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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Concordato in appello: quando il ricorso è inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato avverso una sentenza di concordato in appello. La decisione ribadisce che tale sentenza può essere impugnata solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo, e non per contestare la mancata valutazione di cause di proscioglimento o la motivazione della pena, a meno che questa non sia illegale.
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Ricorso Patteggiamento: quando è inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti. L'appello si basava sulla presunta mancanza di motivazione della sentenza. La Corte ha ribadito che, a seguito delle riforme, il ricorso patteggiamento è consentito solo per motivi tassativamente elencati dalla legge, tra cui non rientra il vizio di motivazione sulla colpevolezza. La scelta del patteggiamento implica una rinuncia a contestare tali aspetti.
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Ricorso per cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato, condannato per estorsione in concorso. La decisione si fonda sulla violazione delle norme procedurali che, a seguito della Riforma Orlando (L. 103/2017), impongono la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore iscritto all'albo speciale, a pena di inammissibilità. L'autentica della firma da parte del legale non sana il vizio.
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Furto di energia elettrica: quando è reato e non frode
Un gruppo di persone è stato condannato per aver sistematicamente manomesso contatori elettrici. In appello, hanno sostenuto che la loro condotta dovesse essere qualificata come frode informatica, un reato meno grave. La Corte di Cassazione ha respinto i ricorsi, confermando che l'alterazione dei consumi per sottrarre energia non registrata costituisce sempre il reato di furto di energia elettrica aggravato. La Corte ha chiarito che questo principio si applica indipendentemente dal fatto che il contatore sia meccanico o elettronico, poiché l'azione è finalizzata all'impossessamento del bene contro la volontà del fornitore.
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Ricorso patteggiamento: i limiti dell’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati di droga. L'ordinanza chiarisce che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento è limitato a motivi specifici, escludendo la censura sulla mancata motivazione riguardo le cause di proscioglimento. L'accordo sulla pena implica una rinuncia a far valere tali eccezioni.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver ottenuto una rideterminazione della pena tramite 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.), lamentava il mancato proscioglimento. La Suprema Corte ha stabilito che l'adesione al concordato implica la rinuncia agli altri motivi di appello, inclusa la valutazione delle condizioni per l'assoluzione ex art. 129 c.p.p., precludendo così un successivo ricorso su tali punti.
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Ricorso inammissibile: motivi nuovi e genericità
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per reati legati agli stupefacenti. La decisione si fonda sulla genericità del motivo presentato e sull'introduzione tardiva di una richiesta di proscioglimento, mai avanzata nel precedente grado di appello. L'ordinanza ribadisce i requisiti di specificità dell'atto di impugnazione.
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Patteggiamento in appello: limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di due imputati che, dopo aver concluso un patteggiamento in appello per ricettazione, hanno tentato di contestare la decisione. L'ordinanza chiarisce che l'accordo sulla pena limita la possibilità di impugnazione, sia per quanto riguarda la mancata assoluzione sia per la misura della pena stessa, confermando la natura vincolante di tale istituto processuale.
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Motivi di ricorso: limiti e inammissibilità in appello
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso, sottolineando che i motivi di ricorso devono essere formulati nell'atto di impugnazione originario. La Corte ha chiarito che richieste come la sospensione condizionale della pena, se presentate solo in memorie successive, non possono essere considerate. Inoltre, la riqualificazione giuridica del fatto, se non ne altera la sostanza, non viola il diritto di difesa. Il caso riguardava la condanna per porto abusivo di un coltello.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento poiché i motivi addotti dall'imputata non rientravano tra quelli tassativamente previsti dalla legge. L'appello si basava sulla presunta mancata applicazione delle cause di proscioglimento ex art. 129 c.p.p., una censura che non può essere fatta valere contro una sentenza di applicazione della pena su richiesta. La decisione sottolinea i rigidi confini dell'impugnazione in questi casi, portando alla condanna della ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Art. 131-bis cod. pen.: omessa motivazione è vizio
Un imputato, condannato in appello per falso in atto pubblico e violata consegna, ha presentato ricorso in Cassazione lamentando la mancata motivazione della corte territoriale sulla richiesta di applicazione dell'art. 131-bis cod. pen. (particolare tenuità del fatto). La Suprema Corte ha accolto il ricorso, annullando la sentenza con rinvio. Ha stabilito che l'omessa motivazione su una specifica richiesta difensiva, che riguarda una causa di non punibilità rilevabile d'ufficio, costituisce un vizio della sentenza che ne impone l'annullamento.
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Contestazione suppletiva: il PM può modificare l’accusa
La Corte di Cassazione ha stabilito che il pubblico ministero può procedere a una contestazione suppletiva di una circostanza aggravante per superare il difetto di querela, anche dopo la scadenza del termine concesso alla persona offesa dalla Riforma Cartabia. Il caso riguardava un furto di energia elettrica, dove il giudice di primo grado aveva prosciolto l'imputato per mancanza di querela, ritenendo tardiva la contestazione dell'aggravante della destinazione a pubblico servizio. La Cassazione ha annullato la sentenza, affermando che il potere del PM di adeguare l'imputazione ai fatti precede la verifica sulla condizione di procedibilità, salvaguardando così l'azione penale per reati che mantengono una rilevanza pubblica.
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Particolare tenuità del fatto: omessa motivazione
Un imprenditore, condannato per ricettazione e vendita di toner per stampanti contraffatti, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha ritenuto inammissibili le censure sulla ricostruzione dei fatti e sulla prova della colpevolezza, ma ha accolto il motivo relativo all'omessa motivazione sulla richiesta di applicare la causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto. La sentenza è stata annullata con rinvio affinché la Corte d'Appello si pronunci su questo specifico punto.
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Ricorso patteggiamento: limiti di impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento con cui un imputato contestava la sentenza per omessa motivazione sulle cause di proscioglimento. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2017, l'impugnazione è limitata a specifici vizi di legge e non può riguardare una presunta carenza motivazionale, a meno che non emerga con evidenza una causa di non punibilità dalla stessa sentenza.
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Omesso versamento contributi: prescrizione e ricorso
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per omesso versamento contributi, dichiarando il reato estinto per prescrizione. La decisione è stata possibile perché il ricorso dell'imputato è stato ritenuto valido, in quanto la Corte d'Appello non aveva adeguatamente motivato il rigetto di un motivo specifico relativo alla crisi di liquidità aziendale. Questo ha permesso alla Suprema Corte di rilevare la maturazione dei termini di prescrizione e annullare la condanna senza rinvio.
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Inammissibilità ricorso: i limiti del giudizio di rinvio
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18778/2025, ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di due imputati, chiarendo i limiti invalicabili del giudizio di rinvio. Se la responsabilità penale è già definitiva, l'appello non può riaprire questioni già decise, come le attenuanti generiche, ma deve attenersi ai soli punti indicati dalla Cassazione per la nuova valutazione.
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Prescrizione e nullità: la Cassazione fa chiarezza
La Corte di Cassazione analizza un caso di peculato, stabilendo un principio fondamentale: la prescrizione del reato prevale su eventuali nullità processuali, anche assolute. In un caso in cui un'imputata non era stata correttamente citata in giudizio, la Corte ha confermato che la declaratoria di estinzione del reato per prescrizione impedisce di procedere oltre, salvo rinuncia dell'imputato. La sentenza chiarisce che l'interesse a un'assoluzione nel merito per altri fini, come la riparazione per ingiusta detenzione, non è sufficiente a superare questa regola. Viene inoltre confermato che, in presenza di parti civili, il giudice deve valutare la responsabilità ai fini del risarcimento danni, anche se il reato è prescritto.
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Prescrizione e assoluzione: quando il giudice sceglie
Un imputato, dopo la declaratoria di prescrizione del reato a suo carico, ha chiesto alla Cassazione un'assoluzione piena. La Corte ha rigettato il ricorso, specificando che l'assoluzione in caso di prescrizione del reato è possibile solo quando l'innocenza è palese e indiscutibile (ictu oculi), senza necessità di approfondimenti. Poiché la testimonianza della persona offesa era stata ritenuta credibile, l'innocenza non era evidente, giustificando la sola declaratoria di prescrizione.
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Ricorso inammissibile: limiti al patteggiamento
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile poiché proposto per motivi non previsti dalla legge. L'imputato, dopo aver concordato la pena in Appello (patteggiamento), ha presentato ricorso lamentando la mancata assoluzione. La Corte ha ribadito che i motivi di impugnazione contro tali sentenze sono tassativi e non includono la valutazione di un proscioglimento.
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Concordato in appello: i limiti del ricorso
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver accettato un concordato in appello per il reato di truffa, ha tentato di contestare la propria colpevolezza e la sussistenza di un'aggravante. La Corte chiarisce che il ricorso avverso tale sentenza è consentito solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per riesaminare il merito della causa.
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