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Art. 117 Costituzione — Anno 2025

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601 provvedimenti

Altri anni per Art. 117 Costituzione

Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Un contribuente, ex socio di una società, ha impugnato un estratto di ruolo relativo a un debito fiscale del 1998, sostenendo di non aver mai ricevuto la cartella di pagamento originaria. La Corte di Cassazione, applicando la nuova normativa (D.L. 146/2021), ha dichiarato il ricorso inammissibile. La decisione chiarisce che l'impugnazione dell'estratto di ruolo è ammessa solo se il contribuente dimostra un pregiudizio concreto e attuale, come l'esclusione da appalti o la perdita di benefici pubblici. In assenza di tale prova, l'azione legale non può essere intrapresa.
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Cessione azienda bancaria: chi paga i debiti?
La Corte di Cassazione chiarisce che in una cessione azienda bancaria regolata da leggi speciali, l'istituto acquirente non risponde dei debiti verso gli azionisti della banca in crisi se questi sono esplicitamente esclusi dal perimetro della cessione. La decisione sottolinea come la finalità di stabilità finanziaria giustifichi questa deroga, allocando il rischio d'impresa sugli azionisti e confermando la legittimità della normativa di settore.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una contribuente ha promosso un'azione legale per l'impugnazione di un estratto di ruolo relativo a imposte dirette e diritti camerali, sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento originarie. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando l'inammissibilità dell'azione. La decisione si fonda sulla recente normativa che limita l'impugnazione dell'estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale derivante dall'iscrizione a ruolo, onere probatorio non assolto nel caso di specie.
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Credito prededucibile: no tra procedure diverse
La Corte di Cassazione ha stabilito che un credito sorto durante un'amministrazione giudiziaria, una misura di prevenzione antimafia, non gode di prededuzione nella successiva procedura di amministrazione straordinaria per insolvenza. La decisione si fonda sulla profonda diversità di finalità e presupposti tra le due procedure, che impedisce la cosiddetta 'consecuzione' e il trasferimento del privilegio processuale. Il credito prededucibile, quindi, non sopravvive al di fuori della procedura in cui è nato.
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Impugnazione estratto di ruolo: limiti e novità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15907/2025, ha stabilito che l'impugnazione dell'estratto di ruolo non è più ammissibile per contestare una cartella di pagamento non notificata, a meno che il contribuente non dimostri un pregiudizio concreto e specifico. La Corte ha applicato la nuova normativa introdotta dal D.L. 146/2021, dichiarando inammissibile il ricorso del contribuente per difetto di interesse ad agire, segnando un importante cambiamento rispetto al passato.
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Detrazione IVA Spese Legali: Limiti e Requisiti
Una società si è vista negare la detrazione dell'IVA sulle spese legali sostenute per la difesa dei propri dipendenti in un procedimento penale. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, specificando che per la detrazione IVA spese legali è necessario un nesso diretto e immediato con l'attività d'impresa, nesso che non sussiste in questi casi. Viene ribadita la distinzione tra il concetto di inerenza ai fini delle imposte dirette e quello, più stringente, ai fini IVA.
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Impugnazione estratto di ruolo: quando è possibile?
Una società impugnava un estratto di ruolo relativo a cartelle di pagamento mai notificate. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso inammissibile applicando una nuova legge (jus superveniens) che limita l'impugnazione estratto di ruolo ai soli casi in cui il contribuente dimostri un pregiudizio concreto e attuale, condizione non provata nel caso di specie. La decisione chiarisce che la nuova normativa si applica anche ai processi in corso.
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Rimborso addizionale provinciale: sì alla restituzione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto del consumatore finale a ottenere il rimborso dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica direttamente dal fornitore. La decisione si fonda su una recente sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva del tributo. Tale declaratoria ha effetto retroattivo (ex tunc), rendendo il pagamento privo di causa sin dall'origine e legittimando l'azione di ripetizione di indebito oggettivo da parte di chi ha versato l'imposta.
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Blocco stipendi PA: no a risarcimenti per il 2010-2015
La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso di alcuni dipendenti pubblici che chiedevano un risarcimento per il blocco degli stipendi imposto tra il 2010 e il 2015. La Corte ha stabilito che la sentenza della Corte Costituzionale (n. 178/2015), pur dichiarando illegittimo il protrarsi del blocco, ha avuto l'effetto di ripristinare la procedura di contrattazione collettiva, ma non ha creato un diritto automatico a recuperare le mancate progressioni economiche o a ottenere specifici aumenti. Il blocco stipendi PA è stato considerato una misura temporanea e proporzionata, giustificata dalla grave crisi finanziaria e dalla necessità di contenere la spesa pubblica, senza violare il principio di una retribuzione equa e sufficiente.
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Rimborso addizionale energia: la Cassazione decide
Una società consumatrice ha citato in giudizio il proprio fornitore di energia per ottenere la restituzione dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. Dopo aver vinto in primo e secondo grado, il caso è arrivato in Cassazione. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, confermando il diritto al rimborso addizionale energia. La decisione si fonda su una sentenza della Corte Costituzionale che ha dichiarato l'illegittimità della tassa con effetto retroattivo, rendendo i pagamenti effettuati non dovuti e giustificando l'azione di ripetizione dell'indebito del consumatore direttamente nei confronti del fornitore.
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Rimborso accise energia: la Cassazione decide
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha affrontato il tema del rimborso delle accise sull'energia. Il caso riguardava la richiesta di un'azienda cliente contro la propria società fornitrice per la restituzione dell'addizionale provinciale sull'energia elettrica. La Corte ha rigettato il ricorso della società fornitrice, confermando il diritto al rimborso per il cliente finale. La decisione si fonda su una precedente pronuncia della Corte Costituzionale che ha dichiarato illegittima la norma istitutiva dell'addizionale per contrasto con il diritto europeo, rendendo di fatto il tributo non dovuto fin dall'origine.
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Danni da fauna selvatica: rinvio alla pubblica udienza
Un imprenditore agricolo ha citato in giudizio una Regione per ottenere un indennizzo per i danni da fauna selvatica subiti. La Corte d'Appello ha accolto la richiesta, ma la Regione ha presentato ricorso in Cassazione sollevando complesse questioni di diritto regionale ed europeo, in particolare sulla compatibilità dell'indennizzo con le norme UE sugli aiuti di Stato. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di una questione simile dinanzi alla Corte di Giustizia UE e la necessità di un esame approfondito, ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa a una pubblica udienza per la decisione finale.
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Detraibilità IVA spese legali: la Cassazione decide
Una società si è vista negare il diritto alla detrazione dell'IVA sulle spese legali sostenute per la difesa penale dei propri dipendenti e amministratori. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, stabilendo che per la detraibilità IVA spese legali è necessario un nesso diretto e immediato con l'attività d'impresa, nesso che in questo caso manca. La Corte ha inoltre respinto la richiesta di applicare un regime sanzionatorio più favorevole sopravvenuto.
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Rimborso addizionale accisa: sì dalla Cassazione
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un consumatore finale a ottenere il rimborso addizionale accisa sull'energia elettrica dal proprio fornitore. La decisione si fonda sulla sopravvenuta dichiarazione di illegittimità costituzionale della norma che istituiva tale tributo, rendendo il pagamento originario privo di causa e quindi ripetibile ai sensi dell'art. 2033 c.c. La Corte ha rigettato il ricorso della società energetica, stabilendo che l'azione di restituzione va correttamente intentata nei confronti di chi ha materialmente ricevuto la somma, ovvero il fornitore.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’interesse
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 15905/2025, chiarisce i nuovi e stringenti limiti per l'impugnazione dell'estratto di ruolo. Un contribuente, ex socio di una società, aveva contestato un debito IVA appreso solo tramite estratto di ruolo, sostenendo la mancata notifica della cartella di pagamento. La Corte ha applicato la nuova normativa (art. 12, c. 4-bis, d.P.R. 602/1973), stabilendo che l'impugnazione è ammissibile solo se il contribuente dimostra un pregiudizio specifico e concreto, come l'impossibilità di partecipare ad appalti pubblici. In assenza di tale prova, il ricorso originario è stato dichiarato inammissibile per difetto di interesse ad agire.
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Ricorso inammissibile straniero: la Cassazione
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso di un cittadino straniero contro la convalida del suo trattenimento in un centro di permanenza. Il ricorso è stato respinto per difetto di specificità, poiché le censure sul diritto di difesa erano astratte e non contestavano la *ratio decidendi* del giudice di pace, basata sulla volontà dello stesso straniero di essere rimpatriato. La Corte ha ritenuto il ricorso inammissibile straniero e ha confermato la legittimità del trattenimento.
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Collaboratori Linguistici: no stipendio da ricercatore
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 16003/2025, ha stabilito che i collaboratori esperti linguistici assunti dalle università dopo il 1995 non hanno diritto alla stessa retribuzione dei ricercatori universitari. Questa pronuncia chiarisce la distinzione fondamentale con gli "ex lettori" di madrelingua straniera, i quali beneficiano di un trattamento economico più favorevole solo in virtù di una normativa specifica volta a sanare una pregressa discriminazione. La Corte ha rigettato il ricorso del collaboratore, confermando che il suo trattamento economico è correttamente disciplinato dalla contrattazione collettiva di comparto.
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Indennità di buonuscita: quali regole si applicano?
Un dipendente regionale in pensione ha contestato il calcolo della sua indennità di buonuscita, chiedendo l'applicazione di una legge regionale più favorevole. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando che il regime derogatorio si applica solo ai dipendenti assunti prima di una specifica data (11 maggio 1986), condizione non soddisfatta dal ricorrente. La Corte ha quindi validato l'applicazione della normativa statale, meno vantaggiosa.
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Impugnazione estratto di ruolo: i limiti d’azione
Un contribuente contesta un estratto di ruolo sostenendo la mancata notifica delle cartelle di pagamento. La Corte di Cassazione dichiara il ricorso inammissibile, applicando una recente normativa. La decisione sottolinea che per l'impugnazione estratto di ruolo non basta la mancata notifica, ma è necessario dimostrare un interesse ad agire concreto e attuale, prova che nel caso specifico non è stata fornita.
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Incarichi a tempo determinato: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha stabilito che la reiterazione di incarichi a tempo determinato dirigenziali o di alta specializzazione negli enti locali, se basata sull'art. 110 del TUEL, non costituisce automaticamente un abuso. Un lavoratore aveva contestato 12 anni di contratti a termine con un Comune. Mentre la Corte d'Appello aveva ravvisato un abuso, la Cassazione ha annullato tale decisione, precisando che la normativa specifica per gli enti locali, che lega la durata del contratto al mandato del Sindaco, rappresenta una giustificazione oggettiva ai sensi della normativa europea, escludendo il diritto al risarcimento del danno per abusiva reiterazione.
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