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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

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601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Acquisizione sanante: come si calcola l’indennizzo
La Corte di Cassazione chiarisce i criteri per determinare l'indennizzo in caso di acquisizione sanante di un terreno. L'ordinanza stabilisce che la valutazione deve basarsi sul valore venale del bene al momento del decreto di acquisizione, considerando l'uso effettivo e non le potenzialità future. Il ricorso dei proprietari, che lamentavano una stima troppo bassa per un terreno potenzialmente destinato a vigneto, è stato dichiarato inammissibile perché le censure non affrontavano la ratio decidendi della sentenza d'appello.
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Contributo unificato ricorso cumulativo: come si calcola
Un contribuente ha impugnato diversi avvisi di accertamento con un unico ricorso, calcolando il contributo unificato sul valore totale della controversia. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, stabilendo che in un contributo unificato ricorso cumulativo in ambito tributario, il calcolo deve basarsi sulla somma dei contributi dovuti per ogni singolo atto impugnato. Questa regola speciale, secondo la Corte, non lede i diritti costituzionali del contribuente, poiché il contributo è una tassa volta a finanziare il servizio giustizia.
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Equa riparazione: diritto all’indennizzo anche per crediti piccoli
Alcune società creditrici in una procedura fallimentare durata oltre dieci anni hanno richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata del processo. La Corte d'Appello aveva negato l'indennizzo, ritenendo i crediti di valore irrisorio. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, stabilendo che il diritto all'equa riparazione sussiste a prescindere dal valore del credito, purché non sia meramente bagatellare (sotto i 500 euro), e indipendentemente dalle concrete possibilità di recupero del credito stesso.
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Equa riparazione: quando il giudice può ridurla
Una società ha richiesto un'equa riparazione per l'eccessiva durata di una procedura fallimentare. La Corte d'Appello ha liquidato un importo inferiore al minimo legale, motivando la decisione con la scarsa entità del credito e la solidità patrimoniale della società. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che il giudice ha la discrezionalità di ridurre l'indennizzo per l'equa riparazione al di sotto della soglia minima prevista dalla legge, purché la decisione sia adeguatamente motivata dalle circostanze specifiche del caso. La locuzione "di regola" nella norma consente tale flessibilità.
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Equa riparazione: calcolo indennizzo e Legge Pinto
La Corte di Cassazione ha stabilito che una riduzione del 70% dell'equa riparazione per l'eccessiva durata di un processo fallimentare è eccessiva, anche se i creditori hanno ricevuto acconti dal Fondo di Garanzia INPS. La Corte ha chiarito che, sebbene i pagamenti parziali possano attenuare il danno, non giustificano una decurtazione così drastica dell'indennizzo, a meno che la pretesa non sia di carattere irrisorio. Il caso è stato rinviato alla Corte d'Appello per una nuova valutazione del quantum.
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Classamento catastale: impianto idrico è D/7
La Corte di Cassazione ha stabilito che un impianto di sollevamento acque reflue deve avere un classamento catastale nella categoria D/7 (fabbricato industriale) e non E/9 (edificio a destinazione particolare). La Corte ha chiarito che, ai fini della classificazione, prevalgono le caratteristiche oggettive dell'immobile e la gestione economica del servizio, anche se finalizzato a un interesse pubblico. È stata inoltre confermata la sufficienza della motivazione dell'avviso di accertamento che si limita a indicare la nuova categoria, data la natura partecipativa della procedura DOCFA.
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Liquidazione spese legali: minimi inderogabili
Un contribuente, dopo aver vinto un appello contro una cartella esattoriale, ha impugnato la decisione solo per la parte relativa alle spese legali, ritenute troppo basse. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che la liquidazione spese legali non può scendere sotto i minimi tariffari previsti per legge, che sono inderogabili. Inoltre, il giudice che riduce l'importo richiesto nella nota spese deve fornire una motivazione specifica e non generica.
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Rivalutazione monetaria: no all’automatismo
In un caso di espropriazione risalente al 1982, alcuni proprietari terrieri hanno richiesto la rivalutazione monetaria sul conguaglio dell'indennità. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che tale indennità costituisce un debito di valuta. Pertanto, la rivalutazione monetaria non è automatica, ma deve essere richiesta e provata come 'maggior danno' subito a causa del ritardo nel pagamento, cosa che i ricorrenti non hanno fatto. La Corte ha anche chiarito che l'annullamento di un capo principale di una sentenza si estende ai capi accessori, come quello sulla rivalutazione, impedendo la formazione di un giudicato parziale.
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Onere della prova indagini bancarie: la Cassazione
Un contribuente contesta un avviso di accertamento basato su indagini bancarie, lamentando vizi procedurali e un'errata ripartizione dell'onere della prova. La Corte di Cassazione respinge il ricorso, riaffermando che i versamenti bancari si presumono reddito imponibile e spetta al cittadino fornire prova contraria specifica. La Corte precisa inoltre che eventuali autorizzazioni interne per i controlli sono atti organizzativi la cui assenza non invalida automaticamente l'accertamento, se non viene dimostrato un pregiudizio concreto per il contribuente.
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Esenzione ticket per disoccupati: sì anche a chi cerca
La Corte di Cassazione ha stabilito che l'esenzione dal pagamento del ticket sanitario per disoccupazione spetta a chiunque sia privo di impiego e dichiari la propria disponibilità a lavorare. La sentenza chiarisce che la nozione di "disoccupato" include anche chi non ha mai avuto un precedente rapporto di lavoro (inoccupato). Questo principio si applica anche ai cittadini stranieri regolarmente soggiornanti, come i richiedenti asilo, in virtù del principio di parità di trattamento nell'accesso alle prestazioni del Servizio Sanitario Nazionale. La Corte ha respinto il ricorso di un'azienda sanitaria che sosteneva una visione più restrittiva, confermando che l'esenzione ticket per disoccupati è una prestazione di carattere sociale.
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Impugnazione estratto di ruolo: i nuovi limiti
Un contribuente impugnava un estratto di ruolo per cartelle di pagamento mai notificate. Durante il processo, una nuova legge ha limitato tale possibilità solo a casi di pregiudizio specifico. La Corte di Cassazione, applicando la nuova norma ai giudizi pendenti, ha dichiarato inammissibile il ricorso originario, poiché il contribuente non aveva dimostrato un pregiudizio concreto, come richiesto dalla sopravvenuta disciplina. La sentenza è stata cassata senza rinvio.
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Canone aggiuntivo idroelettrico: limiti del sindacato
Una società energetica ha impugnato la misura di un canone aggiuntivo imposto da una Regione per la prosecuzione di concessioni idroelettriche scadute. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando la competenza regionale nella determinazione del canone e specificando che il sindacato giurisdizionale è limitato alla verifica di ragionevolezza e proporzionalità, senza poter entrare nel merito delle scelte discrezionali dell'amministrazione.
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Residenza fiscale estero: la convenzione prevale
Un professionista con centro degli interessi in Spagna ma iscritto all'anagrafe italiana si è visto negare un rimborso fiscale. La Corte di Cassazione ha stabilito che, per determinare la residenza fiscale estero, le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni prevalgono sulla normativa nazionale. Pertanto, il criterio formale dell'iscrizione anagrafica cede il passo a quello sostanziale del 'centro degli interessi vitali' situato all'estero, accogliendo il ricorso del contribuente.
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Onere della prova agenzia: la Cassazione decide
Un'ordinanza della Cassazione analizza il contratto di agenzia, focalizzandosi sull'onere della prova. Il caso riguarda un agente che chiedeva provvigioni e indennità, scontrandosi con il rifiuto del preponente di esibire la documentazione contabile. La Corte ha stabilito che tale rifiuto, specialmente se ingiustificato, non può gravare sull'agente ma deve essere valutato dal giudice come argomento di prova a sfavore del preponente. La sentenza chiarisce anche i criteri per le provvigioni indirette e il calcolo dell'indennità di fine rapporto alla luce del diritto europeo.
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Indagini bancarie: documenti inutilizzabili
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un contribuente contro un avviso di accertamento IRPEF scaturito da indagini bancarie. La Corte ha stabilito che i documenti non forniti all'Agenzia delle Entrate durante la fase amministrativa non possono essere utilizzati successivamente in giudizio, salvo che il contribuente dimostri l'impossibilità di produrli per cause non imputabili. È stato inoltre confermato che per le imposte dirette, come l'IRPEF, non vige un obbligo generalizzato di contraddittorio preventivo per gli accertamenti "a tavolino".
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Indennizzo durata irragionevole: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso del Ministero della Giustizia, stabilendo che il diritto a un indennizzo per durata irragionevole del processo non può essere negato sulla base delle buone condizioni economiche del richiedente. La valutazione della "irrisorietà" della pretesa è primariamente oggettiva; le condizioni personali servono a tutelare chi ha pretese di valore esiguo, non a penalizzare gli altri.
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Competenza sezioni specializzate imprese e appalti
Una società in fallimento ha contestato la giurisdizione del tribunale ordinario in una disputa su un contratto di lavori pubblici. La Corte di Cassazione ha confermato l'esclusiva competenza delle sezioni specializzate imprese. La decisione si fonda sul valore del contratto che, calcolato sulla base d'asta e superando la soglia UE, qualifica l'appalto come di "rilevanza comunitaria", ricadendo così nella giurisdizione del tribunale specializzato, a prescindere da normative regionali.
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Durata ragionevole processo: un anno per fase unitaria
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 22385/2025, ha stabilito che la durata ragionevole del processo per equa riparazione (Legge Pinto), quando include sia la fase di cognizione che quella di esecuzione (ottemperanza), deve essere considerata unitariamente e non può superare un anno. La Corte ha accolto il ricorso di un cittadino, cassando la decisione della Corte d'Appello che aveva erroneamente fissato il limite a un anno e sei mesi, negando l'indennizzo. Questo principio riafferma che l'esecuzione è parte integrante del processo e il suo ritardo è indennizzabile.
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Licenziamento autoferrotranvieri: la nullità del recesso
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di una società di trasporti, confermando la nullità del licenziamento di un dipendente. La sentenza ribadisce un principio fondamentale per il settore: in caso di licenziamento autoferrotranvieri, se il lavoratore chiede l'intervento del Consiglio di disciplina, il datore di lavoro perde il potere di irrogare la sanzione. Qualsiasi licenziamento emesso in violazione di questa procedura è nullo e il lavoratore ha diritto alla reintegrazione nel posto di lavoro.
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Operazioni inesistenti: Cassazione su IVA e costi
La Corte di Cassazione ha annullato la sentenza di una Commissione Tributaria Regionale che aveva dato ragione a una società del settore energetico in un caso di operazioni inesistenti. L'Amministrazione Finanziaria aveva contestato la deduzione di costi e la detrazione IVA per compravendite circolari di energia elettrica, ritenute fittizie. La Cassazione ha stabilito che i giudici di merito hanno errato nel basare la loro decisione su un decreto di archiviazione penale, che non è vincolante nel processo tributario, e nel non aver valutato in modo complessivo e rigoroso tutti gli indizi di frode presentati, come le transazioni a somma zero e l'assenza di un reale scambio fisico di energia. Il caso è stato rinviato per un nuovo esame.
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