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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

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601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Amministratore di fatto: la Cassazione sulla responsabilità
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta a carico di un'imputata ritenuta amministratore di fatto. La sentenza chiarisce i criteri per identificare la gestione di fatto e le nuove regole procedurali sull'obbligo di rinnovazione della prova in appello dopo la riforma del 2022. La Corte ha stabilito che la responsabilità penale deriva dall'esercizio concreto dei poteri gestori, indipendentemente dalla qualifica formale, confermando la colpevolezza per la distrazione dell'azienda a favore di una new-co e per il falso in bilancio che ha aggravato il dissesto.
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Utilizzabilità tabulati telefonici: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibili i ricorsi di due imputati condannati per riciclaggio e ricettazione di autoveicoli. La difesa contestava l'utilizzabilità dei tabulati telefonici acquisiti prima della riforma del 2021, che ha allineato la normativa italiana a quella europea. La Suprema Corte ha stabilito che la norma transitoria, la quale consente l'uso di tali dati se corroborati da altri elementi di prova, è pienamente legittima e compatibile con il diritto dell'Unione Europea, non violando né i principi costituzionali né quelli comunitari. La decisione rafforza il principio di un equo contemperamento tra la tutela della privacy e le esigenze di accertamento dei reati gravi.
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Inammissibilità appello: vale la legge del deposito
La Corte di Cassazione ha confermato la decisione di inammissibilità di un appello penale per vizi formali. Il ricorso si basava sul fatto che la norma che prevedeva tali vizi era stata abrogata dopo il deposito dell'atto ma prima della decisione. La Corte ha rigettato il ricorso, riaffermando il principio 'tempus regit actum', secondo cui la validità di un atto processuale si giudica in base alla legge in vigore al momento del suo compimento, rendendo irrilevante la successiva modifica legislativa. La sentenza sottolinea l'importanza di rispettare le norme procedurali vigenti al momento del deposito per evitare l'inammissibilità dell'appello.
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Sospensione condizionale: sì dal giudice esecutivo
La Corte di Cassazione ha stabilito che il giudice dell'esecuzione può concedere la sospensione condizionale della pena. Questo è possibile quando la pena, inizialmente superiore ai limiti di legge, viene ridotta in fase esecutiva. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma che lo impediva, sanando una disparità di trattamento e allineandosi al principio rieducativo della pena.
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Bancarotta fraudolenta extraneus: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione conferma la condanna per bancarotta fraudolenta extraneus a carico di un soggetto che, pur esterno alla società fallita, ne ha determinato il dissesto. Attraverso la creazione di una nuova società, l'imputato ha ottenuto finanziamenti bancari poi sistematicamente dirottati per sanare i debiti di altre aziende del suo gruppo, svuotando il patrimonio della nuova entità a danno dei creditori. La sentenza rigetta la tesi dei vantaggi di gruppo, sottolineando come ogni operazione debba essere valutata nell'interesse della singola società.
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Favoreggiamento: bonifica auto da microspie è reato?
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso di un meccanico accusato di favoreggiamento personale per aver ispezionato un'autovettura alla ricerca di dispositivi di intercettazione. La sentenza conferma che, per configurare il reato, non è necessario che l'aiuto sortisca un effetto concreto, ma è sufficiente che la condotta sia oggettivamente idonea a intralciare le indagini. L'ispezione del veicolo, anche se parziale e infruttuosa, è stata ritenuta un contributo penalmente rilevante alla neutralizzazione delle attività investigative.
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Libertà di espressione scientifica e deontologia
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un Ordine professionale contro una psicologa, sanzionata con la radiazione per aver espresso un'opinione favorevole alla regolamentazione della figura del counselor. La Corte ha stabilito che la libertà di espressione scientifica, tutelata dalla Costituzione, prevale sul potere disciplinare dell'Ordine, quando esercitata in un contesto di dibattito tecnico-scientifico e non configuri un concreto avallo all'esercizio abusivo della professione.
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Regime 41-bis: la Cassazione sulla legittimità proroga
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un detenuto sottoposto al regime 41-bis dal 1996 per reati di mafia. L'uomo contestava la proroga biennale del regime speciale, sollevando questioni di irretroattività delle norme, violazione di legge e incostituzionalità. La Suprema Corte ha ritenuto il ricorso infondato, confermando la legittimità del provvedimento. Ha chiarito che le modifiche normative in materia penitenziaria non hanno natura sanzionatoria e seguono il principio 'tempus regit actum'. Inoltre, ha ribadito la manifesta infondatezza delle questioni di costituzionalità del regime 41-bis e ha precisato che l'accesso alla giustizia riparativa non è precluso in assoluto, ma richiede la prova di un effettivo distacco dall'ambiente criminale, che nel caso di specie non era stata fornita.
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Rescissione del giudicato: la consegna avvia i termini
Le Sezioni Unite della Cassazione hanno stabilito un principio fondamentale in materia di rescissione del giudicato. Per un soggetto condannato in assenza e arrestato all'estero in esecuzione di un Mandato di Arresto Europeo, il termine di 30 giorni per impugnare la sentenza definitiva non decorre dal momento dell'arresto o della notifica del mandato, ma dal momento della sua effettiva consegna alle autorità italiane. Questa decisione, basata su un'interpretazione conforme al diritto europeo, mira a garantire la piena ed effettiva operatività del diritto di difesa, possibile solo dopo il rientro nel territorio nazionale.
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Vendite online: quando diventano attività d’impresa?
Un contribuente che effettuava numerose vendite online di scarpe è stato oggetto di un accertamento fiscale che ha qualificato la sua attività come reddito d'impresa. La Corte di Cassazione ha confermato che l'elevato numero di transazioni è un indicatore di abitualità e professionalità, sufficiente a configurare un'attività d'impresa ai fini fiscali, anche in assenza di una complessa organizzazione. Tuttavia, la sentenza ha accolto i ricorsi del contribuente su due punti specifici: ha annullato la decisione per mancata motivazione sul requisito dell'autonoma organizzazione ai fini IRAP e ha chiarito che, per gli acquisti non fatturati, il cessionario è soggetto a sanzioni per mancata autofatturazione ma non al pagamento dell'IVA.
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Notifica nulla: quando un errore non è fatale
La Corte di Cassazione chiarisce la differenza tra notifica nulla e inesistente. In un caso di indennizzo per irragionevole durata del processo, una notifica nulla effettuata al Ministero della Giustizia anziché all'Avvocatura dello Stato non ha causato l'inefficacia del decreto opposto. La Corte ha stabilito che un vizio di notifica, seppur grave, non equivale a una notifica mancante o giuridicamente inesistente, e può essere sanato, permettendo la prosecuzione della domanda.
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Riconoscimento Sentenza Straniera: Ruolo del Condannato
La Corte di Cassazione ha stabilito che una persona condannata in un altro Stato UE non può avviare direttamente in Italia la procedura giudiziaria per il riconoscimento della sentenza straniera al fine di scontare qui la pena. La normativa europea conferisce una mera facoltà, non un obbligo per gli Stati membri, di prevedere l'iniziativa del privato. Secondo la legge italiana, l'impulso deve provenire dallo Stato estero o dal Ministero della Giustizia, sebbene il condannato possa sollecitare tali autorità ad agire.
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Compenso sanità penitenziaria: decide la contrattazione
Un'infermiera, il cui rapporto di lavoro è stato trasferito dalla sanità penitenziaria al Servizio Sanitario Nazionale, ha richiesto l'adeguamento del compenso. La Corte di Cassazione ha stabilito che, a seguito del trasferimento, la disciplina del rapporto, inclusa la determinazione del compenso sanità penitenziaria, non è più regolata dalla vecchia legge speciale (L. 740/1970) ma rientra nella contrattazione collettiva della medicina generale. Pertanto, la ASL non aveva il potere né il dovere di adeguare unilateralmente il compenso, rigettando la richiesta della lavoratrice.
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Impugnabilità estratto di ruolo: la Cassazione decide
Un contribuente, venuto a conoscenza di un debito tributario del defunto di cui era erede solo tramite un estratto di ruolo, aveva impugnato la relativa cartella di pagamento sostenendo la mancata notifica. Sebbene i giudici di merito gli avessero dato ragione, la Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Agenzia delle Entrate. Applicando una recente normativa, la Corte ha stabilito che l'impugnabilità dell'estratto di ruolo è limitata a casi tassativi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio specifico e concreto (es. esclusione da appalti pubblici). In assenza di tale prova, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile.
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Ricorso inammissibile: la Cassazione conferma condanna
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un automobilista condannato per guida in stato di ebbrezza. I motivi, incentrati sulla presunta inattendibilità dell'etilometro, sull'erronea esclusione della particolare tenuità del fatto e sulla congruità della pena, sono stati giudicati generici e riproduttivi di censure già respinte. La Corte ha ribadito che un ricorso inammissibile non consente un nuovo esame del merito, confermando la decisione della Corte d'Appello.
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Notifica dichiarazione fallimento: le regole speciali
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un imprenditore contro la dichiarazione di fallimento della sua società. L'ordinanza chiarisce che per la notifica della dichiarazione di fallimento valgono le regole speciali della legge fallimentare, che prevalgono su quelle ordinarie. Eventuali errori materiali nella datazione della sentenza o presunte irregolarità nella notifica presso la sede legale iscritta nel registro imprese non invalidano l'atto, data la responsabilità dell'imprenditore nel mantenere aggiornati i propri dati.
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Giudicato esterno: non vale se le parti sono diverse
Un Ente Regionale si è visto respingere una domanda di ammissione al passivo perché un Agente della Riscossione aveva già presentato una domanda simile, precedentemente decisa. La Corte di Cassazione ha annullato la decisione, chiarendo che il principio del giudicato esterno non si applica se le parti nei due giudizi non sono identiche. La diversità soggettiva tra l'ente creditore e il suo agente di riscossione impedisce la formazione del giudicato, consentendo una nuova valutazione del credito.
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Interrogatorio preventivo: quando il giudice può ometterlo
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un indagato sottoposto a custodia cautelare per ricettazione. La sentenza chiarisce che l'interrogatorio preventivo, introdotto da una recente riforma, può essere legittimamente omesso dal giudice qualora ravvisi, anche autonomamente rispetto alla richiesta del PM, un concreto pericolo di inquinamento probatorio. La Corte ha ribadito la piena autonomia del giudice nella valutazione delle esigenze cautelari.
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Indennità di buonuscita: TFR per dipendenti ex DGAC
Un ex dipendente di un'autorità pubblica per l'aviazione, confluito in un nuovo ente nazionale, ha rivendicato il diritto a mantenere l'indennità di buonuscita anziché passare al regime del TFR. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che la legge speciale istitutiva del nuovo ente ha legittimamente disposto il passaggio al TFR. La Corte ha chiarito che i diritti acquisiti sono stati salvaguardati attraverso la conversione della buonuscita maturata in una quota iniziale del nuovo TFR, in linea con l'obiettivo di armonizzare i trattamenti del personale proveniente da enti diversi.
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Impugnabilità estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società ha impugnato due cartelle di pagamento dopo averne avuto conoscenza tramite un estratto di ruolo. La Cassazione, applicando una nuova normativa, ha dichiarato il ricorso inammissibile. L'impugnabilità dell'estratto di ruolo è ora limitata ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e specifico, come previsto dalla legge.
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