Il Legale Rappresentante di un'azienda agricola è stato condannato per lo smaltimento non autorizzato di reflui contenenti azoto e fosforo in un'area protetta. L'imputato aveva presentato una domanda di oblazione condizionata alla derubricazione del reato in una fattispecie meno grave. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la domanda di oblazione è un negozio giuridico unilaterale e non può essere sottoposta a condizioni che ne alterino l'oggetto. Di conseguenza, la successiva richiesta non condizionata, presentata oltre i termini, è stata dichiarata tardiva. Inoltre, la Suprema Corte ha escluso la particolare tenuità del fatto, evidenziando che la non pericolosità dei rifiuti non basta a rendere l'offesa lieve, specialmente se lo scarico avviene in zone vulnerabili e con modalità non occasionali.
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