LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 240-bis Codice Penale — Anno 2025

Pagina 9 di 14

263 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Confisca allargata: quando è legittima post-condanna
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca allargata su beni sproporzionati rispetto al reddito, disposta dal giudice dell'esecuzione dopo una sentenza di patteggiamento per estorsione. La Corte ha stabilito che gli accertamenti patrimoniali sono validi anche se compiuti dopo la scadenza dei termini per le indagini preliminari e che tale misura non viola il principio del 'ne bis in idem', in quanto costituisce una misura di sicurezza autonoma e non una seconda pena.
Continua »
Confisca denaro stupefacenti: la motivazione è d’obbligo
La Corte di Cassazione ha confermato una condanna per detenzione di stupefacenti ma ha annullato la confisca del denaro trovato in possesso dell'imputato. La decisione sottolinea che, in assenza di una contestazione di spaccio, la confisca denaro stupefacenti richiede una motivazione rigorosa che dimostri il nesso di pertinenzialità tra la somma e il reato, non potendo essere considerata un automatico provvedimento. La Corte ha rinviato il caso alla Corte d'Appello per una nuova valutazione sul punto specifico della confisca.
Continua »
Sequestro preventivo e confisca: presupposti distinti
Con la sentenza n. 22525/2025, la Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che manteneva un sequestro preventivo su un'azienda. Il reato originario che giustificava il sequestro era stato dichiarato prescritto. La Corte ha stabilito che una confisca non ancora definitiva, disposta per un diverso reato (associazione mafiosa), non può sostituire i presupposti venuti meno del sequestro preventivo, poiché i due istituti hanno funzioni e basi giuridiche distinte.
Continua »
Confisca per equivalente: quando è obbligatoria?
La Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi contro un'ordinanza di confisca per equivalente per reati tributari. La Corte ha stabilito che la confisca è obbligatoria dopo il patteggiamento, indipendentemente da un precedente sequestro preventivo, e ha confermato la ripartizione del profitto in parti uguali tra i concorrenti in assenza di prove contrarie.
Continua »
Confisca allargata: sproporzione reddito e beni
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro una condanna per spaccio e la relativa confisca allargata di un immobile. La Corte ha confermato che la sproporzione tra il valore del bene e il reddito dichiarato, accertata tramite indagini patrimoniali, è un presupposto sufficiente per la confisca, anche a fronte di generiche giustificazioni di proventi da lavoro 'in nero'.
Continua »
Sequestro preventivo terzo: la prova della provenienza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso della moglie di un condannato per reati di droga, la quale chiedeva la restituzione di denaro e orologi di lusso sequestrati, sostenendo fossero regali di nozze. La Corte ha ritenuto insufficiente la prova offerta dalla ricorrente per dimostrare la legittima provenienza dei beni, confermando la decisione dei giudici di merito nel contesto di un sequestro preventivo terzo.
Continua »
Confisca denaro detenzione stupefacenti: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha annullato la confisca di una somma di denaro disposta nei confronti di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti. La sentenza sottolinea che, in caso di semplice detenzione, non è sufficiente presumere che il denaro sia provento di spaccio. È necessario un rigoroso onere motivazionale da parte del giudice per dimostrare il nesso di causalità diretto tra la somma sequestrata e il reato specifico contestato. La decisione chiarisce i limiti della confisca denaro detenzione stupefacenti in assenza di prove concrete di attività di vendita.
Continua »
Sequestro per sproporzione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro per sproporzione su beni intestati alla moglie di un indagato. La sentenza chiarisce che una notevole discrepanza tra il valore dei beni e i redditi dichiarati consente di presumere che l'arricchimento illecito sia iniziato prima dei fatti di reato contestati, superando così l'obiezione sulla presunta anteriorità dell'acquisto.
Continua »
Competenza giudice sequestro: Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione chiarisce le regole sulla competenza del giudice nel sequestro penale. Per liquidare il compenso a un amministratore giudiziario, la competenza è del 'giudice che procede'. Se un sequestro viene revocato, la competenza per gli atti gestionali successivi torna al Tribunale di primo grado, mentre la Corte d'Appello resta competente solo per i beni ancora vincolati nel suo giudizio.
Continua »
Confisca per sproporzione: onere della prova
La Corte di Cassazione conferma un sequestro preventivo finalizzato alla confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata nell'abitazione di una persona indagata per spaccio. Se l'indagato non ha redditi leciti che giustifichino il possesso di ingenti somme, scatta una presunzione di illecita provenienza. Spetta quindi all'indagato fornire la prova contraria per evitare la confisca.
Continua »
Confisca allargata: onere della prova sul terzo
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 30630/2025, ha annullato un'ordinanza di rigetto relativa a un'istanza di revoca di una confisca allargata. Il caso riguardava un immobile acquistato da terzi, estranei al reato, ma confiscato in un procedimento per associazione mafiosa. La Corte ha ribadito un principio fondamentale: in caso di confisca allargata di beni intestati a un terzo, spetta all'accusa l'onere di provare sia l'interposizione fittizia, cioè che il terzo è solo un prestanome, sia la sproporzione patrimoniale del condannato. La presunzione di illecita provenienza non si estende automaticamente al terzo intestatario.
Continua »
Confisca denaro stupefacenti: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte in cui disponeva la confisca di una somma di denaro trovata insieme a sostanze stupefacenti. La Corte ha stabilito che, in caso di accusa per mera detenzione e trasporto, il denaro non può essere considerato automaticamente 'profitto del reato'. La confisca denaro stupefacenti è possibile solo dimostrando una sproporzione tra i beni e il reddito dell'imputato, secondo l'art. 240-bis c.p., cosa che il giudice di merito non aveva fatto. Il caso è stato rinviato per una nuova valutazione.
Continua »
Prescrizione associazione per delinquere: la Cassazione
La Corte di Cassazione interviene su un caso di associazione per delinquere finalizzata alla contraffazione, annullando con rinvio la sentenza d'appello. La Corte stabilisce che, per calcolare la prescrizione dell'associazione per delinquere, non si può presumere che il reato continui fino alla data della sentenza di primo grado. È invece necessario dimostrare con prove concrete la persistente "virulenza" e operatività del gruppo criminale. La decisione ha implicazioni significative sulla data di cessazione del reato permanente.
Continua »
Pena accessoria e patteggiamento: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento su due punti cruciali: la confisca di beni non motivata e l'applicazione di una pena accessoria illegittima. La Corte ha stabilito che per calcolare la durata dell'interdizione dai pubblici uffici, si deve considerare la pena base del reato più grave già ridotta per la scelta del rito, non la pena complessiva. Se tale pena scende sotto i cinque anni, l'interdizione non può essere perpetua. Inoltre, la confisca di beni non inclusa nell'accordo di patteggiamento deve essere specificamente motivata dal giudice.
Continua »
Confisca allargata: sequestro per sproporzione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La decisione conferma che, per la validità del sequestro, è sufficiente accertare la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, unita alla mancata giustificazione della loro lecita provenienza. Una dichiarazione dei redditi, prodotta dopo il sequestro e attestante un improvviso aumento delle entrate, è stata ritenuta inidonea a fornire tale prova se non supportata da altri riscontri oggettivi.
Continua »
Confisca per sproporzione: il convivente non è terzo
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che negava la confisca per sproporzione di beni intestati alla convivente di un condannato. La Corte ha stabilito che, in presenza di un rapporto di convivenza ultraventennale, il giudice non può ignorare tale legame nel valutare la riconducibilità dei beni al condannato, anche se formalmente intestati al partner.
Continua »
Sequestro preventivo reati tributari: la motivazione
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro un sequestro preventivo di oltre 4 milioni di euro in contanti. La Corte ha stabilito che l'ingente somma, ingiustificata rispetto alla contabilità e ai redditi dichiarati, unita a prove di operazioni commerciali irregolari, costituisce un quadro indiziario sufficiente a motivare il provvedimento cautelare per reati tributari, sia per quanto riguarda il 'fumus commissi delicti' sia per il 'periculum in mora' (rischio di dispersione del denaro).
Continua »
Morte dell’imputato: la Cassazione annulla la confisca
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato, condannato per usura nei primi due gradi di giudizio, deceduto prima della sentenza definitiva. La questione centrale riguardava il destino della confisca dei suoi beni. La Corte ha stabilito che la morte dell'imputato estingue il reato, annullando così non solo la condanna ma anche le statuizioni civili e, soprattutto, revocando le misure di confisca. La decisione si fonda sul principio che la confisca, avendo natura sanzionatoria e personale, non può sopravvivere all'estinzione del reato e non può essere applicata agli eredi.
Continua »
Sequestro preventivo società: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di una società, il cui esercizio commerciale era stato sottoposto a sequestro preventivo perché ritenuto base operativa per attività di riciclaggio tramite sistema Hawala. La Corte ribadisce che per il sequestro preventivo società è sufficiente il 'fumus commissi delicti', ovvero l'apparenza di reato, e il 'periculum in mora', non essendo necessari i gravi indizi di colpevolezza. La decisione sottolinea che l'attività commerciale era funzionale all'illecito, giustificando la misura cautelare reale.
Continua »
Sequestro per sproporzione: quando è legittimo?
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un sequestro preventivo finalizzato alla confisca di una cospicua somma di denaro trovata in possesso di un indagato con redditi quasi inesistenti. La sentenza chiarisce che per il sequestro per sproporzione non è necessario dimostrare il nesso diretto tra il denaro e uno specifico reato, essendo sufficiente l'evidente sproporzione tra il patrimonio e il reddito dichiarato e l'impossibilità di giustificarne la lecita provenienza.
Continua »