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Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002 — Anno 2024

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1556 provvedimenti

Altri anni per Art. 13, comma 1-quater, del d.P.R. n. 115 del 2002

Carenza d’interesse: appello inammissibile post accordo
Un fideiussore ricorre in Cassazione contro una condanna al pagamento. Durante il processo, le parti raggiungono un accordo transattivo. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile per sopravvenuta carenza d'interesse, poiché l'accordo ha risolto la controversia, rendendo inutile una pronuncia nel merito.
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Interessi moratori sanità: sì a D.Lgs. 231/2002
Una Azienda Sanitaria Locale ha contestato un ordine di pagamento per interessi di mora su fatture per prestazioni sanitarie, sostenendo di non essere il debitore corretto e l'inapplicabilità delle norme sulle transazioni commerciali (D.Lgs. 231/2002). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la titolarità del debito è una questione di fatto non riesaminabile in sede di legittimità. Soprattutto, ha stabilito che la disciplina sugli interessi moratori si applica ai contratti sanitari con la pubblica amministrazione, rendendo gli interessi dovuti automaticamente in caso di ritardo, senza necessità di formale sollecito.
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Prescrizione garanzia: quando inizia a decorrere?
Una società assicurativa ha contestato l'attivazione di una polizza fideiussoria, sostenendo l'avvenuta prescrizione della garanzia. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, chiarendo che il termine di prescrizione non decorre se l'adempimento dell'obbligazione principale è impedito da un sequestro penale. Il diritto di escutere la garanzia sorge solo quando l'inadempimento diventa definitivo, ovvero dopo la rimozione del sequestro, momento in cui la prestazione torna ad essere esigibile.
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Spese legali soccombenza parziale: chi paga?
Una cliente cita in giudizio una concessionaria per danni all'auto. La concessionaria si difende sostenendo che l'auto sia stata distrutta in un incidente successivo, rendendo il danno irrilevante. Il tribunale accoglie parzialmente la richiesta della cliente ma divide le spese legali. La Cassazione interviene e chiarisce un punto fondamentale sulle spese legali soccombenza parziale: la parte che vince, anche se ottiene meno di quanto richiesto, non deve pagare le spese, che restano interamente a carico di chi ha perso.
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Responsabilità perito stimatore: la stima errata
Una società acquista un immobile all'asta basandosi su una perizia. Scoperti vizi gravi, fa causa al perito. La Cassazione chiarisce che la responsabilità perito stimatore non sussiste se la consulenza tecnica d'ufficio (CTU) a supporto dell'accusa è contraddittoria e insufficiente, confermando la decisione d'appello che aveva escluso la colpa del professionista.
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Risarcimento danni: ricorso inammissibile in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato dai proprietari di un immobile contro la sentenza che li condannava al risarcimento danni a favore del conduttore, un centro estetico, a seguito di un allagamento. La Corte ha stabilito che i motivi del ricorso miravano a una nuova valutazione dei fatti e delle prove, attività preclusa nel giudizio di legittimità, soprattutto in presenza di una doppia decisione conforme dei giudici di merito.
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Notifica multa: prova tardiva è valida per la Cassazione
Un cittadino ha impugnato una multa sostenendo che la prova della notifica multa fosse stata depositata tardivamente dal Comune. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il termine per produrre tale documentazione non è perentorio e la prova può essere validamente acquisita anche in un secondo momento. La Corte ha inoltre dichiarato inammissibile il motivo relativo all'uso di un servizio postale privato, confermando la legittimità della sanzione.
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Prestazioni sanitarie extrabudget: la Cassazione nega
Una società di factoring ha citato in giudizio un'Azienda Sanitaria e la relativa Regione per ottenere il pagamento di crediti derivanti da prestazioni sanitarie extrabudget erogate da un ospedale privato negli anni 2008 e 2009. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che i tetti di spesa fissati dalla Pubblica Amministrazione sono vincolanti e costituiscono un fatto impeditivo al pagamento delle prestazioni eccedenti. La Corte ha inoltre escluso la possibilità di un'azione per arricchimento senza causa, qualificando l'arricchimento come "imposto" e quindi non indennizzabile.
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Diritto di regresso fideiussore e clausole limitative
Un fideiussore, dopo aver pagato il debito di una società garantita e ottenuto un patto di non aggressione dal creditore, ha agito in regresso contro un altro co-fideiussore. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di merito che negava tale diritto, basandosi su una clausola contrattuale specifica. Tale clausola subordinava l'esercizio del diritto di regresso del fideiussore all'estinzione completa di ogni ragione di credito della banca verso il debitore principale. Poiché il debito non era integralmente estinto, la condizione non si era avverata, rendendo il ricorso inammissibile.
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Rinuncia al ricorso: come si estingue il giudizio
Un'Azienda Sanitaria presenta ricorso in Cassazione in una causa di responsabilità medica. Successivamente, deposita un atto di rinuncia al ricorso. La Suprema Corte, preso atto della rinuncia e della mancata costituzione delle controparti, dichiara l'estinzione del giudizio, senza disporre nulla in merito alle spese processuali. La decisione chiarisce le conseguenze procedurali di tale atto.
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Onere della prova costi: la Cassazione chiarisce
Una società si è vista negare la deducibilità di alcuni costi a causa di fatture generiche. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che l'onere della prova costi spetta interamente al contribuente. È necessario fornire documentazione dettagliata che dimostri non solo l'esistenza del costo, ma soprattutto la sua inerenza all'attività d'impresa, un principio valido sia per le imposte dirette che per l'IVA.
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Ruolo provvisorio ad esaurimento: vale per la carriera?
Un lavoratore inserito in un "ruolo provvisorio ad esaurimento" presso un Ministero è stato escluso da una selezione per la progressione di carriera, riservata al personale di ruolo. La Corte di Cassazione ha dato ragione all'Amministrazione, stabilendo che lo status temporaneo del lavoratore non era equiparabile a quello di dipendente di ruolo, requisito necessario per la partecipazione. La sentenza chiarisce la natura transitoria di tale inquadramento, finalizzato solo alla ricollocazione del personale.
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Error in procedendo: quando il ricorso è inammissibile
Una compagnia aerea, condannata per recesso ingiustificato da trattative con un'azienda di moda, ricorre in Cassazione lamentando un error in procedendo relativo a una perizia tecnica. La Suprema Corte dichiara il ricorso inammissibile, ribadendo che la denuncia di vizi procedurali deve rispettare il principio di autosufficienza, indicando con precisione gli atti e le circostanze a fondamento del motivo, senza limitarsi a critiche generiche.
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Fideiussione omnibus: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso relativo a una fideiussione omnibus. La Corte d'Appello aveva dichiarato nulla la garanzia perché priva dell'importo massimo garantito. Il ricorso è stato respinto per violazione del principio di autosufficienza, in quanto la parte ricorrente non ha trascritto le clausole contrattuali decisive, impedendo alla Corte di esaminare il merito.
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Appello Giudice di Pace: quando è inammissibile?
Un automobilista ha proposto ricorso diretto in Cassazione contro una sentenza del Giudice di Pace che rigettava la sua richiesta di risarcimento danni da 998 euro contro un Comune. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione evidenzia che per le sentenze del Giudice di Pace di modico valore, decise secondo equità, l'unico rimedio è l'appello a motivi limitati. Questo caso sottolinea l'importanza di scegliere il corretto mezzo di impugnazione, poiché un errore procedurale come il mancato corretto appello al Giudice di Pace porta all'inammissibilità del ricorso.
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Nullità fideiussione antitrust: l’onere della prova
La Cassazione ha respinto il ricorso di due fideiussori che lamentavano la nullità della fideiussione per violazione della normativa antitrust. La Corte ha ribadito che la nullità non può essere rilevata d'ufficio se la parte non allega e prova i presupposti di fatto, come la conformità del contratto allo schema ABI illecito. Confermato anche l'onere della prova a carico del garante. I ricorrenti sono stati condannati per abuso del processo.
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Prova notifica CAD: come si dimostra la notifica
Un contribuente ha impugnato una cartella esattoriale sostenendo di non aver mai ricevuto l'avviso di accertamento presupposto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, stabilendo che la prova notifica CAD (Comunicazione di Avvenuto Deposito) è validamente fornita tramite la produzione in giudizio dell'avviso di ricevimento della seconda raccomandata informativa, anche se in copia fotostatica. La Corte ha inoltre precisato che il disconoscimento di tale copia, per essere efficace, deve essere specifico e non generico, e che la compiuta giacenza perfeziona la notifica.
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Trattenuta sulla pensione: i limiti per l’INPS
Un pensionato ha contestato una trattenuta sulla pensione operata dall'ente previdenziale per recuperare somme versate indebitamente. La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità dell'operato dell'ente, specificando che può recuperare il credito tramite una trattenuta diretta fino a un quinto dell'importo pensionistico, a condizione che sia sempre garantito il trattamento minimo. Questa procedura, secondo la Corte, è diversa e più favorevole per l'ente rispetto al pignoramento ordinario.
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Clausola penale leasing: la decisione della Cassazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 26562/2024, ha stabilito che la richiesta di risarcimento del danno per inadempimento contrattuale comprende implicitamente l'applicazione della clausola penale leasing prevista dal contratto, senza che ciò costituisca vizio di ultrapetizione. Il caso riguardava una società utilizzatrice che, a seguito della risoluzione di due contratti di leasing, contestava la decisione dei giudici di merito di applicare la penale contrattuale, sostenendo che non fosse stata esplicitamente richiesta dalla società concedente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso, chiarendo che la penale è una mera liquidazione anticipata del danno e rientra pienamente nell'oggetto della domanda di risarcimento.
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Spoglio possessorio: quando la recinzione è illegittima?
La Corte di Cassazione ha stabilito che una recinzione parziale che restringe un'area di passaggio non costituisce spoglio possessorio se il transito rimane comunque agevole. Il caso riguardava il proprietario di un garage che contestava la recinzione installata dai vicini, la quale, pur riducendo lo spazio di manovra, non impediva il passaggio. La Corte ha chiarito che non ogni modifica dello stato dei luoghi integra uno spoglio, ma solo quella che compromette in modo giuridicamente apprezzabile l'esercizio del possesso. La valutazione sull'agevolezza del transito è una questione di fatto, non sindacabile in sede di legittimità.
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