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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

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1556 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Disapplicazione atto amministrativo: il budget sanitario
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che consentiva la disapplicazione dell'atto amministrativo con cui un'Azienda Sanitaria aveva ridotto il budget di una struttura riabilitativa. La Corte ha ritenuto inammissibile il ricorso dell'Azienda, sottolineando che la questione della giurisdizione era coperta da giudicato implicito e che il giudice ordinario aveva correttamente esercitato il potere di disapplicare l'atto illegittimo, in quanto incideva sul diritto soggettivo al pagamento delle prestazioni sanitarie.
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Difformità urbanistica: la garanzia del venditore
Un'impresa edile acquista un immobile con difformità urbanistica, garantito come regolare dal venditore. La Corte di Cassazione conferma la decisione d'appello che accordava all'acquirente una riduzione del prezzo, rigettando il ricorso del venditore. La Corte ha stabilito che la garanzia contrattuale prevale e la conoscenza effettiva della difformità da parte dell'acquirente non era stata provata, rendendo irrilevante la clausola 'visto e piaciuto'.
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Riposo compensativo: spetta l’indennità post turno?
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di alcuni infermieri a ricevere l'indennità di turno per il giorno di riposo successivo a un turno notturno di 12 ore. La Corte ha chiarito che tale giorno si qualifica come **riposo compensativo** perché serve a recuperare lo stress psico-fisico della prestazione gravosa, indipendentemente dal superamento del monte ore settimanale. L'appello dell'azienda sanitaria, che lo considerava un normale giorno non lavorato, è stato respinto.
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Sopravvenienza attiva: come si tassa? La Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26176/2024, ha chiarito la disciplina della sopravvenienza attiva. Nel caso specifico, una società cooperativa aveva stornato dal bilancio alcune passività, compensandole con la cancellazione di poste attive. L'Agenzia fiscale riteneva che la sola cancellazione delle passività costituisse una sopravvenienza attiva da tassare per intero. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso dell'Agenzia, confermando che la società aveva fornito prove adeguate, tramite la documentazione contabile e la relazione sulla gestione, a giustificazione della complessa operazione di rettifica, che aveva portato a un minor reddito imponibile. Viene quindi sottolineata l'importanza della prova documentale completa per giustificare le operazioni contabili che impattano sulla determinazione del reddito.
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Motivazioni autonome: appello inammissibile se non tutte
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'Agenzia delle Entrate contro un contribuente per redditi esteri. La decisione si basa su un principio processuale cruciale: se la sentenza di secondo grado si fonda su più motivazioni autonome, ciascuna sufficiente a sorreggere la decisione, il ricorrente deve impugnarle tutte. L'Agenzia, avendo omesso di contestare la motivazione relativa all'efficacia dello "scudo fiscale", ha visto il suo ricorso respinto per difetto di interesse, poiché la sentenza sarebbe rimasta valida anche accogliendo gli altri motivi.
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Estinzione del processo: rinuncia e carenza di interesse
Un contribuente impugna diverse cartelle di pagamento. Durante il giudizio in Cassazione, aderisce a una definizione agevolata e rinuncia al ricorso. La Suprema Corte dichiara l'estinzione del processo per sopravvenuta carenza di interesse, specificando che la rinuncia unilaterale non necessita di accettazione e che non si applica il raddoppio del contributo unificato.
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Proroga contratto a termine: quando è rinnovo?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 26153/2024, ha stabilito che la modifica sostanziale delle condizioni di un contratto a termine, come il passaggio da part-time a full-time, non costituisce una semplice proroga contratto a termine, ma un rinnovo. In assenza delle causali richieste dalla legge per il rinnovo, il contratto si trasforma a tempo indeterminato. La Corte ha così confermato la decisione dei giudici di merito che avevano dichiarato illegittimo il termine e il successivo licenziamento del lavoratore.
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Estinzione del giudizio: no al doppio contributo
Una società aveva impugnato una sentenza della Commissione Tributaria Regionale. Successivamente, ha rinunciato al ricorso con l'adesione della controparte, un ente regionale. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'estinzione del giudizio, compensando le spese. La Corte ha inoltre chiarito che, in caso di rinuncia al ricorso, non si applica il raddoppio del contributo unificato, fornendo un'importante precisazione sulle conseguenze procedurali ed economiche di tale atto.
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Cessazione materia del contendere: accordo e spese
Una società alberghiera e un Comune erano in lite riguardo il pagamento dell'IMU per l'anno 2013, a causa di disaccordi sulla corretta rendita catastale da applicare. Durante il giudizio in Cassazione, le parti hanno raggiunto un accordo stragiudiziale. La Corte Suprema ha quindi dichiarato la cessazione materia del contendere, estinguendo il giudizio e compensando le spese legali. La decisione chiarisce che in caso di estinzione del giudizio non è dovuto il raddoppio del contributo unificato.
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Ricorso inammissibile: chiarezza e specificità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile contro una sentenza di rivendica immobiliare. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso erano confusi, non specifici e non centravano la 'ratio decidendi' della decisione d'appello, basata sulla tardività della costituzione in giudizio della parte soccombente.
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Onere della prova: quando il ricorso è inammissibile
Una società immobiliare si opponeva a un decreto ingiuntivo per forniture energetiche. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione veniva ribaltata in appello. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso finale della società, stabilendo che non è possibile chiedere alla Suprema Corte un riesame dei fatti già valutati dai giudici di merito. Il caso evidenzia l'importanza di un corretto onere della prova e i limiti del giudizio di legittimità.
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Contratto nullo: quando può diventare un nuovo accordo?
Un utente si ritrova responsabile per un'auto di lusso scomparsa, nonostante il contratto di leasing originario fosse un contratto nullo per firma falsa. La Corte di Cassazione conferma la decisione dei giudici di merito, i quali avevano riqualificato l'operazione come un nuovo contratto autonomo sorto tra l'utente e la società finanziaria sulla base del loro comportamento effettivo, superando così la nullità iniziale.
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Contratto misto vendita e appalto: quale garanzia?
Una società di autotrasporti acquista un camion con allestimenti personalizzati. Si verifica un difetto nell'allestimento. La Cassazione, in un caso di contratto misto vendita e appalto, applica il criterio della prevalenza, ritenendo applicabile la disciplina della vendita (economicamente prevalente) e la sua prescrizione annuale, rigettando la richiesta di risarcimento.
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Notifica morte procuratore: le regole della Cassazione
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per una plusvalenza non dichiarata. Dopo aver vinto in primo grado, l'Amministrazione Finanziaria ha proposto appello. Nel frattempo, l'unico difensore del contribuente è deceduto. La notifica dell'appello è stata quindi effettuata direttamente alla residenza del contribuente. Quest'ultimo ha contestato la validità della notifica sostenendo che doveva avvenire presso il domicilio eletto. La Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la notifica morte procuratore rende inefficace l'elezione di domicilio, legittimando la notifica eseguita personalmente alla parte.
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Inammissibilità ricorso cassazione: il caso leasing
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da due società contro un istituto di credito in una controversia su un contratto di leasing immobiliare. Le società lamentavano la mancata ammissione di una consulenza tecnica d'ufficio (CTU) per verificare l'erroneità del tasso di leasing. La Corte ha respinto il ricorso per diverse ragioni procedurali, tra cui l'applicazione della regola della "doppia conforme", la natura discrezionale dell'ammissione della CTU da parte del giudice di merito e la mancata specificità dei motivi di ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti.
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Inammissibilità ricorso per vizi formali e giudicato
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso in un caso complesso di restituzione immobiliare. La controversia nasceva da un presunto conflitto tra due sentenze. La Corte ha stabilito che l'impugnazione era viziata per difetti procedurali, in particolare per la mancata specifica indicazione degli atti a supporto del motivo e per l'errata qualificazione giuridica del vizio denunciato come travisamento della prova anziché violazione del giudicato.
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Interpretazione contrattuale: la quietanza fa prova
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di una società immobiliare contro una promissaria acquirente. Il caso verteva sulla risoluzione di un contratto preliminare e sul pagamento di una caparra. La Corte ha ribadito che l'interpretazione contrattuale del giudice di merito, se plausibile, non è sindacabile in sede di legittimità. La presenza di una quietanza nel contratto è stata ritenuta prova sufficiente del pagamento, in assenza di prove contrarie concrete fornite dalla ricorrente.
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Tassazione previdenza integrativa: la riliquidazione
Un contribuente ha richiesto il rimborso dell'Irpef versata su una prestazione di previdenza integrativa, contestando la riliquidazione dell'imposta da parte dell'Agenzia delle Entrate. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che per i cosiddetti "vecchi iscritti" a fondi pensione, la cui posizione è cessata prima del 1° gennaio 2007, si applica il regime di tassazione della previdenza integrativa vigente al momento della maturazione dei montanti (ante 2007) e non le normative successive. La riliquidazione è stata quindi ritenuta un atto legittimo.
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Rinuncia al ricorso: niente doppio contributo unificato
Una contribuente, dopo aver ricevuto un avviso di accertamento per somme percepite dall'ex-coniuge, ha impugnato la decisione fino in Cassazione. Successivamente, ha presentato una rinuncia al ricorso. La Corte ha dichiarato estinto il giudizio, compensando le spese e chiarendo che in caso di rinuncia al ricorso non è dovuto il raddoppio del contributo unificato, in quanto misura sanzionatoria non applicabile estensivamente.
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Prova della consegna: come la valuta la Cassazione
Un'azienda si opponeva a un decreto ingiuntivo per una fornitura, negando di averla ordinata o ricevuta. Sia il Giudice di Pace che il Tribunale confermavano il debito, ritenendo raggiunta la prova della consegna tramite testimoni e documenti. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile, stabilendo che la valutazione delle prove è compito del giudice di merito e non può essere ridiscussa in sede di legittimità, specialmente se la motivazione è logica e coerente.
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