LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

Pagina 33 di 40

1556 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Vizi propri atto tributario: quando impugnare
Una società ha impugnato un atto di pignoramento sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento presupposta. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo che un atto successivo può essere contestato solo per vizi propri e non per quelli dell'atto precedente se quest'ultimo non è stato tempestivamente impugnato. Inoltre, la richiesta di rateizzazione del debito, pur non essendo acquiescenza, dimostra la conoscenza dell'atto e ne sana eventuali vizi di notifica, interrompendo la prescrizione.
Continua »
Motivazione per relationem: oneri del ricorrente
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale milionario. La corte d'appello aveva confermato la decisione di primo grado con una motivazione per relationem. La Cassazione ha chiarito che, per contestare tale motivazione, il ricorrente deve trascrivere nel proprio atto sia la motivazione della sentenza di primo grado sia le critiche specifiche mosse in appello. Avendo omesso di farlo, il ricorso è stato dichiarato inammissibile per carenza di specificità.
Continua »
Inutilizzabilità documentale: prova a carico del Fisco
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 20114/2024, si è pronunciata sul tema dell'inutilizzabilità documentale nel processo tributario. Una società aveva prodotto in giudizio documenti non esibiti in fase di verifica. La Corte ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate, stabilendo che non basta dichiarare di non aver potuto produrre i documenti per causa non imputabile, ma occorre fornirne la prova rigorosa. Tutti i motivi di ricorso della società, inclusi quelli su contraddittorio e cumulo delle sanzioni, sono stati respinti.
Continua »
Confisca veicolo: notifica al proprietario è necessaria?
La proprietaria di due veicoli, concessi in locazione a terzi, ha impugnato un'ordinanza di confisca sostenendo di non aver mai ricevuto la notifica del verbale di infrazione. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, dichiarandolo inammissibile. Secondo la Corte, la mancata notifica preliminare non invalida di per sé il provvedimento di confisca. Inoltre, per un ricorso efficace, l'appellante avrebbe dovuto specificare la natura dell'infrazione originaria e contestare puntualmente la 'ratio decidendi' della sentenza d'appello, cosa che non è avvenuta.
Continua »
Onere della prova: fornitore deve provare il contatore
Una consumatrice ha contestato una bolletta energetica esorbitante ricevuta dopo la sostituzione del contatore. Il fornitore non è riuscito a dimostrare il corretto funzionamento dell'apparecchio, avendolo rimosso senza un'ispezione congiunta. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'onere della prova in questi casi spetta al fornitore, confermando l'illegittimità della richiesta di pagamento.
Continua »
Valutazione prove: il giudice può discostarsi dalla CTU
Una società agricola contesta una sanzione per contributi comunitari percepiti indebitamente. Nonostante una Consulenza Tecnica d'Ufficio (CTU) favorevole, i giudici di merito le danno torto. La Cassazione conferma la decisione, sottolineando che la valutazione prove del giudice gli consente di preferire altri elementi istruttori, come un verbale di accertamento, se la scelta è adeguatamente motivata. Il ricorso incidentale del Ministero sulla nullità della CTU è dichiarato inammissibile per tardiva contestazione.
Continua »
Utili extra bilancio: la presunzione per le società
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un socio di una società a ristretta base partecipativa a cui erano stati imputati utili extra bilancio accertati in capo alla società. A seguito di una verifica fiscale, l'Agenzia delle Entrate aveva disconosciuto alcuni costi, recuperando a tassazione maggiori utili sia per la società che, pro quota, per il socio. Il socio ha impugnato l'atto, contestando sia l'accertamento societario sia la presunzione di distribuzione. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità della presunzione di distribuzione degli utili extra bilancio in tali società. Ha inoltre stabilito che il socio non può rimettere in discussione l'accertamento societario una volta che questo è divenuto definitivo.
Continua »
Onere della prova in appello: la Cassazione chiarisce
Un'amministrazione pubblica ricorre in Cassazione lamentando la prescrizione di un diritto, ma omette di riprodurre il documento chiave in appello. La Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che l'onere della prova in appello grava sull'appellante, che deve fornire tutti gli elementi per dimostrare l'errore della sentenza impugnata.
Continua »
Intervento in giudizio: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un creditore il cui intervento in giudizio, in una procedura di opposizione all'esecuzione, era stato precedentemente giudicato inammissibile. La Corte chiarisce che se la declaratoria di inammissibilità non viene specificamente e adeguatamente contestata in appello, essa diventa definitiva, precludendo l'esame nel merito delle domande proposte. Le argomentazioni aggiuntive della corte d'appello sul merito sono irrilevanti ai fini della decisione.
Continua »
Ratio decidendi: perché il ricorso è inammissibile
Una società cooperativa ha impugnato un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi di appello non criticavano la reale ratio decidendi della sentenza precedente, ma si basavano su presupposti errati, come l'uso degli studi di settore, che invece non erano stati il fondamento della decisione.
Continua »
Opposizione a sollecito: i termini per agire
La Corte di Cassazione chiarisce i termini per l'opposizione a sollecito di pagamento. Se si contesta la mancata notifica della cartella originaria, si tratta di opposizione agli atti esecutivi con termine di 20 giorni. Se si eccepisce la prescrizione del credito, si agisce con l'opposizione all'esecuzione, senza un termine di decadenza. Nel caso di specie, il ricorso del contribuente è stato respinto per tardività dell'azione contro i vizi formali.
Continua »
Onere della prova: notifica cartella esattoriale
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Agente della Riscossione, confermando che l'onere della prova della corretta notifica di una cartella di pagamento spetta all'ente stesso. L'ordinanza stabilisce che un semplice 'estratto di ruolo' non costituisce prova valida, in quanto documento di parte. Il ricorso è stato inoltre dichiarato inammissibile per difetto di 'autosufficienza', non avendo l'ente trascritto gli atti di notifica necessari a consentire la verifica della Corte.
Continua »
Demansionamento pubblico impiego: Cassazione chiarisce
Un'architetta dipendente di un Ente Locale ha agito in giudizio per demansionamento, sostenendo che le mansioni assegnatele fossero inferiori alla sua Categoria D. La Corte di Cassazione ha confermato le sentenze di merito, rigettando il ricorso dell'Ente. La Corte ha chiarito che, ai fini della corretta qualificazione professionale, non è sufficiente l'attribuzione formale di un ruolo, ma è necessario che le mansioni svolte richiedano effettivamente elevate competenze tecnico-specialistiche e autonomia, confermando così il demansionamento pubblico impiego della lavoratrice.
Continua »
Indennità di posizione: discrezionalità dell’ente
Un dirigente di un ente locale ha perso il ricorso per ottenere la massima indennità di posizione. La Cassazione ha confermato che la graduazione della retribuzione è un atto discrezionale dell'amministrazione, non sindacabile nel merito dal giudice se non in caso di palese irrazionalità. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile perché mirava a una rivalutazione dei fatti.
Continua »
Gravi difetti costruttivi: muffa e condensa?
La Cassazione ha stabilito che fenomeni di muffa e condensa, se di modesta entità e limitati a specifiche aree, non costituiscono gravi difetti costruttivi ai sensi dell'art. 1669 c.c. Il caso riguardava la richiesta di risarcimento da parte degli acquirenti di un immobile. La Corte ha rigettato il ricorso, confermando che tali vizi, non pregiudicando significativamente la fruibilità del bene, rientrano nella garanzia per vizi della compravendita, soggetta a termini di prescrizione più brevi.
Continua »
Ricorso inammissibile: quando l’appello è nullo
Una contribuente presenta ricorso contro un accertamento fiscale per redditi da locazione non dichiarati, basato su dichiarazioni di terzi. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché le argomentazioni della ricorrente erano dirette contro gli avvisi di accertamento originali e non contro la sentenza della corte d'appello, commettendo un errore procedurale fatale.
Continua »
Notifica cartella pagamento: i vizi la rendono nulla
Un agente della riscossione ha impugnato una sentenza che annullava un'intimazione di pagamento a causa di una notifica della cartella di pagamento viziata. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che la notifica era nulla a causa della sua palese ambiguità e dell'omissione della raccomandata informativa, ribadendo la necessità di un rigore formale in questi procedimenti.
Continua »
Produzione documenti in appello: i limiti
Un garante ha impugnato una sentenza che confermava un'ingiunzione di pagamento, contestando l'ammissibilità di un documento chiave prodotto in originale solo in appello. La Cassazione ha respinto il ricorso, chiarendo le regole sulla produzione documenti in appello. La Corte ha ritenuto il documento irrilevante poiché la decisione si basava su altre prove, come le testimonianze che confermavano la volontà di prestare garanzia.
Continua »
Notifica cambio residenza: 30 giorni per l’Agenzia
Un contribuente impugnava un avviso di accertamento notificato al suo precedente indirizzo. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che la notifica cambio residenza è valida se l'atto viene spedito al vecchio domicilio fiscale entro 30 giorni dalla variazione anagrafica. È irrilevante la data di perfezionamento della notifica, contando solo quella di avvio del procedimento di spedizione.
Continua »
Rimborso spese legali: no al dipendente pubblico
La Corte di Cassazione ha negato il diritto al rimborso spese legali a un dirigente pubblico, coinvolto in procedimenti per responsabilità erariale conclusisi a suo favore. La Suprema Corte ha stabilito che le norme specifiche, che escludono tale rimborso per i giudizi contabili, prevalgono sul principio generale del mandato previsto dal Codice Civile, confermando la decisione della Corte d'Appello.
Continua »