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Art. 240-bis Codice Penale — Anno 2025

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263 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Sequestro preventivo denaro: la Cassazione chiarisce
La Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo denaro di 1.500 euro, provento di spaccio. La motivazione sul 'periculum in mora' è stata ritenuta adeguata perché basata non solo sulla fungibilità del denaro, ma anche su elementi concreti come la non occasionalità dello spaccio e il rischio di reimpiego in attività illecite.
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Ricorso inammissibile: le conseguenze economiche
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile, confermando la decisione di un tribunale di merito. L'ordinanza stabilisce che il giudice precedente aveva correttamente applicato la normativa. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma di tremila euro alla Cassa delle ammende, evidenziando le serie conseguenze di un ricorso inammissibile.
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Confisca patrimoniale: i ricorsi e le regole
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di confisca patrimoniale di un immobile a carico di un soggetto condannato per associazione di stampo mafioso. La Corte ha rigettato i ricorsi del proposto e della moglie, chiarendo i limiti del sindacato di legittimità sul giudizio di sproporzione e l'onere della prova per i terzi interessati, come il coniuge in comunione dei beni. Ha invece annullato la decisione per gli eredi di un altro terzo interessato, la cui posizione non era stata esaminata dalla Corte d'Appello, rinviando gli atti per un nuovo giudizio.
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Confisca allargata: beni non restituiti dopo prescrizione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la restituzione di beni sequestrati. La Corte ha chiarito che, in caso di sequestro finalizzato alla confisca allargata per sproporzione (art. 240 bis c.p.), la prescrizione di alcuni dei reati presupposto non determina la restituzione dei beni, se persistono altre accuse e se il vincolo cautelare è giustificato dalla sproporzione tra il patrimonio dell'imputato e il suo reddito dichiarato.
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Buona fede del creditore: Cassazione chiarisce oneri
Una banca si è vista negare l'ammissione di un credito vantato nei confronti di una società i cui beni erano stati confiscati. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo i principi sulla buona fede del creditore. La Corte ha stabilito che il giudice di merito ha errato nel richiedere l'escussione preventiva dei garanti e nel confondere i concetti di 'strumentalità' del credito all'illecito e 'buona fede' del creditore, omettendo di valutare prove decisive.
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Confisca per usura: la Cassazione conferma il calcolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due imputati condannati per usura. La questione centrale era la determinazione dell'importo della confisca per usura. La Corte ha confermato la decisione della Corte d'Appello, ritenendo corretta la metodologia di calcolo del profitto illecito basata sulla perizia, e ha respinto le obiezioni della difesa sulla valutazione delle prove peritali.
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Confisca di prevenzione: i limiti del giudicato penale
La Corte di Cassazione affronta un caso di confisca di prevenzione di un immobile e di un conto corrente, intestati a terzi ma ritenuti nella disponibilità di un soggetto socialmente pericoloso. La sentenza chiarisce che una precedente revoca della confisca in sede penale non impedisce l'adozione della misura di prevenzione se questa si fonda su fatti nuovi e decisivi, come intercettazioni non valutate nel precedente giudizio. La Corte ha quindi rigettato i ricorsi, confermando la confisca e sottolineando l'autonomia del procedimento di prevenzione.
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Confisca beni terzi: onere della prova e motivazione
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza di confisca beni terzi, nello specifico due immobili intestati al figlio di un condannato per associazione mafiosa. La Suprema Corte ha ritenuto che la decisione del giudice di merito fosse viziata da un grave difetto di motivazione, in quanto non ha dimostrato l'interposizione fittizia né ha adeguatamente considerato le prove difensive sulla legittima provenienza dei fondi. La sentenza ribadisce che, in caso di confisca beni terzi, l'onere di provare la disponibilità effettiva del bene da parte del condannato grava sull'accusa e non può basarsi sulla sola presunzione di sproporzione patrimoniale, applicabile unicamente al condannato.
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Prescrizione e confisca: evoluzione giurisprudenziale
I reati di un pubblico ufficiale sono dichiarati prescritti, ma la Corte d'Appello conferma due confische. La Cassazione si pronuncia sulla complessa relazione tra prescrizione e confisca, confermando la confisca dei beni sproporzionati come misura di sicurezza. Annulla con rinvio invece la confisca di 30.000 euro: se sarà provato essere il provento diretto del reato, resterà valida, altrimenti, essendo 'per equivalente', dovrà essere annullata per tutelare l'imputato da un'imprevedibile evoluzione giurisprudenziale sfavorevole.
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Sequestro preventivo confisca allargata: motivazione
La Corte di Cassazione annulla un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata per il reato di usura. La decisione si fonda su due vizi di motivazione: per uno degli indagati, la sproporzione tra reddito e tenore di vita era basata solo su post sui social network, senza una quantificazione dei costi e del valore dei beni. Per tutti gli indagati, il 'periculum in mora', ovvero il rischio di dispersione dei beni, era stato giustificato in modo generico, facendo solo riferimento alla natura fungibile del denaro, senza indicare elementi concreti di rischio. La Corte rinvia al Tribunale per un nuovo esame.
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Confisca di prevenzione: il patrimonio illecito
La Corte di Cassazione ha confermato una confisca di prevenzione su beni appartenenti a un individuo ritenuto socialmente pericoloso e ai suoi familiari. La Corte ha stabilito che, se un'impresa viene avviata con capitali di provenienza illecita durante il periodo di pericolosità, tutti i profitti e i beni successivamente acquistati tramite quell'attività sono confiscabili. Questo principio, noto come 'illiceità a cascata', si applica anche a beni acquisiti dopo la cessazione della pericolosità sociale, poiché il vizio d'origine inficia l'intero patrimonio derivato. I ricorrenti non sono riusciti a dimostrare la provenienza lecita dei fondi iniziali.
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Legittimazione ricorso sequestro: chi può impugnare?
La Corte di Cassazione chiarisce i limiti della legittimazione al ricorso contro un sequestro preventivo. Un indagato, non legale rappresentante di una società, non può impugnare il sequestro sui beni di quest'ultima per difetto di interesse. Tuttavia, il sequestro sui suoi beni personali può essere annullato se il giudice non motiva adeguatamente il nesso tra le somme e il reato contestato, distinguendo tra profitto diretto e per equivalente.
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Confisca per detenzione stupefacenti: i limiti
La Cassazione annulla la confisca di denaro disposta con sentenza di patteggiamento per detenzione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che la confisca per detenzione stupefacenti non è automatica e richiede una motivazione rafforzata, diversa da quella prevista per la cessione. Il giudice di merito aveva omesso di valutare le prove fornite dall'imputato sulla lecita provenienza del denaro, rendendo la motivazione solo apparente.
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Confisca lottizzazione abusiva: Appello inammissibile
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una confisca per lottizzazione abusiva confermata dalla Corte d'Appello, nonostante il reato fosse stato dichiarato prescritto. I ricorrenti, un direttore dei lavori e il legale rappresentante della società committente, hanno impugnato la decisione. La Cassazione ha dichiarato i ricorsi inammissibili, stabilendo che i ricorrenti non hanno un interesse giuridicamente rilevante a contestare la confisca di beni appartenenti a un terzo (la società), anche se erano imputati nel procedimento penale. L'interesse a impugnare deve essere concreto e attuale, non meramente ipotetico come un'eventuale futura azione di responsabilità.
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Confisca per sproporzione: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un condannato avverso un'ordinanza di confisca per sproporzione. Il provvedimento aveva disposto la confisca diretta di un immobile e quella per equivalente per la restante somma. La Corte ha ritenuto il ricorso generico, basato su questioni di fatto non riesaminabili in sede di legittimità e privo di interesse attuale riguardo la presunta aggressione di beni futuri, chiarendo che tale doglianza potrà essere sollevata solo in sede di esecuzione.
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Confisca di denaro e droga: quando è legittima?
Un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti impugna la sentenza per la parte relativa alla confisca di una somma di denaro. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso, annullando la confisca di denaro e altri beni. La Corte ha stabilito che, per essere legittima, la confisca deve essere motivata da un preciso nesso di pertinenzialità tra il denaro e il reato contestato, non essendo sufficiente qualificare i beni come generico 'corpo di reato'.
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Confisca denaro da spaccio: quando è illegittima?
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 23727/2025, ha annullato la confisca di denaro a carico di un imputato condannato per detenzione e tentata cessione di stupefacenti. La Corte ha stabilito che, in assenza di un nesso di pertinenzialità diretto tra la somma sequestrata e il reato specifico, la confisca del denaro è illegittima. In particolare, per un reato solo tentato, non può esistere né un 'prezzo' né un 'profitto' da confiscare.
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Confisca per sproporzione: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità di una confisca per sproporzione a carico di un soggetto condannato per spaccio di stupefacenti. La sentenza ribadisce che spetta all'imputato l'onere di fornire prove concrete e documentate sull'origine lecita dei propri beni, non essendo sufficienti mere dichiarazioni. Il ricorso è stato respinto perché le giustificazioni addotte erano prive di riscontri oggettivi.
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Ricorso per cassazione sequestro: quando è inammissibile
Una società tedesca ha presentato ricorso contro il sequestro di due auto di lusso, ritenute fittiziamente intestate e riconducibili a un indagato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che il ricorso per cassazione sequestro è consentito solo per violazioni di legge e non per riesaminare i fatti. La decisione del tribunale inferiore, basata su intercettazioni, non presentava vizi di motivazione tali da giustificare l'intervento della Suprema Corte.
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Sequestro preventivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo di orologi e denaro, ritenuti provento di spaccio. La Corte ha respinto le censure relative a presunte violazioni dei termini di indagine, irregolarità procedurali nel sequestro e carenza di motivazione, confermando la validità del vincolo reale.
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