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Art. 2043 Codice Civile — Sezione Terza Civile

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1287 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Responsabilità civile animali selvatici: guida ai danni
Un imprenditore agricolo ha citato in giudizio un Ente Parco Nazionale per ottenere il ristoro dei danni causati da alcuni orsi alle proprie colture. Mentre l'Ente sosteneva di dover corrispondere solo l'indennizzo previsto dalla legge speciale, i giudici di merito hanno ravvisato una responsabilità civile animali selvatici ai sensi dell'art. 2043 c.c. La Cassazione ha confermato tale impostazione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'Ente. La colpa dell'amministrazione risiede nell'omessa adozione di misure preventive, come la piantagione di alberi da frutto all'interno del parco, necessaria per evitare lo sconfinamento degli animali in cerca di cibo verso le aziende agricole private.
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Concorso di colpa: retromarcia e guida contromano
La Corte di Cassazione ha confermato il concorso di colpa paritario in un incidente stradale avvenuto in un parcheggio. Nonostante uno dei conducenti procedesse contromano, l'altro, impegnato in una manovra di retromarcia, non è riuscito a dimostrare di aver adottato la massima prudenza necessaria. La Corte ha chiarito che le tabelle di responsabilità del risarcimento diretto non sono vincolanti per il giudice, il quale deve sempre valutare le circostanze concrete del caso.
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Occupazione abusiva: la responsabilità del conduttore
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità solidale di un conduttore per l'occupazione abusiva di un immobile. Sebbene il contratto fosse stato stipulato originariamente con un soggetto privo di titolo, la ricezione di una diffida da parte dei veri proprietari ha fatto venir meno la buona fede del detentore. La permanenza nell'immobile dopo tale comunicazione integra un illecito civile ai sensi dell'art. 2043 c.c., obbligando il conduttore al pagamento dell'indennità in solido con la locatrice apparente.
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Omesso esame del fatto: i limiti in Cassazione
Un cittadino ha citato in giudizio una società di distribuzione energetica per il risarcimento dei danni causati dal crollo di un palo elettrico sulla sua proprietà. Dopo un rigetto in primo grado per difetto di titolarità e un secondo rigetto in appello per mancanza di prova del danno, la Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che l'omesso esame del fatto decisivo non può essere invocato per contestare la valutazione delle prove documentali se il fatto storico del danno è stato comunque considerato dal giudice di merito.
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Interessi compensativi: la decorrenza corretta
La Corte di Cassazione ha chiarito la corretta decorrenza degli interessi compensativi in un caso di infiltrazioni condominiali. Un'attività commerciale aveva subito danni e sostenuto spese di riparazione. Mentre la Corte d'Appello aveva fissato la decorrenza degli interessi dalla data del deposito della perizia tecnica, la Cassazione ha stabilito che, trattandosi di un'obbligazione di valore derivante da illecito aquiliano, gli interessi devono essere calcolati dal momento in cui il danno è venuto ad esistenza, ovvero dalla data delle singole spese sostenute.
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Animale selvatico: chi paga i danni all’auto?
Un automobilista ha agito in giudizio per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di un impatto tra il proprio veicolo e un animale selvatico. La Corte di Cassazione, riscontrando orientamenti contrastanti nella propria giurisprudenza riguardo alla responsabilità civile in tali fattispecie, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Il Collegio ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa, in attesa che un'udienza pubblica su un caso analogo chiarisca i principi di diritto applicabili, garantendo così una decisione uniforme sulla questione dell'animale selvatico.
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Sbalzo di tensione: come ottenere il risarcimento
Un utente ha agito in giudizio contro i fornitori di energia elettrica per ottenere il risarcimento dei danni causati alle proprie apparecchiature domestiche a seguito di uno sbalzo di tensione. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, basati sulla presunta mancanza di prova del nesso causale e sul rifiuto di una consulenza tecnica, la Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione. Gli Ermellini hanno stabilito che la motivazione del giudice d'appello era illogica e apparente, sottolineando che la consulenza tecnica può avere funzione percipiente quando l'accertamento del danno richiede competenze specialistiche non in possesso del magistrato.
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Caso fortuito: quando la caduta è colpa del pedone
Un pedone ha citato in giudizio un ente comunale per ottenere il risarcimento dei danni subiti a seguito di una caduta causata da una buca sul marciapiede. La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda, stabilendo che la condotta imprudente della vittima ha integrato il caso fortuito. Poiché la buca era di piccole dimensioni ma facilmente visibile per contrasto cromatico e illuminazione, e il pedone stava transitando in un punto non consentito per l'attraversamento, la responsabilità del danno è stata attribuita esclusivamente alla sua mancanza di ordinaria cautela.
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Promessa di pagamento: guida al recupero crediti
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un promotore finanziario al rimborso di somme perse in investimenti, basandosi su una promessa di pagamento assunta verso il cliente. Il ricorrente sosteneva che il credito fosse prescritto e contestava l'attendibilità dei testimoni. La Corte ha stabilito che l'impegno al rimborso ha natura contrattuale, con prescrizione decennale, e che la testimonianza di un ex difensore è valida se l'incarico è cessato.
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Illecito permanente: prescrizione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società edile in merito al risarcimento danni per un terreno. La Corte ha stabilito che, trattandosi di illecito permanente, la prescrizione inizia a decorrere solo dalla cessazione della condotta dannosa, confermando la condanna della società.
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Rinuncia al ricorso: estinzione del giudizio
Il caso riguarda gli eredi di un ricorrente che, intervenuti in un giudizio di legittimità per risarcimento danni, hanno depositato atto di rinuncia al ricorso. La Corte di Cassazione, verificata l'accettazione della controparte, ha dichiarato l'estinzione del procedimento. La decisione sottolinea come la rinuncia al ricorso estingua il giudizio senza ulteriori oneri fiscali.
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Responsabilità cani randagi: chi paga il risarcimento?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la responsabilità cani randagi per aggressioni a cittadini non ricade automaticamente sul Comune se la legge regionale attribuisce alla ASL il compito di accalappiamento. Nel caso esaminato, un cittadino aggredito da un branco non ha potuto ottenere il risarcimento dal Comune poiché non è stata provata una colpa specifica dell'ente locale, essendo la cattura degli animali di competenza esclusiva dell'azienda sanitaria.
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Responsabilità extracontrattuale locatore: scoppio gas
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di esplosione in un appartamento locato, distinguendo tra la responsabilità per custodia e la responsabilità extracontrattuale locatore. Sebbene il proprietario non sia custode di impianti rudimentali aggiunti dal conduttore, egli può essere ritenuto responsabile se consegna un immobile privo di requisiti minimi di sicurezza, come i fori di aerazione, facilitando così l'evento dannoso.
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Risarcimento danno reputazione: la prova necessaria
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta di risarcimento per offese all'onore di un pubblico ufficiale. Nonostante l'accertamento del fatto illecito in sede penale, la ricorrente non ha fornito prove specifiche del danno subito. La Corte ribadisce che il risarcimento danno reputazione non è mai considerato in re ipsa ma richiede l'allegazione di elementi concreti o presunzioni gravi per dimostrare le conseguenze pregiudizievoli effettive patite dalla vittima.
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Regolamento di competenza: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione chiarisce l'uso del regolamento di competenza in un caso di estinzione del processo. Una società creditrice aveva riassunto una causa dinanzi a un giudice errato dopo una pronuncia di incompetenza. Il Tribunale aveva dichiarato l'estinzione della causa e la Cassazione ha sancito l'inammissibilità del ricorso, precisando che il rimedio corretto sarebbe stato l'appello.
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Diffamazione a mezzo stampa: i limiti del giornalismo
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per diffamazione a mezzo stampa nei confronti di alcuni giornalisti e di una società editrice. Il caso riguardava un articolo che riportava accuse di corruzione verso alcuni professionisti senza un'adeguata verifica indipendente delle fonti. La Corte ha stabilito che il semplice riportare dichiarazioni altrui non costituisce giornalismo d'inchiesta se manca una ricerca attiva e un approfondimento critico, confermando un risarcimento di 50.000 euro per ciascuna vittima.
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Doppia alienazione immobiliare e banca: la responsabilità
La Corte di Cassazione ha confermato la responsabilità extracontrattuale di un istituto bancario in un caso di doppia alienazione immobiliare. La banca aveva iscritto un'ipoteca su immobili già promessi in vendita, nonostante la consapevolezza del contenzioso in corso. La Corte ha ritenuto sussistente la cosciente cooperazione nell'inadempimento del venditore, dichiarando l'inefficacia dell'ipoteca.
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Giornalismo d’inchiesta: i limiti della diffamazione
La Corte di Cassazione ha annullato una condanna per diffamazione a carico di un'emittente nazionale e di una nota giornalista. Il caso riguardava la diffusione di notizie su una perquisizione legata a un noto caso di scomparsa. La Suprema Corte ha chiarito che il giornalismo d'inchiesta gode di una tutela più ampia rispetto alla cronaca semplice, permettendo una valutazione meno rigorosa dell'essenzialità dell'informazione quando questa è funzionale a una tesi investigativa critica.
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Responsabilità Pubblica Amministrazione: il caso ipoteche
La Suprema Corte ha analizzato la Responsabilità Pubblica Amministrazione in merito alla richiesta di risarcimento danni per ipoteche iscritte senza preavviso nel 2011. La decisione chiarisce che l'illegittimità dell'atto non comporta automaticamente il risarcimento se manca l'elemento soggettivo della colpa dell'ente.
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Affidamento incolpevole e responsabilità della PA
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della richiesta risarcitoria di un privato contro un Comune. Il caso riguardava l'annullamento di una sanatoria edilizia concessa per errore. La Corte ha stabilito che l'affidamento incolpevole è escluso quando l'illegittimità dell'atto amministrativo è facilmente percepibile dal cittadino usando l'ordinaria diligenza, come nel caso di incongruenze cronologiche evidenti nei documenti d'acquisto.
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