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Manleva

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874 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Responsabilità amministratori: la prova del danno
La Corte di Cassazione ha confermato la condanna di un amministratore per aver stipulato un contratto svantaggioso per la società. L'ordinanza chiarisce i principi sulla responsabilità amministratori, stabilendo che il danno può essere provato anche con prove atipiche, come un decreto ingiuntivo revocato. La Corte ha inoltre esteso la responsabilità a un socio-finanziatore che, pur non essendo amministratore di diritto, ha influenzato in modo determinante le scelte gestionali, agendo di fatto come tale. Spetta all'amministratore convenuto dimostrare la recuperabilità del credito per evitare la condanna al risarcimento.
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Requisiti ricorso Cassazione: la forma è sostanza
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso di un avvocato contro una condanna per responsabilità professionale. La decisione si fonda sulla grave carenza dei requisiti formali dell'atto, che non esponeva in modo chiaro e completo i fatti di causa, violando il principio di autosufficienza. La Corte ribadisce che i requisiti del ricorso in Cassazione non sono mero formalismo, ma essenziali per permettere al giudice di legittimità di decidere.
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Responsabilità da cose in custodia e fatto ignoto
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 7789/2024, ha stabilito un principio fondamentale in materia di responsabilità da cose in custodia (art. 2051 c.c.). Nel caso di un lavoratore ferito dal crollo di un cancello, la Corte ha confermato che il proprietario/custode del bene è responsabile anche se la causa esatta del cedimento rimane ignota. Il 'fatto ignoto' non costituisce 'caso fortuito' e non è sufficiente a esonerare il custode, sul quale grava l'onere di provare un evento esterno, imprevedibile e inevitabile che abbia interrotto il nesso causale.
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Risoluzione contratto: inadempimento e risarcimento
Un'ordinanza della Corte di Cassazione affronta il tema della risoluzione del contratto per inadempimento in un caso di permuta di un'area edificabile con immobili da costruire. La Corte ha annullato la decisione di merito che, oltre a disporre la restituzione del terreno con le opere parzialmente realizzate, aveva condannato l'impresa inadempiente a pagare l'intero costo per il completamento dei lavori. Secondo i giudici, tale duplicazione creerebbe un ingiustificato arricchimento per la parte non inadempiente, violando i principi che regolano gli effetti restitutori e risarcitori della risoluzione contrattuale.
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Responsabilità della banca: l’invito a disinvestire
La Corte di Cassazione analizza un caso di investimenti non autorizzati e con firme false effettuati da un direttore di filiale. La Corte ha stabilito che la responsabilità della banca per i danni non può essere ridotta attribuendo un concorso di colpa ai clienti solo perché non hanno seguito un generico invito a disinvestire, soprattutto se tale invito è pervenuto durante la causa. Il provvedimento chiarisce i limiti del dovere del danneggiato di mitigare il danno.
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Assicurazione dipendenti statali: la Cassazione chiarisce
A seguito di un infortunio sul lavoro, un'amministrazione scolastica è stata condannata al risarcimento. La sua richiesta di manleva verso la compagnia assicuratrice privata è stata respinta. La Corte di Cassazione ha confermato la decisione, chiarendo che il regime speciale di assicurazione dipendenti statali costituisce una forma di assicurazione obbligatoria. Di conseguenza, la polizza, che copriva solo il personale non soggetto a tale obbligo, non era applicabile.
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Responsabilità in cantiere: la condotta della vittima
La Cassazione conferma la condanna di un'impresa edile per un infortunio, chiarendo i limiti della responsabilità in cantiere. Il ricorso dell'impresa è stato respinto per vizi formali e per la mancata riproposizione di domande in appello, ritenendo irrilevante la presunta condotta imprudente della vittima non provata correttamente nei gradi di merito.
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Obbligazioni solidali avvocato: la guida completa
Un avvocato ha agito per il pagamento del proprio compenso professionale nei confronti della sua ex cliente e della compagnia assicurativa, coobbligata in solido. Il Tribunale aveva erroneamente dichiarato la cessazione della materia del contendere contro l'assicurazione, solo perché l'avvocato aveva già ottenuto un'ordinanza di pagamento, non eseguita, contro la cliente. La Corte di Cassazione ha annullato questa decisione, chiarendo che nel caso di obbligazioni solidali avvocato, il diritto del creditore di agire contro ciascun debitore persiste fino all'effettivo e integrale pagamento del debito, e non si estingue con la sola emissione di un titolo esecutivo contro uno di essi.
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Giudizio di rinvio: i limiti del giudice d’appello
Una compagnia assicurativa ricorre in Cassazione dopo una condanna in appello. La Suprema Corte rigetta il ricorso, chiarendo i limiti invalicabili del giudice nel giudizio di rinvio, il quale non può esaminare questioni non indicate nella precedente sentenza di annullamento. Il caso riguardava la copertura assicurativa per una rapina a un furgone portavalori.
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Risarcimento danni infiltrazioni: la Cassazione decide
Una condomina chiede il risarcimento danni infiltrazioni subite nel proprio appartamento. Il condominio viene condannato in primo e secondo grado. Un'altra condomina interviene e ricorre in Cassazione, lamentando un'errata quantificazione del danno che non terrebbe conto dello stato preesistente dell'immobile e una presunta ultrapetizione. La Corte di Cassazione rigetta il ricorso, stabilendo che la valutazione dei fatti e la quantificazione del danno, se adeguatamente motivate, non sono riesaminabili in sede di legittimità, ribadendo i limiti del proprio giudizio.
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Copertura assicurativa: quando la colpa è coperta?
Un istruttore sportivo, condannato per lesioni colpose a un allievo, ha citato in giudizio la propria federazione sportiva per non avergli garantito la copertura assicurativa. La federazione sosteneva che l'atto, derivante da colpa cosciente, non fosse "accidentale" e quindi non coperto. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso della federazione, stabilendo che la copertura assicurativa per responsabilità civile si estende a ogni forma di colpa, anche grave o cosciente, escludendo unicamente i danni causati con dolo, salvo diversa pattuizione espressa.
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Responsabilità casa di riposo: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata sul caso del decesso di un anziano ospite di una struttura, affetto da Alzheimer, a seguito di soffocamento. La famiglia aveva citato in giudizio la casa di riposo, la quale aveva chiamato in causa la cooperativa che forniva il personale di assistenza. La Suprema Corte ha escluso la responsabilità della cooperativa, evidenziando che il contratto d'appalto attribuiva alla casa di riposo la definizione degli standard qualitativi e quantitativi del servizio. Inoltre, ha dichiarato inammissibile la domanda basata sulla 'responsabilità da contatto sociale', poiché introdotta tardivamente nel processo, confermando l'importanza di definire correttamente le basi della propria azione legale sin dall'inizio.
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Contratto quadro: non necessario per prodotti finanziari
Un gruppo di investitori ha citato in giudizio una compagnia di assicurazioni per polizze vita a contenuto finanziario, sostenendo la nullità dei contratti per mancanza di un contratto quadro scritto. Le corti di merito avevano dato loro ragione. La Corte di Cassazione, tuttavia, ha ribaltato la decisione, stabilendo che, in base alla normativa vigente all'epoca dei fatti (Regolamento CONSOB n. 11522/1998), il servizio di collocamento di prodotti finanziari era esplicitamente esentato dall'obbligo di stipulare un contratto quadro. Di conseguenza, la sentenza è stata annullata con rinvio alla Corte d'Appello.
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Responsabilità subappaltatore: quando è esclusa?
Un'impresa edile cita in giudizio il proprio subappaltatore per i danni derivanti da un crollo in cantiere. La Corte di Cassazione ha escluso la responsabilità del subappaltatore, stabilendo che il nesso di causalità era stato interrotto. Il danno, infatti, non derivava dall'opera oggetto del subappalto, ormai conclusa, ma da successivi lavori eseguiti da un terzo su ordine diretto del committente e dalla negligenza dello stesso committente nel posizionare una gru in un'area a rischio.
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Restituzione addizionale energia: la Cassazione decide
La Corte di Cassazione si è pronunciata su un caso di restituzione addizionale energia pagata da un'azienda e riscossa da una società di factoring. L'ordinanza conferma il diritto del consumatore a ottenere il rimborso della somma, in quanto l'addizionale era basata su una norma nazionale in contrasto con il diritto dell'Unione Europea. Il ricorso della società fornitrice di energia, che aveva ceduto il credito, è stato rigettato, consolidando il principio per cui l'azione di restituzione va intentata contro chi ha materialmente ricevuto il pagamento.
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Rimborso accise energia: la Cassazione conferma
La Corte di Cassazione ha confermato il diritto di un'azienda a ottenere il rimborso accise energia relative all'addizionale provinciale sulla fornitura elettrica. Il caso vedeva un'azienda utente richiedere la restituzione delle somme versate a una società di factoring, la quale aveva acquistato i crediti dal fornitore di energia. La Suprema Corte ha rigettato il ricorso del fornitore, allineandosi a un orientamento consolidato che sancisce l'illegittimità di tale addizionale e il conseguente diritto alla restituzione per l'utente finale.
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Cessazione materia del contendere: appello inammissibile
La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso presentato da alcuni fideiussori contro una banca. A seguito di un accordo transattivo tra tutte le parti coinvolte, è venuto meno l'interesse a proseguire il giudizio, portando alla cessazione della materia del contendere e alla conseguente chiusura del procedimento senza una decisione nel merito.
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Motivazione apparente: polizza professionale annullata
La Corte di Cassazione ha annullato una sentenza che condannava una compagnia assicurativa a indennizzare un architetto per responsabilità professionale in un appalto pubblico. La decisione è stata motivata dalla presenza di una "motivazione apparente", poiché i giudici di merito non avevano spiegato in modo adeguato come le polizze assicurative coprissero il danno specifico, limitandosi a un'affermazione generica e assertiva. Sono stati invece respinti i ricorsi incidentali presentati dall'architetto e dal Comune committente.
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Impossibilità sopravvenuta: locatore risponde sempre?
Un imprenditore agricolo stipula un contratto di locazione per un immobile, ma non può prenderne possesso perché il precedente inquilino si rifiuta di lasciarlo. I tribunali di merito avevano inizialmente escluso la responsabilità del locatore, invocando l'impossibilità sopravvenuta. La Corte di Cassazione, con una decisione innovativa, ribalta il verdetto: se il locatore era consapevole della situazione, si assume il rischio e risponde dell'inadempimento.
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Surrogazione fideiussore: obbligo dell’importatore
Una compagnia assicuratrice, in qualità di fideiussore di uno spedizioniere doganale, paga i dazi non versati da quest'ultimo. Successivamente, agisce in surrogazione contro l'importatore della merce per recuperare la somma. La Corte di Cassazione, confermando le decisioni dei giudici di merito, stabilisce che l'importatore è tenuto a rimborsare il fideiussore. Questo perché l'importatore è il soggetto passivo principale dell'obbligazione tributaria verso l'amministrazione doganale. L'eventuale inadempimento nei rapporti interni tra l'importatore e i suoi spedizionieri (mandatari o sub-mandatari) non è opponibile al fideiussore che ha saldato il debito e che, tramite la surrogazione fideiussore, subentra nei diritti del creditore originario.
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