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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

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1556 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Concorso di colpa: la Cassazione fa chiarezza
Un risparmiatore, truffato da un'agenzia assicurativa, ha citato in giudizio la compagnia mandante. La Corte di Cassazione, nell'analizzare il caso, ha confermato il principio del concorso di colpa del danneggiato, riducendo il risarcimento del 50%. La Suprema Corte ha specificato che la riduzione va calcolata sul danno effettivo, ovvero sui premi versati al netto delle somme già riscattate, e ha ribadito i limiti alla contestazione in sede di legittimità della percentuale di colpa attribuita.
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Inammissibilità Ricorso Cassazione: Guida Pratica
La Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso di un contribuente contro un accertamento fiscale. La Corte ha stabilito che la mancata specificazione dei motivi, secondo l'art. 360 c.p.c., rende il ricorso nullo. Questo caso evidenzia l'importanza della corretta formulazione tecnica per evitare l'inammissibilità del ricorso per cassazione.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se generico
Un contribuente ha presentato ricorso contro un avviso di accertamento fiscale. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso per cassazione inammissibile perché i motivi presentati erano generici, confusi e non inquadrati nelle specifiche violazioni di legge previste dal codice. L'ordinanza sottolinea che l'appello in Cassazione non può essere una semplice riproposizione delle questioni di merito, ma deve contenere una critica precisa e argomentata della sentenza impugnata, pena la sua inammissibilità.
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Nullità fideiussione ABI: quando è tardi per agire
Un garante ha impugnato in Cassazione la validità di una fideiussione, sostenendone la nullità perché conforme allo schema ABI anticoncorrenziale. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso non nel merito, ma per ragioni procedurali. La richiesta di nullità fideiussione ABI e le prove a supporto sono state presentate troppo tardi nel processo, oltre i termini consentiti. La Corte ha ribadito che anche le nullità di protezione, rilevabili d'ufficio dal giudice, richiedono che i fatti e i documenti siano introdotti tempestivamente nel giudizio dalle parti.
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Ricorso inammissibile: i requisiti di specificità
Un contribuente si è visto respingere il ricorso contro un'intimazione di pagamento per oltre 230.000 euro. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile perché formulato in modo confuso, violando il principio di specificità e scontrandosi con la regola della "doppia conforme". La decisione sottolinea come il giudizio di Cassazione non sia una terza valutazione dei fatti, ma un controllo di legittimità che richiede rigore tecnico nella presentazione dei motivi.
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Rimessione in termini: quando l’istanza è tardiva
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28556/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro una decisione che aveva respinto la sua istanza di rimessione in termini per un appello tardivo. La Corte ha chiarito che se la decisione del giudice di merito si fonda su più ragioni autonome e il ricorrente non le contesta tutte, il ricorso è inammissibile per difetto di interesse, poiché le ragioni non contestate sono sufficienti a sostenere la decisione.
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Accertamento induttivo: quando è legittimo per il Fisco?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento fondato sulla sua bassa redditività. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione all'Amministrazione Finanziaria e la Corte di Cassazione ha confermato la decisione, respingendo il ricorso del contribuente. L'ordinanza chiarisce che l'accertamento induttivo è legittimo in presenza di una gestione palesemente antieconomica e che il ricorso in Cassazione non può essere utilizzato per richiedere un nuovo esame dei fatti, ma solo per contestare errori di diritto.
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Accertamento induttivo: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un contribuente contro un accertamento induttivo basato su studi di settore e mancate emissioni di scontrini. La decisione sottolinea l'importanza dell'appello incidentale e la corretta formulazione dei motivi di ricorso, distinguendo tra questioni di fatto e di diritto.
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Contributo solidarietà pensioni: Cassazione lo boccia
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28533/2024, ha dichiarato inammissibile il ricorso di una Cassa di previdenza privata, confermando l'illegittimità del contributo di solidarietà imposto ai propri pensionati. La Suprema Corte ha ribadito che l'introduzione di una prestazione patrimoniale di questo tipo rientra nella riserva di legge e non può essere disposta autonomamente dall'ente. Viene inoltre confermata la prescrizione decennale per la richiesta di rimborso delle somme indebitamente trattenute.
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Rinuncia al ricorso: chi paga le spese legali?
La Corte di Cassazione dichiara l'estinzione di un giudizio a seguito della rinuncia al ricorso da parte della Curatela Fallimentare di un'impresa. Nonostante un accordo transattivo con una delle controparti, la Curatela viene condannata a pagare le spese legali degli altri resistenti, che non avevano accettato la compensazione delle spese. La decisione si fonda sul principio di causalità, stabilendo che chi rinuncia all'impugnazione deve sostenere i costi generati dalla propria iniziativa processuale. Di conseguenza, il ricorso incidentale condizionato viene dichiarato assorbito.
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Errore di fatto revocatorio: guida della Cassazione
La Corte di Cassazione rigetta un ricorso per revocazione, distinguendo nettamente tra un errore di valutazione delle prove e il vero e proprio errore di fatto revocatorio. Il caso riguardava una richiesta di restituzione di somme da parte di una società fallita a una banca, dichiarata prescritta. La Suprema Corte ha stabilito che un'errata interpretazione del materiale probatorio non costituisce una svista percettiva idonea a fondare la revocazione, condannando inoltre la ricorrente per abuso del processo.
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Dolo di calunnia: quando una denuncia è reato?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28490/2024, ha rigettato il ricorso di un ingegnere che chiedeva il risarcimento per calunnia a seguito di una denuncia sporta nei suoi confronti dal legale rappresentante di un'azienda appaltatrice. La Corte ha chiarito che non sussiste il dolo di calunnia se la falsa incolpazione deriva da un convincimento soggettivo dell'agente, basato su profili valutativi o interpretativi della condotta altrui, e non da una volontà fraudolenta di accusare un innocente. Il caso riguardava presunte malversazioni in un appalto pubblico.
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Clausola fideiussoria nulla: la Cassazione decide
Una banca ha ottenuto un'ingiunzione di pagamento contro una società cooperativa e i suoi garanti per un finanziamento non rimborsato. I garanti si sono appellati in Cassazione, sostenendo che una clausola fideiussoria nulla nel loro contratto avrebbe dovuto liberarli dall'obbligo. La Suprema Corte ha respinto il ricorso, chiarendo che tale nullità è solo parziale e che i ricorrenti non avevano sollevato e provato i fatti necessari nei gradi di merito per far valere la loro tesi. La decisione sottolinea l'importanza degli oneri di allegazione e prova nel processo civile.
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Motivo di ricorso inammissibile: la Cassazione decide
Un acquirente di un terreno, dopo la risoluzione del contratto per inadempimento, ha proposto ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile perché il motivo addotto, quello della 'insufficiente motivazione', non è più previsto dalla legge dopo la riforma del 2012. L'errore è stato qualificato come colpa grave, comportando la condanna del ricorrente al pagamento delle spese legali e di un'ulteriore somma a titolo di risarcimento per lite temeraria. Questa decisione evidenzia l'importanza di formulare un motivo di ricorso inammissibile in modo corretto e aggiornato alla normativa vigente.
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Cessazione materia del contendere: il caso TOSAP
Una società di trasporti municipalizzata si oppone a un avviso di accertamento per la TOSAP emesso dal Comune di appartenenza. Dopo un lungo iter giudiziario, le parti raggiungono un accordo e il Comune annulla l'atto impositivo. La Corte di Cassazione, preso atto del venir meno dell'oggetto del contendere, dichiara la cessazione della materia del contendere, compensando le spese e escludendo il raddoppio del contributo unificato.
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Infiltrazioni condominiali: no a un nuovo esame dei fatti
Un condominio ha citato in giudizio un vicino per danni da infiltrazioni condominiali. Dopo una vittoria in primo grado, la decisione è stata ribaltata in appello sulla base di una perizia tecnica che escludeva la presenza di umidità. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso finale, sottolineando la propria impossibilità di riesaminare le prove e i fatti del caso, confermando così la sentenza d'appello e l'assenza di responsabilità del condominio vicino.
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Vendita immobile senza agibilità: obblighi del venditore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 28416/2024, ha rigettato il ricorso di un venditore condannato a risarcire l'acquirente per una vendita immobile senza agibilità. La Corte ha stabilito che la responsabilità per la regolarizzazione e i costi associati ricade sul venditore. Inoltre, ha chiarito che il 'silenzio assenso' per ottenere l'agibilità non si forma se la domanda presentata al Comune è incompleta, confermando così l'inadempimento del venditore.
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Improcedibilità del ricorso: l’onere della prova
Un contribuente ha impugnato in Cassazione una sentenza della Commissione Tributaria Regionale, dichiarando nell'atto che la decisione gli era stata notificata. Tuttavia, non ha depositato la copia autentica della sentenza con la relata di notifica. La Corte di Cassazione ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso, affermando che la dichiarazione del ricorrente fa scattare l'onere di depositare tale documentazione, a pena di inammissibilità, senza poter esaminare il merito della controversia fiscale.
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Omessa pronuncia fideiussione: il ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un istituto di credito per omessa pronuncia fideiussione. Il caso riguardava una garanzia per un debito poi estinto grazie a un pagamento ricevuto dal debitore principale in sede di concordato. La Corte ha chiarito che non vi è omessa pronuncia se il giudice d'appello ha esaminato e rigettato, anche implicitamente, le tesi della parte, distinguendo tale vizio dal mancato o insufficiente esame delle argomentazioni difensive.
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Condotta imprudente: esclude la responsabilità?
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un autista che, a causa del ghiaccio, ha perso il controllo del suo mezzo. I giudici hanno stabilito che la condotta imprudente dell'autista, che ha affrontato una manovra rischiosa nonostante le palesi condizioni di pericolo, è stata la causa esclusiva dell'incidente. Questa decisione interrompe il nesso causale con lo stato della strada, escludendo la responsabilità del Comune e del proprietario dell'area, consolidando il principio che la colpa del danneggiato può annullare il diritto al risarcimento.
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