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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2023

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1201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Prescrizione bollo auto: scontro sui tempi tra Ente e cittadino
L'Ente Pubblico ha impugnato la decisione che dichiarava estinto per prescrizione il credito per la tassa automobilistica dovuto dal Contribuente. L'Ente sostiene che il termine di prescrizione bollo auto debba decorrere non dalla notifica dell'avviso di accertamento, ma dal sessantesimo giorno successivo, quando l'atto diventa definitivo e non più impugnabile. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione giuridica sulla decorrenza del termine triennale, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora decretare un vincitore definitivo ma aprendo la strada a un chiarimento cruciale per tutti i contribuenti.
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Servitù di uso esclusivo: accordo privato o vincolo reale?
Due proprietari agiscono in giudizio per tutelare una servitù negativa stabilita nel 1965, che vietava di concedere ulteriori passaggi su un fondo confinante. Nel 2005, tuttavia, viene stipulato un atto notarile che concede un nuovo passaggio a terzi. I giudici di merito dichiarano inefficace quest'ultimo atto, interpretando l'accordo originario come una servitù di uso esclusivo. La questione giunge in Cassazione. La Suprema Corte rileva un contrasto giurisprudenziale sulla validità della servitù di uso esclusivo (definita anche servitù irregolare) e sulla sua compatibilità con i limiti dell'autonomia contrattuale. Di conseguenza, con ordinanza interlocutoria, rimette la decisione alla pubblica udienza per chiarire questo delicato principio di diritto.
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Riduzione del prezzo per vizi: conservare la casa o perderla
Un'acquirente acquista una villa che presenta gravi difetti strutturali. A causa del fallimento della società venditrice, l'acquirente richiede la riduzione del prezzo per vizi per evitare di perdere l'immobile senza poter recuperare l'acconto versato. I giudici di merito dichiarano invece la risoluzione del contratto, ritenendola l'unica via per vizi così gravi. L'acquirente ricorre in Cassazione per tutelare il proprio diritto alla conservazione del contratto. La Suprema Corte, riscontrando la complessità della questione, rinvia la causa a una pubblica udienza per stabilire se sia possibile richiedere la riduzione del prezzo anche in presenza di gravi difetti di qualità.
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Foro del consumatore: la Cassazione blocca l’Impresa per 225 euro
Due cittadini hanno proposto opposizione contro un decreto ingiuntivo di 225 euro emesso per la riparazione di una lavatrice da parte di un'impresa. I clienti hanno eccepito l'incompetenza territoriale del giudice adito, invocando l'applicazione del foro del consumatore, poiché residenti in comuni diversi da quello del giudice. Il Tribunale ha respinto l'appello ritenendo rilevante l'irreperibilità di uno dei due per radicare la competenza. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha analizzato i motivi di ricorso incentrati sulla violazione delle norme a tutela del consumatore, evidenziando che l'irreperibilità di un soggetto non può giustificare la deroga al foro speciale per l'altro consumatore residente altrove.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop della Cassazione
L'Amministrazione Finanziaria ha impugnato la sentenza favorevole a una Società agricola e ai suoi Soci riguardante accertamenti per IRAP, IVA e IRPEF. Nel corso del giudizio, sia la Società sia i Soci hanno richiesto la definizione agevolata delle liti pendenti, effettuando i relativi pagamenti per gli anni d'imposta contestati. Poiché non risulta del tutto chiaro se i pagamenti effettuati coprano l'intera pretesa fiscale per tutte le annualità e per tutti i soggetti coinvolti, la Corte di Cassazione ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questo provvedimento, i giudici hanno rinviato la causa a nuovo ruolo, concedendo all'Amministrazione Finanziaria sessanta giorni per presentare chiarimenti scritti e verificare se la controversia possa ritenersi definitivamente estinta per tutti gli atti impugnati.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso in Cassazione contro una società in merito a due avvisi di accertamento IRAP. La società contribuente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, introdotta dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto l'istanza della contribuente, disponendo la sospensione del giudizio fino al 10 ottobre 2023. Entro tale data, la società dovrà depositare la domanda di sanatoria e la prova del pagamento degli importi dovuti per estinguere definitivamente la lite con il Fisco.
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Definizione agevolata: stop al processo tra fisco e contribuente
Una società ha impugnato il diniego dell'Amministrazione Finanziaria relativo a una sanatoria fiscale. Durante la pendenza del giudizio davanti alla Corte di Cassazione, il contribuente ha presentato domanda di definizione agevolata ai sensi della Legge di Bilancio 2023, impegnandosi a rinunciare al contenzioso e chiedendo la sospensione del processo. La Suprema Corte, verificata la sussistenza di tutti i requisiti di legge, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del giudizio tributario, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria.
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Definizione agevolata: stop al Fisco sul rimborso IVA
Una società immobiliare ha impugnato un avviso di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate richiedeva la restituzione di un rimborso IVA ritenuto indebito. Dopo le decisioni favorevoli alla contribuente nei primi due gradi di giudizio, l'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, la società ha presentato istanza di sospensione del processo per valutare l'adesione alla definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione, verificata la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto la richiesta e ha disposto la sospensione del giudizio, concedendo tempo alla contribuente per perfezionare la domanda di sanatoria e depositare la relativa documentazione.
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Decreto di espulsione: l’errore di notifica che salva il ricorso
Un cittadino straniero ha presentato ricorso per cassazione contro la decisione del Giudice di Pace, che aveva confermato il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti. Tuttavia, il ricorrente ha notificato l'atto di impugnazione all'Avvocatura dello Stato anziché direttamente alla Prefettura che aveva emanato il provvedimento. La Corte di Cassazione ha rilevato questo vizio procedurale. Con un'ordinanza interlocutoria, i giudici hanno stabilito che il ricorso contro l'espulsione deve essere notificato direttamente all'autorità emittente presso il suo ufficio. Di conseguenza, la Corte ha concesso al ricorrente trenta giorni di tempo per rinnovare correttamente la notifica alla Prefettura, rinviando la causa a nuovo ruolo per la successiva decisione.
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IVA all’importazione: scontro tra fisco e doganalisti in Cassazione
L'Agenzia delle Dogane ha richiesto a una società di spedizioni, operante come rappresentante indiretto, il pagamento dell'IVA all'importazione in solido con l'importatore effettivo, a causa di false dichiarazioni di intento presentate in dogana. La Commissione Tributaria Regionale ha annullato l'atto, ritenendo che la responsabilità del rappresentante indiretto riguardi solo i dazi doganali e non l'IVA. L'Agenzia ha fatto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, data la particolare rilevanza della questione sulla responsabilità per l'IVA all'importazione, non ha deciso subito ma ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop liti
L'Agenzia delle Dogane ha emesso un atto impositivo contro un Ente gestore di magazzini generali per il pagamento di accise su prodotti alcolici. L'Ente, in qualità di depositario autorizzato, ha impugnato l'atto. Durante il giudizio di Cassazione, l'Ente ha richiesto la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie prevista dalla legge di bilancio. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della sanatoria.
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Contratto preliminare di compravendita: recesso o trasferimento?
Un'acquirente ha stipulato un contratto preliminare di compravendita immobiliare. A causa dell'inadempimento del venditore, l'acquirente ha rinunciato alla richiesta di trasferimento forzato dell'immobile per esercitare il diritto di recesso, pretendendo il doppio della caparra confirmatoria. I giudici di merito hanno accolto la domanda. Gli eredi del venditore hanno impugnato la decisione. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare complessità delle questioni giuridiche relative al rapporto tra l'azione di adempimento e il recesso, nonché alla commerciabilità di immobili con sanatoria edilizia ancora in corso, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita, senza ancora emettere una decisione definitiva.
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Assunzione delle prove all’estero: scontro sulla perizia
Una società estera ha citato in giudizio una società italiana per l'inadempimento di un contratto di vendita di macchinari. Il Tribunale ha nominato un consulente tecnico d'ufficio, inviandolo direttamente all'estero per esaminare i macchinari, senza seguire le procedure internazionali. Dopo il rigetto delle sue domande nei primi due gradi di giudizio, la società estera ha fatto ricorso in Cassazione. Ha contestato la validità della perizia per violazione delle norme sull'assunzione delle prove all'estero. La Corte di Cassazione, riconoscendo l'eccezionale importanza della questione, ha deciso di non decidere subito. Con un'ordinanza interlocutoria, ha rimesso la causa alla pubblica udienza per stabilire se il giudice italiano debba obbligatoriamente applicare la Convenzione dell'Aja del 1970 per le perizie svolte fuori dai confini nazionali.
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Definizione agevolata delle liti fiscali: sì anche con rinvio
L'Agenzia delle Entrate emetteva avvisi di accertamento contro una società e i suoi soci. Dopo alterne vicende giudiziarie, la Cassazione annullava con rinvio la decisione favorevole ai contribuenti. Questi ultimi proponevano ricorso per revocazione e, successivamente, istanza di sospensione del giudizio per accedere alla definizione agevolata delle liti fiscali ai sensi della Legge n. 197 del 2022. La Suprema Corte ha accolto la richiesta di sospensione. Infatti, poiché la sentenza impugnata per revocazione aveva disposto la cassazione con rinvio, la lite doveva considerarsi ancora pendente nel merito, rendendo legittimo l'accesso alla tregua fiscale.
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Giurisdizione contabile: scontro tra Stato e Regione sui tributi
Una Regione ha ingiunto all'Agenzia delle Entrate e al Ministero dell'Economia il pagamento di oltre 34 milioni di euro per il mancato riversamento della quota di tributi regionali (IRAP e IRPEF) derivanti dalla lotta all'evasione. Le amministrazioni statali hanno contestato la giurisdizione contabile dinanzi alla Corte dei Conti e poi in Cassazione. Durante il giudizio di legittimità, la Regione ha depositato una memoria tardiva eccependo l'esistenza di un giudicato esterno sulla giurisdizione per altre annualità. Le Sezioni Unite, rilevando la complessità delle questioni processuali relative alla produzione documentale e al giudicato, hanno disposto il rinvio della causa in pubblica udienza per consentire un pieno dibattito tra le parti.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop al processo
La Corte di Cassazione ha disposto la sospensione del giudizio relativo a una controversia tra una società energetica e l'Agenzia delle Entrate. La società ha infatti presentato formale richiesta per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. Poiché la lite rientrava tra quelle definibili e l'amministrazione finanziaria ha espresso il proprio consenso, i giudici hanno accolto l'istanza, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Definizione agevolata: stop alla causa tra società e fisco
Una società di vendita di energia ha richiesto la sospensione del processo tributario davanti alla Corte di Cassazione per poter accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti, prevista dalla Legge di Bilancio 2023. L'Agenzia delle Entrate e il Pubblico Ministero hanno espresso parere favorevole alla richiesta. La Suprema Corte, verificata la sussistenza dei requisiti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo. Questo provvedimento consente al contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale, estinguendo temporaneamente la pendenza giudiziaria in attesa della conclusione della procedura amministrativa di definizione agevolata.
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Sospensione del giudizio tributario: stop tra Fisco ed Energia
La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del giudizio tributario e il rinvio a nuovo ruolo della causa che vede contrapposte l'Amministrazione Finanziaria e una società operante nel settore energetico. Il provvedimento temporaneo arresta il processo in attesa della definizione di una questione pregiudiziale indispensabile per la decisione finale. Questa scelta evita il rischio di pronunce contrastanti e garantisce l'uniformità nell'applicazione del diritto. La decisione finale sulla controversia fiscale viene così posticipata, congelando la situazione processuale tra le parti fino alla risoluzione del nodo giuridico principale.
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Sospensione del processo tributario: stop al giudizio sull’energia
L'Agenzia delle Entrate ha proposto ricorso contro una società energetica. La Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha disposto la sospensione del processo tributario e il rinvio della causa a nuovo ruolo. La decisione è legata alla necessità di attendere la risoluzione di una questione pregiudiziale pendente dinanzi alle Sezioni Unite o alla Corte di Giustizia dell'Unione Europea, riguardante la compatibilità delle imposte energetiche con il diritto comunitario. La sospensione del processo tributario garantisce l'uniformità delle decisioni giudiziarie ed evita contrasti giurisprudenziali su temi di rilevante impatto economico per il settore dell'energia.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop alla lite
Una società ha richiesto la sospensione del processo tributario pendente davanti alla Corte di Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate. La richiesta si basa sulla volontà di avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie, prevista dalla Legge di Bilancio 2023 (Legge n. 197/2022). Sia il Pubblico Ministero sia l'Amministrazione Finanziaria hanno espresso parere favorevole alla richiesta. La Suprema Corte, riscontrando la sussistenza dei presupposti di legge, ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio della causa a nuovo ruolo, consentendo così alla contribuente di perfezionare la sanatoria fiscale.
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