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Ratione Temporis — Anno 2026

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437 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ratione Temporis

Provvedimenti

Appalto di servizi: i criteri per la sua genuinità
Un lavoratore, formalmente dipendente di una cooperativa, ha richiesto il riconoscimento di un rapporto di lavoro subordinato con una banca, sostenendo la natura fittizia dell'appalto di servizi. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso, confermando la legittimità dell'appalto in quanto la cooperativa manteneva una reale organizzazione d'impresa e un effettivo potere direttivo sul proprio personale, elementi chiave per distinguere l'appalto lecito dalla somministrazione illecita di manodopera.
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Esenzione IVA broker: i criteri della Cassazione
La Corte di Cassazione, con una recente sentenza, ha chiarito i confini dell'esenzione IVA per i broker assicurativi. La Corte ha stabilito che per beneficiare dell'esenzione IVA broker, l'attività svolta non deve limitarsi a una generica consulenza, ma deve integrare gli elementi essenziali dell'intermediazione, come la ricerca di clienti e la messa in contatto con l'assicuratore. La sentenza di merito è stata cassata perché non aveva compiuto un'adeguata verifica sul contenuto effettivo del contratto, demandando al giudice del rinvio una nuova e più approfondita analisi.
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Società cancellata: chi può impugnare l’avviso fiscale?
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 1455 del 2026, ha stabilito che un avviso di accertamento emesso nei confronti di una società cancellata può essere impugnato solo dalla società stessa, attraverso il suo ex liquidatore. Questo principio si basa sulla finzione legale introdotta dall'art. 28 del d.lgs. 175/2014, che mantiene in vita la società per cinque anni ai soli fini fiscali. Di conseguenza, il socio che riceve la notifica dell'atto non ha la legittimazione ad agire e il suo ricorso è inammissibile.
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Presunzioni bancarie: come vincerle? La Cassazione
Un imprenditore ha ricevuto un accertamento fiscale milionario basato sulle presunzioni bancarie applicate a tutti i movimenti sui suoi conti correnti. La Corte di Cassazione ha respinto il suo ricorso, chiarendo che per vincere la presunzione sui prelevamenti non basta indicare il beneficiario, ma è necessario dimostrare l'estraneità dell'operazione all'attività d'impresa. La sentenza sottolinea il rigoroso onere della prova che grava sul contribuente in caso di accertamento bancario.
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Accertamento bancario: prova contraria del contribuente
La Corte di Cassazione conferma la legittimità di un accertamento bancario con cui l'Amministrazione finanziaria aveva recuperato a tassazione redditi d'impresa non dichiarati. Il contribuente non è riuscito a fornire la prova contraria per superare la presunzione legale secondo cui tutti i movimenti bancari, sia versamenti che prelievi, costituiscono reddito imponibile. La Corte ha ribadito che per i prelievi non è sufficiente indicare il beneficiario, ma occorre dimostrare la natura extra-imprenditoriale dell'operazione. La decisione evidenzia il rigore dell'onere probatorio a carico del contribuente in caso di accertamento bancario.
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Pena illegale: Cassazione annulla patteggiamento
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di patteggiamento per rapina aggravata a causa di una pena illegale. Il Giudice aveva applicato una sanzione pecuniaria inferiore al minimo di legge, violando il principio di legalità. La Corte ha chiarito che in questi casi l'intero accordo tra le parti è nullo e il procedimento deve tornare al giudice di primo grado per un nuovo esame.
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Compenso avvocato fase istruttoria: sempre dovuto
Un avvocato ha richiesto l'ammissione al passivo fallimentare di una società per i suoi compensi professionali. Il tribunale di merito aveva escluso il compenso per la fase istruttoria, ritenendola non svolta in una causa documentale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha ribaltato questa decisione, stabilendo che il compenso avvocato per la fase istruttoria è sempre dovuto, in quanto parte di un compenso unitario per la fase di trattazione. La Corte ha inoltre confermato che, ai fini del privilegio, ogni grado di giudizio costituisce un incarico autonomo.
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Pena base: l’errore del giudice sul minimo edittale
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza di condanna per un reato tributario a causa di un grave errore nella determinazione della pena base. I giudici d'appello avevano applicato un minimo di pena introdotto da una legge successiva al fatto, più severa di quella vigente all'epoca del reato. La Suprema Corte ha ribadito il principio dell'applicazione della legge più favorevole all'imputato e ha censurato anche la mancata decisione sulla richiesta di sospensione condizionale della pena, strettamente connessa alla quantificazione della sanzione.
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Compensazione spese processuali: motivazione generica
Un lavoratore, dopo un lungo contenzioso per differenze retributive contro l'azienda committente, si è visto compensare integralmente le spese legali nonostante una vittoria parziale. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza in esame, ha cassato la decisione, stabilendo che la motivazione basata sulla generica "complessità della fattispecie" non è sufficiente per giustificare la compensazione spese processuali. Secondo i giudici, sono necessarie "gravi ed eccezionali ragioni" specificamente argomentate e collegate al caso concreto, per evitare che la parte vittoriosa subisca una soccombenza di fatto.
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Proroga contratto a termine: conversione e limiti
Una società ha esteso verbalmente un contratto a tempo determinato oltre il limite legale di 12 mesi senza fornire le motivazioni richieste. La Corte di Cassazione ha confermato la conversione del rapporto in uno a tempo indeterminato, chiarendo che la tolleranza per la continuazione di fatto del rapporto ("periodo cuscinetto") non si applica quando i limiti massimi di durata sono già stati violati. Il caso sottolinea l'importanza della forma scritta e delle causali per la proroga contratto a termine.
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Maxi sanzione lavoro irregolare: come evitarla
Un imprenditore riceveva una maxi sanzione per lavoro irregolare di un familiare. La Cassazione ha annullato la sanzione, stabilendo che i giudici di merito avevano errato a non considerare le azioni dell'imprenditore antecedenti all'ispezione (come il versamento di premi INAIL), che potevano dimostrare l'assenza di volontà di occultare il rapporto di lavoro. È stato inoltre affermato il principio di retroattività della legge più favorevole (lex mitior) in materia di sanzioni amministrative.
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Requisito quinquennale IVA: conta l’azienda o l’impresa?
L'ordinanza interlocutoria analizza il caso di una società controllata che, avendo acquisito un ramo d'azienda, non soddisfaceva autonomamente il requisito quinquennale IVA per la compensazione del credito. La Cassazione, senza decidere, rinvia la causa a pubblica udienza per approfondire se l'attività pregressa del ramo d'azienda possa essere considerata ai fini del calcolo del quinquennio. La questione è cruciale per definire lo status di 'contribuente virtuoso' nelle operazioni di riorganizzazione aziendale.
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Canone sostitutivo pubblicità: quando si applica?
Una società ha chiesto il rimborso di somme versate per la pubblicità, ritenendo che un Comune avesse applicato un canone sostitutivo pubblicità (CIMP) superiore ai limiti di legge. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che il Comune non aveva mai formalmente istituito il CIMP con l'apposito regolamento. Di conseguenza, rimaneva in vigore il precedente regime, che prevedeva l'applicazione dell'Imposta Comunale sulla Pubblicità (ICP) cumulabile con un canone per l'occupazione di suolo pubblico.
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Canone sostitutivo pubblicità: quando si applica?
Una società ha impugnato un avviso di accertamento per l'imposta comunale sulla pubblicità (ICP) per il 2014, sostenendo che il Comune avrebbe dovuto applicare il più vantaggioso canone sostitutivo pubblicità (CIMP). La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, stabilendo che, in assenza di uno specifico regolamento comunale che istituisca formalmente il CIMP, il regime precedente dell'ICP rimane pienamente in vigore e può essere cumulato con i canoni per l'occupazione del suolo pubblico. La semplice approvazione di un Piano Generale degli Impianti non è sufficiente per attivare il nuovo regime.
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Aumento tariffe pubblicità comunale: illegittimo dal 2013
Una società ha richiesto il rimborso per l'aumento delle tariffe sulla pubblicità comunale pagate dal 2002 al 2013. La Corte di Cassazione ha stabilito che l'aumento era legittimo fino al 2012, ma è diventato illegittimo per il 2013 a causa dell'abrogazione della norma che lo consentiva. Pertanto, il rimborso è dovuto solo per l'annualità 2013, mentre per il periodo precedente il prelievo, basato sul cumulo tra Imposta sulla Pubblicità e canone di locazione, è stato ritenuto corretto.
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Esenzione ICI enti non commerciali e aiuti di Stato
La Corte di Cassazione interviene sul tema dell'esenzione ICI per gli enti non commerciali in caso di immobili ad uso promiscuo. Con una sentenza innovativa, pur confermando l'impossibilità di un'esenzione parziale per l'annualità 2011, cassa con rinvio la decisione di merito. La Corte ordina una nuova valutazione alla luce del diritto europeo sopravvenuto sugli aiuti di Stato, imponendo la verifica del rispetto della regola 'de minimis'. Questo principio potrebbe salvare dalla tassazione gli enti il cui beneficio fiscale non supera una determinata soglia triennale.
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Compensazione IVA infrannuale: la Cassazione decide
Un'impresa di trasporti ha utilizzato un credito IVA trimestrale in compensazione. L'Agenzia delle Entrate ha contestato l'operazione, sostenendo che per l'attività svolta nel 2010 fosse permessa solo la compensazione annuale. I giudici di merito hanno confermato l'irregolarità ma ridotto la sanzione, riconoscendo l'esistenza del credito. La Corte di Cassazione, considerando una legge successiva che ha reso legittima tale compensazione IVA infrannuale, ha rinviato il caso a una pubblica udienza. La questione cruciale è se la nuova norma debba comportare l'annullamento totale della sanzione in base al principio di abolitio criminis, data l'esistenza di precedenti contrastanti.
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Presunzioni bancarie: come difendersi dall’Agenzia
Un contribuente, attivo nella compravendita immobiliare, ha impugnato un avviso di accertamento basato su presunzioni bancarie per redditi non dichiarati. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso, confermando le decisioni dei gradi precedenti. L'ordinanza ribadisce che per superare le presunzioni legali sui prelievi non basta indicare il beneficiario, ma occorre dimostrare l'estraneità dell'operazione all'attività d'impresa. La Corte ha inoltre validato l'estensione degli accertamenti ai conti di terzi (come il coniuge) su cui il contribuente aveva operatività, e ha ritenuto congrua la percentuale di redditività del 20% applicata ai ricavi presunti.
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Nullità notifica e sanatoria: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione, con una recente ordinanza, ha ribadito un principio fondamentale in materia tributaria: la nullità della notifica di un avviso di accertamento è sanata se il contribuente impugna l'atto. Questo perché, con l'impugnazione, l'atto ha raggiunto il suo scopo di portare la pretesa fiscale a conoscenza del destinatario. La Corte ha invece accolto il ricorso del contribuente su un punto specifico: l'errata condanna al pagamento di spese maggiorate per una mediazione mai avvenuta nel giudizio d'appello.
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Notifica controllo formale: basta un operatore privato
Una società impugnava una cartella di pagamento sostenendo l'invalidità della precedente notifica del controllo formale, avvenuta tramite operatore postale privato. La Corte di Cassazione ha stabilito che tale comunicazione è un atto endoprocedimentale e non una 'notificazione' di un atto impositivo. Pertanto, non rientrava nei servizi riservati in esclusiva a Poste Italiane (nel regime normativo applicabile ratione temporis), rendendo valida la comunicazione effettuata dall'operatore privato.
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