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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2023

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1201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite sull’IVA
Una società ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Amministrazione Finanziaria contestava l'indebita detrazione IVA per operazioni ritenute inesistenti relative all'anno 2009. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la controversia è giunta dinanzi alla Corte di Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, preso atto della richiesta formulata ai sensi della normativa vigente, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al processo
Un'associazione di produttori ha richiesto il rimborso di un credito IVA, ricevendo un diniego dall'Agenzia delle Entrate. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la controversia è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'associazione ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio.
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Definizione agevolata: il pagamento a rate sospende la Cassazione
La Società Contribuente ha impugnato un estratto di ruolo e la relativa cartella esattoriale per imposte comunali non pagate. Dopo le decisioni sfavorevoli dei giudici di merito, la Società ha proposto ricorso in Cassazione. Nel corso del giudizio, la Società ha aderito alla definizione agevolata, pagando il debito a rate e chiedendo la cessazione della materia del contendere. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa sul ruolo e ha concesso al Comune un termine di novanta giorni per verificare l'avvenuto pagamento e confermare la fine della controversia.
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Definizione agevolata tributaria: stop sanzioni sulle accise
L'amministrazione finanziaria contestava a una società di vendita di energia il mancato versamento degli acconti sulle accise del gas naturale. La società si difendeva invocando la forza maggiore per mancanza di liquidità, causata dai ritardi nei rimborsi da parte dello stesso ente creditore. Dopo diverse pronunce contrastanti e ricorsi incrociati, la società ha richiesto la sospensione del giudizio per aderire alla definizione agevolata tributaria prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, riuniti i ricorsi pendenti, ha accolto la richiesta disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle liti tributarie: stop alla Cassazione
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del giudizio tributario pendente tra una Società Agricola e l'Agenzia delle Entrate. La decisione accoglie la richiesta dei contribuenti, i quali hanno manifestato la volontà di aderire alla definizione agevolata delle liti tributarie prevista dalla Legge di Bilancio per il 2023 (Legge n. 197/2022). Di conseguenza, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo a una data successiva al 10 ottobre 2023, consentendo così il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Equa riparazione: il cittadino aspetta ma lo Stato prende tempo
Una cittadina ha chiesto l'equa riparazione per l'eccessiva durata di un precedente giudizio di equa riparazione e del successivo giudizio di ottemperanza contro il Ministero della Giustizia. La Corte d'Appello ha rigettato l'opposizione sul calcolo dei tempi. Impugnata la decisione in Cassazione, emerge un contrasto interno alla giurisprudenza: un orientamento esclude dal calcolo della durata ragionevole i sei mesi di tempo concessi allo Stato per pagare (spatium deliberandi), mentre un altro orientamento li include, allungando i tempi considerati normali. Data la complessità e la mancanza di uniformità sul calcolo dei tempi per ottenere l'equa riparazione, la Corte di Cassazione ha rimesso la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva e chiarificatrice.
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Esenzione INVIM benefici ecclesiastici: Santa Sede contro Fisco
L'Amministrazione del Patrimonio della Sede Apostolica ha impugnato quarantuno avvisi di liquidazione per l'imposta straordinaria sugli immobili, rivendicando l'esenzione INVIM benefici ecclesiastici. La Commissione Tributaria Centrale ha negato l'agevolazione, ritenendo che la Santa Sede, quale ente di diritto divino, non possieda i requisiti tipici dei benefici ecclesiastici, come l'erezione canonica. La Corte di Cassazione, rilevando un contrasto interpretativo tra il vecchio orientamento favorevole e quello successivo più restrittivo sull'esenzione fiscale degli enti religiosi, ha deciso di non emettere una decisione definitiva immediata. Con un'ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per una trattazione approfondita in pubblica udienza, data la particolare rilevanza della questione giuridica.
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Tassazione rimborsi spese di viaggio: risarcimento o tassa?
Un medico specialista ha chiesto il rimborso dell'IRPEF trattenuta sulle somme ricevute come rimborso per le spese di viaggio sostenute per raggiungere ambulatori fuori dal proprio comune di residenza. L'Agenzia delle Entrate ha opposto il silenzio-rifiuto. I giudici di merito hanno accolto la domanda del medico, ritenendo i rimborsi non tassabili perché di natura risarcitoria. L'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo la natura retributiva e quindi imponibile di tali somme. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione relativa alla tassazione rimborsi spese di viaggio per i medici convenzionati e la necessità di coordinare i principi con le decisioni delle Sezioni Unite, ha rinviato la causa a una pubblica udienza tematica per una decisione definitiva.
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Tassazione rimborsi spese trasferta: fisco contro medici
Un Medico convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale chiede il rimborso dell'IRPEF trattenuta sui rimborsi delle spese di viaggio per l'attività svolta fuori dal proprio comune di residenza. L'Agenzia delle Entrate nega il rimborso, ritenendo tali somme tassabili. Dopo le decisioni favorevoli al medico nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione affronta la questione della tassazione rimborsi spese trasferta. La Corte rileva la complessità della distinzione tra rimborsi analitici (non tassati) e forfettari (tassati oltre certi limiti) per i medici che operano fuori dal comune di residenza rispetto a quelli in trasferta dalla sede di lavoro. Con l'ordinanza interlocutoria, la Cassazione non decide definitivamente ma rinvia la causa a una pubblica udienza monotematica per chiarire i principi applicabili.
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Rimborso ritenute fiscali: il fisco tace e la Cassazione frena
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una pensionata a cui era stata revocata parzialmente un'indennità pensionistica precedentemente erogata. L'ente previdenziale ha richiesto la restituzione delle somme al lordo delle tasse, spingendo la contribuente a chiedere il rimborso ritenute fiscali all'Agenzia delle Entrate. Di fronte al silenzio rifiuto dell'amministrazione, i giudici di merito hanno stabilito una restituzione progressiva delle ritenute. Data la novità e la complessità della questione, priva di precedenti specifici, la Cassazione ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento.
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Tassazione rimborsi spese di viaggio: medici contro il fisco
Un medico specialista convenzionato con il Servizio Sanitario Nazionale chiede il rimborso delle ritenute IRPEF applicate sulle somme ricevute come rimborso spese di viaggio per l'attività svolta fuori dal comune di residenza. L'Agenzia delle Entrate rifiuta la richiesta, ritenendo tali somme tassabili. Il medico vince nei primi due gradi di giudizio, dove i giudici riconoscono la natura risarcitoria e non imponibile dei rimborsi. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione riguardante la tassazione rimborsi spese di viaggio e la distinzione tra trasferta dalla residenza e trasferta dalla sede di lavoro, non decide subito ma rinvia la causa a una pubblica udienza monotematica per un necessario approfondimento nomofilattico.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alle liti
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione che riduceva le sanzioni a carico di una società farmaceutica per l'omessa indicazione di costi legati a operazioni con paesi black list. Durante il giudizio di Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023, dimostrando di aver già pagato quanto dovuto. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del processo e il rinvio della causa a nuovo ruolo oltre il termine di legge per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata liti tributarie: stop alla causa
Un contribuente ha impugnato una cartella di pagamento per debiti IVA richiesti dall'autorità fiscale tedesca. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio sulla giurisdizione, l'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha chiesto di avvalersi della definizione agevolata liti tributarie ai sensi della Legge n. 197/2022, domandando la sospensione del processo. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, concedendo all'Agenzia delle Entrate un termine di sessanta giorni per presentare le proprie osservazioni in merito alla richiesta di sanatoria del contribuente.
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Definizione agevolata: la Cassazione blocca il giudizio
Una società di trasporti impugnava il recupero di agevolazioni fiscali sulle accise del gasolio. Durante il giudizio di Cassazione, la contribuente chiedeva la sospensione del processo avendo aderito alla definizione agevolata con pagamento rateale ancora in corso. La Suprema Corte ha rilevato che, in pendenza del piano di rateizzazione non ancora concluso, non è possibile dichiarare l'estinzione del giudizio né decidere nel merito. Di conseguenza, la Corte ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per acquisire informazioni aggiornate dall'Agenzia delle Entrate sull'esito dei pagamenti.
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Estinzione anticipata del finanziamento: scontro sui vecchi rimborsi
Il Mutuatario ha richiesto la restituzione delle commissioni bancarie e dei costi assicurativi in seguito all'estinzione anticipata del finanziamento ottenuto da una banca. La Corte d'Appello ha respinto la domanda, ritenendo valide le clausole contrattuali che escludevano il rimborso, poiché il contratto era precedente alle riforme protettive del consumatore. Il Mutuatario ha proposto ricorso in Cassazione. La Seconda Sezione Civile, rilevando che la controversia riguarda un mutuo bancario e non tra privati, e che la questione sull'applicabilità retroattiva delle tutele è complessa e priva di un orientamento consolidato, ha rimesso gli atti al Primo Presidente per l'assegnazione alla sezione competente.
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Rimborso delle ritenute: scontro tra fisco e contribuente
L'Erede della Contribuente ha richiesto il rimborso delle ritenute operate sulla pensione di reversibilità della defunta, dopo che l'Inps aveva preteso la restituzione delle somme lorde. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto la domanda, ritenendo applicabile il termine di quarantotto mesi decorrente dalla richiesta dell'Inps. L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il termine sia di due anni e decorra dal versamento delle ritenute. La Suprema Corte, data la complessità e rilevanza della questione sul rimborso delle ritenute, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Revocazione per errore di fatto: la svista Covid riapre il caso
L'Azienda ha proposto ricorso per revocazione contro una precedente sentenza della Corte di Cassazione che aveva dichiarato inammissibile, perché tardivo, il suo ricorso contro il diniego di definizione agevolata. L'Azienda sostiene che la Corte sia incorsa in una svista decisiva, ignorando la sospensione straordinaria dei termini processuali introdotta durante l'emergenza Covid-19. Se applicata, tale sospensione renderebbe il ricorso tempestivo. La Suprema Corte, tramite ordinanza interlocutoria, ha riconosciuto la rilevanza della questione e ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza per valutare la sussistenza della revocazione per errore di fatto.
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Distanze legali tra edifici: la Cassazione sospende la decisione
Una controversia tra privati riguardante il rispetto delle distanze legali tra edifici, per un immobile realizzato nel 1999, giunge davanti alla Corte di Cassazione. Il Proprietario contesta la decisione d'appello favorevole ai Vicini. La Suprema Corte rileva che, per decidere correttamente la questione, è indispensabile esaminare le norme locali del Comune interessato, le quali integrano la disciplina del codice civile. Di conseguenza, la Cassazione non emette una decisione definitiva, ma ordina alla propria cancelleria di acquisire direttamente dal Comune copia del Piano regolatore generale e delle norme tecniche vigenti all'epoca della costruzione. La causa viene quindi rinviata a nuovo ruolo in attesa dei documenti necessari.
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Cancellazione della società dal registro delle imprese e processo
Una società committente ha appaltato la ristrutturazione del proprio locale a un'impresa, lamentando poi gravi vizi nei lavori. Nel corso della battaglia legale, l'impresa appaltatrice è stata cancellata dal registro delle imprese. Nonostante la cancellazione, è stato proposto appello. La società committente ha quindi fatto ricorso in Cassazione, eccependo la perdita di capacità processuale dell'impresa a causa della avvenuta cancellazione della società dal registro delle imprese. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha sospeso la decisione e ha ordinato l'acquisizione dei fascicoli dei precedenti gradi di giudizio per verificare la validità dei mandati difensivi prima di potersi pronunciare definitivamente.
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Sospensione del giudizio tributario: stop alla lite sull’IVA
La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta di sospensione del giudizio tributario presentata da una società commerciale, ai sensi della legge di bilancio per la definizione agevolata delle liti pendenti. La controversia originaria riguardava alcuni avvisi di accertamento IVA per gli anni 2014 e 2015, in cui l'Agenzia delle Entrate contestava l'effettività di operazioni intracomunitarie per mancanza di prove idonee sul trasporto delle merci all'estero. La società ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla sanatoria fiscale. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la definizione della lite.
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