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Ordinanza Interlocutoria — Anno 2023

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1201 provvedimenti applicano questo termine

Altri anni per Ordinanza Interlocutoria

Provvedimenti

Discarico dei ruoli: scontro da 22 milioni tra Cassa e Fisco
Una cassa previdenziale ha ottenuto un decreto ingiuntivo di oltre ventidue milioni di euro contro l'agente della riscossione per il mancato riversamento di contributi non riscossi. La Corte d'Appello ha revocato il decreto applicando le norme sul discarico automatico dei crediti. La cassa ha proposto ricorso in Cassazione, contestando l'applicabilità di tali norme pubbliche a un ente privato. La Suprema Corte, rilevando l'assenza di precedenti e la complessità della materia sul discarico dei ruoli, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per un approfondimento, anche alla luce delle recenti riforme sulla rottamazione dei ruoli esattoriali.
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Interpretazione del contratto: accordo quadro o nuova intesa?
Due finanziatrici stipulano un accordo quadro nel 2001 per finanziare l'acquisto di una farmacia da parte di un imprenditore, prevedendo il successivo trasferimento dell'attività e la firma di un contratto di associazione in partecipazione, avvenuta nel 2002. A seguito del fallimento dell'imprenditore, sorge un contenzioso sull'inadempimento degli accordi. I giudici di merito rigettano la domanda di risoluzione del primo accordo, ritenendolo assorbito e sostituito dal secondo contratto. Le finanziatrici ricorrono in Cassazione contestando l'errata interpretazione del contratto. La Suprema Corte, ravvisando una questione di particolare rilevanza sul collegamento negoziale e sugli effetti del fallimento, rinvia la causa alla pubblica udienza per un esame approfondito.
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Definizione agevolata: stop alla lite tra erede e Fisco
Un contribuente, in qualità di erede della socia di una società cancellata, ha richiesto la sospensione del processo in Cassazione contro l'Agenzia delle Entrate per usufruire della definizione agevolata prevista dalla Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte ha accolto l'istanza disponendo la sospensione del giudizio e il rinvio a nuovo ruolo, in attesa del deposito della documentazione sull'avvenuto pagamento.
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Definizione agevolata delle controversie tributarie: stop sanzioni
L'Azienda Importatrice e lo Spedizioniere Doganale hanno impugnato gli avvisi di rettifica con cui l'Agenzia delle Dogane richiedeva maggiori dazi e IVA per l'importazione di connettori. Dopo alterne vicende nei gradi di merito, le parti hanno presentato ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio di legittimità, i contribuenti hanno rinunciato all'impugnazione per la parte relativa ai tributi già versati, chiedendo invece la sospensione del processo per accedere alla definizione agevolata delle controversie tributarie limitatamente alle sanzioni irrogate. La Suprema Corte ha disposto la riunione dei ricorsi e ha accolto l'istanza di sospensione del giudizio, rinviando la causa a nuovo ruolo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria.
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Liquidazione compenso difensore d’ufficio bloccata da un errore
Un avvocato, nominato difensore d'ufficio per un cittadino straniero irreperibile, ha richiesto la liquidazione compenso difensore d'ufficio allo Stato, incluse le spese per il recupero del credito. Il Tribunale ha accolto parzialmente la domanda applicando però alcune riduzioni tariffarie. L'avvocato ha proposto ricorso in Cassazione contro il Ministero della Giustizia. La Suprema Corte ha rilevato che il ricorso è stato notificato erroneamente all'Avvocatura distrettuale anziché all'Avvocatura Generale dello Stato. Di conseguenza, i giudici hanno dichiarato la nullità della notifica e hanno disposto la sua rinnovazione entro sessanta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo per la successiva decisione.
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Definizione agevolata: il processo si ferma prima del verdetto
Un allevatore impugnava tre avvisi di accertamento relativi al disconoscimento della detrazione IVA per l'acquisto di bovini, ritenuti dall'ufficio operazioni soggettivamente inesistenti. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, l'allevatore proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, il contribuente presentava istanza di adesione alla definizione agevolata per i carichi esattoriali oggetto della controversia, chiedendo la sospensione del processo. La Corte di Cassazione, preso atto della richiesta e della documentazione prodotta, ha disposto la sospensione del giudizio in attesa del perfezionamento della definizione agevolata e del pagamento delle rate previste, rinviando la causa a nuovo ruolo per le verifiche necessarie.
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Rappresentanza doganale indiretta: chi paga se l’importatore mente?
Un Centro di Assistenza Doganale ha presentato una dichiarazione d'importazione per conto di un soggetto rivelatosi estraneo all'operazione. L'Amministrazione Doganale ha emesso un avviso di rettifica, contestando una rappresentanza doganale indiretta e richiedendo il pagamento dei dazi in solido. Dopo alterne decisioni nei gradi di merito sulla buona fede dello spedizioniere, la Corte di Cassazione, con un'ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa alla pubblica udienza. La Suprema Corte intende approfondire una complessa questione procedurale: la possibilità per il contribuente di presentare motivi aggiunti di ricorso entro il termine di sessanta giorni, anche in assenza di nuovi documenti. Al momento non vi è un vincitore definitivo, poiché il giudizio prosegue per chiarire i limiti del diritto di difesa nel processo tributario.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla causa
Una società di scommesse estera ha impugnato l'avviso di accertamento per il mancato versamento dell'imposta unica erariale del 2011, dovuta per l'attività di raccolta scommesse gestita da un intermediario locale. Durante il giudizio in Cassazione, caratterizzato anche da questioni di litisconsorzio necessario con l'intermediario, la società ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Rimborso imposte per eventi sismici: scontro sulla spedizione
I Contribuenti hanno richiesto il rimborso imposte per eventi sismici pari al novanta per cento dell'ILOR versata per il triennio 1990-1992. L'Ufficio Tributario ha negato il rimborso, ma i giudici di primo grado hanno accolto la domanda dei cittadini. Successivamente, il giudice d'appello ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente pubblico per presunta tardività della spedizione postale. L'Ufficio Tributario ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che la prova della tempestività fosse presente nei documenti di causa non esaminati. La Corte di Cassazione, con ordinanza interlocutoria, ha disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per acquisire i fascicoli dei precedenti gradi di giudizio, al fine di verificare la reale data di spedizione dell'appello.
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Integrazione del contraddittorio: stop alla lite sul debito
L'Agenzia delle Dogane ha impugnato la decisione che annullava due cartelle di pagamento emesse contro un'azienda concessionaria di giochi, a cui era stata negata la rateizzazione del debito tributario per mancata estensione della garanzia fideiussoria. La Corte di Cassazione, rilevando che l'agente della riscossione era stato parte nei precedenti gradi di giudizio ma non era stato evocato nel giudizio di legittimità, ha disposto l'integrazione del contraddittorio ex art. 331 c.p.c. ordinando la notifica del ricorso entro sessanta giorni, rinviando la causa a nuovo ruolo senza decidere il merito.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop al fisco in Cassazione
L'Agenzia delle Entrate ha richiesto il pagamento dell'IVA su contributi regionali ricevuti da una società partecipata, ritenendoli corrispettivi per servizi di distacco del personale. Dopo le decisioni favorevoli alla società nei primi due gradi di giudizio, l'Agenzia ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, la società ha presentato istanza per aderire alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Corte di Cassazione ha accolto la richiesta, disponendo la sospensione del processo e il rinvio a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Definizione agevolata dei carichi: la Cassazione frena l’estinzione
Un'azienda riceveva un avviso di accertamento per maggiori imposte Ires, Irap e Iva. Dopo il rigetto dei ricorsi nei primi due gradi di giudizio, la società proponeva ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, l'azienda presentava istanza di estinzione del processo per aver aderito alla definizione agevolata dei carichi affidati all'agente della riscossione. La Corte di Cassazione, rilevando la necessità di verificare l'effettivo perfezionamento della sanatoria, ha disposto il rinvio a nuovo ruolo della causa per richiedere informazioni scritte all'Agenzia delle Entrate sull'esito della domanda.
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Definizione agevolata: la Cassazione ferma la lite con il Fisco
L'Agenzia delle Entrate ha emesso un avviso di accertamento contro La Contribuente, contestando l'IVA su una fattura per la vendita di macchinari ritenuta relativa a un'operazione oggettivamente inesistente. Dopo la decisione favorevole alla contribuente in appello, l'ufficio finanziario ha proposto ricorso in Cassazione. Nelle more del giudizio, La Contribuente ha presentato istanza per avvalersi della definizione agevolata delle controversie tributarie. La Corte di Cassazione ha preso atto della richiesta e ha disposto la sospensione del processo, rinviando la causa a nuovo ruolo per consentire il perfezionamento della sanatoria fiscale.
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Giudicato esterno: quando il Fisco non subisce sentenze altrui
Un contribuente impugna diverse cartelle di pagamento per gli anni dal 2000 al 2007. La Commissione Tributaria Regionale accoglie parzialmente il ricorso, ritenendo nullo l'invio di alcune cartelle sulla base di un precedente giudicato esterno, ovvero una sentenza passata in giudicato di un altro processo. L'Agenzia delle Entrate ricorre in Cassazione, sostenendo che tale precedente decisione non le sia opponibile, non avendo essa partecipato a quel giudizio. La Suprema Corte, rilevata la necessità di approfondire la questione della regolarità delle notifiche e l'efficacia del giudicato esterno, non decide nel merito ma rinvia la causa a nuovo ruolo per la trattazione in pubblica udienza.
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Rimborso IVA: il fisco nega ma la Cassazione congela la lite
La curatela di una società fallita ha impugnato il diniego di un rimborso IVA disposto dall'Amministrazione Finanziaria a causa di una presunta frode fiscale. Dopo i rigetti nei primi due gradi di giudizio, il caso è giunto in Cassazione. L'Agenzia delle Entrate ha segnalato la pendenza di un altro giudizio strettamente connesso, la cui definizione potrebbe estinguere la controversia attuale. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, non ha deciso nel merito ma ha disposto il rinvio a nuovo ruolo, ordinando alle parti di depositare una nota scritta per chiarire i collegamenti tra i due procedimenti.
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Notifica all’Avvocatura dello Stato: l’errore che blocca la Cassazione
Un architetto ha richiesto il pagamento per la progettazione di un ascensore all'Assemblea Regionale Siciliana. L'ente pubblico si è opposto contestando la conformità urbanistica del progetto. Dopo alterne decisioni nei primi gradi di giudizio, il professionista ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte, con un'ordinanza interlocutoria, ha rilevato un vizio procedurale: la notifica all'Avvocatura dello Stato è stata eseguita presso la sede distrettuale di Palermo anziché presso l'Avvocatura generale di Roma, sede della Corte di cassazione. Questo errore nella notifica all'Avvocatura dello Stato richiede la regolarizzazione del contraddittorio prima di poter decidere sul merito della causa.
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Agevolazioni fiscali Tremonti ter: scontro su beni all’estero
Un'azienda ha richiesto il rimborso dell'IRES non versata grazie alle Agevolazioni fiscali Tremonti ter per l'acquisto di nuovi macchinari. L'Amministrazione Finanziaria ha negato il rimborso, sostenendo che lo spostamento dei macchinari presso sedi estere fuori dallo Spazio Economico Europeo comportasse la revoca del beneficio. La Commissione Tributaria Regionale ha dato ragione al Fisco. L'azienda ha proposto ricorso in Cassazione, sostenendo che il semplice spostamento fisico dei beni, senza vendita a terzi, non determini la perdita dell'agevolazione. La Suprema Corte, rilevando l'assenza di precedenti e l'importanza della questione interpretativa, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una decisione definitiva.
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Definizione agevolata: Fisco contro contribuente sui pagamenti
Il Contribuente ha impugnato un avviso di accertamento per maggior reddito da partecipazione societaria. Durante il giudizio di Cassazione, il Contribuente ha richiesto l'estinzione del processo per carenza di interesse, documentando l'adesione alla definizione agevolata e il pagamento delle somme dovute. L'Agenzia delle Entrate ha inizialmente eccepito che la definizione riguardava solo una parte del debito. Tuttavia, il Contribuente ha successivamente depositato le prove dell'avvenuta rateizzazione e del saldo totale di tutte le cartelle esattoriali collegate. La Corte di Cassazione ha quindi disposto il rinvio della causa a nuovo ruolo per consentire all'Amministrazione Finanziaria di verificare i pagamenti e prendere una posizione definitiva.
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Definizione agevolata delle liti pendenti: stop alla pretesa IVA
L'Agenzia delle Entrate ha recuperato a tassazione l'IVA sui contributi erogati dalla Regione Siciliana a favore di una società partecipata, ritenendoli corrispettivi per il distacco di personale. La società ha impugnato gli atti, ottenendo ragione nei primi due gradi di giudizio, dove i giudici hanno qualificato le somme come finanziamenti pubblici esenti da IVA. Pendente il ricorso in Cassazione, la società ha presentato istanza per accedere alla definizione agevolata delle liti pendenti ai sensi della Legge di Bilancio 2023. La Suprema Corte, riscontrando la regolarità della richiesta, ha accolto l'istanza e ha disposto la sospensione del processo in attesa del perfezionamento della procedura di sanatoria fiscale.
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Società di comodo: scontro tra rischio d’impresa e fisco
L'Agenzia delle Entrate ha negato il rimborso IVA a una società di costruzioni in liquidazione, qualificandola come una delle società di comodo per via del mancato raggiungimento dei ricavi minimi. La società ha contestato il provvedimento, sostenendo che l'inattività derivava da un blocco oggettivo, ossia un lungo contenzioso civile sul trasferimento dei terreni edificabili. La Commissione Tributaria Regionale ha accolto le ragioni della contribuente. L'amministrazione finanziaria ha proposto ricorso in Cassazione, ritenendo che l'attesa della sentenza fosse una libera scelta imprenditoriale e non un impedimento oggettivo. La Suprema Corte, con ordinanza interlocutoria, ha rinviato la causa alla pubblica udienza per una trattazione approfondita.
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