato ribadito che la confisca lottizzazione abusiva è una misura necessaria per ripristinare l'ordine urbanistico violato.
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Confisca per sproporzione: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato la sentenza di un Tribunale che applicava la confisca del denaro trovato in possesso di un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha ritenuto legittima sia la confisca diretta, come provento del reato, sia la confisca per sproporzione sulla somma residua, data l'assenza di una giustificazione credibile sulla sua provenienza. La difesa dell'imputato, basata sulla vendita di un'auto avvenuta molto tempo prima, è stata giudicata inattendibile.
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Reformatio in peius: no aumento pena in appello
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza d'appello che aveva aumentato la pena di un imputato per la continuazione tra reati, violando il divieto di reformatio in peius. Poiché l'appello era stato proposto solo dall'imputato, il giudice non poteva peggiorare il trattamento sanzionatorio, neanche nelle sue singole componenti. La Corte ha quindi ricalcolato direttamente la pena, escludendo l'aumento illegittimo, ma ha confermato la condanna e la confisca dei beni ritenuti provento del reato.
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Confisca denaro: quando manca l’interesse a ricorrere
Un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti impugna la sentenza di patteggiamento, contestando la confisca denaro non inclusa nell'accordo. La Corte di Cassazione, pur rilevando un potenziale errore di diritto nell'applicazione della confisca, dichiara il ricorso inammissibile. La motivazione risiede nella mancanza di interesse ad agire del ricorrente, il quale aveva affermato che la somma non fosse di sua proprietà, bensì della sua convivente. Tale dichiarazione esclude la sua legittimazione a contestare il provvedimento.
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Confisca per sproporzione: motivazione obbligatoria
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di una somma di denaro. La decisione si fonda sulla mancata motivazione del giudice riguardo alla confisca per sproporzione, stabilendo che non è sufficiente affermare che il denaro sia 'provento di spaccio' quando il reato contestato è la sola detenzione di stupefacenti.
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