La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un uomo condannato per il reato di evasione (art. 385 c.p.). Il soggetto, sottoposto alla detenzione domiciliare, si era allontanato dalla propria abitazione fuori dall'orario consentito. Egli aveva preventivamente telefonato alle forze dell'ordine per rappresentare una presunta necessità di uscire, ma aveva violato il divieto esplicito intimatogli dagli agenti. I giudici hanno confermato la condanna, escludendo l'applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La decisione si basa sulla notevole distanza percorsa, sulla durata prolungata dell'assenza e sulla totale mancanza di una giustificazione valida. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato anche al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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