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Art. 240-bis Codice Penale — Anno 2025

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263 provvedimenti

Altri anni per Art. 240-bis Codice Penale

Ricorso per cassazione: limiti e motivazione apparente
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi contro un sequestro preventivo, ribadendo un principio fondamentale: il ricorso per cassazione in materia di misure cautelari reali è consentito solo per violazione di legge. Ciò include la mancanza totale di motivazione o una motivazione meramente apparente, ma esclude la possibilità di riesaminare nel merito la valutazione delle prove o la logicità del ragionamento del giudice, se una motivazione, per quanto sintetica, esiste.
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Confisca per spaccio: legittima anche per il telefono
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per spaccio di stupefacenti. La Corte ha confermato la decisione dei giudici di merito, ritenendo che la condanna fosse ben motivata. In particolare, è stata ritenuta legittima la confisca per spaccio di un costoso smartphone, in quanto il suo valore era sproporzionato rispetto all'assenza di fonti di reddito lecite dell'imputato, facendolo presumere come provento dell'attività illecita.
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Confisca per sproporzione stupefacenti: la Cassazione
La Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro la confisca per sproporzione di una somma di denaro a un soggetto condannato per detenzione di stupefacenti di lieve entità. La Corte conferma che, a seguito delle modifiche legislative del 2023, tale misura si applica anche a questa fattispecie, basandosi sulla legge vigente al momento della sentenza di primo grado.
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Confisca allargata: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un'ordinanza di sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La ricorrente non è riuscita a fornire una prova credibile sull'origine lecita di una cospicua somma di denaro, sostenendo che fosse un lascito ereditario. La Corte ha stabilito che le censure basate su una diversa valutazione dei fatti e i motivi di ricorso presentati per la prima volta in sede di legittimità sono inammissibili.
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Confisca per sproporzione: sì anche per la detenzione
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione di una somma di denaro trovata in possesso di un soggetto accusato di sola detenzione di stupefacenti. La decisione si fonda sull'impossibilità dell'imputato, privo di reddito, di giustificare la legittima provenienza del denaro, ritenuto sproporzionato rispetto alla sua condizione economica, respingendo la tesi difensiva che lo attribuiva all'indennità di disoccupazione della moglie.
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Confisca allargata e onere della prova del terzo
La Corte di Cassazione ha stabilito che, nel contesto della confisca allargata, spetta al terzo che rivendica la proprietà di un bene dimostrarne la provenienza lecita. Il caso riguardava alcuni orologi di lusso, confiscati a un soggetto condannato, la cui moglie ne reclamava la proprietà sostenendo fossero donazioni. La Corte ha ritenuto insufficienti tali prove, confermando che l'onere della prova incombe sul terzo interessato alla restituzione e non sull'accusa.
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Confisca beni terzi: la buona fede non basta
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di immobili di proprietà di terzi, situati in un edificio utilizzato come base operativa da un'organizzazione criminale. I ricorrenti sostenevano di essere proprietari in buona fede da decenni, ma la Corte ha rigettato il ricorso. La sentenza chiarisce che nel contesto della confisca beni terzi, la 'buona fede' penale è più stringente di quella civile: non basta la titolarità formale, ma occorre dimostrare di non aver potuto conoscere l'uso illecito del bene con la dovuta diligenza e di non aver omesso di esercitare i propri diritti di proprietà, di fatto consentendo al clan di impossessarsene.
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Sequestro preventivo: annullato per motivazione assente
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che confermava un sequestro preventivo di quote societarie. La misura cautelare personale nei confronti dell'indagato era stata precedentemente annullata per mancanza di gravi indizi. La Corte ha ritenuto la motivazione del Tribunale solo apparente, poiché non spiegava adeguatamente perché il 'fumus commissi delicti', presupposto per il sequestro, sussistesse ancora dopo che il quadro indiziario principale era venuto meno.
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Confisca per sproporzione: spaccio e sequestro di denaro
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di due soggetti contro il sequestro di 950 euro. La Corte ha confermato la legittimità della confisca per sproporzione, ritenendo la somma incompatibile con la totale assenza di un'attività lavorativa lecita degli imputati, la cui principale occupazione era lo spaccio di stupefacenti. La decisione si fonda sulle recenti modifiche legislative che hanno esteso questa misura anche ai reati di spaccio di lieve entità.
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Confisca allargata: onere della prova e limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso contro un sequestro preventivo finalizzato alla confisca allargata. La sentenza ribadisce che, in presenza di una sproporzione tra beni posseduti e redditi dichiarati, spetta all'interessato l'onere di allegare elementi specifici sulla legittima provenienza dei beni. Non sono sufficienti contestazioni generiche, neanche riguardo al principio di ragionevolezza temporale tra l'acquisto dei beni e la commissione del reato.
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Sequestro preventivo: la Cassazione sul periculum
Un indagato per riciclaggio ricorre in Cassazione contro un'ordinanza di sequestro preventivo, lamentando la mancanza di motivazione sul rischio di dispersione dei beni (periculum in mora). La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ritenendo la motivazione sufficiente. Si è chiarito che il pericolo può essere desunto dalla gravità dei fatti e dall'applicazione di altre misure cautelari personali, che potrebbero spingere l'indagato a nascondere i propri beni.
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Impresa mafiosa: quando si confisca l’intera azienda?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imputato condannato per associazione di tipo mafioso, confermando la confisca di un intero centro commerciale. La sentenza stabilisce che quando un'azienda risulta essere una 'impresa mafiosa', ovvero strumento del clan, la confisca si estende a tutto il patrimonio aziendale, essendo impossibile distinguere tra proventi leciti e illeciti. Viene inoltre chiarito che le eccezioni procedurali, come la mancata audizione di un consulente, devono essere sollevate tempestivamente per essere valide.
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Periculum in mora: annullato sequestro auto di terzi
La Corte di Cassazione ha annullato l'ordinanza di sequestro preventivo di un'autovettura, corpo del reato di riciclaggio, di proprietà di un terzo estraneo ai fatti. La decisione si fonda sulla totale assenza di motivazione da parte del Tribunale del Riesame riguardo al requisito del periculum in mora, ovvero il pericolo concreto che la libera disponibilità del bene potesse pregiudicare le finalità della misura. La Corte ha ribadito che il giudice ha un obbligo specifico di motivare su questo punto, specialmente quando il bene appartiene a un soggetto terzo.
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Pericolosità sociale: vincoli mafiosi e confisca
La Cassazione annulla la revoca di una misura di prevenzione, sottolineando che la `pericolosità sociale` di un soggetto legato alla 'ndrangheta non svanisce con la sola buona condotta carceraria. Vanno valutati i legami familiari e la mancata dissociazione. Confermato il principio per cui la confisca di prevenzione può seguire a una revoca di confisca penale se emergono fatti nuovi.
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Sequestro preventivo terzo: l’onere della prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società contro il sequestro preventivo di un'autovettura di lusso. La società, in qualità di acquirente e terzo estraneo ai fatti, non è riuscita a dimostrare la propria buona fede. Secondo la Corte, in un sequestro preventivo, il terzo ha l'onere di provare non solo la titolarità formale del bene, ma anche la totale estraneità al contesto criminale e l'assenza di negligenza, specialmente in presenza di transazioni economiche opache e anomale.
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Confisca per sproporzione: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di beni, inclusi quelli intestati a familiari, nei confronti di un soggetto condannato per usura ed estorsione. La decisione si basa sulla palese sproporzione tra il patrimonio accumulato e i redditi dichiarati dal nucleo familiare. La Corte ha ritenuto irrilevante la successiva caduta dell'aggravante mafiosa, poiché i reati contestati rientrano comunque nel novero di quelli che giustificano l'applicazione della confisca per sproporzione ai sensi dell'art. 240-bis del codice penale.
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Revoca confisca: quando non è ammessa per fatti noti
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un condannato che chiedeva la revoca della confisca dei suoi immobili. La richiesta si basava sulla successiva assoluzione del padre, da cui secondo il ricorrente provenivano i fondi per l'acquisto. La Corte ha stabilito che la revoca confisca in sede esecutiva non è un rimedio esperibile dal condannato, poiché la misura è coperta da giudicato. Inoltre, l'origine dei fondi era un fatto già noto e deducibile nel processo originario, non una 'prova nuova' idonea a giustificare la riapertura del caso.
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Opposizione a confisca: nullità senza udienza
La Corte di Cassazione ha annullato un'ordinanza che respingeva un'opposizione a confisca senza aver prima tenuto un'udienza. Il caso riguardava somme di denaro sequestrate a un individuo condannato per reati di droga. La Suprema Corte ha ribadito che, in fase di esecuzione penale, l'opposizione a confisca deve sempre essere decisa dopo aver garantito il contraddittorio tra le parti in un'apposita udienza. La decisione presa 'de plano', cioè basata solo sugli atti, costituisce una violazione del diritto di difesa e comporta la nullità assoluta del provvedimento.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: motivi nuovi
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità di un ricorso avverso la confisca di una somma di denaro. La decisione si fonda sul principio che non è possibile sollevare per la prima volta in Cassazione motivi che non erano stati presentati nel precedente grado di appello. Questa ordinanza ribadisce la regola sulla definitività dei motivi di gravame, sanzionando il ricorrente con il pagamento delle spese e di un'ammenda. Il caso evidenzia l'importanza di una corretta formulazione dei motivi d'appello fin dall'inizio.
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Confisca Allargata: la sproporzione del reddito basta
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro la confisca allargata di una somma di denaro. La Corte ha confermato che, per disporre la confisca, è sufficiente dimostrare la disponibilità del bene in capo all'imputato e la sua sproporzione rispetto al reddito, senza dover provare un nesso diretto con il singolo reato commesso.
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