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Manleva

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874 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità medica: polizza copre anche il compenso?
Un caso di malasanità dentale approda in Corte d'Appello. La sentenza chiarisce i confini della copertura assicurativa in tema di responsabilità medica, stabilendo che il compenso inutilmente pagato al professionista costituisce un danno risarcibile coperto dalla polizza. La Corte conferma inoltre che la richiesta di graduazione della colpa tra medico e struttura sanitaria deve essere formulata espressamente in giudizio. Infine, viene legittimata la riduzione delle spese legali in caso di atti processuali eccessivamente prolissi.
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Manleva fiscale: quando scatta l’obbligo di garanzia?
In un caso riguardante una clausola di manleva fiscale, la Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dei garanti. Questi si erano rifiutati di onorare l'impegno sostenendo la tardività della comunicazione della pretesa fiscale e l'esistenza di una condizione implicita venuta meno. La Corte ha stabilito che il termine per la comunicazione decorre dall'atto impositivo formale, non da atti preliminari. Ha inoltre chiarito che spetta al garante provare eventuali eccezioni, come il dolo del garantito, e che la modifica dell'assetto societario non invalida di per sé l'accordo di manleva fiscale.
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Clausola claims made: la Cassazione ne conferma validità
La Corte di Cassazione ha stabilito la piena validità di una clausola claims made in un contratto assicurativo, ribaltando una decisione di merito. La Corte ha chiarito che tale clausola non è una decadenza vessatoria, ma definisce l'oggetto del rischio assicurato, legando la copertura alla data della richiesta di risarcimento e non solo a quella del fatto dannoso. Di conseguenza, una richiesta pervenuta oltre il termine previsto dalla polizza non è coperta.
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Domanda non riproposta: Cassazione e rinuncia tacita
L'ordinanza 5039/2024 della Corte di Cassazione affronta un caso di smarrimento di titoli affidati a una società di sicurezza. Il punto centrale della decisione è il principio secondo cui una domanda non riproposta esplicitamente nell'atto di riassunzione del processo, a seguito di un'interruzione come il fallimento di una parte, deve considerarsi rinunciata. Di conseguenza, la Corte ha cassato la sentenza d'appello per vizio di ultrapetizione, avendo quest'ultima pronunciato su una domanda di manleva che, di fatto, non era più parte del giudizio.
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Difetti immobile: risarcimento per isolamento acustico
La Corte di Cassazione, con la sentenza n. 5074/2024, ha confermato il diritto al risarcimento per gravi difetti di un immobile, specificamente per carente isolamento acustico. Gli acquirenti, costretti a trasferirsi a causa dei rumori intollerabili, hanno ottenuto il rimborso dei costi di costruzione per eliminare i vizi e dei canoni di locazione sostenuti. La Corte ha stabilito che il superamento dei limiti di legge sull'inquinamento acustico presume l'intollerabilità del rumore e che il costo per una nuova abitazione rappresenta un danno diretto e risarcibile quando l'immobile difettoso diventa inabitabile.
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Interpretazione clausola di manleva: Limiti e Criteri
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza 5023/2024, ha stabilito i principi per l'interpretazione della clausola di manleva in un contratto di appalto. Un ente pubblico aveva richiesto di essere tenuto indenne da una società costruttrice per i danni derivanti da una procedura espropriativa. La Corte ha dichiarato il ricorso inammissibile, confermando che, in presenza di un testo contrattuale chiaro, l'interpretazione deve attenersi al significato letterale delle parole. La clausola, facendo specifico riferimento alla "esecuzione dei lavori", non poteva essere estesa a coprire oneri diversi, come quelli legati all'esproprio.
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Azione di rivalsa: interesse ad agire e condanna
Un medico, precedentemente condannato per responsabilità sanitaria, ha avviato un'azione di rivalsa contro la struttura sanitaria. Quest'ultima ha contestato la richiesta, sostenendo la mancanza di interesse ad agire poiché la sentenza di condanna originaria non era ancora definitiva. La Corte di Cassazione ha respinto il ricorso della struttura, chiarendo che l'interesse ad agire può sorgere anche in corso di causa e confermando la legittimità di una condanna condizionata, che subordina l'obbligo di indennizzo al passaggio in giudicato della sentenza principale.
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Diritti di segreteria: calcolo e giurisdizione
Una segretaria comunale richiedeva il pagamento dei diritti di segreteria calcolati sul valore potenziale e futuro di un contratto. La Corte di Cassazione ha stabilito che i diritti di segreteria si calcolano solo sul valore certo e immediato dell'atto, escludendo somme future e condizionate. Ha inoltre affermato la giurisdizione del giudice ordinario per le domande di rimborso quando l'ente pubblico ha già riconosciuto il debito.
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Concorso di colpa: la ripartizione di responsabilità
La Corte d'Appello di Ancona ha riformato una sentenza di primo grado in materia di sinistro stradale, modificando la ripartizione del concorso di colpa dal 60/40 al 70/30 a sfavore dell'automobilista che aveva svoltato improvvisamente senza segnalazione. La Corte ha ritenuto prevalente la colpa dell'automobilista, ma ha confermato una quota di responsabilità per il motociclista a causa del sorpasso a destra. La decisione chiarisce anche importanti principi sulla liquidazione del danno biologico e patrimoniale.
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Denuncia dei vizi: termini validi solo tra le parti
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4300/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di denuncia dei vizi. Un'utilizzatrice di un immobile in leasing aveva citato in giudizio la società venditrice per gravi difetti strutturali. La questione centrale riguardava la validità di una clausola contrattuale, pattuita tra venditore e società di leasing, che estendeva i termini per la denuncia dei vizi. La Suprema Corte ha chiarito che tale clausola non può essere opposta ai danti causa del venditore (i venditori originari), poiché essi sono terzi rispetto a quel contratto. Di conseguenza, la denuncia effettuata nei loro confronti è stata considerata tardiva, annullando la decisione della Corte d'Appello e rinviando il caso per un nuovo esame.
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Estensione domanda al terzo: quando non è automatica
Una committente cita in giudizio il proprio progettista per inadempimento contrattuale. Il progettista chiama in causa un terzo collaboratore, indicandolo come responsabile. La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 4204/2024, chiarisce che l'estensione della domanda al terzo non è automatica se il rapporto giuridico tra convenuto e terzo è diverso da quello tra attore e convenuto. In assenza di una specifica domanda dell'attrice contro il terzo, quest'ultimo non può essere condannato. Il ricorso è stato rigettato anche per l'inammissibilità di altri motivi legati alla quantificazione del danno e al principio di autosufficienza.
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Esclusione rischio assicurativo: la clausola è valida
Una società di costruzioni, dopo aver danneggiato un cavo sotterraneo, si è vista negare la copertura dalla propria compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha confermato la validità della clausola di esclusione rischio assicurativo per danni a impianti sotterranei, stabilendo che tale clausola non è vessatoria. Secondo la Corte, questa clausola definisce l'oggetto del contratto (cosa è assicurato) e non costituisce una limitazione della responsabilità dell'assicuratore, respingendo così il ricorso della società.
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Improcedibilità ricorso: la notifica della sentenza
Un'ordinanza della Cassazione chiarisce l'importanza degli adempimenti formali. L'improcedibilità del ricorso principale, dovuta al mancato deposito della copia notificata della sentenza impugnata, ha determinato l'inefficacia del ricorso incidentale. Il caso nasceva da una controversia su responsabilità professionale e copertura assicurativa.
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Responsabilità direttore lavori: la Cassazione conferma
Un direttore dei lavori è stato ritenuto corresponsabile per i danni da infiltrazioni causati dall'impresa appaltatrice. La Corte di Cassazione ha dichiarato il suo ricorso inammissibile, sottolineando che la sua responsabilità non viene meno con semplici solleciti formali. Era necessario un intervento più incisivo, come consigliare la sostituzione dell'impresa inadempiente, per adempiere pienamente all'obbligo di vigilanza. La decisione ribadisce l'importanza di un controllo attivo e sostanziale per escludere la responsabilità del direttore dei lavori.
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Inammissibilità del ricorso: errori procedurali fatali
La Corte di Cassazione ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso di un soggetto per due gravi vizi procedurali. Il primo motivo è stato respinto per non aver specificato la riproposizione della domanda di manleva contro la propria assicurazione nel precedente grado di giudizio. Il secondo motivo, relativo alla distrazione delle spese legali, è stato dichiarato inammissibile per difetto di legittimazione passiva, in quanto l'impugnazione doveva essere rivolta al legale beneficiario e non alla parte assistita. La decisione sottolinea il rigore formale necessario nei ricorsi per Cassazione.
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Garanzia impropria espropriazione: la Cassazione chiarisce
Un comune, condannato a risarcire i proprietari per un'occupazione illegittima di un terreno, si rivolge alla Cassazione contro la decisione che escludeva la responsabilità della società beneficiaria dell'opera. La Suprema Corte accoglie parzialmente il ricorso, affermando che, sebbene la condanna al risarcimento verso i privati resti a carico del solo Comune (per volontà degli attori), il rapporto interno tra Comune e società deve essere riesaminato. La Corte di merito dovrà valutare la ripartizione delle colpe e l'effettiva portata della garanzia impropria espropriazione e delle clausole contrattuali di manleva tra i due soggetti.
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Contratto d’opera: differenze e responsabilità
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 3682/2024, chiarisce la distinzione fondamentale tra contratto d'appalto e contratto d'opera. La qualificazione dipende dalla struttura dell'impresa esecutrice. Nel caso di specie, i lavori eseguiti da un piccolo artigiano sono stati qualificati come contratto d'opera, comportando l'applicazione di un termine di prescrizione più breve (un anno) per la denuncia dei vizi, con conseguente rigetto della domanda di risarcimento danni per infiltrazioni.
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Responsabilità amministratori senza impegno di spesa
La Corte di Cassazione conferma la responsabilità personale di sindaco e vicesindaco per aver approvato un incarico professionale senza un formale e capiente impegno di spesa. La Corte ha chiarito che la partecipazione alla delibera autorizzativa, senza garantire la copertura finanziaria, configura il 'consenso' che fa sorgere l'obbligazione direttamente in capo agli amministratori. Viene inoltre negata la copertura assicurativa in quanto il rischio si era già manifestato prima della stipula della polizza.
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Responsabilità notaio: visure ventennali sufficienti?
In un caso di compravendita immobiliare viziata da un pignoramento non rilevato, la Corte di Cassazione esamina la responsabilità del notaio. Pur essendo prassi comune limitare le visure ipotecarie a 20 anni, la Corte ha ritenuto che la presenza di indizi su titoli di provenienza più antichi possa imporre al professionista un obbligo di maggiore diligenza. Riconoscendo la questione come di "particolare rilevanza", ha rinviato il caso a una pubblica udienza per una decisione approfondita, senza ancora definire il merito della controversia.
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Certificato di collaudo: il suo valore probatorio
In una controversia relativa all'allestimento di un autocarro risultato in sovrappeso, la Corte di Cassazione ha stabilito un principio fondamentale sul valore probatorio del certificato di collaudo. L'ordinanza chiarisce che il verbale di collaudo rilasciato dalla Motorizzazione Civile è un atto pubblico con fede privilegiata ai sensi dell'art. 2700 c.c. Pertanto, il suo contenuto non può essere liberamente valutato o smentito dal giudice sulla base di altri elementi, ma può essere contestato solo attraverso la specifica procedura della querela di falso. La Corte ha cassato la sentenza d'appello che aveva ignorato tale principio.
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