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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

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601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Rimborso accisa energia: la Cassazione conferma
Una società ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere il rimborso di un'addizionale provinciale sull'accisa, ritenuta illegittima. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto del cliente finale a richiedere la restituzione delle somme direttamente alla società erogatrice. La decisione si fonda sulla dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che aveva introdotto il tributo, in quanto contraria al diritto dell'Unione Europea. Questo consolida il principio del diritto al rimborso accisa energia per i consumatori.
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Rimborso accise energia: diritto diretto del cliente
Un'azienda ha ottenuto la restituzione di un'addizionale sull'accisa per l'energia elettrica. La Cassazione ha confermato il suo diritto al rimborso accise energia direttamente dal fornitore, poiché la norma istitutiva del tributo è stata dichiarata incostituzionale. La Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, stabilendo che la caducazione della norma fa venir meno la causa del pagamento con effetto retroattivo.
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Ricusazione giudice: no incompatibilità nel riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un imputato che chiedeva la ricusazione del giudice nel giudizio di rinvio cautelare. La sentenza chiarisce che la partecipazione di un magistrato a una precedente decisione cautelare, poi annullata, non crea incompatibilità, poiché la valutazione riguarda misure provvisorie e non il merito della responsabilità penale.
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Ricusazione giudice: inammissibile se infondata
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso contro la decisione di rigettare un'istanza di ricusazione giudice. La Corte ha chiarito che, nella fase cautelare, non sussiste incompatibilità per il giudice che riesamina il caso dopo un annullamento con rinvio, poiché la sua valutazione non riguarda il merito della colpevolezza. Un'istanza di ricusazione giudice, se manifestamente infondata, può essere respinta senza udienza.
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Ricusazione giudice: no incompatibilità nel riesame
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per la ricusazione di un giudice in un procedimento di riesame. La Corte ha stabilito che la partecipazione di un giudice a una precedente decisione cautelare, successivamente annullata, non costituisce motivo di incompatibilità. Tale principio si fonda sulla distinzione tra la fase cautelare, che non pregiudica il merito, e il giudizio di responsabilità penale, unico ambito in cui si valuta la colpevolezza dell'imputato.
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Responsabilità civile magistrati: quando non spetta
La Corte di Cassazione rigetta il ricorso per la responsabilità civile dei magistrati, chiarendo che la valutazione delle prove è insindacabile grazie alla clausola di salvaguardia. La Corte ha stabilito che la legge del 2015 non è retroattiva e che un'assoluzione penale per insufficienza di prove non vincola il giudice civile, sul quale non incombe l'obbligo di accertare i fatti ma solo di valutare le prove offerte dalle parti.
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Impugnazione estratto di ruolo: nuove regole retroattive
Una recente ordinanza della Corte di Cassazione stabilisce la retroattività della norma che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Il caso riguardava una contribuente che aveva contestato debiti previdenziali prescritti. La Corte ha chiarito che, se la cartella di pagamento originaria è stata regolarmente notificata, l'impugnazione dell'estratto di ruolo è inammissibile, applicando questo principio anche ai giudizi in corso al momento dell'entrata in vigore della nuova legge.
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Indennità chilometrica: CCNL privato per enti pubblici
Un'agenzia regionale negava a un dipendente l'indennità chilometrica sostenendo l'inapplicabilità del CCNL privato al pubblico impiego. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando che per i lavoratori del settore idraulico-forestale, anche se dipendenti pubblici, si applica la contrattazione collettiva privata per il trattamento economico, in virtù di una specifica disciplina normativa.
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Assegni vitalizi: No a ricorsi su tagli retroattivi
Un gruppo di ex consiglieri regionali ha contestato la riduzione retroattiva dei loro assegni vitalizi, imposta da una legge regionale per esigenze di bilancio. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, affermando la legittimità dell'intervento legislativo. Secondo la Corte, l'esigenza di contenere la spesa pubblica e garantire equità giustifica la modifica dei trattamenti, anche se retroattiva, senza violare il principio di legittimo affidamento. È stata confermata anche la legittimità dei limiti al cumulo di più assegni vitalizi.
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Restituzione accise energia: la guida completa
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda cliente alla restituzione delle accise sull'energia, specificamente l'addizionale provinciale, e della relativa IVA, pagate a una compagnia energetica. La Corte ha stabilito che la natura illegittima del tributo, per contrasto con la normativa europea, rende il pagamento privo di causa fin dall'origine. Di conseguenza, il fornitore è tenuto al rimborso diretto al cliente, il quale non perde tale diritto neanche se ha già detratto l'IVA. Sarà poi l'Amministrazione Finanziaria a dover recuperare l'eventuale detrazione indebita.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma il diritto
Una società turistica ha richiesto e ottenuto la restituzione di addizionali provinciali sull'accisa elettrica da una società fornitrice di energia, poiché ritenute illegittime secondo il diritto europeo. La società energetica ha impugnato la decisione fino alla Corte di Cassazione, la quale ha rigettato il ricorso. La Suprema Corte ha confermato il principio secondo cui il consumatore finale ha diritto di chiedere il rimborso delle accise sull'energia direttamente al fornitore, il quale a sua volta potrà rivalersi sullo Stato. La dichiarata illegittimità della norma interna fa venire meno la causa del pagamento fin dall'origine.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
Un'azienda tessile ha ottenuto il rimborso delle accise sull'energia elettrica versate a una società di factoring. La Cassazione, basandosi su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma sull'addizionale provinciale, ha confermato il diritto alla restituzione. La Corte ha stabilito che il consumatore finale può agire direttamente contro il fornitore per recuperare l'imposta non dovuta, poiché la declaratoria di incostituzionalità elimina retroattivamente la causa del pagamento.
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Reddito di cittadinanza: falsa residenza e reato
Una cittadina straniera, condannata per aver falsamente dichiarato di risiedere in Italia da dieci anni per ottenere il reddito di cittadinanza, è stata assolta dalla Corte di Cassazione. La decisione si basa su una sentenza della Corte Costituzionale che ha ridotto il requisito di residenza a cinque anni. Poiché la donna risiedeva in Italia da più di cinque anni, la sua falsa dichiarazione sui dieci anni è stata ritenuta penalmente irrilevante, in quanto non idonea a farle ottenere un beneficio non spettante. Di conseguenza, il fatto non costituisce reato.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una contribuente contesta un estratto di ruolo per omessa notifica della cartella. Dopo due gradi di giudizio favorevoli, la Cassazione ribalta la decisione. Applicando una nuova legge (jus superveniens), la Corte dichiara inammissibile l'originaria impugnazione estratto di ruolo per carenza di un concreto interesse ad agire, assorbendo ogni altra questione.
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Associazione narcotraffico: quando la prova vacilla
La Corte di Cassazione ha esaminato i ricorsi di quattro imputati condannati per associazione per delinquere narcotraffico. Per tre di loro, la sentenza è stata annullata con rinvio a causa di un grave vizio di motivazione: la corte d'appello non ha adeguatamente considerato le sentenze definitive di assoluzione emesse per altri coimputati per gli stessi fatti. La Corte ha ribadito la necessità per il giudice di motivare in modo approfondito quando si discosta da un giudicato. Per il quarto imputato, il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Interdittiva antimafia: non limita la libertà personale
Una società di servizi, colpita da un'interdittiva antimafia, ha presentato ricorso in Cassazione sostenendo che tale misura ledesse la libertà personale. Le Sezioni Unite hanno dichiarato il ricorso inammissibile, specificando che l'interdittiva antimafia incide sulla libertà di iniziativa economica (art. 41 Cost.) e non sulla libertà personale (art. 13 Cost.), la cui tutela è riservata a misure che implicano coercizione fisica. La competenza a decidere su tali provvedimenti spetta quindi al giudice amministrativo.
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Restituzione addizionale energia: il diritto al rimborso
Una società alberghiera ha agito in giudizio per ottenere la restituzione di un'addizionale provinciale sull'energia elettrica, versata a una società di factoring che aveva acquistato i crediti dal fornitore di energia. Tale imposta è stata successivamente ritenuta in contrasto con il diritto europeo e dichiarata incostituzionale. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, ha stabilito che il consumatore finale ha diritto a richiedere la restituzione addizionale energia direttamente al soggetto che ha materialmente incassato la somma (l'accipiens), in questo caso la società di factoring, in quanto la declaratoria di incostituzionalità fa venir meno retroattivamente la causa del pagamento.
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Ripetizione indebito accise: il diritto al rimborso
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto degli ex soci di una società estinta di agire per la ripetizione dell'indebito nei confronti del fornitore di energia per un'addizionale provinciale sulle accise, successivamente dichiarata incostituzionale. La Corte ha stabilito che la declaratoria di incostituzionalità ha effetto retroattivo, legittimando l'azione di rimborso direttamente verso il fornitore che ha incassato le somme, entro il termine di prescrizione decennale, anche se il credito era stato ceduto a una società di factoring.
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Scarichi non autorizzati: la Cassazione decide
Un'azienda agricola è stata sanzionata da un Comune per scarichi non autorizzati in un corso d'acqua. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'imprenditore, chiarendo punti fondamentali. Ha stabilito che la notifica del verbale di accertamento interrompe efficacemente il termine di prescrizione quinquennale. Inoltre, ha confermato la legittimità della competenza dei Comuni a irrogare sanzioni ambientali se delegati da legge regionale. Infine, ha precisato che l'illecito di scarico non autorizzato sussiste a prescindere dalla classificazione pubblica del corso d'acqua e dall'effettiva produzione di un danno ambientale.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è ammessa?
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società che contestava un debito tributario tramite l'impugnazione di un estratto di ruolo. La Corte ha ribadito che l'impugnazione estratto di ruolo è inammissibile se il contribuente non dimostra di subire un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti pubblici. La semplice mancata notifica della cartella di pagamento non è sufficiente a giustificare l'azione.
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