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Art. 157 Codice Penale — Sezione Settima Penale

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Altri anni per Art. 157 Codice Penale

Prescrizione Reati Penali: Ricorso Inammissibile per Errato Calcolo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da un Imputato, condannato per minaccia e lesioni. L'Imputato contestava la mancata dichiarazione di prescrizione reati penali, sostenendo che il termine fosse scaduto prima della sentenza d'appello. La Suprema Corte ha confermato che il calcolo della prescrizione, inclusa la sospensione di due mesi e quattordici giorni, portava il termine finale oltre la data della sentenza. Il ricorso è stato ritenuto una mera reiterazione di motivi già presentati e disattesi in appello. L'Imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di tremila euro a favore della cassa delle ammende.
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Condanna per ricettazione: l’inammissibilità del ricorso penale blocca la prescrizione
Un Lavoratore, condannato per ricettazione di un motociclo, ha presentato ricorso per cassazione contro la sentenza di appello. Ha sostenuto un legittimo impedimento all'udienza e l'intervenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'**inammissibilità del ricorso penale**. Ha ritenuto l'impedimento non provato e ha stabilito che l'inammissibilità preclude la valutazione della prescrizione successiva alla sentenza impugnata. Il Lavoratore è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle Ammende.
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Prescrizione del reato: condanna annullata, ma non per innocenza
Un individuo è stato inizialmente prosciolto per prescrizione del reato (scadenza dei termini per perseguire un crimine) in un caso di furto aggravato. Successivamente, è stato condannato in appello. Dopo un annullamento con rinvio da parte della Cassazione, la nuova Corte d'Appello ha confermato la condanna. L'imputato ha presentato un ulteriore ricorso. La Suprema Corte ha rilevato che il reato era effettivamente prescritto. Ha ribadito che, anche in caso di prescrizione del reato, l'assoluzione nel merito è possibile solo se l'innocenza dell'imputato è assolutamente evidente e non richiede ulteriori accertamenti. Non essendo questa evidenza riscontrata nel caso specifico, la Corte ha annullato la condanna senza rinvio, dichiarando il reato estinto per prescrizione del reato.
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Recidiva nel Reato: Ricorso Inammissibile per Condannato Violento
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un individuo condannato per reati violenti. L'individuo contestava la sussistenza della sua recidiva nel reato e l'estinzione dei fatti per prescrizione. I giudici hanno ritenuto che la questione della recidiva fosse già stata adeguatamente motivata nei gradi precedenti, evidenziando le numerose condanne per azioni violente. Anche l'eccezione di prescrizione è stata respinta, poiché il reato era stato commesso nel 2013 e i termini, considerando le sospensioni, si erano estinti solo dopo la sentenza di secondo grado. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Prescrizione del Reato: Errore Giudiziario Annullato in Cassazione
Un imputato è stato condannato per ricettazione. La Corte d'Appello, però, ha erroneamente dichiarato la prescrizione del reato di favoreggiamento anche a suo carico. Questo reato era stato contestato solo ad altri coimputati, non all'imputato in questione. L'imputato ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso. Ha annullato la parte della sentenza che dichiarava la prescrizione del reato di favoreggiamento per l'imputato. Ha confermato la condanna per ricettazione. Questa decisione ribadisce che non si può essere giudicati per un reato mai contestato.
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Ricettazione e Prescrizione: la Recidiva Reiterata Blocca l’Estinzione del Reato
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un imputato condannato per ricettazione. L'imputato sosteneva che il reato fosse prescritto. Tuttavia, la Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. Ha ribadito che la recidiva reiterata, riconosciuta all'imputato, estende significativamente i termini di prescrizione del reato di ricettazione. Questo aumento si applica sia al termine base che al termine massimo, includendo le interruzioni. Di conseguenza, il reato non era ancora estinto per prescrizione.
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Omessa esibizione documenti lavoro: ricorso respinto, costi salati
Un datore di lavoro ha presentato ricorso contro una condanna per omessa esibizione documenti lavoro. L'ispettorato del lavoro aveva richiesto il libro unico, i contratti e le buste paga, ma il datore non li aveva forniti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. Il primo motivo, che contestava la natura della documentazione richiesta, è stato ritenuto privo di fondamento. Il secondo motivo, relativo alla prescrizione del reato, è stato respinto poiché il termine non era ancora scaduto al momento dell'accertamento ispettivo. Il datore di lavoro è stato condannato a pagare le spese processuali e una somma alla Cassa delle ammende.
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Accesso abusivo a un sistema informatico: no alla prescrizione
La Corte di Cassazione ha affrontato il caso di un imputato condannato per il reato di accesso abusivo a un sistema informatico. In un precedente grado di giudizio, i giudici di legittimità avevano confermato in via definitiva la responsabilità penale dell'uomo, disponendo un nuovo processo d'appello unicamente per rideterminare la misura della pena. Nonostante l'accertamento definitivo della colpa, l'imputato ha proposto un ulteriore ricorso sostenendo che il reato fosse ormai estinto per prescrizione. I giudici supremi hanno respinto la tesi difensiva, dichiarando il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che la formazione del giudicato parziale sulla colpevolezza impedisce qualsiasi successiva dichiarazione di prescrizione.
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Appello Penale Inammissibile: Quando i Termini Giocano Contro
Un imputato è stato condannato in primo grado per un reato di truffa. La Corte d'Appello ha dichiarato l'inammissibilità dell'appello penale presentato dall'imputato, ritenendolo tardivo. Questo è accaduto perché i termini per l'impugnazione decorrevano dalla scadenza del termine di deposito della sentenza, non dalla sua comunicazione, non necessaria in quel caso. La Corte di Cassazione ha confermato l'inammissibilità, rigettando il ricorso dell'imputato e stabilendo che il reato non era prescritto. L'imputato dovrà pagare le spese processuali e una somma alla cassa delle ammende.
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Bancarotta: Condanna Annullata per Prescrizione Reati di Bancarotta
Un Imprenditore è stato condannato per reati di bancarotta. Ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha esaminato il caso, rilevando che i motivi sulla colpevolezza e sulla sospensione condizionale della pena erano inammissibili. Tuttavia, la sentenza di condanna è stata annullata senza rinvio. Questo è avvenuto perché i reati si sono estinti per prescrizione. La durata delle pene accessorie fallimentari è stata ricalcolata a seguito di una pronuncia della Corte Costituzionale (n. 222/2018), e questo ha portato alla constatazione della avvenuta prescrizione reati di bancarotta.
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Prescrizione del reato: ricorso infondato rende la condanna finale
L'Imputato, condannato in appello per il reato di lesioni personali aggravate, ha proposto ricorso per cassazione basandosi su un unico motivo: l'asserita prescrizione del reato verificatasi prima della sentenza di secondo grado. La Suprema Corte ha verificato i calcoli temporali, considerando la sospensione di 29 giorni dovuta all'astensione del difensore e l'innalzamento dei termini edittali legato all'aggravante contestata. Riconosciuta la manifesta infondatezza dell'eccezione, i giudici hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Tale vizio impedisce la rilevazione della prescrizione maturata dopo la sentenza d'appello, rendendo la condanna definitiva e comportando l'addebito delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: l’accordo non salva il ricorso in Cassazione
Un Lavoratore è stato condannato per aver violato le prescrizioni della sorveglianza speciale, che gli imponevano di rimanere nel suo comune di residenza. La Corte d'Appello ha confermato la sua colpevolezza, riducendo la pena grazie a un accordo. Il Lavoratore ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il reato fosse estinto per intervenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, ribadendo che l'accordo sulla pena non influisce sul calcolo dei termini di prescrizione e ha condannato il Lavoratore al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Condanna per ricettazione: ricorso inammissibile, recidiva confermata
La Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso di un individuo condannato per ricettazione, aggravata dalla recidiva. L'individuo contestava violazioni di legge e vizi di motivazione sulla recidiva e la prescrizione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando la condanna per ricettazione. Ha ritenuto le contestazioni infondate e ha validato la motivazione della Corte d'Appello, che aveva giustificato la recidiva per i numerosi precedenti penali. L'individuo deve pagare le spese processuali e una sanzione.
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Ricorso Penale Inammissibile: Cassazione Conferma Recidiva e Condanna
Un individuo ha presentato ricorso contro una sentenza che lo aveva condannato. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità ricorso penale, ritenendo che le argomentazioni presentate fossero una mera ripetizione di questioni già esaminate e respinte dai giudici precedenti. La Corte ha confermato la corretta applicazione della recidiva da parte del giudice di merito, la quale aveva impedito la prescrizione del reato, considerando la gravità e la vicinanza temporale del precedente penale. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Falsa testimonianza: condanna ferma e ricorso inammissibile
Due soggetti impugnano la sentenza d'appello che li aveva condannati per il reato di falsa testimonianza. Gli imputati lamentano l'errata valutazione della loro responsabilità penale, il mancato riconoscimento delle attenuanti generiche e l'avvenuta prescrizione del reato. La Corte di Cassazione dichiara i ricorsi inammissibili. I giudici evidenziano la presenza di una motivazione logica e congrua sui fatti di falsa testimonianza. La richiesta di attenuanti non risulta riesaminabile in sede di legittimità. Infine, il calcolo dei termini di prescrizione non ha considerato le sospensioni per l'emergenza COVID-19 e l'astensione dei difensori. Gli imputati subiscono la condanna alle spese e al versamento di tremila euro alla Cassa delle Ammende.
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Ricettazione di assegni postali: data del reato e prescrizione
L'Imputata ha proposto ricorso in Cassazione contestando la condanna per il reato di ricettazione di assegni postali. La difesa ha sostenuto che il reato fosse prescritto prima della sentenza d'appello, affermando che la data effettiva dei fatti fosse antecedente a quella contestata formalmente nell'accusa. I Giudici di legittimità hanno dichiarato il ricorso inammissibile. Chi eccepisce la prescrizione per la prima volta in sede di legittimità sostenendo una datazione diversa deve indicare puntualmente gli atti e le prove a supporto, poiché alla Cassazione è vietato ricostruire i fatti nel merito. In assenza di tali riscontri, fa fede la data del capo di imputazione.
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Furto aggravato: la prescrizione del reato annulla la condanna
Un individuo, condannato per furto pluriaggravato, ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha rilevato che il reato era ormai estinto per prescrizione del reato, ovvero il tempo massimo previsto dalla legge per perseguire il crimine era scaduto. Per questo motivo, la Corte ha annullato la sentenza di condanna senza esaminare gli altri motivi di ricorso presentati dall'imputato. La decisione sottolinea che la causa estintiva del reato prevale su ogni altra questione processuale, a meno che non sia evidente un'innocenza che avrebbe portato all'assoluzione nel merito.
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Usura: Cassazione conferma dosimetria pena, ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per usura, il quale contestava la dosimetria della pena. La Corte d'Appello aveva già estinto il reato di esercizio abusivo del credito per prescrizione e ridotto la pena per usura. L'imputato ha impugnato la decisione sulla quantificazione della pena, ma la Suprema Corte ha ritenuto il ricorso manifestamente infondato, confermando la correttezza del calcolo della pena e condannando l'imputato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Prescrizione del reato: Cassazione annulla condanna per termine scaduto
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Imputato condannato per una contravvenzione. Il reato contestato, previsto dall'Art. 4 della legge n. 110 del 1975, aveva raggiunto la sua Prescrizione del reato massima di cinque anni il 25 agosto 2021, prima ancora che la Corte d'Appello emettesse la sua sentenza il 9 novembre 2021. Nonostante la prescrizione non fosse stata eccepita o rilevata nei gradi precedenti, la Suprema Corte ha stabilito che la Prescrizione del reato è sempre rilevabile in sede di legittimità. Questo per evitare disparità di trattamento e garantire il principio di uguaglianza. Pertanto, la Corte ha annullato la sentenza senza rinvio, dichiarando il reato estinto per Prescrizione del reato.
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Prescrizione del reato: stop alla pena ma resta il risarcimento
Un uomo ha subito una condanna per il reato di lesioni personali. Il difensore dell'imputato ha presentato ricorso in Cassazione evidenziando che il termine massimo di legge era già decorso prima della pronuncia di secondo grado. La Suprema Corte ha accolto la richiesta accertando la prescrizione del reato, maturata a seguito del decorso di oltre sette anni e mezzo dai fatti, conteggiando i periodi di sospensione. I giudici hanno quindi annullato la condanna penale senza rinvio. Al contempo, la Corte ha respinto il ricorso relativo ai risarcimenti civili, confermando l'obbligo dell'imputato di risarcire la persona offesa.
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