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Art. 157 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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1560 provvedimenti

Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Particolare tenuità del fatto: la condanna cade in prescrizione
L'Imputato è stato condannato per la cessione di 0,69 grammi di cocaina a un agente in borghese. Ha proposto ricorso in Cassazione censurando il diniego della particolare tenuità del fatto. La Corte di Cassazione ha riconosciuto che la Corte d'Appello ha applicato criteri errati ed estranei all'articolo 131-bis c.p. Poiché il motivo di ricorso non era manifestamente infondato, si è instaurato un valido rapporto processuale che ha consentito di rilevare d'ufficio la prescrizione del reato maturata nelle more. Di conseguenza, la Suprema Corte ha annullato senza rinvio la sentenza di condanna, eliminando ogni sanzione penale.
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Bancarotta: Pena Eccessiva e Prescrizione del Reato, la Cassazione Annulla
Due amministratori di un'azienda fallita hanno impugnato una condanna per bancarotta semplice documentale. La Corte d'Appello aveva ridotto la pena principale, ma aveva mantenuto pene accessorie (come l'inabilitazione a gestire imprese) per tre anni, superando il limite legale di due anni. La Corte di Cassazione ha rilevato questa illegalità. Tale rilievo ha permesso la prosecuzione del processo, portando alla **prescrizione del reato**. Il reato si è estinto perché era trascorso il tempo massimo previsto dalla legge per la sua perseguibilità. La sentenza è stata annullata senza rinvio.
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Furto pluriaggravato: ricorso respinto e sanzione
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna per furto pluriaggravato a carico di un imputato, respingendo integralmente il suo ricorso. L'uomo contestava la ricostruzione dei fatti, la mancata concessione delle attenuanti generiche, l'applicazione della recidiva e l'intervenuta prescrizione. I giudici hanno dichiarato inammissibile l'impugnazione: la ricostruzione probatoria non può essere riesaminata in sede di legittimità, le attenuanti erano già state riconosciute, la recidiva non era mai stata contestata e i termini di prescrizione scadevano solo nel 2025. Il ricorrente deve versare le spese di giudizio e tremila euro alla Cassa delle ammende.
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Omessa dichiarazione dei redditi: condannato l’amministratore
L'amministratore formale di una società ha impugnato la condanna penale per omessa dichiarazione dei redditi e dell'IVA. La difesa ha sostenuto l'avvenuta prescrizione del reato tributario, l'assenza di dolo per mancanza di poteri effettivi di gestione e il mancato riconoscimento della sospensione condizionale della pena. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno chiarito che i termini di prescrizione per i reati tributari prevedono aumenti specifici che impedivano l'estinzione del reato. Inoltre, chi assume formalmente la carica societaria ha l'obbligo giuridico inderogabile di presentare le dichiarazioni fiscali. La presenza di precedenti penali ha infine giustificato il diniego della sospensione condizionale. L'imputato perde il ricorso ed è condannato alle spese e al pagamento di 3.000 euro alla Cassa delle Ammende.
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Prescrizione furto aggravato: ricorso inammissibile per termini non scaduti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per furto pluriaggravato. L'imputato contestava la sua responsabilità e l'intervenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha respinto entrambe le argomentazioni. Ha ritenuto infondata l'eccezione di prescrizione furto aggravato, poiché il reato, commesso nel 2010, prevedeva un termine prescrizionale di 12 anni e sei mesi, non ancora scaduto. L'imputato ha dovuto pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Truffa e Prescrizione del Reato: La Recidiva Blocca l’Estinzione
Un Lavoratore è stato condannato per il reato di truffa. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse ormai estinto per la prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha però dichiarato il ricorso inammissibile. I giudici hanno stabilito che, a causa della recidiva del Lavoratore (cioè il fatto di aver commesso un nuovo reato dopo una condanna precedente), il termine per la prescrizione del reato era stato aumentato. Di conseguenza, il reato non era ancora prescritto al momento della decisione. Il Lavoratore è stato quindi condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricettazione e Furto: la Prescrizione non scatta con la Recidiva
Una persona è stata condannata per ricettazione e furto. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che i reati fossero estinti per prescrizione. La Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che per la ricettazione attenuata, il termine di prescrizione si calcola sulla pena massima del reato base, non sulla pena ridotta. Inoltre, per il furto, la recidiva ha prolungato i termini di prescrizione. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile, con conseguente condanna alle spese processuali e al versamento di una somma alla cassa delle ammende.
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Ricettazione: Ricorso inammissibile in Cassazione, condanna confermata
Un imputato è stato condannato per ricettazione, ovvero per aver ricevuto beni di provenienza illecita. Ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo la prescrizione del reato, l'insufficienza delle prove e la mancata concessione delle circostanze attenuanti generiche. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ritenuto infondato il motivo sulla prescrizione, poiché non era ancora maturata al momento della sentenza. Ha giudicato inammissibili gli altri motivi, affermando che i giudici precedenti avevano correttamente valutato le prove e giustificato la decisione sulle attenuanti. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende, confermando la condanna per ricettazione.
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Rapina Aggravata: La Prescrizione del Reato non Scatta con Vizi Minori
Un Lavoratore, condannato per rapina aggravata, ha presentato ricorso in Cassazione. Contestava la validità del decreto di rinvio a giudizio per la mancata indicazione di data e luogo del fatto, e la mancata dichiarazione della prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che l'omissione di data o luogo non invalida il decreto se i fatti sono comunque desumibili. Ha inoltre confermato che la prescrizione del reato non era ancora maturata, calcolando il termine di 25 anni per la rapina aggravata. Il Lavoratore ha perso e dovrà pagare le spese processuali e una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato di ricettazione: condanna annullata
La vicenda riguarda un imputato condannato in primo grado per il delitto di ricettazione. Successivamente, la Corte di Appello ha dichiarato inammissibile l'impugnazione presentata dalla difesa. L'imputato ha quindi promosso ricorso per cassazione, contestando la decisione dei giudici di secondo grado e segnalando il superamento del tempo massimo per punire il fatto. I giudici di legittimità hanno accertato la fondatezza del ricorso e verificato che la prescrizione del reato di ricettazione era già maturata prima della sentenza di secondo grado. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato senza rinvio la condanna, sancendo la definitiva estinzione del reato per decorso del tempo.
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Furto pluriaggravato: prescrizione e aggravanti speciali
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di una persona condannata per furto pluriaggravato in concorso. La difesa sosteneva che il reato fosse ormai estinto per decorso del tempo e invocava la prevalenza delle circostanze attenuanti generiche rispetto alle aggravanti. I giudici hanno respinto la tesi difensiva, chiarendo che le circostanze aggravanti a effetto speciale aumentano il tempo necessario per la prescrizione in modo autonomo, a prescindere dall'esito del bilanciamento con le attenuanti. Inoltre, la confessione resa dall'imputata non vincola il giudice a concedere una diminuzione maggiore di pena. Di conseguenza, la Corte ha dichiarato il ricorso del tutto inammissibile, confermando la condanna penale e disponendo il versamento di una sanzione pecuniaria a favore della Cassa delle ammende.
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Ricettazione: Ricorso in Cassazione Inammissibile per Rinuncia e Prescrizione
Un Lavoratore era stato condannato per ricettazione (ricevere beni rubati). La Corte d'Appello aveva confermato la condanna. Il Lavoratore ha presentato un Ricorso in Cassazione inammissibile, sollevando due motivi. Il primo motivo, riguardante vizi di motivazione, è stato dichiarato precluso perché in appello il Lavoratore aveva rinunciato a tutti i motivi tranne quello sulla pena. Il secondo motivo, sulla prescrizione del reato, è stato ritenuto infondato perché la data di pronuncia della sentenza d'appello era antecedente alla presunta scadenza della prescrizione. La Suprema Corte ha quindi dichiarato il ricorso inammissibile, condannando il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Porto di armi improprie: la Cassazione conferma condanne e costi
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di due individui per il `porto di armi improprie` in luogo pubblico. I soggetti erano stati trovati in possesso di una spranga, un cacciavite e un coltello a serramanico durante un litigio. Hanno contestato la qualificazione degli oggetti come armi e la mancata applicazione della non punibilità per particolare tenuità del fatto. La Suprema Corte ha dichiarato i ricorsi inammissibili. Ha ribadito che il contesto di un litigio in un centro urbano rende grave il `porto di armi improprie`, escludendo la tenuità del fatto. I ricorrenti sono stati condannati al pagamento delle spese processuali e di una somma alla cassa delle ammende.
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Prescrizione del reato di furto: condanna annullata
Due imputati hanno subito una condanna nei primi gradi di giudizio per furto aggravato commesso nell'ottobre 2013. La Corte di Appello ha confermato la pena nel novembre 2021 senza considerare il tempo trascorso. La difesa ha quindi presentato ricorso in Cassazione. I giudici supremi hanno accertato che il termine massimo di legge era già scaduto a giugno 2021, prima della decisione di secondo grado, anche calcolando il periodo di sospensione per impedimento del difensore. Di conseguenza, la Corte di Cassazione ha annullato la condanna senza rinvio, dichiarando l'estinzione delle accuse. Si è quindi perfezionata la prescrizione del reato di furto, cancellando ogni conseguenza penale a carico dei ricorrenti.
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Falso ideologico: condanna annullata per prescrizione del reato
La Corte di Cassazione ha annullato la condanna per falso ideologico inflitta a due imputati. I Giudici di merito avevano condannato Il Sig. Modafferi e Il Sig. Veltre per il reato di falso ideologico. Tuttavia, la Suprema Corte ha rilevato che il reato, così come contestato, non includeva l'aggravante prevista dall'articolo 476, comma 2, del codice penale. Di conseguenza, il reato si era estinto per prescrizione prima della pronuncia della sentenza d'appello. La decisione ha quindi sancito la Prescrizione del reato di falso ideologico, annullando la condanna senza necessità di un nuovo giudizio.
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Prescrizione Reato Aggravato: La Recidiva Blocca l’Estinzione del Crimine
Un Lavoratore ha presentato ricorso contro una condanna per furto aggravato, sperando nella prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il reato era aggravato dalla recidiva reiterata specifica infraquinquennale, che ha esteso i termini di prescrizione. Di conseguenza, la prescrizione del reato aggravato non era ancora maturata. Il Lavoratore è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Omissione di soccorso stradale: condanna cancellata per tempo
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un automobilista condannato nei gradi precedenti per omissione di soccorso stradale e fuga dopo un incidente avvenuto nel settembre 2014. La difesa contestava la violazione dei diritti difensivi per il mancato rinvio dell'udienza d'appello e l'errata valutazione dei fatti. I giudici Supremi hanno rilevato d'ufficio l'estinzione del reato per intervenuta prescrizione, maturata dopo sette anni e mezzo dai fatti. In assenza di prove evidenti per un'assoluzione nel merito, la Corte ha annullato la condanna senza rinvio, rendendo superflua ogni ulteriore analisi procedurale.
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Prescrizione del reato: il calcolo errato annulla la condanna
L'Imputato viene accusato di furto pluriaggravato per fatti commessi nel febbraio 2009. Nel corso del processo d'appello, i giudici riconoscono che l'azione costituisce soltanto un tentato furto e riducono la pena. Tuttavia, la Corte di Appello omette di ricalcolare i tempi previsti per l'estinzione dell'illecito sulla base della nuova sanzione edittale. L'Imputato propone ricorso in Cassazione eccependo l'estinzione del reato. La Suprema Corte accoglie la richiesta evidenziando che la **prescrizione del reato** si era perfezionata nel luglio 2018, ben prima della decisione di secondo grado emessa nel 2020. Di conseguenza, i giudici di legittimità annullano la sentenza impugnata senza rinvio.
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Condanna per tentata violenza privata cancellata dal tempo
Un cittadino subisce una condanna per il delitto di tentata violenza privata a seguito di presunte minacce rivolte a un'altra persona. L'imputato presenta ricorso per Cassazione contestando la valutazione delle prove e la reale sussistenza della lesione alla libertà personale. I giudici supremi accertano che le critiche sollevate dalla difesa non risultano manifestamente infondate. Di conseguenza, accertano l'avvenuto decorso dei termini di prescrizione del reato prima ancora della decisione di secondo grado. La Corte di Cassazione annulla definitivamente la condanna senza rinvio, dichiarando estinto il reato e prosciogliendo l'imputato da ogni accusa.
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Frode Fiscale: Doppie Fatture e Ricorso Inammissibile in Cassazione
Un amministratore di società è stato condannato per frode fiscale. Ha emesso doppie fatture con importi diversi: una per i clienti e una con un valore inferiore per la dichiarazione fiscale, al fine di evadere le tasse. La Corte d'Appello ha parzialmente riformato la condanna, riconoscendo la prescrizione per un reato minore, ma confermando la colpevolezza per la frode fiscale. Il suo ricorso in Cassazione è stato dichiarato inammissibile perché le sue azioni costituivano chiaramente mezzi fraudolenti. L'amministratore dovrà pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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