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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Persona offesa legittimazione ricorso: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso presentato da una società, in qualità di persona offesa, contro l'annullamento di un sequestro probatorio. La sentenza ribadisce un principio cruciale: riguardo alla persona offesa, la legittimazione al ricorso non è prevista dall'art. 325 c.p.p., che elenca tassativamente i soggetti autorizzati. Il diritto alla restituzione dei beni spetta a chi ne aveva la disponibilità al momento del sequestro, non a chi ne rivendica la proprietà in quella sede.
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Ricettazione: la differenza con il riciclaggio d’auto
La Corte di Cassazione ha chiarito la distinzione tra riciclaggio e ricettazione in un caso riguardante la vendita di un'autovettura riparata con componenti rubati. Due soggetti, padre e figlio, erano stati condannati per riciclaggio. La Suprema Corte ha riqualificato il reato in ricettazione, specificando che non era stata provata la loro partecipazione attiva all'operazione di alterazione del veicolo, ma solo la successiva accettazione del bene di provenienza illecita al fine di trarne profitto. Di conseguenza, pur confermando la loro responsabilità, ha annullato la sentenza con rinvio per la rideterminazione della pena.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una compagnia energetica, confermando il suo obbligo di restituire le somme versate da un'azienda cliente a titolo di addizionale sulle accise sull'energia elettrica. La decisione si fonda sulla recente dichiarazione di incostituzionalità della norma impositiva, che ha reso il pagamento un indebito oggettivo. La Corte ha stabilito che, a seguito della pronuncia della Corte Costituzionale, il presupposto per l'imposta è venuto meno retroattivamente, giustificando la richiesta di rimborso accise energia.
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Responsabilità da provvedimento illegittimo: la Cassazione
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 34712/2025, ha chiarito un importante principio in materia di responsabilità della Pubblica Amministrazione. Il caso riguarda una società agricola che aveva ottenuto un'autorizzazione regionale per un impianto, poi annullata a causa della successiva dichiarazione di incostituzionalità della legge regionale su cui si basava. La Corte ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel non distinguere tra la domanda di risarcimento per l'illegittimo esercizio del potere legislativo (non ammissibile) e la distinta domanda di risarcimento per la lesione del legittimo affidamento su un provvedimento amministrativo favorevole poi annullato. La sentenza è stata cassata con rinvio per esaminare la specifica questione della responsabilità da provvedimento illegittimo.
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Confisca terzo: la buona fede deve essere provata
Una società immobiliare si oppone alla confisca dei propri beni, derivante da reati tributari commessi da un imprenditore ad essa collegato. La società sosteneva la propria buona fede e lamentava di non essere stata citata nel processo di merito. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la confisca. Ha stabilito che la natura fittizia del trasferimento dei beni e l'assenza di buona fede della società erano già state accertate con sentenza definitiva. Inoltre, ha ribadito che la mancata citazione del terzo proprietario del bene costituisce una mera irregolarità procedurale, sanabile tramite l'incidente di esecuzione, strumento nel quale la società non è riuscita a dimostrare le proprie ragioni.
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Misure cautelari: la prova di resistenza dopo l’annullo
Un uomo era stato sottoposto a custodia cautelare per associazione a delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti. La Corte di Cassazione aveva inizialmente annullato l'ordinanza a causa dell'inutilizzabilità di prove derivanti da un telefono sequestrato. In sede di rinvio, il tribunale ha confermato la misura basandosi sulle prove residue. La Cassazione, con la nuova sentenza, ha parzialmente confermato tale decisione, specificando i criteri della cosiddetta "prova di resistenza" per le misure cautelari. Ha stabilito che, sebbene la maggior parte delle accuse fosse supportata da sufficienti prove residue (come le videoriprese), per tre capi d'imputazione specifici la motivazione era carente, portando a un annullamento parziale con un nuovo rinvio.
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Improcedibilità del ricorso: la relata di notifica
Una società energetica ha proposto ricorso in Cassazione contro una sentenza che la condannava a rimborsare delle accise. La Suprema Corte ha dichiarato l'improcedibilità del ricorso perché la società non ha depositato, insieme alla copia della sentenza impugnata, la relativa relazione di notificazione. Questa omissione ha impedito di verificare la tempestività dell'impugnazione, rendendo l'atto inammissibile dal punto di vista procedurale, senza entrare nel merito della questione.
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Estratto di ruolo: quando è impugnabile? La Cassazione
Un contribuente ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione, applicando una normativa sopravvenuta, ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione si fonda sul principio che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ora consentita solo in casi specifici e tassativi, che il contribuente non ha dimostrato di rientrare, venendo meno il suo interesse ad agire.
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Indennità di espropriazione: no tasse con ritardo P.A.
La Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale riguardo la tassazione dell'indennità di espropriazione. Se la Pubblica Amministrazione paga l'indennità con un ritardo ingiustificato di decenni, non può essere applicata la ritenuta d'acconto introdotta da una legge successiva all'esproprio. La Corte ha ritenuto che l'ineffienza dello Stato non può penalizzare il cittadino, violando il giusto equilibrio tra l'interesse pubblico e i diritti fondamentali dell'individuo, inclusa la protezione della proprietà.
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Assegno divorzile Svizzera: la guida fiscale completa
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 34405/2025, ha stabilito un principio fondamentale sulla tassazione dell'assegno divorzile corrisposto da un residente italiano a un ex coniuge residente in Svizzera. Secondo i giudici, tale reddito non è imponibile in Italia, ma esclusivamente in Svizzera. La decisione si basa sull'applicazione dell'art. 21 della Convenzione contro le doppie imposizioni tra i due Paesi, che prevale sulla normativa fiscale nazionale che assimila l'assegno a un reddito da lavoro dipendente.
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Cartella di pagamento e amministrazione straordinaria
La Corte di Cassazione ha stabilito che la notifica di una cartella di pagamento a una società in amministrazione straordinaria è legittima. L'ordinanza chiarisce che tale atto non costituisce un'azione esecutiva vietata dalla legge fallimentare, ma un titolo esecutivo e un precetto, necessari per formalizzare il credito dell'Amministrazione Finanziaria. La possibilità di insinuarsi al passivo con la sola iscrizione a ruolo non preclude l'emissione della cartella di pagamento.
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Superbollo auto ibride: esenzione regionale non basta
Gli eredi di un automobilista, proprietario di un veicolo ibrido immatricolato nel 2013, hanno richiesto l'esenzione dal superbollo auto ibride per l'anno 2014, basandosi su una legge regionale del Lazio che prevedeva un'esenzione triennale dal bollo auto. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, evidenziando che la norma regionale si applicava solo ai veicoli immatricolati dal 1° gennaio 2014. Poiché il veicolo non rientrava in questa casistica, la richiesta di estendere l'esenzione al superbollo statale è stata ritenuta infondata.
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Obbligo di astensione: quando un giudice deve astenersi
Una società immobiliare e i suoi fideiussori ricorrono in Cassazione contro una sentenza della Corte d'Appello che confermava un decreto ingiuntivo. Tra i motivi, spicca la presunta violazione dell'obbligo di astensione di un giudice. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo che tale obbligo sorge solo se il giudice ha già deciso il merito in un grado precedente e che la questione va sollevata con istanza di ricusazione, non con l'impugnazione. La sentenza ribadisce inoltre la necessità di specificità nei motivi d'appello e i limiti del sindacato sulla gestione delle consulenze tecniche d'ufficio.
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Gioco online: incostituzionale la maxi-sanzione
La Corte di Cassazione ha annullato una sanzione di 20.000 euro inflitta al titolare di una sala scommesse per aver messo a disposizione del pubblico dei computer con accesso a internet. La decisione segue una pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che sanzionava la mera possibilità di connessione a siti di gioco online, ritenendola sproporzionata e incostituzionale. Di conseguenza, l'ordinanza di ingiunzione originaria è stata annullata in via definitiva.
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Liquidazione spese giudiziali: l’errore del giudice
Un contribuente vince una causa contro l'Agenzia delle Entrate Riscossione, ma il giudice d'appello non si pronuncia sulle spese del primo grado e liquida quelle del secondo in misura inferiore ai minimi di legge. La Corte di Cassazione interviene, cassa la sentenza e, in virtù del principio di economia processuale, provvede direttamente alla corretta liquidazione spese giudiziali per entrambi i gradi di giudizio, ribadendo l'obbligo di motivazione e il rispetto dei parametri normativi.
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Remunerazione medici specializzandi: no retroattività
Un gruppo di medici specializzandi ha richiesto l'applicazione retroattiva di norme più favorevoli sulla remunerazione per la loro formazione, completata prima del 2006. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che la legislazione precedente era già conforme alle direttive UE sull'"adeguata remunerazione". L'introduzione di un sistema più vantaggioso è stata una scelta discrezionale del legislatore, non applicabile al passato. Sono state negate anche le richieste di indicizzazione e rivalutazione della borsa di studio.
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Risarcimento medici specializzandi e prescrizione
La Corte di Cassazione chiarisce le regole su prescrizione e quantificazione del risarcimento per i medici che frequentarono le scuole di specializzazione prima del 1991 senza ricevere un'adeguata remunerazione. La Corte conferma che il termine di prescrizione decennale decorre dal 27 ottobre 1999 e che l'importo del risarcimento deve essere calcolato sulla base della Legge n. 370/1999, non del successivo D.Lgs. n. 257/1991. La sentenza accoglie il ricorso dell'amministrazione statale sull'importo e rigetta quello di un medico sulla decorrenza della prescrizione.
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Autorizzazione regionale: non serve per i dirigenti
Una dirigente pubblica, demansionata a seguito della revoca del suo incarico per asserita mancanza di autorizzazione regionale, ha presentato ricorso in Cassazione. La Corte ha stabilito che tale autorizzazione non è necessaria per il conferimento di incarichi a personale già in servizio, poiché rientra nella gestione del rapporto di lavoro, di competenza statale, e non nell'organizzazione dell'organico, di competenza regionale. La sentenza è stata cassata con rinvio.
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Colpa grave ingiusta detenzione: quando è negata?
La Corte di Cassazione ha negato la riparazione per ingiusta detenzione a un soggetto, sebbene assolto, a causa della sua colpa grave. La sentenza chiarisce che mantenere contatti ambigui e discutere di affari illeciti con esponenti della criminalità organizzata costituisce una condotta imprudente che giustifica il diniego dell'indennizzo. La valutazione della colpa grave ingiusta detenzione è autonoma rispetto all'esito del processo penale.
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Confisca urbanistica e tutela del terzo estraneo
Una società, proprietaria di un immobile oggetto di confisca urbanistica a seguito di un processo penale per lottizzazione abusiva contro la sua amministratrice, si oppone con successo in Cassazione. La Corte Suprema ha stabilito che la società, in quanto terza estranea al procedimento, ha diritto a un nuovo e autonomo accertamento in fase esecutiva sia sulla sussistenza del reato che sulla propria buona fede, annullando la decisione che le negava tale riesame.
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