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Art. 157 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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1560 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione del reato: stop alla condanna per tentato furto
L'Imputato è stato condannato per il reato di tentato furto aggravato risalente al settembre 2013. Il difensore ha proposto ricorso in Cassazione lamentando la mancata applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha accertato la validità del ricorso, requisito indispensabile per esaminare la vicenda. I giudici non sono entrati nel merito delle contestazioni, in quanto si è verificata la prescrizione del reato. Essendo decorso il termine massimo di sette anni e mezzo dal fatto, la Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, cancellando la condanna dell'imputato.
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Minaccia aggravata e recidiva: ricorso inammissibile
L'Imputato è stato condannato per il reato di minaccia aggravata sulla base delle dichiarazioni della vittima e di vari testimoni. L'uomo ha presentato ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove e sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. I Supremi Giudici hanno respinto totalmente le censure. La Cassazione ha ricordato che non è possibile richiedere una nuova ricostruzione dei fatti in sede di legittimità. Inoltre, la presenza della recidiva reiterata specifica e infraquinquennale ha allungato i tempi necessari a prescrivere l'illecito, rendendo la relativa richiesta priva di fondamento. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con la conferma integrale della condanna e l'obbligo per il ricorrente di versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Porto abusivo di armi: reato prescritto ma confisca confermata
L'Imputato veniva condannato in primo grado al pagamento di un'ammenda per il reato di porto abusivo di armi e oggetti atti ad offendere, oltre alla confisca del materiale sequestrato. Il cittadino proponeva ricorso lamentando il diniego della particolare tenuità del fatto, motivato unicamente dalla presenza di un precedente penale. La Corte di Cassazione ha giudicato ammissibile il ricorso, ribadendo che un precedente penale non preclude automaticamente la causa di non punibilità. Grazie all'ammissibilità dell'impugnazione, la Suprema Corte ha potuto rilevare d'ufficio il decorso del termine di cinque anni necessario per la prescrizione del reato. La sentenza impugnata è stata quindi annullata senza rinvio per estinzione del reato, fermi restando l'obbligo di confisca e la conseguente distruzione di quanto sottoposto a sequestro.
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Occupazione Abusiva: Quando la Prescrizione non Salva e lo Stato di Necessità non Basta
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per **occupazione abusiva** di un edificio a carico di due persone. I ricorrenti lamentavano la prescrizione del reato, l'assenza degli elementi costitutivi del delitto, l'applicazione dello stato di necessità e la particolare tenuità del fatto. La Cassazione ha respinto tutti i ricorsi, ribadendo che l'occupazione abusiva è un reato permanente, la cui prescrizione decorre dalla cessazione dell'occupazione. Ha inoltre escluso lo stato di necessità e la particolare tenuità, ritenendo le motivazioni dei giudici di merito corrette. I ricorsi sono stati dichiarati inammissibili, con condanna al pagamento delle spese processuali e di una somma a favore della Cassa delle Ammende.
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Guida in ebbrezza: la prescrizione del reato annulla la pena
L'Imputato veniva condannato dai giudici di merito per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nell'agosto 2015. Contro la sentenza della Corte d'Appello, L'Imputato proponeva ricorso per Cassazione denunciando la mancata audizione di un testimone, vizio di motivazione e chiedendo l'accertamento dell'intervenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha riscontrato che il ricorso non era inammissibile e che il termine massimo di prescrizione, compresi i periodi di sospensione, era decorso a dicembre 2020. Non essendoci presupposti evidenti per un'assoluzione nel merito, la Suprema Corte ha disposto l'annullamento della sentenza senza rinvio. L'Imputato evita la condanna penale grazie all'intervenuta prescrizione del reato.
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Guida in stato di ebbrezza: la prescrizione del reato annulla la condanna
Un automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza. Ha contestato la sentenza, sollevando dubbi sulla validità dell'alcol test e sulla mancata concessione della non menzione della condanna. La Corte di Cassazione ha dichiarato la `prescrizione del reato`, poiché il tempo massimo per la punibilità era scaduto. Di conseguenza, la condanna è stata annullata e la sospensione della patente di guida, una sanzione amministrativa accessoria, è stata revocata. Gli atti sono stati trasmessi al Prefetto per le decisioni sulle sanzioni amministrative residue.
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Furto di energia elettrica: la condanna cade in prescrizione
La vicenda riguarda una persona condannata nei primi due gradi di giudizio per il reato di furto di energia elettrica, commesso tramite allacciamento abusivo fino all'aprile 2013. L'imputata ha proposto ricorso per Cassazione deducendo che il reato si era estinto per prescrizione prima della pronuncia della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha accolto il ricorso, ricordando che il termine prescrizionale decorre dall'ultimo prelievo abusivo e che il giudice ha il dovere di dichiarare immediatamente l'estinzione del reato. I giudici di legittimità hanno pertanto annullato la condanna senza rinvio.
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Bancarotta: Condanna Annullata per Prescrizione del Reato in Cassazione
Un imprenditore è stato condannato per bancarotta fraudolenta e semplice. Ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha stabilito che i reati erano estinti per prescrizione del reato prima ancora che la Corte d'Appello pronunciasse la sua decisione. Questo perché era trascorso troppo tempo dalla commissione dei fatti. La Corte ha ribadito l'obbligo del giudice di dichiarare immediatamente la prescrizione, anche se non eccepita dalle parti, quando questa è maturata.
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Bancarotta fraudolenta: condanna cancellata per prescrizione
L'Amministratore di una società fallita subiva una condanna per il reato di bancarotta fraudolenta patrimoniale e documentale. L'imputato proponeva ricorso per cassazione denunciando gravi vizi procedurali legati alla mancata notifica degli avvisi di fissazione udienza nel corso del giudizio di appello. I Supremi Giudici hanno esaminato gli atti e hanno riscontrato l'omessa prova della notifica al difensore e all'imputato per l'udienza decisiva. Di conseguenza, in mancanza dei presupposti per un proscioglimento pieno nel merito, la Corte di Cassazione ha accertato il superamento dei termini massimi di prescrizione, considerando anche i periodi di sospensione maturati durante l'intero iter processuale. La Corte ha quindi disposto l'annullamento senza rinvio della sentenza impugnata, dichiarando la totale estinzione dei reati ascritti.
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Furto e Prescrizione del Reato: Condanna Annullata per Decorrenza Termini
Un Lavoratore è stato condannato per furto. Ha presentato ricorso contestando le prove (tabulati telefonici) e un'aggravante. La Corte di Cassazione ha esaminato il caso. Ha rilevato che, tenendo conto di un periodo di sospensione, il termine per la Prescrizione del reato era già scaduto. Questo significa che lo Stato non poteva più perseguire il crimine. Per questo motivo, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio. Il reato si è estinto per prescrizione, e il Lavoratore non è stato più condannato.
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Ricorso Penale Inammissibile: Prescrizione e Recidiva Decisive
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso penale presentato da un Individuo condannato per evasione. Il primo motivo di ricorso, relativo alla prescrizione del reato, è stato ritenuto infondato. La prescrizione non era maturata al momento della sentenza d'appello, calcolando 9 anni dal 2012 a causa della recidiva. L'inammissibilità del ricorso preclude anche la valutazione di una prescrizione successiva. Il secondo motivo, sulle attenuanti generiche, mancava di specificità. L'Individuo è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Prescrizione del reato: condanna annullata per tentato furto aggravato
Un Lavoratore è stato condannato per tentato furto aggravato. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato si era estinto per prescrizione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha stabilito che il reato, commesso nel 2014, si era prescritto nel 2021, prima della sentenza di appello. Per questo motivo, la Corte ha annullato la condanna senza rinviare il caso. La decisione sottolinea che la **prescrizione del reato** deve essere dichiarata immediatamente se maturata, a meno che non emerga in modo inequivocabile l'innocenza dell'imputato.
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Condanna annullata: la prescrizione del reato salva il Lavoratore
Un Lavoratore è stato condannato per aver violato le prescrizioni di una misura di prevenzione. La Corte d'Appello ha confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse già estinto per prescrizione del reato. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha verificato che la prescrizione del reato era maturata prima della sentenza d'appello, anche considerando i periodi di sospensione. La Corte ha quindi annullato la sentenza senza rinvio, perché il reato era estinto.
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Tardività della querela: la condanna resta ferma
La Corte d'Appello ha confermato la condanna di un imputato per appropriazione indebita di assegni e falso materiale in atto pubblico. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione eccependo la tardività della querela e la prescrizione dei reati contestati. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. La tardività della querela non può essere sollevata per la prima volta in sede di legittimità quando richiede un accertamento di fatto sul giorno iniziale del termine. Inoltre, per i reati divenuti perseguibili a querela per effetto delle riforme legislative, l'avviso alla persona offesa si applica anche retroattivamente, sanando eventuali mancanze anteriori. Infine, i periodi di sospensione processuale hanno impedito il maturare della prescrizione. L'imputato perde il ricorso e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Ricorso Penale Inammissibile: La Prescrizione Non Scatta con la Recidiva
Un Lavoratore, condannato per falso, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la mancata acquisizione di una prova decisiva, il diniego delle circostanze attenuanti generiche e l'intervenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale. Ha ritenuto che la prova decisiva non fosse stata richiesta correttamente e che le attenuanti fossero state negate con adeguata motivazione. Riguardo la prescrizione, la Corte ha chiarito che il periodo non era scaduto, considerando la recidiva del Lavoratore. Il ricorso è stato quindi respinto, con condanna del Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Falso in atto pubblico: la prescrizione del reato annulla la condanna
Un Cittadino era stato condannato per aver commesso un reato di falso in atto pubblico, specificamente per la falsità delle bollette doganali. La Corte d'Appello aveva confermato questa condanna. Il Cittadino ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato che il reato era estinto per intervenuta prescrizione del reato. Pertanto, ha annullato la sentenza senza rinvio, perché il tempo massimo per perseguire il reato era scaduto.
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Violazione del foglio di via: il giudice valuta la pericolosità
Un cittadino ha subito un processo penale per la violazione del foglio di via dopo essere rientrato in un Comune senza autorizzazione. La Corte di Appello ha confermato la condanna, sostenendo che il giudice penale non potesse valutare la reale pericolosità del soggetto posta alla base dell'atto amministrativo del Questore. L'interessato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha chiarito che il giudice penale deve verificare la rispondenza dell'atto alla legge e la consistenza della sua motivazione. Essendo il ricorso fondato e non inammissibile, i giudici hanno dichiarato l'estinzione del reato per prescrizione, annullando la condanna senza rinvio.
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Assolto per incendio: inammissibile il ricorso senza interesse
La Corte d'Appello ha assolto l'imputato dall'accusa di incendio con la formula piena perché il fatto non sussiste. La Procura Generale ha impugnato la sentenza chiedendo l'annullamento dell'assoluzione. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'accusa per difetto del necessario interesse ad impugnare. Nelle more del procedimento era infatti maturata la prescrizione del reato contestato. Di conseguenza, un ipotetico accoglimento del ricorso non avrebbe potuto produrre alcun effetto pratico favorevole per la pubblica accusa, rendendo l'assoluzione definitiva.
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Prescrizione del reato: ricorso inammissibile in Cassazione
Un imputato ha proposto ricorso dinanzi alla Corte di Cassazione sostenendo l'estinzione dell'illecito per intervenuta prescrizione del reato prima della sentenza di secondo grado. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile poiché la Corte d'Appello aveva già ampiamente spiegato e motivato per quali ragioni i termini non fossero ancora decorsi. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno confermato la decisione impugnata, condannando il ricorrente al pagamento delle spese del procedimento e al versamento di tremila euro in favore della Cassa delle Ammende.
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Ricettazione e Prescrizione: la Recidiva Allunga i Termini
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per ricettazione di un imputato, respingendo il suo ricorso. L'imputato sosteneva che il reato fosse estinto per intervenuta prescrizione del reato. Tuttavia, la Suprema Corte ha chiarito che la sua condizione di recidivo (cioè, aver commesso un nuovo reato dopo una condanna precedente) ha prolungato significativamente i termini di prescrizione. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile e ha condannato l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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