LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 2043 Codice Civile — Sezione Terza Civile

Pagina 30 di 40

1287 provvedimenti

Altri anni per Art. 2043 Codice Civile

Compensatio lucri cum damno: danni da talidomide
La Corte di Cassazione ha confermato l'applicazione del principio della compensatio lucri cum damno per i danni derivanti dall'assunzione di talidomide. Una cittadina chiedeva il risarcimento al Ministero della Salute, ma i giudici hanno stabilito che l'indennizzo mensile vitalizio già percepito deve essere scomputato dal risarcimento complessivo per evitare un ingiustificato arricchimento del danneggiato.
Continua »
Responsabilità del custode: danni da alluvione
La Corte di Cassazione ha analizzato il caso di un impianto di smaltimento rifiuti danneggiato da frane e alluvioni. La sentenza conferma che la responsabilità del custode non viene meno in presenza di piogge eccezionali se la mancata manutenzione del territorio ha contribuito al danno. L'ente pubblico proprietario del versante sovrastante è stato ritenuto responsabile per non aver realizzato opere di regimazione delle acque necessarie a prevenire l'ostruzione dei canali di scolo.
Continua »
Perdita di chance: i criteri per il risarcimento
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso degli eredi di un paziente deceduto per complicanze da influenza A/H1N1, i quali lamentavano un ritardo diagnostico e terapeutico. La Corte d'Appello aveva rigettato la domanda basandosi su una consulenza tecnica che escludeva la perdita di chance di sopravvivenza in modo apodittico. La Suprema Corte ha cassato la decisione, stabilendo che la motivazione era meramente apparente e che ogni segmento di vita residua, seppur breve, rappresenta un valore giuridico tutelato la cui perdita va risarcita.
Continua »
Responsabilità ufficiale giudiziario: la competenza
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cittadino che contestava la competenza territoriale in una causa di responsabilità ufficiale giudiziario. La Corte ha stabilito che, indipendentemente dalla natura contrattuale o extracontrattuale della responsabilità, il foro competente è quello dove l'obbligazione doveva essere eseguita o dove risiede il debitore, confermando la competenza del giudice del luogo di residenza del funzionario.
Continua »
Responsabilità da calunnia: i limiti del risarcimento
La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso presentato da un soggetto che richiedeva il risarcimento danni per presunta responsabilità da calunnia a seguito di querele archiviate. La Corte ha stabilito che la mancanza di poteri formali del querelante o l'invalidità della querela sono irrilevanti se non viene provata la consapevolezza dell'innocenza dell'accusato, poiché l'intervento dell'autorità giudiziaria interrompe il nesso causale.
Continua »
Specificità del motivo di appello: i nuovi orientamenti
La Suprema Corte ha affrontato un complesso caso di inadempimento contrattuale relativo alla fornitura di un impianto industriale. Il nucleo della decisione riguarda la specificità del motivo di appello ex art. 342 c.p.c., confermando l'inammissibilità dei gravami che non contestano puntualmente la ratio decidendi. La Corte ha inoltre chiarito la natura dell'accertamento tecnico preventivo come prova atipica, utilizzabile dal giudice anche se una delle parti non ha partecipato alla fase preventiva.
Continua »
Diffamazione a mezzo stampa: limiti e risarcimento
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità per diffamazione a mezzo stampa in un caso di pubblicazione di notizie imprecise e foto decontestualizzate. I giudici hanno chiarito che il diritto di cronaca richiede una verifica rigorosa delle fonti e che il danno d'immagine può estendersi anche agli enti collettivi collegati alla vittima.
Continua »
Danni da infiltrazioni: ricorso inammissibile
Una proprietaria di un immobile cita in giudizio il condominio per ottenere il risarcimento dei danni da infiltrazioni. Dopo una doppia condanna del condominio nei primi due gradi di giudizio, la proprietaria ricorre in Cassazione lamentando un'errata valutazione dei danni. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per genericità dei motivi e per il tentativo di ottenere un riesame dei fatti, non consentito in sede di legittimità. La decisione sottolinea i rigorosi requisiti di specificità richiesti per un ricorso in Cassazione.
Continua »
Occupazione senza titolo: come si calcola il danno?
Un ente regionale occupava un immobile di proprietà statale senza un contratto valido. L'amministrazione statale ha chiesto un indennizzo basato sul valore di mercato. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di occupazione senza titolo di un bene destinato a uso governativo e non locabile sul libero mercato, il danno non può essere automaticamente calcolato sulla base del valore locativo. Il giudice deve considerare la specifica destinazione del bene. La Corte ha quindi annullato la precedente decisione, rinviando il caso alla Corte d'Appello per una nuova determinazione dell'importo dovuto.
Continua »
Escussione garanzia: inammissibile ricorso in Cassazione
Un garante ha citato in giudizio una società di telecomunicazioni per l'illegittima escussione di una garanzia a prima richiesta. Dopo il rigetto nei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha stabilito che le censure del ricorrente miravano a un inammissibile riesame dei fatti, trasformando il giudizio di legittimità in un terzo grado di merito, compito che non spetta alla Suprema Corte.
Continua »
Caduta su sampietrini: la condotta del pedone
Un cittadino ha citato in giudizio il Comune di residenza a seguito di una caduta su sampietrini, attribuendo la responsabilità all'ente per la cattiva manutenzione della strada. Sia i giudici di primo grado che quelli d'appello hanno respinto la domanda, ritenendo che la caduta fosse dovuta alla disattenzione del pedone, consapevole della natura intrinsecamente irregolare di quel tipo di pavimentazione. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, rigettando il ricorso e chiarendo che la responsabilità del custode (ex art. 2051 c.c.) può essere esclusa se la condotta imprudente del danneggiato interrompe il nesso causale tra la cosa e il danno.
Continua »
Arricchimento imposto: quando si paga l’utility non richiesta
La Corte di Cassazione ha stabilito che un'impresa che riceve e utilizza una fornitura di energia non richiesta è comunque tenuta a versare un indennizzo alla società erogatrice. Anche se si tratta di un 'arricchimento imposto', la Corte ha ritenuto che il beneficio fosse 'incontrovertibile', in quanto l'impresa avrebbe comunque dovuto acquistare energia da un altro fornitore. L'utilizzo di fatto della fornitura integra una forma di 'accettazione' che fa sorgere l'obbligo di indennizzo per arricchimento senza causa, ex art. 2041 c.c.
Continua »
Conversione lire euro: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 32961/2023, ha risolto un'importante questione sulla conversione lire euro. Il caso riguarda un cittadino che ha richiesto di poter cambiare le sue vecchie lire dopo la scadenza. La Corte ha stabilito che il termine per esercitare tale diritto è di prescrizione ordinaria decennale e non un termine di decadenza, come sostenuto dal Ministero dell'Economia. Questa decisione si basa sull'analisi degli effetti di una precedente pronuncia di incostituzionalità che, annullando una norma restrittiva, ha creato un vuoto normativo colmato dalla disciplina generale del codice civile. Di conseguenza, il ricorso del Ministero è stato respinto.
Continua »
Responsabilità committente pubblico: quando è esclusa?
Un condominio citava in giudizio un ente pubblico per danni da infiltrazioni, attribuendogli la responsabilità come committente. La Cassazione ha respinto il ricorso, escludendo la responsabilità del committente pubblico poiché l'impresa appaltatrice, titolare di un diritto di superficie, aveva operato in totale autonomia, senza alcuna ingerenza o potere di fatto da parte dell'ente sull'area e sui lavori.
Continua »
Responsabilità del custode: la Cassazione decide
Un'automobilista subisce danni urtando una ruota di camion in autostrada. La Corte di Cassazione, riformando la sentenza d'appello, riafferma il principio della responsabilità del custode (art. 2051 c.c.). Spetta all'ente gestore dimostrare il caso fortuito per escludere la propria colpa, non al danneggiato provare l'assenza di condotte alternative. La Corte ha ritenuto illegittima la decisione di secondo grado basata su mere congetture sulla velocità del veicolo.
Continua »
Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti al riesame
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 31902/2023, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da alcuni clienti contro il proprio legale per presunta responsabilità professionale. La Corte ha stabilito che non è possibile utilizzare il ricorso per Cassazione per richiedere un nuovo esame dei fatti già valutati concordemente dai giudici di primo e secondo grado. La decisione sottolinea che l'inammissibilità del ricorso Cassazione scatta quando le censure, pur mascherate da violazioni di legge, mirano in realtà a una diversa interpretazione delle prove, compito che non spetta alla Suprema Corte.
Continua »
Responsabilità del notaio: esclusa per questioni opinabili
Il caso riguarda una richiesta di risarcimento danni contro un notaio per aver redatto un atto di accettazione di eredità con beneficio d'inventario a favore di una fondazione non ancora riconosciuta e, quindi, priva di personalità giuridica. La Corte di Cassazione ha confermato le decisioni dei gradi precedenti, escludendo la responsabilità del notaio. La motivazione principale si fonda sul carattere opinabile e non consolidato della questione giuridica al momento dell'atto. Secondo la Corte, la condotta del professionista deve essere valutata 'ex ante' e, in presenza di incertezze interpretative, non è configurabile la colpa grave richiesta per affermare la sua responsabilità.
Continua »
Responsabilità del custode: disattenzione e risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un cittadino caduto a causa di una pietra sconnessa. La Corte ha stabilito che la condotta della vittima, caratterizzata da un'evidente disattenzione su una strada nota e poco illuminata, integra il 'caso fortuito', escludendo così la responsabilità del custode (il Comune) per i danni subiti.
Continua »
Condotta del danneggiato: quando esclude il risarcimento
La Corte di Cassazione ha rigettato la richiesta di risarcimento di un automobilista per un incidente causato da un tombino aperto. La Suprema Corte ha stabilito che la condotta del danneggiato, ritenuta imprudente, ha interrotto il nesso causale, diventando l'unica causa del sinistro e escludendo così la responsabilità degli enti custodi della strada ai sensi dell'art. 2051 c.c.
Continua »
Danni da escavazione: chi è responsabile?
Un'impresa agricola, dopo aver causato la rottura di un oleodotto durante lavori di pulizia di un canale, ha cercato di attribuire la colpa a un ente pubblico per precedenti lavori stradali. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che la responsabilità per i danni da escavazione è di chi commissiona i lavori che causano materialmente il danno. La Corte ha inoltre chiarito che le nuove normative di sicurezza non si applicano retroattivamente a impianti datati e mai modificati.
Continua »