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Art. 157 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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1560 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Ricorso Penale Inammissibile: La Prescrizione non salva l’errore procedurale
Un imputato ha presentato ricorso contro una condanna, sostenendo che il reato contestato (ai sensi dell'art. 337 c.p.) fosse ormai prescritto. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, poiché non rispettava i requisiti procedurali essenziali. Di conseguenza, la Corte non ha potuto esaminare la questione della prescrizione del reato. La sentenza ha ribadito che un ricorso originariamente inammissibile non può instaurare un valido processo. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria. La decisione sottolinea l'importanza della corretta presentazione di un ricorso penale inammissibile.
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Prescrizione dei reati: Cassazione annulla condanna per errore di calcolo
Un Lavoratore era stato condannato in primo grado per i reati di esercizio arbitrario delle proprie ragioni e lesioni personali. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che la prescrizione dei reati era già maturata prima della sentenza d'Appello. La Cassazione ha riconosciuto che i reati erano stati commessi nel 2013 e che il calcolo dei termini di prescrizione, inclusi i periodi di sospensione, era stato errato. Il processo non era fissato durante il periodo di sospensione considerato, rendendo tale sospensione non necessaria. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza d'Appello senza rinvio, dichiarando i reati estinti per prescrizione dei reati.
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Prescrizione del reato e guida in ebbrezza: respinto il ricorso
L'Automobilista è stato condannato per guida in stato di ebbrezza grave, guida sotto l'effetto di sostanze stupefacenti e porto abusivo di oggetti atti ad offendere. L'imputato ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo l'avvenuta prescrizione del reato prima della pronuncia d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che per queste contravvenzioni il termine massimo di prescrizione del reato è di cinque anni complessivi. Avendo commesso i fatti nell'aprile 2017, la prescrizione sarebbe maturata solo ad aprile 2022, mentre la sentenza d'appello è stata emessa nel novembre 2021. L'Automobilista è stato quindi condannato al pagamento delle spese processuali e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Prescrizione del reato fallimentare: annullata la condanna
L'Imputato, in qualità di amministratore societario, è stato condannato nei gradi di merito per condotte connesse alla crisi d'impresa commesse nel luglio 2013. Contro la decisione di appello, l'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione contestando la mancanza di motivazione sull'elemento oggettivo e psicologico del reato. La Corte di Cassazione ha stabilito che i motivi di ricorso non erano manifestamente infondati. Questa condizione ha permesso ai giudici di prendere atto del decorso del tempo e di dichiarare la prescrizione del reato fallimentare, maturatasi a marzo 2021. La Suprema Corte ha annullato la sentenza di condanna senza rinvio, cancellando ogni sanzione penale.
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Prescrizione del Reato: Violazione Foglio di Via Estinta per Tempo
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Cittadino condannato per aver violato un foglio di via obbligatorio. Il ricorso contestava l'errata valutazione della sua pericolosità sociale, base del provvedimento. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso non infondato. Tuttavia, ha dichiarato l'intervenuta **prescrizione del reato**, poiché era trascorso il termine massimo di cinque anni previsto dalla legge. Per questo motivo, la sentenza di condanna precedente è stata annullata senza rinvio, estinguendo il reato e liberando il Cittadino da ogni accusa.
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Prescrizione del Reato: Il Tempo che Annulla la Condanna per Lesioni
Un Lavoratore era stato condannato per lesioni personali. Successivamente, la persona offesa ha ritirato la querela. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna. Ha stabilito che il reato si era già estinto per prescrizione prima del ritiro della querela. La prescrizione, infatti, prevale come causa di estinzione del reato se interviene prima di altre cause. Questo principio sull'estinzione del reato per prescrizione ha portato all'annullamento della sentenza, cancellando la condanna del Lavoratore.
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Recidiva qualificata: la Cassazione conferma l’inammissibilità del ricorso
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato, confermando la condanna precedente. L'imputato contestava l'applicazione della recidiva qualificata e la mancata prescrizione del reato. La Corte ha ritenuto che la recidiva qualificata fosse stata correttamente applicata, escludendo il decorso della prescrizione. Ha inoltre giudicato infondate le altre censure, in quanto riproducevano questioni già esaminate. L'imputato è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Frodi alimentari: prodotti non destinati alla vendita e prescrizione
Un produttore caseario è stato condannato per frodi alimentari, avendo utilizzato sostanze in cattivo stato di conservazione e detenuto prodotti in condizioni igienico-sanitarie pessime. L'imputato ha presentato ricorso, contestando la mancata prova che i prodotti fossero effettivamente destinati alla vendita. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, rilevando che la sentenza di primo grado non aveva adeguatamente accertato la destinazione commerciale dei prodotti. Di conseguenza, non potendo emettere una sentenza assolutoria nel merito, la Corte ha annullato la condanna perché il reato di frodi alimentari si è estinto per prescrizione.
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Porto ingiustificato di coltelli: Cassazione conferma condanna
Un Lavoratore è stato condannato per porto ingiustificato di coltelli, trovati nella sua auto durante un controllo. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna a 3 mesi di arresto e 600 euro di ammenda. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la prescrizione del reato, l'assenza di prove sulla sua consapevolezza (l'auto era dell'ex compagna e c'era un passeggero), la particolare tenuità del fatto e la mancata concessione di attenuanti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondata la prescrizione e generiche le altre doglianze. Ha confermato la responsabilità del Lavoratore per il porto ingiustificato di coltelli, considerando la collocazione delle armi e i suoi precedenti penali.
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Guida in stato di ebbrezza: alcoltest nullo e prescrizione
Un'automobilista viene condannata in secondo grado per il reato di guida in stato di ebbrezza commesso nel gennaio 2016. L'imputata propone ricorso in Cassazione lamentando l'omesso avviso della facoltà di farsi assistere da un difensore durante l'alcoltest. La Suprema Corte riconosce la fondatezza e gravità della doglianza, rendendo il ricorso ammissibile. Poiché il ricorso è ammissibile e non emerge un'evidente prova d'innocenza immediata, i giudici rilevano il decorso del tempo e dichiarano l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, annullando la sentenza impugnata senza rinvio.
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Prescrizione del reato: condanna annullata per tempo decorso
L'Imputato presenta ricorso in Cassazione per contestare le circostanze aggravanti e il calcolo della pena per un'accusa di tentato furto. La difesa presenta una memoria per rilevare l'avvenuto decorso dei termini di legge e chiedere l'estinzione dell'illecito. I giudici analizzano il calcolo del tempo necessario a prescrivere il reato, considerando sia il termine massimo previsto dal codice penale sia la sospensione causata da un rinvio dell'udienza. La verifica dimostra che il termine si è compiuto prima che la sentenza diventasse irrevocabile. La Corte di Cassazione accoglie l'eccezione, annulla la condanna senza rinvio e dichiara la prescrizione del reato. L'Imputato vince il ricorso e ottiene la cancellazione della sanzione penale.
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Prescrizione del reato: la Cassazione annulla la condanna
Un Imputato ha presentato ricorso contro una sentenza di condanna. La Corte di Cassazione ha esaminato il caso e ha accertato che il reato contestato era ormai estinto per **prescrizione del reato**. Questo significa che era trascorso troppo tempo dalla commissione del fatto. Di conseguenza, la Corte ha annullato la sentenza impugnata senza rimandare il caso a un altro giudice, poiché la prescrizione prevale su ogni altra questione, rendendo impossibile proseguire con il processo e l'applicazione di una pena.
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Prescrizione del Reato: Ricorso Inammissibile, Condanna Confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un Imputato che contestava la mancata dichiarazione di estinzione del reato per prescrizione da parte della Corte d'Appello. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato. Ha chiarito che il tempo necessario per la prescrizione del reato non era ancora scaduto, considerando anche i periodi di sospensione dovuti a rinvii d'udienza per emergenza sanitaria. L'inammissibilità del ricorso ha impedito alla Cassazione di pronunciarsi sulla prescrizione. L'Imputato ha perso la causa e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricettazione: Ricorso Inammissibile, Prescrizione e Attenuanti Negate
Un Lavoratore è stato condannato per il reato di **Ricettazione** di un ciclomotore. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse prescritto e che dovesse essere riconosciuta un'attenuante per il danno di lieve entità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondate le argomentazioni sulla prescrizione, affermando che il reato non era ancora estinto. Ha inoltre escluso l'attenuante, giudicando il danno non di entità trascurabile. Il Lavoratore dovrà pagare le spese processuali e una sanzione di 3.000 euro.
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Sostituzione di persona: ricorso inammissibile e pena confermata
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un imputato per il reato di sostituzione di persona, dichiarando inammissibile il ricorso presentato dalla difesa. L'imputato contestava la ricostruzione dei fatti e sosteneva l'avvenuta prescrizione del reato, invocando una diversa qualificazione della recidiva. I giudici hanno chiarito che la presenza della recidiva aggravata e reiterata allunga i tempi di prescrizione. Inoltre, la Suprema Corte ha stabilito che un ricorso inammissibile impedisce di far valere la prescrizione maturata dopo la sentenza di secondo grado. L'imputato perde definitivamente la causa e deve versare tremila euro alla Cassa delle ammende oltre alle spese processuali.
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Prescrizione del reato: Coltello e pistola a salve, condanna annullata
Un Lavoratore era stato condannato per aver portato senza giustificato motivo un coltello a serramanico e una pistola a salve. La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Tuttavia, la Corte di Cassazione ha annullato la sentenza senza rinvio. Ha stabilito che il reato era estinto per intervenuta prescrizione. I fatti risalivano al 25/7/2016 e il termine per la prescrizione del reato era scaduto il 25/7/2021. La decisione ha quindi assolto il Lavoratore per decorrenza dei termini.
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Particolare tenuità del fatto: la Cassazione rigetta il ricorso
L'Imputato ha proposto ricorso in Cassazione lamentando il mancato riconoscimento della particolare tenuità del fatto. Il ricorrente ha anche contestato la valutazione sulle attenuanti generiche, sulla recidiva e sulla prescrizione del reato. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso interamente inammissibile. I giudici hanno chiarito che le censure sulla particolare tenuità del fatto riproponevano semplici valutazioni di merito già affrontate ed esaminate nei precedenti gradi di giudizio. Inoltre, la Corte d'Appello aveva già concesso le attenuanti ed escluso la recidiva, mentre i termini di prescrizione non risultavano affatto maturati. L'Imputato ha perso la causa ed è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio e al versamento di tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Condotta di favoreggiamento: la recidiva blocca la prescrizione
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso presentato da un imputato condannato per la condotta di favoreggiamento. La difesa contestava la sussistenza del fatto, la mancata applicazione delle attenuanti generiche, la misura della pena e il mancato proscioglimento per intervenuta prescrizione del reato. I giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso integralmente inammissibile. Le doglianze su responsabilità e quantificazione della sanzione riproponevano argomenti già esaminati e motivati dai giudici di merito. La prescrizione non è maturata a causa dell'aggravante della recidiva reiterata infraquinquennale, la quale allunga i termini legali di estinzione del reato. Il ricorrente è stato quindi condannato al pagamento delle spese di giudizio e a una sanzione di tremila euro.
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Ricettazione e Prescrizione del Reato: Cassazione Dichiara Ricorso Inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un Lavoratore, condannato per ricettazione. La Corte d'Appello aveva già parzialmente riformato la sentenza di primo grado, dichiarando la prescrizione del reato per un capo d'accusa e rideterminando la pena per la ricettazione. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo l'omessa pronuncia di estinzione del reato per sopravvenuta prescrizione anche per la ricettazione. Tuttavia, la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso infondato, poiché il termine di prescrizione del reato, comprensivo delle proroghe, non era ancora scaduto al momento della pronuncia di secondo grado. Di conseguenza, il Lavoratore ha dovuto pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Reato di truffa: intascare il denaro e sparire porta alla condanna
Un venditore ha intascato il denaro per un bene, fornendo false rassicurazioni sull'avvenuta spedizione per poi rendersi irreperibile. I giudici hanno qualificato il fatto come reato di truffa. L'autore ha fatto ricorso sostenendo che il fatto non costituisse raggiro e invocando la prescrizione maturata prima del deposito della motivazione della sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che la falsa promessa di spedizione e la successiva fuga integrano un raggiro fraudolento. Inoltre, il termine di prescrizione si calcola con riguardo alla data della lettura del dispositivo e non al momento del deposito della motivazione scritta. Il venditore perde la causa e subisce la conferma della condanna.
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