LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

Pagina 23 di 40

1556 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Ricorso per Cassazione: quando è improcedibile?
Una disputa su un diritto di passaggio immobiliare si conclude con una declaratoria di improcedibilità. La Corte di Cassazione chiarisce che il mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata, quando se ne afferma l'avvenuta notifica, rende il ricorso per cassazione irrimediabilmente improcedibile, sottolineando il principio di autoresponsabilità della parte ricorrente.
Continua »
Ricorso inammissibile: onere della prova in Cassazione
Una garante donava un immobile al figlio. L'istituto di credito creditore agiva con successo in revocatoria. La garante proponeva ricorso in Cassazione, sostenendo che le garanzie prestate da un altro fideiussore fossero sufficienti. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile per difetti procedurali, in particolare per la violazione del principio di autosufficienza, ribadendo che non può riesaminare nel merito le valutazioni dei giudici dei gradi precedenti.
Continua »
Nullità notifica atto: quando è sanata dal ricorso?
Una contribuente contesta un avviso di accertamento per plusvalenza immobiliare, eccependo la nullità della notifica. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: se il destinatario impugna l'atto nel merito, qualsiasi vizio di notifica si considera sanato per raggiungimento dello scopo. La Corte ha chiarito che tale vizio non integra una "inesistenza" giuridica, ma una mera "nullità", superabile dimostrando di aver potuto esercitare il proprio diritto di difesa. Respinte anche le censure su una presunta motivazione apparente e sulla richiesta di riesame dei fatti, preclusa in sede di legittimità.
Continua »
Tassazione Enti Caritatevoli: redditi da immobili
Un'istituzione pubblica di assistenza e beneficenza (IPAB) ha ricevuto una cartella esattoriale per non aver dichiarato i redditi derivanti dai suoi immobili. L'ente sosteneva di essere esente da imposte data la sua finalità caritatevole. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la tassazione enti caritatevoli si applica ai redditi immobiliari non direttamente strumentali all'attività istituzionale. La Corte ha chiarito che la locazione di immobili costituisce un'attività che genera reddito fondiario imponibile, anche se i proventi vengono reinvestiti nella missione dell'ente.
Continua »
Robin Hood Tax: nessun rimborso per il passato
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin Hood Tax per gli anni 2011-2014, a seguito della dichiarazione di incostituzionalità della norma da parte della Corte Costituzionale. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che gli effetti della sentenza di incostituzionalità non sono retroattivi. La decisione mira a salvaguardare gli equilibri di bilancio dello Stato, stabilendo che la norma illegittima cessa di avere efficacia solo per i periodi d'imposta successivi al 12 febbraio 2015.
Continua »
Rimborso Robin tax: la Cassazione nega la retroattività
Una società del settore energetico ha richiesto il rimborso della cosiddetta Robin tax per gli anni d'imposta dal 2011 al 2014, a seguito della sentenza della Corte Costituzionale che l'aveva dichiarata illegittima. La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 25637/2024, ha respinto il ricorso, confermando che la dichiarazione di incostituzionalità ha efficacia solo per il futuro (dal 12 febbraio 2015 in poi). Di conseguenza, non è dovuto alcun rimborso Robin tax per i periodi d'imposta precedenti a tale data, in quanto le obbligazioni tributarie sorte in passato restano valide.
Continua »
Perdita di chance: PA condannata per scelta immotivata
Un Ente Locale è stato condannato a risarcire un dipendente per la perdita di chance di ottenere una posizione organizzativa. La Cassazione ha confermato che la scelta del candidato deve essere motivata e basata su una valutazione comparativa, non integrabile in giudizio.
Continua »
Successione enti pubblici: chi paga i vecchi debiti?
La Cassazione ha negato la successione enti pubblici in un caso di rapporto di lavoro. Una lavoratrice, assunta da una USL poi soppressa, ha citato la nuova Azienda Sanitaria, ma la sua domanda è stata rigettata. La Corte ha stabilito che la presenza di una gestione liquidatoria per i debiti della vecchia entità esclude un subentro automatico nei rapporti pregressi, confermando il difetto di legittimazione passiva della nuova Azienda.
Continua »
Danno da lucro cessante: onere della prova in giudizio
Un'azienda agricola non ottiene il risarcimento per il danno da lucro cessante da un caseificio inadempiente. La Cassazione conferma che, per ottenere il risarcimento del mancato guadagno, non basta provare l'inadempimento contrattuale, ma è necessario fornire prove concrete del danno subito e degli sforzi per limitarlo.
Continua »
Impossibilità dell’oggetto: quando il contratto è nullo
La Corte di Cassazione conferma la nullità di un contratto preliminare di vendita per impossibilità dell'oggetto. L'accordo prevedeva un cambio di destinazione d'uso di un immobile da deposito ad abitazione senza opere edili, ma la normativa comunale imponeva tali opere, rendendo l'accordo irrealizzabile sin dall'origine. Di conseguenza, il contratto è stato dichiarato nullo e il promittente venditore condannato a restituire la caparra ricevuta.
Continua »
Valore causa servitù: come si calcolano le spese
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una proprietaria contro la costituzione di una servitù coattiva per l'accesso a una soffitta. La Corte ha stabilito che la motivazione della Corte d'Appello sulla soluzione tecnica (una botola con scala retrattile) non era apparente. Inoltre, ha chiarito che, ai fini della liquidazione delle spese legali, è valido l'accordo tra le parti sul valore causa servitù, anche se inferiore a quello che risulterebbe dai criteri legali come la rendita catastale. Il ricorso è stato quindi respinto.
Continua »
Autosufficienza del ricorso: i requisiti essenziali
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un debitore contro una società finanziaria. La decisione si fonda sul mancato rispetto del principio di autosufficienza del ricorso, in quanto l'atto non esponeva in modo chiaro i fatti di causa e non specificava i documenti a sostegno delle proprie tesi, rendendo impossibile per la Corte una valutazione nel merito.
Continua »
Responsabilità banca: il concorso di colpa del cliente
La Corte di Cassazione ha confermato la riduzione del risarcimento del danno a carico di un istituto di credito a causa della condotta negligente dei clienti. La responsabilità banca per l'operato illecito del proprio promotore finanziario è stata mitigata al 50% poiché i risparmiatori avevano consapevolmente partecipato a un sistema di investimento parallelo e anomalo, caratterizzato da operazioni fuori conto e modalità di pagamento irregolari.
Continua »
Azione revocatoria: ricorso in Cassazione inammissibile
Una società creditrice ottiene l'inefficacia di un fondo patrimoniale tramite un'azione revocatoria. Il debitore ricorre in Cassazione, ma il suo appello viene dichiarato inammissibile. La Corte Suprema ribadisce di non poter riesaminare nel merito la valutazione dei fatti, come la sussistenza del credito e l'intento fraudolento, confermando la decisione dei giudici di grado inferiore.
Continua »
Credito d’imposta trasporti: no aiuti de minimis
Una società cooperativa si è vista negare il credito d'imposta per investimenti in aree svantaggiate poiché svolgeva, seppur in via accessoria, attività di trasporto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della società, chiarendo che la normativa successiva ha escluso dal beneficio tutte le imprese del settore trasporti, a prescindere dalla prevalenza dell'attività. Inoltre, ha stabilito l'inapplicabilità del regime "de minimis" a questa specifica agevolazione e ha sottolineato che l'onere di provare il rispetto dei limiti di aiuto ricade sul contribuente, prova che in questo caso non è stata fornita.
Continua »
Accertamento induttivo: quando è legittimo?
Una società che gestisce un'attività di parrucchiere ha subito un accertamento induttivo per aver dichiarato redditi e perdite ritenuti incongrui rispetto agli elevati costi del personale. L'Agenzia delle Entrate ha ricostruito i ricavi basandosi su presunzioni di antieconomicità, una decisione confermata dai giudici di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del contribuente, stabilendo che una persistente e palese antieconomicità nella gestione (dichiarare utili inferiori agli stipendi dei dipendenti) costituisce una presunzione grave, precisa e concordante che legittima la rettifica del reddito, anche in presenza di contabilità formalmente corretta.
Continua »
Imputazione del pagamento: la prova spetta al creditore
Una scuola di sci ha citato in giudizio un'associazione sportiva per lezioni non pagate relative alle stagioni 2009-2011. L'associazione ha sostenuto di aver pagato, producendo ricevute del 2012. La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contestazione sull'imputazione del pagamento, spetta al creditore dimostrare l'esistenza di un debito diverso a cui attribuire la somma. Poiché la scuola di sci ha fornito tale prova tramite testimoni, il ricorso dell'associazione è stato respinto, confermando la sua condanna.
Continua »
Sostituto d’imposta: obblighi e responsabilità
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione chiarisce la responsabilità del sostituto d'imposta. Anche se non effettua la ritenuta d'acconto su somme corrisposte a dipendenti, il sostituto d'imposta rimane obbligato a versare l'imposta all'erario. La Corte ha stabilito che l'obbligazione verso il Fisco è autonoma e non viene meno per la mancata trattenuta. Resta salvo il diritto del datore di lavoro di rivalersi sul dipendente per recuperare la somma versata.
Continua »
Motivazione apparente: quando la sentenza è nulla?
Una società immobiliare impugna un avviso di accertamento per un maggior valore di un immobile venduto. I giudici di merito confermano la pretesa fiscale e la società ricorre in Cassazione lamentando una motivazione apparente della sentenza d'appello. La Suprema Corte rigetta il ricorso, specificando che una motivazione, seppur sintetica, che permette di comprendere l'iter logico-giuridico del giudice, non costituisce una motivazione apparente e rispetta il "minimo costituzionale" richiesto.
Continua »
Inammissibilità ricorso cassazione: motivi generici
Un istituto di credito, dopo aver acquisito un credito da una società energetica nei confronti di un Comune, ha agito per il pagamento. Dopo aver perso in primo e secondo grado, la banca ha presentato ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché i motivi erano troppo generici e miravano a una nuova valutazione dei fatti, non consentita in sede di legittimità. Il caso sottolinea i rigidi requisiti formali per evitare l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
Continua »