L'Imputato riceveva una condanna in appello per spaccio di lieve entità, mentre il giudice dichiarava improcedibile una seconda imputazione per mancanza di querela. La difesa ha presentato ricorso in Cassazione denunciando la totale assenza di motivazione sulle prove dell'accusa. La Suprema Corte ha riconosciuto le gravi carenze della sentenza impugnata, ma ha rilevato l'intervenuta prescrizione del reato. Dal compimento del fatto nel maggio 2013 era infatti trascorso il termine massimo di sette anni e sei mesi, pur considerando le sospensioni processuali. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno annullato la condanna senza rinvio, liberando definitivamente L'Imputato dall'addebito penale.
Continua »