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Manleva

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874 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Distanze legali depositi pericolosi: la Cassazione
Una società di carburanti installava un serbatoio di gas vicino a un terreno non edificato. La Corte di Cassazione ha confermato l'ordine di rimozione, stabilendo che le distanze legali per depositi pericolosi, ai sensi dell'art. 890 c.c., devono essere sempre rispettate, indipendentemente dalla presenza di edifici sul fondo confinante. In assenza di regolamenti specifici, il giudice può usare come parametro normative tecniche di settore.
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Contratto nullo: obbligo di restituzione del capitale
La Corte di Cassazione ha stabilito che, in caso di contratto nullo per firma falsa, chi ha ricevuto un finanziamento è comunque tenuto a restituire il capitale. Questa obbligazione sorge automaticamente dalla nullità del titolo e non richiede una specifica domanda di ingiustificato arricchimento da parte della finanziaria. Il ricorso dei clienti, che chiedevano la restituzione delle rate già pagate, è stato respinto proprio perché avevano ricevuto la somma capitale senza un valido titolo contrattuale.
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Rischio assicurativo: la condotta illecita e il danno
Un professionista, condannato per responsabilità professionale, richiedeva l'indennizzo alla sua compagnia assicurativa. La Corte di Cassazione ha stabilito che il 'rischio assicurativo' si identifica con la condotta illecita del professionista e non con il successivo momento in cui il danno diventa giudizialmente certo. Di conseguenza, una polizza stipulata dopo la condotta negligente, ma prima della sentenza definitiva, non può coprire tale evento, poiché manca l'elemento dell'incertezza del rischio. La Corte ha cassato la decisione di merito che aveva erroneamente fatto coincidere il sinistro con la data della sentenza.
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Deroga distanze legali: quando non si applica?
La Cassazione chiarisce che la deroga distanze legali, prevista per i piani di recupero urbano, non si applica se solo uno dei due edifici confinanti è incluso nel piano. La Corte ha cassato la sentenza d'appello solo per l'omessa pronuncia sulla domanda di manleva, confermando la condanna all'arretramento della costruzione.
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Onere della prova nella chiamata di terzo: una guida
Una conduttrice, citata in giudizio per canoni di locazione non pagati, ha chiamato in causa la società cessionaria del suo ramo d'azienda chiedendo di essere tenuta indenne. Sia la Corte d'Appello che la Cassazione hanno rigettato le sue pretese, stabilendo un principio fondamentale sull'onere della prova nella chiamata di terzo: la parte che agisce in rivalsa deve fornire prove concrete dei fatti a fondamento della propria domanda, senza poter fare affidamento sui poteri istruttori del giudice per colmare le proprie lacune probatorie. Il ricorso è stato dichiarato inammissibile.
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Tassazione atti giudiziari: la guida completa
La Corte di Cassazione chiarisce la corretta tassazione degli atti giudiziari contenenti più disposizioni. In un caso riguardante la condanna di un professionista al risarcimento danni e la contestuale manleva da parte della sua assicurazione, la Corte ha stabilito che le due disposizioni sono autonome. Derivando da titoli giuridici distinti (responsabilità professionale e contratto di assicurazione), devono essere soggette a tassazione separata e non a un'unica imposta sulla disposizione più onerosa.
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Responsabilità contrattuale assicurazione: cosa copre?
Un'azienda di fumigazione, a seguito di un lavoro eseguito in modo difettoso, viene citata per danni. La sua compagnia assicurativa nega la copertura. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, stabilisce un principio chiave sulla responsabilità contrattuale assicurazione: una polizza standard per la responsabilità civile verso terzi copre i danni extracontrattuali (aquiliani), ma non quelli derivanti direttamente dall'inadempimento di una prestazione contrattuale. Di conseguenza, l'azienda è tenuta a risarcire il danno senza poter essere manlevata dalla propria assicurazione.
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Compenso avvocato subentrante: divisione delle spese
Analisi di un'ordinanza della Cassazione sul compenso dell'avvocato subentrante. La Corte chiarisce che il legale che incassa l'intera somma delle spese liquidate in sentenza deve versare la quota spettante al collega precedente per l'attività svolta, anche se non c'è un rapporto diretto.
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Domanda trasversale: come agire contro un co-convenuto
La Corte di Cassazione interviene sul tema della domanda trasversale tra convenuti. In un caso di vizi acustici di un immobile, la venditrice citava in garanzia altri convenuti (progettisti e costruttori). Le corti di merito ritenevano tardiva la domanda perché non era stato chiesto il differimento dell'udienza. La Cassazione cassa la decisione, stabilendo che per la domanda trasversale non si applicano le formalità previste per la chiamata di un terzo estraneo al giudizio, semplificando così l'azione processuale.
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Giudicato interno sulla giurisdizione: i limiti
La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile un ricorso che tentava di rimettere in discussione la giurisdizione del giudice amministrativo, già definita con una precedente sentenza non definitiva passata in giudicato. La Corte ha stabilito che il 'giudicato interno sulla giurisdizione' formatosi in una fase precedente del processo impedisce alle parti di sollevare nuovamente la questione. A causa della riproposizione di una questione già decisa, la società ricorrente è stata condannata per responsabilità aggravata (lite temeraria).
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Caduta scale bagnate: onere della prova del danno
Una donna cade sulle scale condominiali bagnate a causa delle pulizie in corso e cita in giudizio il Condominio per ottenere il risarcimento dei danni. Il Tribunale di Torino ha respinto la domanda, sottolineando che l'attrice non ha adempiuto al proprio onere della prova. Non è stato sufficiente dimostrare la caduta e la presenza di acqua, ma era necessario provare il nesso causale, ovvero che la caduta sia stata provocata specificamente dalla scivolosità del pavimento, con una descrizione dettagliata della dinamica. In assenza di tale prova, la richiesta di risarcimento è stata rigettata.
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Vendita immobile irregolare: chi paga la sanatoria?
Un'azienda acquista un immobile commerciale scoprendo un'irregolarità edilizia. La sentenza analizza la responsabilità del venditore. Il Tribunale riconosce il rimborso dei costi per la sanatoria ma nega il risarcimento per i danni da ritardo, evidenziando il principio di autoresponsabilità dell'acquirente che era a conoscenza del problema. In caso di vendita immobile irregolare, la garanzia del venditore copre i costi per regolarizzare, ma l'accettazione del rischio da parte del compratore può escludere altri danni.
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Pagamento creditore apparente: la Cassazione decide
Un'azienda ha pagato il costo di un muro di confine al proprio venditore anziché al vicino che lo ha costruito. La Cassazione ha stabilito che tale pagamento non è liberatorio, escludendo l'ipotesi di pagamento a creditore apparente per mancanza di diligenza da parte del debitore. La Suprema Corte ha inoltre accolto il ricorso sulle spese legali, affermando che la compensazione richiede ragioni gravi ed eccezionali.
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Leasing traslativo: nullità clausola e onere prova
La Corte di Cassazione, con l'ordinanza n. 18235/2024, si è pronunciata su un caso di leasing traslativo. Un'impresa aveva sospeso il pagamento dei canoni a causa di presunti vizi del bene fornito. La Corte ha rigettato il ricorso dell'utilizzatore, stabilendo che la clausola penale che prevede il pagamento dei canoni futuri è valida, sebbene riducibile dal giudice in caso di manifesta eccessività. Inoltre, ha ribadito che l'onere di provare l'esistenza dei vizi del bene grava sull'utilizzatore e che la mancata indicazione dell'ISC/TAEG non comporta la nullità del contratto.
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Responsabilità professionale avvocato: onere della prova
La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso di un cliente contro il proprio legale, stabilendo che, ai fini di una condanna per responsabilità professionale dell'avvocato, non è sufficiente dimostrare l'esistenza del contratto d'opera. È onere del cliente fornire la prova concreta dell'inadempimento del professionista, del danno subito e del nesso di causalità tra i due. In assenza di tali prove, anche la richiesta di ammettere testimoni per dimostrare l'esistenza del rapporto professionale diventa irrilevante e quindi inammissibile.
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Inammissibilità ricorso cassazione: il caso della verbosità
Due proprietari di un immobile, danneggiato da un allagamento, hanno citato in giudizio il Comune. Dopo una sentenza d'appello a loro sfavorevole, hanno presentato ricorso alla Corte di Cassazione. La Suprema Corte ha dichiarato l'inammissibilità del ricorso per cassazione a causa della sua eccessiva lunghezza e mancanza di chiarezza. Il documento di 115 pagine è stato ritenuto in violazione del principio di sinteticità, impedendo ai giudici di individuare le questioni giuridiche fondamentali.
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Rimborso spese legali amministratore: no se pre-2015
Un ex Sindaco, assolto da accuse penali relative al suo mandato, ha chiesto il rimborso delle spese legali al Comune. La Corte di Cassazione ha negato tale diritto, chiarendo che per i fatti antecedenti alla legge del 2015, non esiste un principio generale di rimborso spese legali amministratore. La Corte ha distinto la posizione del funzionario onorario da quella del dipendente pubblico e ha escluso che le spese legali, pur in caso di assoluzione, derivino direttamente dall'esecuzione del mandato.
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Spese legali medico: quando l’azienda sanitaria paga?
Un medico chiedeva il rimborso delle spese legali alla propria azienda sanitaria per una causa di responsabilità. La Cassazione ha negato il diritto, applicando il principio di irretroattività delle norme. La copertura prevista da un CCNL non si applica se l'evento contestato è avvenuto prima della sua entrata in vigore. L'analisi chiarisce i limiti della manleva per le spese legali del medico.
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Prescrizione responsabilità solidale: vale per tutti
A seguito di un incidente mortale in un condominio, la Cassazione ha chiarito un punto cruciale sulla prescrizione e responsabilità solidale. La Corte ha stabilito che l'atto di costituzione di parte civile nel processo penale a carico di un solo coobbligato (l'amministratore) interrompe la prescrizione anche per gli altri responsabili (i condomini), in virtù del vincolo di solidarietà che li lega a causa dell'unico fatto dannoso.
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Responsabilità direttore lavori: i limiti del dovere
Una società immobiliare cita in giudizio l'impresa costruttrice e il direttore dei lavori per gravi difetti in un'opera. La Corte di Cassazione, confermando la decisione d'appello, chiarisce i limiti della responsabilità del direttore dei lavori. In assenza di un incarico specifico per la verifica progettuale e di un capitolato dettagliato, il professionista non risponde delle scelte sui materiali o di vizi non derivanti da una sua negligenza nella vigilanza sull'esecuzione. L'ordinanza affronta anche il tema procedurale dell'ultrapetizione in materia di spese di lite.
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