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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

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601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Responsabilità amministratore prospetto: la Cassazione
Un amministratore di un istituto di credito viene sanzionato dall'autorità di vigilanza per aver omesso informazioni cruciali in un prospetto informativo relative a finanziamenti per l'acquisto di azioni. L'amministratore ricorre in Cassazione lamentando una violazione del diritto di difesa e l'errata qualificazione della sanzione. La Suprema Corte rigetta il ricorso, confermando la piena responsabilità dell'amministratore per il prospetto e chiarendo che la sanzione ha natura amministrativa, escludendo quindi l'applicazione del principio di retroattività della norma penale più favorevole.
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Diffamazione militare: solo il carcere è legittimo?
Un militare è stato condannato per diffamazione militare dopo aver pubblicato un post sui social media in cui attribuiva erroneamente a suicidio la morte di un collega, criticando le gerarchie militari. La Corte di Cassazione, investita del ricorso, ha sospeso il giudizio e sollevato una questione di legittimità costituzionale sull'art. 227 del codice penale militare di pace. Il dubbio riguarda la previsione della sola pena detentiva, senza un'alternativa pecuniaria, che potrebbe violare la libertà di espressione.
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Impugnazione estratto di ruolo: ecco quando si può
Un contribuente ha tentato l'impugnazione di un estratto di ruolo, sostenendo di non aver mai ricevuto le cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione ha applicato una nuova normativa che limita tali ricorsi, dichiarando l'azione inammissibile perché il contribuente non ha dimostrato un pregiudizio concreto, come richiesto dalla legge per avere interesse ad agire.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato che il diritto al risarcimento del danno per i medici specializzandi, a causa della mancata attuazione di direttive europee, si estingue per prescrizione. Il termine decennale decorre dal 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della Legge n. 370/1999. Questa legge, pur riconoscendo il diritto a una borsa di studio solo ad alcuni, ha reso definitivo l'inadempimento dello Stato per tutti gli altri, facendo partire da quel momento la prescrizione medici specializzandi. I ricorsi dei medici sono stati dichiarati inammissibili.
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Prescrizione medici specializzandi: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il rigetto della domanda di risarcimento avanzata da numerosi medici per la mancata retribuzione durante la specializzazione. Il diritto è stato dichiarato estinto per prescrizione decennale, con decorrenza fissata al 27 ottobre 1999, data di entrata in vigore della L. 370/1999, che ha cristallizzato l'inadempimento dello Stato. La Corte ha ribadito il proprio orientamento consolidato, ritenendo inammissibile il ricorso.
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Colloqui 41-bis: Vetro divisorio con figli minori
La Corte di Cassazione ha confermato la legittimità del mantenimento del vetro divisorio durante i colloqui tra un detenuto in regime 41-bis e il figlio infraquattordicenne. La decisione non è automatica ma si basa su una valutazione specifica del rischio, bilanciando il diritto alla vita familiare con le esigenze di sicurezza. In questo caso, la pericolosità del detenuto e il rischio di strumentalizzazione del minore per veicolare messaggi hanno giustificato la misura restrittiva, in linea con i principi stabiliti dalla Corte Costituzionale.
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Restituzione in termini: limiti e impugnazione errata
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un imputato che, ottenuta la restituzione in termini per impugnare la sentenza di appello, aveva invece proposto appello contro la sentenza di primo grado. La Corte chiarisce che il provvedimento di restituzione è specifico e non può essere esteso ad altri atti. Inoltre, il principio di conservazione dell'impugnazione non si applica in caso di carenza di legittimazione dell'appellante, ma solo in caso di incompetenza del giudice adito.
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Impugnazione estratto di ruolo: l’onere della prova
Una società contesta un estratto di ruolo per vecchi contributi previdenziali. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo un principio chiave: per una valida impugnazione estratto di ruolo, non basta l'iscrizione del debito, ma il debitore deve specificamente allegare e provare un pregiudizio concreto, come l'impossibilità di partecipare a gare d'appalto. La mancata allegazione di tale danno nelle fasi di merito rende l'azione inammissibile.
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Illecito permanente: quando scatta la prescrizione?
La Corte di Cassazione ha stabilito che la violazione per un prospetto informativo incompleto o non veritiero costituisce un illecito permanente. Di conseguenza, il termine di prescrizione di cinque anni non decorre dalla data di approvazione del prospetto, ma dalla data di chiusura dell'offerta al pubblico. In questo caso, la Corte ha annullato la decisione di merito che aveva dichiarato prescritto l'illecito, affermando che la condotta dannosa per gli investitori si protrae per tutta la durata dell'offerta. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Autorità di vigilanza, chiarendo un principio fondamentale per la tutela del mercato finanziario.
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Attestazione conformità avvocato: i limiti del potere
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 27565/2025, ha chiarito i limiti del potere di attestazione di conformità dell'avvocato per gli atti processuali. In un caso relativo a un equo indennizzo, la Corte ha stabilito che l'avvocato non può certificare la conformità di copie digitali estratte direttamente da originali cartacei contenuti nel fascicolo d'ufficio. Tale potere è riservato al cancelliere. L'avvocato può certificare solo copie di atti che detiene in originale o in copia già conforme.
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Translatio iudicii tra Corte dei Conti e giudice civile
Una società a partecipazione pubblica avvia un'azione di responsabilità contro i suoi ex amministratori dinanzi alla Corte dei Conti. Quest'ultima dichiara il proprio difetto di giurisdizione per i fatti anteriori alla qualificazione della società come "in house". La società riassume la causa dinanzi al tribunale civile, ma la domanda viene respinta per prescrizione. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rimette la questione alla pubblica udienza per decidere se l'istituto della translatio iudicii sia applicabile, conservando gli effetti della domanda originaria.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Una società ha impugnato un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica degli atti presupposti. La Corte di Cassazione, applicando una recente normativa (art. 12, comma 4-bis, d.P.R. 602/1973), ha dichiarato il ricorso originario inammissibile. La Corte ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è consentita solo se il contribuente dimostra di subire un pregiudizio specifico e concreto, prova che nel caso di specie non è stata fornita. Di conseguenza, la sentenza di merito è stata cassata senza rinvio.
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Operazioni oggettivamente inesistenti: il caso IVA
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di operazioni oggettivamente inesistenti relative a compravendite circolari di energia elettrica. L'Agenzia delle Entrate aveva negato la detrazione IVA a una società, sostenendo la fittizietà delle transazioni, provata da un solido quadro indiziario. Le commissioni tributarie di merito avevano dato ragione al contribuente, basandosi erroneamente su un decreto di archiviazione penale e su una presunta 'communis opinio' giurisprudenziale. La Cassazione ha cassato la sentenza, ribadendo che il giudice tributario deve valutare autonomamente le prove, poiché l'archiviazione penale non ha efficacia di giudicato nel processo tributario. La causa è stata rinviata per un nuovo esame che tenga conto di tutti gli indizi di inesistenza delle operazioni.
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Operazioni inesistenti: quando i costi sono deducibili?
Una società di vendita auto è stata accusata dall'Amministrazione Finanziaria di aver utilizzato società fittizie per realizzare operazioni inesistenti al fine di evadere l'IVA. La Corte di Cassazione ha confermato l'accertamento fiscale ma ha rinviato il caso, stabilendo un principio fondamentale: anche in presenza di ricavi non dichiarati, l'autorità fiscale deve riconoscere i relativi costi, seppur presunti, sostenuti per generarli. Questa decisione accoglie parzialmente il ricorso del contribuente, ponendo l'accento sulla corretta determinazione del reddito imponibile.
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Accertamento induttivo: costi e ricavi da cartiere
Una società di commercio di autovetture è stata sottoposta ad accertamento induttivo per operazioni inesistenti e ricavi non contabilizzati. La Corte di Cassazione ha parzialmente accolto il ricorso, stabilendo un principio fondamentale: quando l'amministrazione finanziaria accerta maggiori ricavi, deve anche tenere conto dei costi correlati, anche se in via presuntiva, per garantire il rispetto del principio di capacità contributiva. La sentenza è stata cassata con rinvio per una nuova valutazione.
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Appello licenza internato: la Cassazione chiarisce
Un internato ha impugnato il diniego di una licenza. La Cassazione ha riqualificato il ricorso, stabilendo che l'appello licenza internato va presentato al Tribunale di Sorveglianza, non direttamente in Cassazione, e ha trasmesso gli atti all'organo competente.
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Indennità mansioni superiori: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un gruppo di assistenti amministrativi scolastici che, avendo svolto mansioni superiori come DSGA, chiedevano il pagamento delle differenze retributive piene. La Suprema Corte ha confermato che la normativa speciale prevale su quella generale, stabilendo che a tale personale spetta solo una specifica indennità mansioni superiori. Questa viene calcolata come differenza tra il trattamento economico iniziale del DSGA e la retribuzione complessiva già in godimento dell'assistente, inclusa l'anzianità. Di conseguenza, l'indennità diminuisce con l'aumentare della retribuzione dell'incaricato, potendo anche azzerarsi, senza che ciò costituisca una violazione di legge.
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Ricorso per cassazione: inammissibile se non firmato
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso per cassazione presentato personalmente da un imputato condannato per tentata rapina. La decisione si fonda sull'art. 613 del codice di procedura penale, che impone, a pena di inammissibilità, la sottoscrizione dell'atto da parte di un difensore abilitato al patrocinio presso le giurisdizioni superiori. La Corte ha inoltre rigettato la questione di legittimità costituzionale sollevata, confermando che tale requisito non viola il diritto di difesa.
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Irragionevole durata processo: niente risarcimento
La Corte di Cassazione ha negato il risarcimento per l'irragionevole durata del processo a un gruppo di cittadini il cui ricorso amministrativo si era estinto per perenzione. La Corte ha stabilito che la legge presume l'assenza di un danno quando una parte non mostra interesse a proseguire la causa, e i ricorrenti non hanno fornito prove sufficienti a superare tale presunzione.
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Assegno di natalità: illegittimo negarlo a stranieri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 11438/2025, ha stabilito che l'assegno di natalità deve essere concesso anche ai cittadini extracomunitari che non possiedono un permesso di soggiorno di lungo periodo. Basandosi su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale (sent. n. 54/2022), ha dichiarato illegittima la norma che limitava il beneficio, estendendolo a tutti gli stranieri autorizzati a lavorare in Italia, in quanto la precedente esclusione era discriminatoria e violava i principi costituzionali di uguaglianza e di sostegno alla famiglia.
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