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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2023

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1201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Efficacia del giudicato penale: Stato contro privati
Uno Stato Estero e le sue istituzioni hanno proposto una querela di falso contro un Imprenditore italiano e alcune societ finanziarie, contestando l'autenticit di un contratto del 1990 e delle relative copie conformi. La Corte d'Appello aveva ritenuto rilevante la precedente sentenza penale. Lo Stato Estero ha fatto ricorso in Cassazione, contestando l'efficacia del giudicato penale nei confronti di soggetti che avevano revocato la costituzione di parte civile o che erano rimasti estranei al processo penale. Data la complessit della questione, la Cassazione ha rinviato la causa a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza.
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Riunione dei ricorsi: lo scontro sulla cartella esattoriale
Il Ministero della Giustizia e l'Agenzia delle Entrate Riscossione hanno impugnato la decisione che accoglieva l'opposizione di un cittadino contro una cartella esattoriale per spese di giustizia. Poiché anche la società di riscossione ha presentato un ricorso autonomo contro la stessa sentenza, la Corte di Cassazione ha disposto la riunione dei ricorsi per trattarli insieme, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Notifica ricorso per cassazione: l’errore su Equitalia è sanabile
Il Ricorrente ha proposto opposizione contro una cartella di pagamento per sanzioni del Codice della strada emessa da Roma Capitale. Dopo il rigetto nei primi due gradi, ha proposto ricorso per cassazione. Tuttavia, ha eseguito la notifica ricorso per cassazione all'Agenzia delle Entrate-Riscossione, subentrata a Equitalia, presso il vecchio difensore di quest'ultima. La Corte di Cassazione ha rilevato che l'ultrattività del mandato non opera in caso di successione per legge dell'ente di riscossione. Di conseguenza, la notifica è nulla ma sanabile. La Corte ha quindi ordinato la rinnovazione della notifica presso l'Avvocatura dello Stato entro trenta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col Fisco
Un'impresa edile impugna gli avvisi di accertamento con cui l'Agenzia delle Entrate la qualifica come società non operativa per gli anni 2006 e 2007. La società lamenta l'impossibilità di operare a causa della mancata autorizzazione del Comune. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la causa giunge in Cassazione. I giudici rilevano che la controversia rientra tra quelle per cui è possibile richiedere la definizione agevolata (tregua fiscale). Pertanto, applicando la legge di bilancio, la Corte dispone la sospensione dei termini processuali e rinvia la causa a nuovo ruolo per consentire la definizione agevolata della lite, rimandando ogni decisione sul merito.
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Questione di giurisdizione: scontro tra ente e privati
Un ente religioso ha impugnato la sentenza d'appello che lo vedeva contrapposto a due privati, sollevando un'eccezione di difetto di giurisdizione del giudice ordinario a favore del giudice amministrativo. La seconda sezione civile della Corte di Cassazione ha esaminato il ricorso e ha ritenuto opportuno non decidere immediatamente. Il Collegio ha infatti ravvisato una complessa questione di giurisdizione. Per questo motivo, ha disposto il rinvio della causa alla pubblica udienza, affinché si possa valutare la trasmissione del fascicolo alle Sezioni Unite, l'organo supremo deputato a risolvere definitivamente tali conflitti di competenza tra giudici diversi.
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Regolamento condominiale contrattuale: i limiti alla proprietà
Un proprietario impugna la delibera del condominio che vieta l'apertura di una sala giochi nei suoi locali, ritenendo che l'assemblea abbia modificato senza unanimità il regolamento condominiale contrattuale. I giudici di merito danno ragione al condominio, ritenendo il divieto valido. La Cassazione, tuttavia, rileva d'ufficio una questione fondamentale: per limitare l'uso delle proprietà esclusive, non basta un generico rinvio al regolamento nell'atto d'acquisto, ma serve una relatio perfecta, ossia l'inserimento specifico delle clausole limitative nell'atto stesso. La Corte rinvia la decisione concedendo sessanta giorni alle parti per presentare osservazioni.
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Servitù di passaggio: il blocco della legna ferma la Cassazione
Un cittadino ha richiesto la tutela possessoria per una servitù di passaggio sul terreno dei vicini, ostruita da questi ultimi con un cumulo di legna. Dopo alterne vicende nei primi gradi di giudizio, la Corte d'Appello ha accolto la domanda del possessore tramite un giudizio di revocazione, ordinando la rimozione dell'ostacolo. I vicini hanno quindi proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, rilevando che una delle parti necessarie del giudizio non aveva ricevuto la notifica del ricorso, ha emesso un'ordinanza interlocutoria. Con questa decisione, i giudici hanno ordinato l'integrazione del contraddittorio, imponendo ai ricorrenti di notificare l'atto alla parte esclusa entro sessanta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo per la decisione finale.
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Notifica del ricorso in Cassazione: il ritardo costa l’espulsione
Un cittadino straniero ha proposto ricorso contro il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti. La Corte di Cassazione, rilevato un vizio, ha ordinato con ordinanza interlocutoria di rinnovare la notifica del ricorso alla Prefettura entro un termine preciso. Tuttavia, il ricorrente non ha provveduto a effettuare la notifica entro i sessanta giorni previsti. Di conseguenza, la Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso. La mancata notifica del ricorso in Cassazione entro il termine perentorio stabilito dal giudice comporta infatti la chiusura definitiva del processo senza l'esame dei motivi di merito, confermando la validità del provvedimento di espulsione originario.
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Recesso ad nutum in S.p.a.: scontro tra soci e creditori
Un socio di una società per azioni impugna la decisione che ha dichiarato nulla la clausola dello statuto sociale che consentiva il recesso ad nutum (cioè libero e senza giusta causa) con un preavviso di 180 giorni. La società ha una durata prestabilita fino al 2050. La Corte d'Appello aveva ritenuto nulla la clausola per contrasto con i principi di tutela del capitale sociale e dei creditori. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici e la grande importanza della questione per il diritto societario, ha deciso di non decidere subito in camera di consiglio, ma di rinviare la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Bonifica del sito inquinato: scontro tra Azienda e Comuni
Un acquirente scopre una grave contaminazione da rifiuti e biogas durante i lavori di costruzione su un terreno acquistato. Avvia quindi un'azione legale contro l'ex proprietario, un'azienda automobilistica, per ottenere il rimborso delle spese sostenute per la bonifica del sito inquinato. L'ex proprietario chiama in causa i Comuni e i precedenti proprietari che avevano gestito la discarica. Dopo i primi gradi di giudizio, la Cassazione, rilevando la pendenza di un altro procedimento strettamente connesso, decide con ordinanza interlocutoria di rinviare la causa per una trattazione congiunta, rimandando la decisione finale per garantire un esame coordinato delle responsabilità ambientali.
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Definizione agevolata: sanzione ridotta ma la confisca resta
Durante un controllo doganale, i funzionari scoprivano l'importazione di due orologi preziosi non dichiarati, spacciati per manometri. L'Agenzia delle Dogane contestava il tentato contrabbando e disponeva la confisca dei beni. Il Contribuente pagava un terzo della sanzione tramite definizione agevolata, ritenendo che questo pagamento cancellasse anche la confisca degli orologi. L'amministrazione negava la restituzione, tesi confermata nei primi gradi di giudizio. Il Contribuente ricorreva quindi in Cassazione. La Suprema Corte, data la complessità e la rilevanza della questione riguardante l'effetto della definizione agevolata sulla confisca doganale, ha deciso di non deliberare in camera di consiglio e ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite col fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso avvisi di accertamento IVA contro una società, contestando crediti ritenuti inesistenti. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito, la causa è giunta in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società contribuente ha richiesto la sospensione del processo avvalendosi della definizione agevolata prevista dalla legge di bilancio per il 2023 (Legge n. 197/2022). La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta formale e della sussistenza dei requisiti di legge, ha disposto la sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Riunione dei ricorsi in Cassazione: stop ai processi divisi
In una causa di divisione di beni tra comproprietari, un partecipante richiedeva l'usucapione di un immobile. Il Tribunale rigettava la richiesta con sentenza non definitiva, decisione poi confermata in appello e impugnata in Cassazione. Successivamente, veniva impugnata anche la sentenza definitiva dello stesso giudizio. La Corte di Cassazione, rilevando la pendenza di due ricorsi distinti ma relativi alla stessa vicenda, ha disposto la riunione dei ricorsi in Cassazione per garantire una decisione unitaria, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire la trattazione congiunta.
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Cancellazione dall’albo dei cassazionisti: difesa salva
Un cittadino si oppone al preavviso di iscrizione ipotecaria notificato da un ente pubblico per il recupero di un credito risarcitorio. Dopo il rigetto nei primi gradi, il ricorrente propone ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, emerge la cancellazione dall'albo dei cassazionisti del suo unico difensore. La Corte di Cassazione, per garantire l'effettività del diritto di difesa, dispone il rinvio a nuovo ruolo della causa. Questa decisione consente al ricorrente di ricevere personalmente la notifica del rinvio e di nominare un nuovo avvocato abilitato, evitando l'interruzione automatica del processo ma tutelando il diritto a una difesa tecnica attiva.
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Liquidazione coatta amministrativa: scontro su 11 milioni
Una società finanziaria pubblica ha chiesto l'ammissione al passivo della procedura di liquidazione coatta amministrativa di una banca, rivendicando un credito privilegiato di oltre 11 milioni di euro derivante da fideiussioni per finanziamenti agevolati. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, la banca in liquidazione ha proposto ricorso in Cassazione. La Terza Sezione Civile, rilevando che la controversia riguarda un'opposizione allo stato passivo nell'ambito di una liquidazione coatta amministrativa, ha dichiarato la propria incompetenza interna. La Corte ha quindi disposto la trasmissione degli atti alla Prima Sezione Civile, ritenuta tabellarmente competente per questa specifica materia.
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Valore legale dell’e-mail: accordo digitale contro polizza scritta
Un autotrasportatore (Il Vettore) subisce il furto di un carico di medicinali e chiede l'indennizzo alla propria assicurazione. La compagnia rifiuta il pagamento poiché la polizza escludeva i medicinali. Il Vettore sostiene che l'estensione della copertura era stata concordata tramite uno scambio di e-mail ordinarie tra il broker e un funzionario della compagnia. La Corte d'Appello nega il risarcimento, ritenendo l'e-mail ordinaria priva del valore di prova scritta richiesto per i contratti assicurativi. La Corte di Cassazione, rilevando l'assenza di precedenti specifici sul valore legale dell'e-mail ordinaria in questo ambito, decide di non emettere una sentenza immediata ma rinvia la causa a un'udienza pubblica per un esame approfondito della questione.
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Autonomia patrimoniale della cooperativa contro debiti sociali
Una cooperativa edilizia, in difficoltà nel pagare un mutuo bancario, stipula un accordo transattivo e delibera di addebitare a ciascun socio una quota di diecimila euro per coprire il debito. Un socio si oppone al pagamento, eccependo la violazione del principio di autonomia patrimoniale della cooperativa, secondo cui i soci non rispondono personalmente dei debiti sociali. Dopo il rigetto nei primi gradi di giudizio, la Corte di Cassazione, rilevando la novità e l'importanza della questione riguardante la legittimità di tale ripartizione dei debiti, decide con ordinanza interlocutoria di rinviare la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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Rimborso IRAP: scontro tra fisco e società pubblica in Cassazione
Una società pubblica di gestione idrica ha richiesto il Rimborso IRAP e IRES per oltre due milioni di euro, relativi a canoni di concessione inseriti a bilancio ma erroneamente omessi nella dichiarazione dei redditi. L'Amministrazione Finanziaria ha opposto il silenzio rifiuto. La Commissione Tributaria Regionale ha dichiarato inammissibile l'appello della società, ritenendo inoltre che l'istanza di rimborso non potesse sostituire una dichiarazione integrativa. La società ha proposto ricorso in Cassazione. Rilevando la pendenza di un altro ricorso per revocazione contro la medesima sentenza, la Suprema Corte ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per la trattazione congiunta dei due procedimenti, rimandando così la decisione finale sul merito della controversia.
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Frazionamento del credito: abuso processuale o diritto dovuto
Una struttura sanitaria ha richiesto diversi decreti ingiuntivi contro un'azienda sanitaria locale per ottenere il pagamento di prestazioni mediche. I giudici di merito hanno dichiarato le domande inammissibili, ravvisando un ingiustificato frazionamento del credito e un conseguente abuso del processo. La struttura sanitaria ha fatto ricorso in Cassazione, sostenendo che la parcellizzazione non dovesse annullare il diritto al pagamento, ma solo correggere i costi processuali eccessivi. La Suprema Corte ha rilevato un contrasto interno alla propria giurisprudenza: una tesi punisce il frazionamento con l'inammissibilità, mentre un'altra mira solo a eliminare gli effetti distorsivi sulle spese. Pertanto, la Cassazione ha rinviato la causa alla pubblica udienza per risolvere la questione.
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Sospensione dei termini tributari: Fisco contro contribuente
L'Agenzia delle Entrate ha impugnato la decisione della Commissione Tributaria Regionale che aveva dichiarato inammissibile, per tardività, il suo appello contro un contribuente in materia di imposta di registro. L'Agenzia sostiene che i giudici di secondo grado non abbiano considerato la sospensione di sei mesi prevista per la definizione agevolata delle liti pendenti. La Corte di Cassazione, rilevando la particolare importanza della questione interpretativa riguardante la sospensione dei termini tributari e il suo coordinamento con la sospensione feriale estiva, ha deciso di non decidere immediatamente in camera di consiglio. Con ordinanza interlocutoria, la Suprema Corte ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento nomofilattico.
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