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Art. 129 Codice di Procedura Penale — Anno 2025

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Altri anni per Art. 129 Codice di Procedura Penale

Ricorso 599-bis cpp: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile un ricorso contro una sentenza di appello emessa con 'concordato'. L'ordinanza chiarisce che il ricorso 599-bis cpp è limitato a vizi specifici dell'accordo, escludendo doglianze sulla mancata motivazione per il proscioglimento o sulla misura della pena, poiché l'accordo stesso implica una rinuncia ai motivi di appello.
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Impugnazione patteggiamento: limiti e conseguenze
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato contro una sentenza di patteggiamento. La decisione sottolinea che l'impugnazione del patteggiamento è possibile solo per i motivi tassativamente elencati dall'art. 448 c.p.p., tra cui non rientra il vizio di motivazione sulla mancata assoluzione. La declaratoria di inammissibilità ha comportato la condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di una sanzione pecuniaria.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso contro una sentenza emessa a seguito di concordato in appello. La Corte chiarisce che tale sentenza può essere impugnata solo per vizi relativi alla formazione dell'accordo e non per motivi di merito, come la mancata valutazione delle cause di proscioglimento.
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Lottizzazione abusiva: confisca anche con reato prescritto
La Corte di Cassazione ha confermato la confisca di un vasto terreno oggetto di lottizzazione abusiva, nonostante il reato fosse stato dichiarato prescritto. Due imprenditori avevano trasformato un'area agricola di 112.000 mq in un complesso turistico-alberghiero. La Suprema Corte ha stabilito che la confisca urbanistica è una misura sanzionatoria che prescinde da una condanna formale, a condizione che la responsabilità per il fatto illecito sia stata accertata in un processo che ha garantito il pieno contraddittorio tra le parti.
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Guida senza patente con misura di prevenzione: assolto
La Corte di Cassazione ha confermato l'assoluzione di un individuo sottoposto a sorveglianza speciale, accusato di guida senza patente. Il caso verteva sulla distinzione cruciale, introdotta dalla Corte Costituzionale con la sentenza n. 116/2024, relativa al motivo della revoca della patente. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del Procuratore, stabilendo che la fattispecie di reato di guida senza patente con misura di prevenzione non sussiste se la revoca del titolo di guida non è una conseguenza diretta della misura stessa, ma deriva da cause autonome. La sentenza chiarisce così l'ambito di applicazione dell'art. 73 del d.lgs. 159/2011.
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Concordato in appello: limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati contro una sentenza della Corte d'Appello che aveva determinato la pena sulla base di un accordo (ex art. 599-bis c.p.p.). La Corte ha stabilito che, accettando il concordato in appello, gli imputati hanno rinunciato a impugnare il trattamento sanzionatorio. È stato inoltre respinto il motivo relativo alla confisca di un immobile, poiché la Corte ha ritenuto che il terzo proprietario non potesse considerarsi in buona fede, data la collocazione delle armi in luoghi a lui accessibili.
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Ricorso in Cassazione: quando è inammissibile?
La Corte di Cassazione, con ordinanza del 2025, ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso in Cassazione penale. La decisione si fonda sul principio che l'appello non può reintrodurre una valutazione dei fatti (merito), ma deve limitarsi a censure sulla legittimità. Il ricorso è stato respinto perché tentava, sotto la veste di una violazione di legge, di ottenere un nuovo giudizio sui fatti e non dimostrava una 'manifesta illogicità' nella sentenza impugnata. Di conseguenza, la ricorrente è stata condannata al pagamento delle spese processuali e di una somma alla Cassa delle ammende.
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Errore materiale: il giudice nega la sospensione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la mancata concessione della sospensione condizionale della pena in un decreto penale, nonostante la richiesta del Pubblico Ministero, non costituisce un errore materiale correggibile. Il giudice, pur essendo vincolato alla misura della pena richiesta, mantiene piena discrezionalità sulla concessione dei benefici. La correzione di un errore materiale non può essere utilizzata per modificare una decisione che implica una valutazione di merito.
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Ricorso patteggiamento: i limiti all’impugnazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso patteggiamento contro una sentenza per tentato omicidio. La Corte ha ribadito che, dopo la riforma del 2017, l'impugnazione per errata qualificazione giuridica è consentita solo se l'errore è manifesto e riconoscibile 'ictu oculi', non quando la qualificazione è semplicemente opinabile. Questa decisione rafforza la stabilità degli accordi di applicazione della pena.
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Illegalità della pena: Cassazione annulla patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per illegalità della pena, poiché il giudice aveva applicato una pena base superiore al massimo edittale previsto dalla legge per il reato contestato. La Corte ha chiarito che, a seguito della riforma, il ricorso contro il patteggiamento è ammesso solo per motivi tassativi, tra cui rientra l'illegalità della pena, ma non la generica carenza di motivazione. Di conseguenza, ha accolto il ricorso di due imputati, annullando la loro condanna, e ha dichiarato inammissibili i ricorsi degli altri tre, che lamentavano un vizio di motivazione.
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Ricorso inammissibile: motivi generici e art. 131 bis
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile avverso una condanna per abusi edilizi. La decisione si fonda sulla genericità dei motivi, che si limitavano a una rilettura dei fatti, e sulla tardiva richiesta di applicazione della causa di non punibilità per particolare tenuità del fatto, non sollevata nei gradi di merito. La sentenza ribadisce il rigore formale necessario per l'accesso al giudizio di legittimità.
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Ricorso patteggiamento: limiti e inammissibilità
Un soggetto ha impugnato per cassazione una sentenza di patteggiamento per il reato di rapina, lamentando che il giudice non avesse verificato a fondo la possibile sussistenza di cause di non punibilità. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile. La Corte ha chiarito che i motivi per presentare un ricorso patteggiamento sono tassativamente elencati dalla legge e, tra questi, non rientra il presunto vizio di motivazione. Di conseguenza, il ricorrente è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una sanzione pecuniaria.
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Contestazione suppletiva e querela: il PM può agire
La Corte di Cassazione ha stabilito che il Pubblico Ministero può legittimamente effettuare una contestazione suppletiva, aggiungendo un'aggravante che rende il reato procedibile d'ufficio, anche dopo la scadenza del termine per presentare querela. La sentenza annulla una decisione di improcedibilità per furto di energia elettrica, affermando che la modifica dell'imputazione ripristina la condizione per procedere. La Corte distingue nettamente questa situazione dalla prescrizione, che invece estingue il reato in via definitiva.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: il caso analizzato
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità di un ricorso per manifesta infondatezza del motivo relativo alla prescrizione. La Corte ha stabilito che l'inammissibilità del ricorso per cassazione impedisce la formazione di un valido rapporto processuale e, di conseguenza, preclude la possibilità di dichiarare cause di non punibilità come la prescrizione, anche se maturata nelle more del giudizio di legittimità. L'imputato è stato condannato al pagamento delle spese processuali e di una somma in favore della Cassa delle ammende.
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Dolo specifico evasione: come si prova l’intento?
Un imprenditore, condannato per omessa dichiarazione IVA, ha visto la sua sentenza annullata dalla Corte di Cassazione. Il caso, giunto per la seconda volta in Cassazione, si è concluso con l'estinzione del reato per prescrizione. La sentenza ribadisce tuttavia un principio fondamentale: nel processo penale, il dolo specifico evasione e l'ammontare dell'imposta evasa non possono essere provati tramite mere presunzioni tributarie, ma richiedono un accertamento autonomo e rigoroso basato sulle prove processuali.
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Prescrizione e assoluzione: quando prevale il merito?
Due imprenditori, accusati di frode alimentare, vedono i loro reati dichiarati estinti per prescrizione. Per evitare gravi conseguenze fiscali, ricorrono in Cassazione chiedendo un'assoluzione piena. La Corte Suprema rigetta i ricorsi, ribadendo che l'assoluzione prevale sulla prescrizione solo quando la prova dell'innocenza è talmente evidente da non richiedere alcuna valutazione approfondita, condizione non riscontrata nel caso di specie.
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Dolo specifico di evasione: la Cassazione chiarisce
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imprenditore condannato per dichiarazione fraudolenta ed emissione di fatture per operazioni inesistenti. La sentenza sottolinea come il dolo specifico di evasione, elemento essenziale del reato, possa essere provato tramite indizi quali la pluralità di operazioni fittizie e i legami familiari tra le società coinvolte. Inoltre, la Corte chiarisce che l'inammissibilità del ricorso per manifesta infondatezza impedisce di dichiarare la prescrizione del reato, anche se maturata dopo la sentenza d'appello.
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Concordato in appello: quando il ricorso è nullo
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi presentati da alcuni imputati avverso una sentenza della Corte d'Appello che aveva ridotto le loro pene sulla base di un accordo (il cosiddetto 'concordato in appello'). Gli imputati, dopo aver rinunciato ai motivi di appello in cambio di uno sconto di pena, hanno tentato di riproporre le stesse doglianze in Cassazione. La Suprema Corte ha ribadito che, una volta accettato un concordato in appello, il ricorso è possibile solo per vizi specifici legati alla formazione dell'accordo, e non per contestare i motivi a cui si è rinunciato o la misura della pena concordata.
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Inammissibilità ricorso Cassazione: limiti impugnazione
La Corte di Cassazione dichiara l'inammissibilità del ricorso Cassazione avverso una sentenza di applicazione della pena su richiesta (patteggiamento). I motivi, relativi alla recidiva e alle attenuanti generiche, sono stati ritenuti irrilevanti una volta accettata la pena concordata, con conseguente condanna del ricorrente al pagamento delle spese e di un'ammenda.
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Ricorso inammissibile: limiti e conseguenze spiegate
La Corte di Cassazione dichiara un ricorso inammissibile poiché i motivi addotti, relativi alla mancata disamina di cause di proscioglimento, non rientrano tra quelli consentiti. La decisione comporta la condanna del ricorrente al pagamento delle spese processuali e di una somma di 3.000 euro in favore della Cassa delle ammende.
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