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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2023

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1201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop ai dazi
L'Agenzia delle Dogane ha emesso avvisi di rettifica e sanzioni contro una società importatrice per dazi doganali relativi a merci importate. Nel corso del giudizio in Cassazione, la società ha richiesto la sospensione del processo per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, dopo aver riunito i ricorsi e acquisito le osservazioni delle parti, ha accolto l'istanza della società. Di conseguenza, la Cassazione ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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Ravvedimento operoso e sanzioni: scontro sul rimborso delle tasse
Un'azienda sanitaria versa in ritardo le ritenute fiscali e paga oltre 144.000 euro di sanzioni tramite ravvedimento operoso. Successivamente, una nuova legge cancella le sanzioni per i ritardi inferiori a due mesi relativi a quel periodo. L'azienda chiede quindi il rimborso delle somme versate. L'Agenzia delle Entrate rifiuta, sostenendo che il ravvedimento operoso sia una chiusura definitiva che impedisce la restituzione. I giudici di merito danno ragione all'azienda, ma l'Agenzia ricorre in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando la complessità della questione sulla compatibilità tra ravvedimento operoso e rimborso a seguito di legge retroattiva favorevole, decide di rinviare la causa a una pubblica udienza per una decisione approfondita.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al processo
Un ex socio e liquidatore di una società estinta ha impugnato gli avvisi di accertamento per maggiori imposte emessi dall'Agenzia delle Entrate. Durante il giudizio in Cassazione, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio per il 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio per consentire la presentazione della domanda e il pagamento degli importi dovuti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alle liti
Una società di gioielleria e i suoi soci hanno impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte relative all'anno 2007. Durante il giudizio in Cassazione, i contribuenti hanno richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, applicando la normativa vigente, ha accolto la richiesta dei ricorrenti, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, i contribuenti dovranno depositare la prova della presentazione della domanda e del pagamento degli importi dovuti o della prima rata per perfezionare la sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al fisco
Un contribuente, ex socio di una società estinta, ha impugnato alcuni avvisi di accertamento per imposte non pagate relative all'anno 2009. Durante il giudizio dinanzi alla Corte di Cassazione, il cittadino ha presentato un'istanza per chiedere la sospensione del processo. La richiesta è stata formulata per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie introdotta dalla legge di bilancio. La Suprema Corte ha accolto l'istanza, disponendo la sospensione del giudizio e concedendo il tempo necessario per presentare la domanda di sanatoria e pagare le somme dovute.
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Definizione agevolata: il contribuente blocca il ricorso del fisco
Un contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per maggiori imposte. Dopo le decisioni favorevoli dei giudici di merito, l'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente ha richiesto la sospensione del processo per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei requisiti di legge e la formale istanza della parte interessata, ha accolto la richiesta. Di conseguenza, i giudici hanno sospeso il giudizio fino al 10 ottobre 2023, termine entro il quale il contribuente dovrà depositare la prova della presentazione della domanda di sanatoria e del pagamento degli importi dovuti.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra Fisco e contribuente
L'Amministrazione Finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione favorevole ottenuta dal Contribuente in merito a un avviso di accertamento per imposte non versate. Il Contribuente ha depositato un'apposita istanza richiedendo la sospensione del giudizio per poter accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, come previsto dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale e il successivo deposito dei documenti di pagamento.
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Valore probatorio home banking: stampe online contro la banca
I Fideiussori si sono opposti a un decreto ingiuntivo richiesto da una Banca, eccependo la compensazione con crediti derivanti da presunti interessi usurari sul conto corrente della società garantita. Per dimostrare tali addebiti, i Fideiussori hanno prodotto stampe dei movimenti bancari scaricate tramite il servizio telematico. Il Tribunale e la Corte d'Appello hanno ritenuto tali documenti privi di valore probatorio per mancanza degli estratti conto ufficiali. La Corte di Cassazione, rilevando la novità e la rilevanza della questione sul valore probatorio home banking, ha rinviato la causa alla pubblica udienza. La Suprema Corte dovrà stabilire se le stampe dei movimenti online possano considerarsi prove valide e come la banca debba eventualmente contestarle.
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Maggior danno da svalutazione: lo scontro tra Stato ed Eredi
Gli Eredi di un'imprenditrice hanno chiesto al Ministero l'indennizzo per la confisca di due aziende in Libia nel 1970. Dopo vari gradi di giudizio, la Corte d'Appello ha rideterminato le somme dovute. Il Ministero ha proposto ricorso in Cassazione contestando il calcolo del maggior danno da svalutazione, sostenendo che i pagamenti erano già avvenuti. Anche gli Eredi hanno presentato ricorso incidentale sulla decorrenza degli interessi. La Corte di Cassazione, rilevando un errore procedurale nella fissazione dell'adunanza in camera di consiglio anziché in udienza pubblica, ha rinviato la causa a nuovo ruolo per la fissazione della corretta udienza pubblica, senza ancora decidere nel merito.
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Definizione agevolata: se il calcolo è errato la lite non si chiude
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento basato su indagini bancarie nei confronti di un professionista. Durante il giudizio di Cassazione, il contribuente ha richiesto la definizione agevolata della controversia ai sensi del decreto legge n. 119 del 2018. Tuttavia, l'ufficio tributario ha riscontrato una forte discrepanza tra la somma versata dal contribuente (circa 869 euro) e l'importo effettivamente dovuto per sanare la lite (oltre 2.600 euro). La Corte di Cassazione, rilevando l'incongruenza dei dati relativi al pagamento, non ha chiuso il processo ma ha ordinato al contribuente di integrare la documentazione entro sessanta giorni per dimostrare eventuali altri versamenti, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Accordo di composizione della crisi: stop per vizio di forma
Tre familiari propongono un accordo di composizione della crisi per sovraindebitamento. Il Tribunale rigetta l'omologa a causa del voto negativo di una banca creditrice. Uno dei debitori ricorre in Cassazione, contestando la validità del voto espresso dall'ufficio contenzioso della banca, ritenuto privo di poteri di rappresentanza. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, rileva che il ricorso non può essere ancora deciso nel merito. Trattandosi di una proposta congiunta, tutti i debitori originari devono partecipare al giudizio. La Corte ordina quindi l'integrazione del contraddittorio, imponendo di chiamare in causa gli altri familiari entro trenta giorni, rinviando la decisione.
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Definizione agevolata delle controversie: conti errati e stop
L'Amministrazione Finanziaria ha rettificato il reddito di un professionista tramite accertamento bancario. Il contribuente ha impugnato l'atto e, durante il giudizio di Cassazione, ha chiesto l'estinzione del processo tramite la definizione agevolata delle controversie. Tuttavia, è emersa una forte discrepanza tra la somma versata dal contribuente (circa tremila euro) e l'importo calcolato dall'ufficio (oltre novemila euro). Per risolvere l'incongruenza, la Corte di Cassazione ha sospeso la decisione e ha ordinato al contribuente di presentare entro sessanta giorni i documenti che provano gli effettivi pagamenti eseguiti.
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Nota di iscrizione ipotecaria: scontro tra banca e fallimento
L'Istituto di Credito ha richiesto l'ammissione al passivo del Fallimento di una società, pretendendo il riconoscimento del diritto di prelazione ipotecaria. Il nodo centrale riguarda la necessità di presentare la nota di iscrizione ipotecaria come documento indispensabile per ottenere tale prelazione, anche qualora il curatore fallimentare non contesti l'esistenza dell'ipoteca stessa. Trattandosi di una questione di massima importanza per l'uniformità del diritto, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria rinviando la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Impugnazione incidentale tardiva: scontro sui debiti solidali
Una società assuntrice di un concordato fallimentare agisce contro gli ex amministratori per il risarcimento dei danni. Dopo la condanna in primo grado, uno dei coobbligati propone appello principale. Successivamente, un altro coobbligato presenta un'impugnazione incidentale tardiva tramite un autonomo atto di citazione, temendo di dover pagare l'intero debito da solo. La Corte d'appello ritiene ammissibile questo gravame tardivo. La Corte di Cassazione, rilevando un profondo contrasto giurisprudenziale sull'ammissibilità dell'impugnazione incidentale tardiva proposta da un coobbligato solidale in forma adesiva o in risposta a un altro appello incidentale, decide di rimettere la questione al Primo Presidente per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite.
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Onere della prova nel processo tributario: fisco contro prove
Un contribuente, titolare di una ditta di commercio auto, riceveva cinque avvisi di accertamento dall'Amministrazione Finanziaria per costi non documentati e fatture soggettivamente false. Il giudice di secondo grado accoglieva il ricorso del contribuente basandosi solo sulla regolarità formale delle scritture e su un'assoluzione penale non definitiva. L'Agenzia delle Entrate proponeva ricorso in Cassazione. Poiché il contribuente risiede in Germania, la Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo, assegnando all'ufficio sessanta giorni per depositare l'avviso di ricevimento della notifica internazionale. La decisione evidenzia l'importanza del rispetto delle regole procedurali di notifica e richiama implicitamente il principio sull'onere della prova nel processo tributario.
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Rimborso IRPEF per somme restituite: la Cassazione frena il Fisco
Una pensionata ha dovuto restituire all'Inps l'importo lordo di un'indennità speciale precedentemente percepita sulla pensione di reversibilità. La donna ha quindi chiesto all'Agenzia delle Entrate il Rimborso IRPEF per somme restituite relativo alle tasse già pagate su quegli importi. Di fronte al silenzio rifiuto del Fisco, la contribuente ha avviato un contenzioso. I giudici d'appello hanno stabilito che il rimborso delle tasse debba avvenire progressivamente, in proporzione alle rate restituite all'Inps. La Corte di Cassazione, rilevando l'assoluta novità e la complessità della questione, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Deposito dell’originale dell’appello: stop al Fisco
Una società impugna una cartella di pagamento IRAP ottenendo ragione in primo grado. L'Agente della Riscossione propone appello, che viene accolto. La società ricorre in Cassazione eccependo l'inammissibilità dell'appello avversario per omesso deposito dell'originale dell'appello entro trenta giorni dalla notifica. La Suprema Corte, non disponendo dei documenti necessari per verificare tale violazione procedurale, ordina l'acquisizione del fascicolo di merito e rinvia la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: stop alle cartelle in Cassazione
Una contribuente impugna due intimazioni di pagamento contestando la regolare notifica delle cartelle esattoriali. La Commissione Tributaria Regionale le dà ragione, ritenendo insufficienti le prove fornite dall'agente della riscossione. Quest'ultimo ricorre in Cassazione. Nelle more del giudizio, la contribuente chiede la sospensione del processo per aderire alla definizione agevolata delle controversie tributarie pendenti, introdotta dalla legge n. 130 del 2022. La Suprema Corte, rilevata la regolarità della richiesta, dispone la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo della causa, consentendo così il perfezionamento della pace fiscale.
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Sanzioni amministrative codice della strada: la competenza
Il caso nasce dall'impugnazione di una cartella di pagamento emessa nei confronti di un cittadino per sanzioni amministrative codice della strada. Il ricorrente ha proposto ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale che confermava la validità della cartella. La causa è stata inizialmente assegnata alla Sezione Tributaria della Corte di Cassazione. Tuttavia, i giudici hanno rilevato che i debiti per violazioni del codice della strada non hanno natura tributaria. Di conseguenza, la Suprema Corte ha emesso un'ordinanza interlocutoria con cui ha rimesso gli atti alla Prima Presidente per riassegnare il fascicolo alla sezione civile competente per materia, evitando così una decisione da parte di una sezione non idonea.
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Definizione agevolata: la Cassazione sospende la causa del professionista
Il contribuente, un avvocato, riceveva un avviso di accertamento basato su indagini bancarie per l'anno 1999. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, il caso giungeva in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente richiedeva l'applicazione della definizione agevolata prevista dalla legge n. 130 del 2022 per chiudere la lite fiscale. La Corte di Cassazione, rilevata la regolarità della richiesta e l'assenza di cause di inammissibilità, ha disposto la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura.
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