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Art. 240-bis Codice Penale — Anno 2025

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263 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Confisca per sproporzione: limiti e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza limitatamente alla confisca di una somma di denaro disposta nei confronti di un imputato condannato per detenzione di stupefacenti a fini di spaccio. Il provvedimento è stato annullato perché il giudice di merito ha erroneamente qualificato la somma come 'provento del reato', in contraddizione con l'accusa di mera detenzione, e ha omesso di valutare i presupposti della confisca per sproporzione, ovvero il rapporto tra il bene e il reddito del condannato. Il caso è stato rinviato per un nuovo giudizio sul punto.
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Sequestro preventivo terzo: quando la buona fede non basta
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società automobilistica che chiedeva la restituzione di un veicolo di lusso. Oggetto di sequestro preventivo terzo, la Corte ha stabilito che la mera titolarità formale e l'affermazione di buona fede non sono sufficienti a proteggere il bene dalla confisca. È necessario che il terzo dimostri la totale estraneità al reato e l'assenza di negligenza, specialmente se è un operatore professionale del settore, che avrebbe dovuto notare le anomalie nelle transazioni.
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Confisca allargata: onere della prova e ricorso
La Corte di Cassazione conferma la legittimità della confisca allargata di un'auto e una moto nei confronti di due soggetti condannati per reati di droga. La sentenza sottolinea che, una volta dimostrata la sproporzione tra i beni posseduti e il reddito dichiarato, spetta all'imputato fornire una prova concreta e specifica della loro provenienza lecita, non essendo sufficienti giustificazioni generiche o l'intestazione fittizia a terzi.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul ne bis in idem
La Corte di Cassazione si pronuncia su un caso complesso di sequestro preventivo per reati associativi. La sentenza affronta due questioni cruciali: l'inammissibilità del ricorso per conflitto d'interessi del legale rappresentante di un ente ex D.Lgs. 231/2001 e l'inapplicabilità del principio del 'ne bis in idem' quando una misura cautelare viene annullata per vizi meramente formali. La Corte ha annullato con rinvio il sequestro a carico di una società e di un terzo per carenza di motivazione, sottolineando la necessità di prove concrete sulla fittizia intestazione dei beni.
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Confisca allargata: quando è legittimo il sequestro?
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La misura era stata disposta su beni di una persona gravemente indiziata di associazione di tipo mafioso, data la palese sproporzione tra il valore dei beni e i redditi dichiarati. La Corte ha ribadito che il ricorso per cassazione avverso misure cautelari reali è limitato alla sola violazione di legge, escludendo censure sulla motivazione se non nei casi in cui essa sia totalmente assente o meramente apparente.
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Sequestro preventivo terzo: requisiti per ricorrere
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di una somma di denaro, ritenuta profitto di reati legati agli stupefacenti. I ricorsi presentati dai familiari dell'indagato, qualificati come soggetti terzi, sono stati dichiarati inammissibili per assenza di procura speciale e per mancata dimostrazione della titolarità dei beni. È stato inoltre respinto il ricorso dell'indagato, chiarendo che il mancato rispetto dei termini per la convalida del sequestro d'urgenza non impedisce al giudice di disporre autonomamente la misura con efficacia ex nunc. La sentenza rafforza i requisiti formali per l'impugnazione da parte di un sequestro preventivo terzo.
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Spaccio di lieve entità: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per spaccio, confermando che l'ipotesi di spaccio di lieve entità non è applicabile in presenza di una notevole quantità di droga (cocaina e marijuana), 164 dosi ricavabili, strumenti per il confezionamento e un'ingente somma di denaro. Tali elementi, secondo la Corte, dimostrano un'attività criminale consolidata e non occasionale.
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Confisca allargata: quando è legittima? Il caso
Un funzionario pubblico, condannato per peculato, ha impugnato in Cassazione la confisca dei suoi beni, sostenendo fosse illegittima perché estesa ad acquisti precedenti ai reati contestati. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la legittimità della confisca allargata. È stato stabilito che, in presenza di reati spia, è sufficiente dimostrare una sproporzione tra patrimonio e reddito e un criterio di 'ragionevolezza temporale', ovvero un collegamento logico-cronologico tra l'accumulo dei beni e l'attività illecita, senza necessità di un nesso causale diretto.
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Sequestro di beni: onere della prova del terzo
Una donna ha impugnato il sequestro di 85.000 euro, sostenendo fossero regali di nozze. La Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che in caso di sequestro di beni, spetta al terzo che ne rivendica la proprietà l'onere di dimostrarne la provenienza lecita e l'estraneità al reato contestato all'imputato. La semplice affermazione non è stata ritenuta prova sufficiente.
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Confisca mezzo di trasporto: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi presentati da diversi imputati in un caso di contrabbando. La sentenza affronta la questione della confisca mezzo di trasporto di proprietà di un terzo estraneo al reato, ribadendo il duplice onere probatorio a suo carico per ottenerne la restituzione. Viene inoltre confermata l'inammissibilità dei ricorsi generici che non si confrontano criticamente con la motivazione della sentenza impugnata.
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Competenza GIP sequestro: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha risolto un conflitto di competenza tra il Giudice per le Indagini Preliminari (GIP) e il Tribunale, stabilendo che la competenza GIP sussiste per decidere sulla gestione dei beni sottoposti a sequestro preventivo disposto nel 2012. La Corte ha applicato il principio secondo cui il giudice che emette il provvedimento ablativo resta competente per le questioni gestionali, in continuità con la giurisprudenza precedente alla riforma del 2017.
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Ricorso per cassazione patteggiamento: i limiti
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti del ricorso per cassazione patteggiamento. La sentenza annulla una confisca per difetto di motivazione e una pena accessoria illegale, dichiarando inammissibili le altre doglianze, come la richiesta di proscioglimento o l'erronea qualificazione giuridica del fatto.
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Confisca facoltativa: motivazione e nesso strumentale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che disponeva la confisca facoltativa di un cellulare e di una somma di denaro a un imputato condannato per detenzione di stupefacenti di lieve entità. La Corte ha ritenuto illegittima la confisca del telefono per assenza di prove sul suo utilizzo nel reato e quella del denaro per una motivazione palesemente contraddittoria e perplessa del giudice di merito.
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Motivazione sequestro: la Cassazione annulla con rinvio
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza del Tribunale del Riesame che confermava un sequestro preventivo su alcuni terreni. La motivazione del sequestro si basava interamente su un precedente decreto riguardante un fabbricato, che era stato a sua volta annullato dalla stessa Cassazione per totale assenza di motivazione. La Corte ha stabilito che un provvedimento non può fondarsi su un atto giudiziario dichiarato nullo, affermando la necessità di una motivazione del sequestro preventivo autonoma e specifica. Il caso è stato rinviato al Tribunale per una nuova valutazione.
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Confisca allargata: annullata per motivazione carente
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per riciclaggio a carico di una donna, ritenendo provata la sua consapevolezza dell'origine illecita dei fondi del marito. Tuttavia, ha annullato la confisca allargata di un immobile, rilevando un vizio di motivazione della corte d'appello sulla sproporzione tra il bene e i redditi leciti. La causa è stata rinviata per un nuovo giudizio su questo specifico punto. Il ricorso del coimputato per reati fiscali è stato dichiarato inammissibile.
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Confisca allargata: quando il denaro è sproporzionato
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La somma di denaro, sproporzionata rispetto ai redditi dell'indagata per spaccio, è stata ritenuta legittimamente sequestrata ai sensi dell'art. 240-bis c.p., poiché non ne è stata giustificata la provenienza lecita.
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Usura: promessa di interessi è reato, prova inclusa
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura. La sentenza stabilisce che per configurare il reato è sufficiente la semplice promessa di interessi usurari, senza che sia necessario l'effettivo pagamento. Inoltre, le dichiarazioni delle persone offese, se attentamente vagliate e ritenute credibili, possono costituire da sole la prova della colpevolezza. È stata confermata anche la confisca dei beni il cui valore era sproporzionato rispetto ai redditi leciti dell'imputato.
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Confisca allargata: onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione conferma la confisca allargata di un immobile intestato alla moglie di un soggetto socialmente pericoloso. La sentenza ribadisce che spetta al terzo proprietario dimostrare in modo inequivocabile la provenienza lecita dei fondi utilizzati per l'acquisto, non essendo sufficienti generiche giustificazioni. Il ricorso della donna è stato respinto in quanto non è riuscita a fornire tale prova.
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Incidente di esecuzione: limiti del terzo proprietario
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del figlio di un condannato che, tramite un incidente di esecuzione, cercava di ottenere la restituzione di una somma confiscata al padre. La Corte ha stabilito due principi chiave: primo, chi è stato parte del processo penale originario (anche se assolto) non può essere considerato 'terzo' e non può quindi utilizzare l'incidente di esecuzione per rivendicare il bene. Secondo, il terzo può solo dimostrare la propria effettiva titolarità del bene, ma non contestare i presupposti della confisca che riguardano il condannato principale, come la provenienza lecita dei fondi.
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Confisca e patteggiamento: obbligo di motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento nella parte relativa alla confisca di un'auto e di denaro, a causa di un totale difetto di motivazione. La Suprema Corte ha ribadito che, anche in caso di accordo sulla pena, il giudice è tenuto a fornire una giustificazione autonoma e specifica per le misure di sicurezza patrimoniali, come la confisca, che non sono state oggetto dell'accordo tra le parti. Il caso evidenzia l'importanza del principio secondo cui ogni provvedimento che incide sul patrimonio deve essere adeguatamente motivato, garantendo un controllo di legalità anche nei procedimenti speciali come il patteggiamento. La questione è stata rinviata al giudice di primo grado per un nuovo esame.
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