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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2023

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1201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Regolamento di competenza: inammissibile contro atti provvisori
Un'azienda ha citato in giudizio l'amministratore di due trust per chiedere l'annullamento degli atti costitutivi e dei trasferimenti immobiliari. L'amministratore ha sollevato un'eccezione di incompetenza territoriale, che il Tribunale ha ritenuto incompleta, rinviando la causa per l'istruttoria. L'amministratore ha quindi proposto un regolamento di competenza dinanzi alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso. I giudici hanno chiarito che il regolamento di competenza è proponibile solo contro provvedimenti decisori e definitivi sulla competenza, e non contro ordinanze interlocutorie che rinviano la causa per l'assunzione delle prove senza rimettere la decisione finale al collegio. Di conseguenza, l'amministratore ha perso il ricorso ed è stato condannato al pagamento delle spese di giudizio.
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Caparra confirmatoria e risarcimento danni: scontro sul cumulo
Un promittente venditore ha chiesto la risoluzione del contratto preliminare di vendita di un fondo agricolo per il mancato pagamento da parte del promissario acquirente. Il venditore pretendeva di trattenere le somme già ricevute e di ottenere un indennizzo mensile per l'occupazione dell'immobile. La Corte d'Appello ha riconosciuto il diritto del venditore a trattenere la caparra e ha disposto una perizia per quantificare il danno da occupazione. L'acquirente ha fatto ricorso in Cassazione, contestando la possibilità di cumulare la caparra con ulteriori risarcimenti. La Corte di Cassazione, ritenendo la questione di massima importanza, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per stabilire se sia ammesso il cumulo tra caparra confirmatoria e risarcimento danni per l'occupazione senza titolo.
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Esenzione ICI scuola paritaria: tra scontro e tregua fiscale
Un istituto religioso ha impugnato un avviso di accertamento con cui il Comune richiedeva il pagamento dell'ICI per l'anno 2011 su un immobile scolastico. Il Comune sosteneva che l'attività didattica avesse natura commerciale a causa delle rette versate dagli studenti. Nelle more del giudizio di Cassazione, l'ente religioso ha aderito alla definizione agevolata pagando oltre 18.000 euro. La Corte di Cassazione, rilevando che il Comune ha tempo per esprimere un eventuale diniego alla sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa in attesa del consolidamento dell'accordo. La controversia ruota attorno alla spettanza dell'esenzione ICI scuola paritaria e agli effetti della pace fiscale sul contenzioso pendente.
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Notifica dell’avviso di udienza fallita: salta la decisione
Nel corso di un giudizio di Cassazione relativo al fallimento di una società in accomandita semplice, la Suprema Corte ha rilevato che la notifica dell'avviso di udienza alla parte controricorrente non era andata a buon fine. Per garantire il regolare svolgimento del contraddittorio e tutelare il diritto di difesa, i giudici hanno emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, incaricando la cancelleria di effettuare nuovamente la comunicazione della nuova data d'udienza a tutte le parti costituite. Di conseguenza, il processo è temporaneamente sospeso in attesa della corretta convocazione delle parti.
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Definizione agevolata: il fisco si ferma in Cassazione
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA. Dopo i rifiuti nei primi gradi di giudizio, ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, Il Contribuente ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle liti pendenti, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza. Di conseguenza, il processo è stato sospeso per consentire il perfezionamento della procedura di definizione agevolata, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie: la Cassazione ferma il fisco
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per imposte dirette e IVA, contestando l'indebita deduzione dei costi di sponsorizzazione a favore di un'associazione sportiva. Durante il giudizio in Cassazione, Il Contribuente ha chiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie prevista dalla tregua fiscale della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza e ha sospeso il giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura agevolata.
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Conguagli idrici e questione di giurisdizione: decide la Cassazione
Un ente pubblico per lo sviluppo irriguo ha citato in giudizio una società di gestione idrica e alcune amministrazioni regionali, richiedendo oltre trentaquattro milioni di euro per conguagli tariffari basati su una transazione del 2000. La società di gestione ha proposto domande riconvenzionali e di garanzia contro le Regioni. Dopo decisioni contrastanti nei primi due gradi di giudizio, la causa è giunta in Cassazione. La Terza Sezione Civile, rilevando che i motivi di ricorso sollevano una complessa questione di giurisdizione sulla domanda di garanzia contro gli enti pubblici, ha rimesso la decisione alle Sezioni Unite per risolvere il conflitto di competenza tra giudice ordinario e amministrativo.
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Condizione di adempimento: scontro tra banca e debitore
Un fideiussore, divenuto debitore di una banca, stipula un accordo di transazione per estinguere il debito a rate. Il contratto contiene una clausola che subordina l'efficacia dell'accordo all'integrale adempimento dei pagamenti. A causa di successivi ritardi, la banca dichiara l'inefficacia dell'accordo. Il Tribunale ritiene la clausola nulla, mentre la Corte d'Appello la considera una valida condizione di adempimento. Il Debitore ricorre in Cassazione, sostenendo che l'adempimento non possa costituire una condizione sospensiva, poiché creerebbe una contraddizione logica tra la sospensione del contratto e l'obbligo di pagare. La Suprema Corte, data la rilevanza della questione sulla validità della condizione di adempimento, dispone il rinvio della causa in pubblica udienza per un esame approfondito.
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Frazionamento del credito: scontro tra risarcimento e abuso
Un lavoratore, vittima di tentata violenza privata da parte dei dirigenti dell'azienda per cui lavorava, ottiene il risarcimento per danno esistenziale in sede di lavoro. Successivamente, promuove una nuova causa civile contro i singoli dirigenti per ottenere ulteriori danni morali e patrimoniali. Gli eredi di uno dei dirigenti eccepiscono il divieto di frazionamento del credito, sostenendo che il lavoratore non potesse parcellizzare le richieste risarcitorie derivanti dallo stesso fatto. La Corte di Cassazione, rilevando l'importanza della questione sul frazionamento del credito e sui suoi riflessi nei rapporti di solidarietà tra coobbligati, non decide immediatamente ma rimette la causa alla pubblica udienza per una decisione di rilievo nomofilattico.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la tassa sulla truffa
I Contribuenti hanno impugnato l'avviso di liquidazione dell'imposta di registro al 3% applicata su una sentenza di condanna alla restituzione di somme derivanti da una truffa subita. I Contribuenti sostenevano l'ingiustizia di tassare un recupero crediti di fatto impossibile a causa dell'insolvenza del truffatore. Nelle more del giudizio di Cassazione, i Contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata per sanare la pendenza tributaria. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della pendenza della procedura di sanatoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per verificare il perfezionamento della definizione agevolata.
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Riparto di giurisdizione: Comune contro allevatori per i pascoli
Un Comune ha chiesto la condanna di alcuni Allevatori al rilascio di un terreno pubblico e al pagamento dei canoni arretrati per l'occupazione. Gli Allevatori si sono difesi sostenendo di possedere regolari concessioni amministrative e hanno eccepito il difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore del giudice amministrativo. Dopo le decisioni dei primi due gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, rilevando la complessità della questione relativa al riparto di giurisdizione tra giudice ordinario e amministrativo in materia di concessioni di beni demaniali, ha deciso di rimettere la causa alle Sezioni Unite. Saranno queste ultime a stabilire quale giudice sia competente a decidere sulla validità delle concessioni e sulla richiesta di rilascio dei terreni.
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Prescrizione bollo auto: scontro tra termine di tre o dieci anni
Una contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per il bollo auto del 2008, eccependo la prescrizione del tributo. La Commissione Tributaria Regionale ha respinto il ricorso ritenendo applicabile il termine decennale dopo la notifica dell'avviso di accertamento. La contribuente ha proposto ricorso in Cassazione sostenendo la natura triennale del termine. La Suprema Corte, rilevando un contrasto interpretativo sul calcolo del termine e sulla sua decorrenza (se dall'anno successivo o dalla notifica stessa), ha ritenuto la questione di massima importanza. Di conseguenza, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per definire in modo univoco le regole sulla prescrizione bollo auto.
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Agevolazione accise gasolio: filobus ibridi contro il Fisco
L'Amministrazione Doganale ha negato a un'azienda di trasporto pubblico l'agevolazione accise gasolio per il carburante utilizzato da otto filobus ibridi. Secondo l'ufficio, tali mezzi non rientrano nella definizione di autoveicoli e il gasolio serve solo a produrre energia elettrica per le batterie, non a muovere direttamente le ruote. L'azienda ha contestato il provvedimento, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio, dove i giudici hanno valorizzato l'attività di trasporto svolta anziché la tipologia di veicolo. L'Agenzia delle Dogane ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la complessità tecnica e giuridica della questione e la sua rilevanza per l'uniformità del diritto, ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Responsabilità associazioni non riconosciute: fisco contro socio
L'Agenzia delle Entrate ha contestato a un'associazione sportiva dilettantistica e al suo legale rappresentante pro tempore un'evasione fiscale. Dopo l'adesione all'accertamento con rateizzazione, l'associazione ha pagato solo la prima rata. Il fisco ha quindi iscritto a ruolo il debito residuo anche a carico del rappresentante. La CTR ha escluso la responsabilità del rappresentante per mancanza di attività gestoria concreta. L'Agenzia ha impugnato in Cassazione, ma ha poi segnalato la revoca della sentenza d'appello in un altro giudizio. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto la riunione del processo a un altro procedimento connesso, rinviando la causa a nuovo ruolo per la trattazione congiunta. Il caso riguarda la responsabilità associazioni non riconosciute per i debiti tributari.
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Correzione errore materiale: la Cassazione rimedia alla sua svista
Il caso riguarda uno straniero che ha impugnato il proprio decreto di espulsione. La Corte di Cassazione, con una precedente ordinanza, aveva ordinato la rinotifica del ricorso alla Prefettura, omettendo però di specificare il termine entro cui provvedere. Per rimediare a questa svista, la Suprema Corte ha disposto d'ufficio la correzione errore materiale. Il termine per la rinotifica è stato così fissato in trenta giorni dalla comunicazione del provvedimento correttivo.
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Definizione agevolata: il codice errato blocca la pace fiscale
La Contribuente impugnava la revoca delle agevolazioni prima casa, giustificando il mancato trasferimento della residenza con le condizioni fatiscenti dell'immobile. Successivamente, chiedeva l'estinzione del giudizio per aver aderito alla definizione agevolata. La Corte di Cassazione ha rilevato una discrasia tra i codici dei documenti presentati e quelli della sentenza impugnata. Non essendoci prova certa dell'identità del debito condonato, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo, concedendo novanta giorni alle parti per depositare i documenti chiarificatori.
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Responsabilità dello Stato per violazione del diritto UE: rinvio
Una società estera operante nel settore dei giochi e delle scommesse ha citato in giudizio lo Stato Italiano e la Presidenza del Consiglio dei Ministri, richiedendo un risarcimento miliardario. La richiesta si fonda sulla presunta incompatibilità del sistema nazionale delle concessioni con le libertà fondamentali dell'Unione Europea. Dopo decisioni contrastanti nei primi gradi di giudizio in merito alla giurisdizione e al merito della causa, la controversia è giunta dinanzi alle Sezioni Unite della Cassazione. Rilevando l'eccezionale valore economico e la complessità delle questioni sollevate, i giudici di legittimità hanno disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza. Al centro del dibattito resta la complessa disciplina della responsabilità dello Stato per violazione del diritto UE, che richiede una trattazione solenne prima di una decisione definitiva.
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Prescrizione credito d’imposta: rinvio sul rimborso negato
Un istituto di credito ha richiesto il rimborso di un'eccedenza d'imposta risultante dalla dichiarazione dei redditi del 1997. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, eccependo l'avvenuta prescrizione credito d'imposta decennale a partire dalla presentazione della dichiarazione. Il contribuente ha impugnato il diniego, sostenendo che la prescrizione decorresse solo dopo la scadenza dei controlli automatizzati e contestando la legittimità costituzionale dei limiti temporali imposti dalla legge. Dopo i rigetti nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione ha rilevato che la questione sulla decorrenza e sui limiti della prescrizione è stata recentemente rimessa alle Sezioni Unite. Pertanto, la Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa della pronuncia risolutiva.
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Fisco contro contribuente: la definizione agevolata ferma la lite
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione favorevole a una società e ai suoi soci, a cui era stato contestato un maggior reddito basato sulle percentuali di ricarico. Durante il giudizio di Cassazione, i contribuenti hanno presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, richiedendo la sospensione del processo. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata: stop al ricorso in Cassazione del Fisco
Una società commerciale riceveva un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione finanziaria contestava la detrazione IVA per l'anno 2015, ritenendo non inerenti alcuni acquisti da soggetti non residenti. Dopo le vittorie della contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società presentava domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, chiedendo la contestuale sospensione del processo. La Corte di Cassazione, preso atto del deposito della documentazione e del versamento delle somme dovute, ha disposto la sospensione del giudizio tributario in attesa del perfezionamento della sanatoria o dell'eventuale diniego da parte dell'ufficio.
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