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Art. 240-bis Codice Penale — Sezione Terza Penale

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212 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Sequestro preventivo terzo: la prova della provenienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della moglie di un condannato per reati di droga, la quale chiedeva la restituzione di denaro e orologi di lusso sequestrati, sostenendo fossero regali di nozze. La Corte ha ritenuto insufficiente la prova offerta dalla ricorrente per dimostrare la legittima provenienza dei beni, confermando la decisione dei giudici di merito nel contesto di un sequestro preventivo terzo.
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Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte in cui disponeva la confisca di una somma di denaro trovata insieme a sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che, in caso di accusa per mera detenzione e trasporto, il denaro non può essere considerato automaticamente 'profitto del reato'. La confisca denaro stupefacenti è possibile solo dimostrando una sproporzione tra i beni e il reddito dell'imputato, secondo l'art. 240-bis c.p., cosa che il giudice di merito non aveva fatto. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
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Sequestro preventivo reati tributari: la motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro in contanti. La Corte ha stabilito che l'ingente somma, ingiustificata rispetto alla contabilità e ai redditi dichiarati, unita a prove di operazioni commerciali irregolari, costituisce un quadro indiziario sufficiente a motivare il provvedimento cautelare per reati tributari, sia per quanto riguarda il 'fumus commissi delicti' sia per il 'periculum in mora' (rischio di dispersione del denaro).
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Confisca allargata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La ricorrente non è riuscita a fornire una prova credibile sull'origine lecita di una cospicua somma di denaro, sostenendo che fosse un lascito ereditario. La Corte ha stabilito che le censure basate su una diversa valutazione dei fatti e i motivi di ricorso presentati per la prima volta in sede di legittimità sono inammissibili.
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Sequestro preventivo terzo: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro il sequestro preventivo di un'autovettura di lusso. La società, in qualità di acquirente e terzo estraneo ai fatti, non è riuscita a dimostrare la propria buona fede. Secondo la Corte, in un sequestro preventivo, il terzo ha l'onere di provare non solo la titolarità formale del bene, ma anche la totale estraneità al contesto criminale e l'assenza di negligenza, specialmente in presenza di transazioni economiche opache e anomale.
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Confisca obbligatoria: Cassazione chiarisce i limiti
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di patteggiamento per reati tributari e associazione a delinquere. Ha dichiarato inammissibile il ricorso degli imputati, che contestavano la mancata assoluzione, ribadendo i limiti all'impugnazione delle sentenze di patteggiamento. Ha invece accolto il ricorso del Procuratore Generale, stabilendo che la confisca obbligatoria dei profitti del reato tributario (art. 12-bis, D.Lgs. 74/2000) non è negoziabile tra le parti e deve essere sempre disposta dal giudice, anche se omessa nell'accordo. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio su questo specifico punto.
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Confisca denaro detenzione droga: serve motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento limitatamente alla confisca di oltre 10.000 euro, disposta a carico di un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la confisca del denaro in questi casi non è automatica, poiché il denaro non costituisce il profitto del reato di mera detenzione. Il giudice deve fornire una specifica e adeguata motivazione, assente nel caso di specie, spiegando il nesso tra il denaro e un'attività illecita. La questione è stata rinviata al Tribunale per un nuovo esame.
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Sequestro preventivo a terzi: la prova della titolarità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una madre contro il sequestro preventivo di una somma di denaro cointestata con il figlio, indagato per gravi reati. La Corte ha confermato che, in caso di sequestro preventivo a terzi, spetta al terzo dimostrare non solo la titolarità del bene, ma anche la sua lecita provenienza, soprattutto in presenza di una sproporzione reddituale dell'indagato.
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Confisca denaro detenzione stupefacenti: i limiti
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la confisca del denaro, del cellulare e l'espulsione di un imputato condannato per mera detenzione di stupefacenti. La Suprema Corte ha chiarito che la confisca del denaro in caso di detenzione di stupefacenti è illegittima se non viene provato un collegamento diretto con l'attività di spaccio. Inoltre, la motivazione del provvedimento di espulsione deve tenere conto delle condizioni familiari e del radicamento sociale dell'imputato, elementi omessi nel caso di specie.
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Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha analizzato il ricorso di un imputato condannato con patteggiamento per detenzione di stupefacenti di lieve entità, a cui era stato confiscato del denaro. La Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso sulla quantificazione della pena, in quanto non appellabile dopo un accordo tra le parti, salvo casi eccezionali. Ha invece accolto il motivo sulla confisca del denaro, annullando la decisione. Pur ribadendo che la semplice detenzione non giustifica la confisca del denaro come profitto del reato, ha rilevato una recente modifica legislativa che introduce la 'confisca per sproporzione' anche per questo tipo di reato. Di conseguenza, ha rinviato il caso al giudice di primo grado per una nuova valutazione alla luce della nuova normativa.
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Sequestro preventivo: quando il denaro è ingiustificato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo di 16.350 euro, ritenuti provento di spaccio. L'indagato sosteneva che la somma derivasse da un prelievo di pensione effettuato quattro anni prima, ma i giudici hanno giudicato la spiegazione non credibile a causa del lungo lasso di tempo e della mancanza di una ragione plausibile per custodire il denaro in casa. La sentenza ribadisce che per il sequestro preventivo non basta una giustificazione documentale se l'intera narrazione è illogica.
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Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca di una somma di denaro. La sentenza chiarisce che per la confisca denaro stupefacenti non è sempre necessario un nesso diretto con il reato contestato, potendosi applicare la confisca per sproporzione. Il ricorso è stato respinto perché generico, non avendo affrontato la reale motivazione della decisione del tribunale.
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