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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Reato continuato: la motivazione sulla pena è d’obbligo
La Cassazione annulla una sentenza d'appello per difetto di motivazione sulla pena nel caso di reato continuato. Viene accolto il ricorso di un imputato, poiché i giudici di merito non avevano spiegato le ragioni degli aumenti di pena per i reati satellite, nonostante il riconoscimento delle attenuanti generiche per il reato più grave. Inammissibile, invece, il ricorso dell'altro imputato per precedente rinuncia ai motivi di appello.
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Patteggiamento in appello: no ricorso in Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver raggiunto un accordo sulla pena in secondo grado (cd. patteggiamento in appello), aveva comunque impugnato la decisione. Secondo la Corte, l'accordo sulla pena implica una rinuncia a contestare ulteriormente la sentenza, salvo il caso di pena illegale, rendendo il successivo ricorso inammissibile.
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Ricorso inammissibile: quando viene rigettato
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile, confermando che non possono essere riesaminati motivi rinunciati o vizi nella determinazione della pena che non ne comportino l'illegalità. La decisione, presa con procedura semplificata 'de plano', condanna il ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria di quattromila euro, evidenziando le severe conseguenze di un'impugnazione priva dei requisiti di legge.
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Ricorso inammissibile concordato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello emessa a seguito di un 'concordato'. La decisione si basa sul principio che l'accordo sulla pena limita drasticamente i motivi di impugnazione. Con il nostro approfondimento sul ricorso inammissibile concordato, si chiarisce che non si possono contestare motivi rinunciati, come la valutazione delle condizioni di proscioglimento, ma solo vizi relativi alla formazione della volontà, al consenso del PM o all'illegalità della sanzione. Il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Ricorso patteggiamento: limiti dopo la Riforma Orlando
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento, basato sulla richiesta di proscioglimento ex art. 129 c.p.p. La Corte ribadisce che, dopo la Riforma Orlando, i motivi di ricorso patteggiamento sono tassativi e non includono la mancata assoluzione, considerando generica e strumentale la doglianza sull'erronea qualificazione giuridica del fatto.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione e la condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si basa sulla natura dei motivi proposti, ritenuti non consentiti dalla legge, come vizi sulla determinazione della pena che non ne costituiscono illegalità. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Ricorso inammissibile: quando la Cassazione condanna
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché basato su motivi non consentiti, come la rivalutazione dei fatti. La decisione sottolinea che tali appelli comportano la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, in questo caso di 4.000 euro, in assenza di prove che escludano la colpa nel proporre l'impugnazione.
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Guida in stato di ebbrezza: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. La Corte ha ribadito che, in presenza di indizi gravi, precisi e concordanti, spetta all'imputato l'onere della prova di aver consumato alcolici dopo l'incidente. Il ricorso, giudicato generico e riproduttivo di censure già respinte, non ha superato il vaglio di legittimità, impedendo anche la declaratoria di prescrizione del reato.
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Prescrizione reato e Orlando: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che contestava il calcolo della prescrizione del reato. La Corte chiarisce il principio di successione delle leggi nel tempo, affermando che per i reati commessi tra il 3 agosto 2017 e il 31 dicembre 2019, si applica la disciplina sulla sospensione della prescrizione introdotta dalla c.d. 'legge Orlando' (L. 103/2017), e non la successiva e più favorevole L. 134/2021. La decisione si allinea a un recente pronunciamento delle Sezioni Unite.
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Ricorso patteggiamento: i limiti alla motivazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di patteggiamento. L'imputato contestava un'espressione nella motivazione che, a suo dire, costituiva un'indebita dichiarazione di colpevolezza. La Corte ha stabilito che, dopo la riforma del 2017, il ricorso patteggiamento non può più fondarsi su vizi della motivazione, ma solo su motivi tassativamente indicati dalla legge, confermando la validità della sentenza.
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Falsa dichiarazione gratuito patrocinio: ricorso inammissibile
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato condannato per una falsa dichiarazione gratuito patrocinio. L'imputato aveva omesso di indicare una precedente condanna penale, sostenendo in appello la mancanza di dolo e l'avvenuta prescrizione del reato. La Suprema Corte ha rigettato entrambe le argomentazioni, confermando che la consapevolezza delle conseguenze penali integra il dolo e che la recidiva contestata allunga i termini di prescrizione, rendendo il reato non ancora estinto al momento della decisione d'appello.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Due soggetti, dopo aver patteggiato una pena per detenzione di stupefacenti, hanno presentato ricorso in Cassazione lamentando un vizio di motivazione e la non congruità della pena. La Corte Suprema ha dichiarato il ricorso patteggiamento inammissibile, ribadendo che l'impugnazione di una sentenza di applicazione della pena su richiesta è consentita solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448, comma 2-bis c.p.p., tra cui non rientrano le censure sollevate.
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Impugnazione patteggiamento: i limiti del ricorso
Un'imputata ha presentato ricorso contro una sentenza di patteggiamento per reati legati agli stupefacenti, sollevando tre motivi: la mancata assoluzione, un'erronea qualificazione giuridica del fatto e l'illegittima condanna al pagamento delle spese di custodia, nonostante fosse agli arresti domiciliari. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i primi due motivi, ribadendo i rigidi limiti dell'impugnazione del patteggiamento dopo la riforma del 2017. Tuttavia, ha accolto il terzo motivo, correggendo l'errore materiale e annullando la statuizione sulle spese di custodia non dovute.
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Inammissibilità del ricorso: i motivi devono specifici
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso presentato da un imputato contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, i quali non si confrontavano specificamente con le argomentazioni della sentenza impugnata. Questa mancanza di correlazione ha portato alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria, evidenziando l'importanza di un'impugnazione precisa e puntuale.
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Inammissibilità ricorso: la decisione de plano
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso contro una sentenza della Corte d'Appello. La decisione evidenzia come, in certi contesti, l'impugnazione non possa essere esaminata nel merito, portando alla condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria. Questo caso sottolinea i precisi limiti entro cui è possibile contestare una pronuncia giudiziaria, specialmente quando derivante da procedure concordate.
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Concordato in appello: limiti al ricorso in Cassazione
Un imputato ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza di secondo grado emessa a seguito di un 'concordato in appello', lamentando la mancata assoluzione ai sensi dell'art. 129 c.p.p. La Suprema Corte ha dichiarato il ricorso palesemente inammissibile. La decisione ribadisce che, aderendo al concordato, l'imputato rinuncia ai motivi di appello e non può più sollevare questioni relative alla mancata valutazione delle condizioni per il proscioglimento, salvo vizi nella formazione della volontà.
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Patteggiamento in appello: i limiti del giudice
La Corte di Cassazione chiarisce che, in caso di patteggiamento in appello, la rinuncia ai motivi di impugnazione limita la cognizione del giudice alla sola pena concordata. Viene così esclusa la valutazione d'ufficio delle cause di non punibilità. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che, dopo aver concordato la pena, lamentava la mancata valutazione di una possibile assoluzione.
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Ricorso inammissibile: limiti e motivi spiegati
La Corte di Cassazione dichiara inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per associazione a delinquere. La sentenza chiarisce i rigidi limiti dell'impugnazione avverso un 'concordato in appello' (art. 599-bis c.p.p.), che non consente di sollevare questioni relative a un'eventuale assoluzione. Inoltre, conferma che la valutazione sull'entità delle attenuanti generiche rientra nella piena discrezionalità del giudice di merito, se adeguatamente motivata. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile per entrambi i motivi, confermando le decisioni precedenti.
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Contestazione suppletiva e riforma Cartabia: il furto
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di non doversi procedere per furto di energia elettrica, emessa per mancanza di querela dopo la Riforma Cartabia. La Corte ha stabilito che la contestazione suppletiva da parte del pubblico ministero, che introduce un'aggravante tale da rendere il reato procedibile d'ufficio (furto su bene destinato a pubblico servizio), è valida anche se effettuata dopo la scadenza del termine per la querela. Questo potere può essere esercitato alla prima udienza utile, garantendo la prosecuzione del processo e salvaguardando il principio di obbligatorietà dell'azione penale.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza di patteggiamento per contrabbando. La decisione ribadisce che, dopo la riforma del 2017, le impugnazioni sono limitate a vizi specifici, escludendo la contestazione generica sulla mancata motivazione riguardo le cause di proscioglimento. Scegliere il patteggiamento implica una rinuncia a far valere altre eccezioni.
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