L'Imputato, condannato con patteggiamento per spaccio di lieve entità ed estorsione tentata, ha impugnato la decisione del giudice che disponeva la confisca diretta di 3.320 euro e, in alternativa, la confisca per equivalente dei suoi beni. La Corte di Cassazione ha accolto parzialmente il ricorso. I giudici hanno stabilito che la confisca diretta del denaro derivante dallo spaccio è legittima. Al contrario, la confisca per equivalente non è applicabile per i reati di droga di lieve entità, poiché la legge esclude espressamente questa misura per tale fattispecie attenuata. La Suprema Corte ha quindi annullato senza rinvio la sentenza limitatamente alla confisca per equivalente, eliminandola, confermando invece la confisca diretta della somma di denaro.
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