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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

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601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Compensazione crediti: esclusi gli enti economici
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18600/2025, ha stabilito che la compensazione crediti fiscali non è applicabile ai crediti vantati verso gli 'enti pubblici economici'. Un'impresa che aveva maturato un ingente credito nei confronti di una società d'ambito per la gestione dei rifiuti, si è vista negare la possibilità di utilizzare tale credito per saldare i propri debiti con l'erario. La Corte ha chiarito che, nonostante la natura pubblica del servizio svolto, la forma societaria e l'operatività secondo criteri economici escludono l'ente debitore dalla nozione di 'pubblica amministrazione', requisito indispensabile per accedere al meccanismo di compensazione.
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Operazioni inesistenti: Cassazione su prova e IVA
Una società energetica si è vista contestare la detrazione IVA per presunte operazioni inesistenti di acquisto e vendita di energia. La Cassazione ha annullato la decisione di merito che si basava su un'archiviazione penale e su precedenti sentenze favorevoli, stabilendo che il giudice tributario deve valutare autonomamente le prove indiziarie fornite dall'Agenzia delle Entrate, senza essere vincolato da decisioni rese in altre sedi.
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Classificazione catastale: impianti di depurazione
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21277/2025, ha stabilito che un impianto di depurazione delle acque, anche se gestito da una società pubblica per finalità di interesse generale, deve avere una classificazione catastale nel gruppo D (immobili a destinazione speciale) e non nel gruppo E (immobili di interesse pubblico). La decisione si fonda sulla natura intrinsecamente economica e industriale del servizio idrico integrato, che opera secondo criteri di efficienza e copertura dei costi tramite tariffe. Pertanto, ai fini della classificazione catastale, prevalgono le caratteristiche oggettive dell'immobile e la sua destinazione funzionale a un processo produttivo, rendendo irrilevante la forma giuridica del gestore o l'assenza di uno scopo di lucro soggettivo.
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Indennità chilometrica: CCNL privato per dipendenti
La Cassazione ha confermato il diritto all'indennità chilometrica per un dipendente di un'agenzia pubblica. Decisiva l'applicazione di un CCNL del settore privato per il trattamento economico, nonostante la natura pubblica del rapporto di lavoro. Rigettate le censure dell'ente.
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Classamento catastale impianti: quando è categoria D?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un impianto di ripartizione idrica deve avere un classamento catastale in categoria D (opifici) e non E (edifici a destinazione particolare). La decisione si basa sulla natura intrinsecamente economica e produttiva del servizio idrico integrato, anche se di pubblica utilità, che genera un reddito autonomo.
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Conversione contratto pubblica amministrazione: no
Una lavoratrice ha richiesto la conversione dei suoi contratti di collaborazione pluriennali con un ente pubblico in un rapporto di lavoro subordinato a tempo indeterminato. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, ribadendo il principio secondo cui la conversione contratto pubblica amministrazione è vietata. Anche in caso di abuso, il lavoratore non ottiene la stabilizzazione, ma ha diritto solo a tutele di tipo economico e contributivo per il lavoro effettivamente svolto.
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Obbligo contributivo: onere della prova del datore
Una società ha contestato la richiesta di contributi da parte dell'ente previdenziale su indennità di trasferta erogate ai dipendenti. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che nelle controversie sull'obbligo contributivo, il giudice deve valutare l'esistenza effettiva del debito e non solo la legittimità formale dell'atto di accertamento. La Corte ha confermato che l'onere di provare il diritto a esenzioni contributive spetta interamente al datore di lavoro, il quale non ha fornito prove sufficienti.
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Frode carosello: come prova la Cassazione la colpa
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha rigettato il ricorso di un'azienda coinvolta in una frode carosello. I giudici hanno confermato che la consapevolezza dell'acquirente di partecipare a un'operazione fraudolenta può essere provata anche tramite presunzioni. In particolare, è stato ritenuto un indice inequivocabile di frode il fatto che la società fornitrice vendesse la merce a un prezzo inferiore a quello di acquisto. Tale circostanza, palesemente antieconomica, avrebbe dovuto insospettire qualsiasi operatore diligente, rendendo legittimo il disconoscimento della detrazione IVA da parte dell'Amministrazione Finanziaria.
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Giurisdizione contenzioso climatico: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito la giurisdizione del giudice ordinario italiano nelle cause intentate da associazioni ambientaliste e cittadini contro una grande compagnia energetica per i danni derivanti dal cambiamento climatico. La decisione chiarisce che tali azioni, basate sulla lesione di diritti fondamentali, rientrano nella competenza dei tribunali civili e non costituiscono un'indebita ingerenza nella sfera politica. Per la giurisdizione sul contenzioso climatico, è stato ritenuto determinante il luogo in cui si manifesta il danno, ovvero il territorio italiano dove risiedono i ricorrenti.
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Irrisorietà pretesa: la Cassazione fissa i limiti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21313/2025, ha stabilito che l'irrisorietà della pretesa, che esclude il diritto all'indennizzo per l'eccessiva durata di un processo, non può essere valutata solo in rapporto alla ricchezza del creditore. Un credito di oltre 82.000 euro non può essere considerato insignificante, anche se il titolare è una società con elevati profitti. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva negato l'indennizzo, riaffermando che la valutazione deve basarsi primariamente su un criterio oggettivo legato al valore assoluto della causa.
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Recupero contributi trasporto: la Cassazione decide
Una società di trasporto pubblico ha contestato l'azione di un Ente Regionale per il recupero di contributi erogati in eccesso. Dopo sentenze contrastanti nei gradi di merito, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso della Regione. La Suprema Corte ha stabilito che la Corte d'Appello aveva errato nell'ignorare la specifica legislazione regionale che disciplinava il recupero dei fondi, applicando erroneamente un precedente non pertinente. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Credito d’imposta estero: prevale la convenzione
La Corte di Cassazione stabilisce che, per il riconoscimento del credito d'imposta estero, le convenzioni contro la doppia imposizione prevalgono sulla legge nazionale. Annullata la pretesa del Fisco che richiedeva la prova del pagamento definitivo dell'imposta versata in Brasile, in applicazione della Convenzione Italia-Brasile. La contribuente aveva diritto al credito anche in assenza di tale prova formale.
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Classamento catastale impianti idrici: D o E?
La Corte di Cassazione ha stabilito che un impianto per la distribuzione dell'acqua (partitore idrico) deve avere un classamento catastale in categoria D (opificio) e non in categoria E (edifici a destinazione particolare). La decisione si fonda sul principio che il servizio idrico integrato, anche se di pubblica utilità e gestito da società pubbliche, costituisce un'attività economica. L'immobile, essendo strumentale a tale attività produttiva e dotato di autonomia funzionale e reddituale, non può rientrare nella categoria E, riservata a beni sostanzialmente non commerciabili.
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Classificazione catastale: impianti idrici in D/7
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 21295/2025, ha stabilito che gli impianti del servizio idrico integrato devono avere una classificazione catastale nella categoria D/7 (immobili industriali) e non E/3 (immobili per esigenze pubbliche). La Corte ha chiarito che la natura economica e imprenditoriale dell'attività, finalizzata alla copertura dei costi tramite tariffe, prevale sulla natura pubblica del servizio e sulla forma giuridica del gestore. La decisione si fonda sulle caratteristiche oggettive dell'immobile e sulla sua autonomia funzionale e reddituale, rendendo irrilevante l'assenza di un fine di lucro soggettivo.
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Equa riparazione: durata ragionevole e calcolo indennizzo
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per il calcolo dell'equa riparazione in un caso di 'Pinto su Pinto', relativo all'eccessiva durata di un giudizio di ottemperanza. Viene stabilito che la durata ragionevole complessiva del procedimento (cognizione ed esecuzione) è di un anno. La Corte conferma inoltre la legittimità della riduzione del 20% dell'indennizzo quando il ricorso è promosso da un numero di parti superiore a dieci, rigettando le doglianze dei ricorrenti.
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Autocertificazione aiuti di Stato: sì alla prova
Un'impresa colpita da un evento sismico nel 1990 ha richiesto un rimborso fiscale, classificabile come aiuto di Stato. L'Agenzia delle Entrate ha contestato la validità della prova fornita, una semplice autocertificazione, per dimostrare il rispetto dei limiti europei ("de minimis"). La Corte di Cassazione, con una decisione importante, ha stabilito che, nel contesto specifico degli aiuti post-sisma e in un periodo precedente all'attivazione del registro nazionale degli aiuti, l'autocertificazione aiuti di Stato costituisce una prova sufficiente e ammissibile, respingendo così il ricorso dell'amministrazione finanziaria.
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Pubblicità legale: Cassazione annulla sentenza TSAP
Un'associazione religiosa ha impugnato un bando di gara per una concessione idroelettrica. Successivamente, ha presentato motivi aggiunti contro il provvedimento di concessione, ma il Tribunale Superiore delle Acque Pubbliche (TSAP) li ha dichiarati tardivi, considerando la pubblicazione online sul sito della Provincia come valida pubblicità legale. La Corte di Cassazione ha cassato questa decisione, stabilendo che la pubblicità legale online ha effetto solo se una norma di legge lo prevede espressamente. In assenza di tale norma, la semplice pubblicazione sul sito web dell'ente non fa decorrere i termini per l'impugnazione.
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Rapporto di lavoro nullo: no al CCNL giornalisti
La Corte di Cassazione ha stabilito che un rapporto di lavoro con la Pubblica Amministrazione, instaurato senza pubblico concorso, è da considerarsi un rapporto di lavoro nullo. Di conseguenza, il lavoratore ha diritto alla retribuzione per l'attività svolta (art. 2126 c.c.), ma non può pretendere l'applicazione di un contratto collettivo di diritto privato, come quello dei giornalisti, né le relative indennità specifiche. La retribuzione deve essere commisurata a quella prevista dalla contrattazione del pubblico impiego.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammissibile?
Un contribuente ha contestato una cartella di pagamento venendo a conoscenza del debito tramite un estratto di ruolo e sostenendo la mancata notifica dell'atto originale. La Corte di Cassazione, applicando la recente normativa sulla impugnazione estratto di ruolo, ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione è possibile solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto dall'iscrizione a ruolo, come l'esclusione da appalti pubblici. In assenza di tale prova, l'azione è inammissibile fin dall'origine.
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Impugnazione estratto di ruolo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, affronta un caso di impugnazione di estratti di ruolo da parte di una società. L'Agente della Riscossione sostiene l'inammissibilità del ricorso alla luce delle nuove norme che limitano l'impugnazione dell'estratto di ruolo solo in presenza di un concreto pregiudizio. La Corte, non potendo verificare dagli atti se la contestazione iniziale riguardasse le cartelle sulla base degli estratti, ha disposto l'acquisizione del fascicolo d'ufficio per poter decidere nel merito, rinviando la trattazione.
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