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Gestione Separata

763 provvedimenti applicano questo termine

Definizione

Un fondo previdenziale gestito dall'INPS a cui devono iscriversi i lavoratori autonomi privi di una propria cassa previdenziale specifica.

Norme più ricorrenti in questi provvedimenti

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Provvedimenti

Decorrenza pensione di vecchiaia: no ad arretrati senza domanda
Un lavoratore ha richiesto all'ente previdenziale la pensione nella gestione separata, chiedendo di computare i contributi versati in precedenza come dipendente. I giudici di merito avevano fissato la decorrenza pensione di vecchiaia alla data del compimento dell'età pensionabile, condannando l'ente a versare gli arretrati. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'istituto previdenziale. La Suprema Corte ha chiarito la netta differenza tra la maturazione del diritto e la decorrenza pensione di vecchiaia. Se l'assegno dipende dalla facoltà di computo dei contributi esterni, la prestazione non retroagisce al raggiungimento dell'età ma spetta solo dal mese successivo alla domanda amministrativa.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la Cassazione chiarisce i termini
La Corte di Cassazione ha chiarito un punto fondamentale sulla Prescrizione contributi Gestione Separata. Una professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi per il 2011, portando l'INPS a richiedere contributi. La Corte d'Appello aveva ritenuto che l'omissione fosse un "occultamento doloso", sospendendo la prescrizione. La Cassazione ha invece stabilito che la prescrizione inizia dalla scadenza del versamento dei contributi, non dalla presentazione della dichiarazione. Ha inoltre precisato che la semplice mancata compilazione del quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso se i redditi sono stati comunque dichiarati. Di conseguenza, la pretesa contributiva dell'INPS è stata dichiarata prescritta.
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Prescrizione Contributi INPS: La Cassazione sposta la decorrenza
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di prescrizione contributi INPS per una professionista. L'INPS aveva richiesto il pagamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato il credito prescritto, facendo decorrere il termine dal 16 giugno 2010. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'INPS, stabilendo che il termine di prescrizione quinquennale per i contributi alla Gestione Separata decorre dalla scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata differita al 6 luglio 2010 da un DPCM. La sentenza ha quindi cassato la decisione precedente, rinviando la causa per una nuova valutazione.
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Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso Salva il Professionista?
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso riguardante l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata per un avvocato. L'INPS aveva chiesto l'iscrizione per un professionista che, negli anni in questione, aveva percepito redditi inferiori a 5.000 euro. La Corte ha stabilito che l'obbligo di iscrizione per i professionisti iscritti a un albo dipende dall'esercizio abituale dell'attività. Se l'attività è abituale, il limite di reddito di 5.000 euro non è rilevante. Tuttavia, se il reddito è inferiore a tale soglia e l'INPS non prova l'abitualità, l'iscrizione non è dovuta. La Cassazione ha respinto il ricorso dell'INPS, confermando che l'avvocato non doveva essere iscritto alla Gestione Separata, poiché l'attività non era considerata abituale e l'INPS non aveva fornito prove contrarie.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Cambia Tutto
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema della Prescrizione contributi Gestione Separata. Una lavoratrice aveva contestato l'obbligo di iscrizione e il versamento di contributi all'INPS. La Corte d'Appello aveva stabilito che il termine di prescrizione iniziava dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha ribaltato questa decisione, affermando che il dies a quo (il momento iniziale) per la prescrizione dei contributi dovuti alla Gestione Separata decorre dalla scadenza dei termini per il loro pagamento, non dalla data di presentazione della dichiarazione dei redditi. La sentenza è stata cassata con rinvio, a favore della lavoratrice.
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Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso non Esclude l’INPS
Un Avvocato, iscritto all'albo ma non alla Cassa Forense, è stato iscritto d'ufficio dall'INPS alla Gestione Separata per il 2011. La Corte d'Appello aveva annullato la richiesta di contributi, ritenendo l'attività occasionale per il reddito inferiore a 5.000 euro. L'INPS ha presentato ricorso. La Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti deriva dall'esercizio *abituale* dell'attività, non dal superamento della soglia di 5.000 euro, che è rilevante solo per il lavoro autonomo *occasionale*. La causa è rinviata alla Corte d'Appello per accertare la natura abituale dell'attività.
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Prescrizione contributi Gestione separata: stop INPS oltre 5 anni
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei contributi previdenziali per l'anno 2011 tramite un avviso notificato ad agosto 2017. L'ente sosteneva che il termine decorresse dalla presentazione del modello fiscale o che la mancata compilazione del quadro tributario integrasse un occultamento intenzionale. Il professionista ha eccepito la prescrizione contributi Gestione separata per decorso del termine quinquennale. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso del professionista, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza per il versamento del saldo contributivo e non dalla successiva dichiarazione dei redditi. Inoltre, la mancata compilazione del quadro dedicato non costituisce occultamento doloso. I contributi pretesi sono stati dichiarati definitivamente prescritti.
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Iscrizione alla Gestione separata INPS: i criteri per l’obbligo
L'Istituto Previdenziale ha richiesto a una professionista il versamento dei contributi per l'anno 2010. I giudici di merito hanno respinto l'opposizione della lavoratrice, ritenendo irrilevante l'accertamento sull'abitualità dell'attività e applicando la soglia di reddito del lavoro occasionale. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso della contribuente. La Suprema Corte ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione separata INPS impone un accertamento rigoroso della natura abituale della professione. Il limite reddituale dei cinquemila euro riguarda esclusivamente l'attività occasionale e non può sostituire la prova concreta dell'esercizio continuativo della professione.
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Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso non Basta all’INPS
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Avvocato con redditi inferiori a 5.000 euro, contestando l'obbligo iscrizione Gestione Separata INPS. L'INPS sosteneva che il reddito basso non escludeva l'abitualità dell'attività. La Cassazione ha chiarito che il reddito sotto soglia è solo un indizio di occasionalità; l'abitualità si valuta anche con partita IVA e iscrizione all'albo. Tuttavia, ha rigettato il ricorso dell'INPS perché l'Istituto non aveva fornito prove sufficienti per dimostrare l'abitualità dell'attività dell'Avvocato, confermando l'esonero dall'obbligo contributivo per i periodi in questione.
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Gestione separata INPS: contributi dovuti anche sotto 5000 euro
L'Ente Previdenziale ha richiesto i contributi previdenziali a una libera professionista iscritta all'albo per l'anno 2011. I giudici di merito hanno escluso l'obbligo contributivo ritenendo determinante il mancato superamento della soglia reddituale di 5.000 euro. L'Ente ha proposto ricorso in Cassazione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'Istituto, stabilendo che la Gestione separata INPS si applica a chiunque svolga la professione in modo abituale, a prescindere dall'importo dei guadagni percepiti. Il limite dei 5.000 euro vale soltanto per il lavoro autonomo puramente occasionale. I giudici di legittimità hanno quindi cassato la sentenza e rinviato la causa per un accertamento concreto sull'abitualità dell'attività professionale svolta.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga salva l’INPS
L'ente previdenziale ha richiesto a un professionista legale il versamento dei contributi previdenziali per l'anno 2009. Il professionista non era iscritto alla cassa forense per mancanza dei requisiti reddituali minimi e ricadeva nella Gestione separata. La corte territoriale aveva annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata quinquennale, calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010 fino alla notifica del 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato la decisione, accogliendo il ricorso dell'ente pubblico. I giudici hanno stabilito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza originaria al 6 luglio 2010. Di conseguenza, la richiesta di pagamento notificata il 30 giugno 2015 risultava tempestiva ed efficace nell'interrompere il decorso della prescrizione.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione chiarisce i termini
La Cassazione ha chiarito i termini di Prescrizione contributi Gestione Separata. Un professionista aveva contestato la richiesta INPS per contributi 2009, eccependo la prescrizione. La Corte d'Appello aveva accolto la sua tesi, calcolando la prescrizione dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha invece stabilito che il "dies a quo" (il giorno di inizio del calcolo) per la Prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza effettiva del versamento, incluse le proroghe legali previste per i contribuenti soggetti a studi di settore. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame, che dovrà considerare il termine prorogato.
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Reddito Basso vs. Attività Abituale: Obbligo Iscrizione Gestione Separata
L'INPS ha contestato la decisione di un tribunale che aveva esonerato un avvocato dall'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata, poiché il suo reddito annuo era inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per chi svolge attività professionale abituale non dipende dal superamento di tale soglia di reddito. Quest'ultima rileva solo per le attività autonome occasionali. La Corte ha quindi annullato la sentenza precedente, ribadendo che la natura abituale dell'attività, e non l'ammontare del reddito, è il fattore determinante per l'obbligo iscrizione Gestione Separata.
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Prescrizione contributi INPS: non basta un errore per il dolo
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi INPS** per un professionista. L'INPS aveva emesso un avviso di addebito per contributi non versati alla Gestione Separata. Il professionista non aveva compilato il quadro RR della dichiarazione dei redditi. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, escludendo l'occultamento doloso del debito a causa dell'incertezza normativa dell'epoca e della buona fede del professionista. La Cassazione ha confermato questa decisione, stabilendo che la mancata compilazione del quadro RR non implica automaticamente l'occultamento doloso, lasciando al giudice di merito la valutazione dell'intenzione. L'INPS ha perso e dovrà pagare le spese legali.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione Ribalta i Termini
L'Ente Previdenziale ha contestato a un'Avvocata il mancato versamento di contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009. I giudici di merito avevano dichiarato la Prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo scaduto il termine quinquennale. L'Ente Previdenziale ha impugnato la decisione, sostenendo che un DPCM aveva posticipato la scadenza del pagamento dei contributi al 6 luglio 2010. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso, stabilendo che il termine di prescrizione decorre dalla data di scadenza effettiva del pagamento, che in questo caso era stata prorogata. La sentenza è stata cassata e rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: il termine non è sempre fisso
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di una professionista a cui l'Ente Previdenziale aveva richiesto il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi al 2009. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione contributi Gestione Separata, ritenendo che il termine quinquennale fosse scaduto prima della richiesta di pagamento. Tuttavia, la Cassazione ha chiarito che la decorrenza della prescrizione deve tenere conto di eventuali differimenti dei termini di versamento stabiliti per legge. Nel caso specifico, un decreto aveva posticipato la scadenza dei contributi 2009. Pertanto, la richiesta dell'Ente Previdenziale era avvenuta prima che la prescrizione si compisse. La Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente, cassando la sentenza precedente e rinviando la causa per una nuova decisione.
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Prescrizione contributi INPS: proroga fiscale salva l’addebito
L'Ente Previdenziale ha richiesto il pagamento dei contributi alla Gestione Separata per l'anno 2009 a un Professionista. Quest'ultimo ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che il termine quinquennale decorresse dal 16 giugno 2010 e fosse quindi spirato prima della notifica dell'avviso, giunta il 30 giugno 2015. La Corte d'Appello ha dato ragione al Professionista. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato l'esito. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti con attività soggette a studi di settore. Di conseguenza, il termine quinquennale di prescrizione decorreva da tale data differita e l'atto interruttivo del 30 giugno 2015 è pienamente tempestivo ed efficace. L'Ente vince il ricorso e il credito previdenziale rimane valido ed esigibile.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta le decisioni
L'INPS ha contestato una decisione che aveva dichiarato prescritta la sua richiesta di contributi previdenziali dalla Gestione Separata a un professionista per il 2009. I giudici di merito avevano escluso l'applicazione di un decreto che differiva i termini di pagamento, ritenendo che non valesse per chi non rientrava negli 'studi di settore'. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale interpretazione, stabilendo che il differimento si applica a tutte le attività per cui esistono studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale del singolo. Questo incide sulla **prescrizione contributi Gestione Separata**. La Cassazione ha accolto il ricorso INPS, cassato la sentenza e rinviato la causa alla Corte d'Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione Contributi Previdenziali: La Cassazione ribalta il “dies a quo”
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di **prescrizione contributi previdenziali** dovuti da un professionista alla Gestione Separata INPS. L'Istituto previdenziale aveva richiesto contributi del 2010 nel 2016, ma la Corte d'Appello aveva dichiarato la pretesa prescritta, calcolando il termine dalla scadenza ordinaria. La Suprema Corte ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla data di scadenza *effettivamente prorogata* per il versamento dei contributi, come previsto da un decreto ministeriale (D.P.C.M. 2011) che aveva differito i pagamenti per i soggetti con studi di settore. Pertanto, la richiesta dell'INPS non era tardiva. La causa tornerà in Appello per una nuova valutazione.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi non versati alla Gestione Separata per l'anno 2009. Il Professionista eccepiva l'avvenuta prescrizione del credito. Il debitore sosteneva che il termine quinquennale decorresse dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010, rendendo tardiva la richiesta notificata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. I giudici hanno chiarito che un apposito decreto governativo aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre unicamente dalla data di scadenza effettiva del pagamento, comprensiva delle proroghe generali di legge. Di conseguenza, l'avviso di pagamento recapitato prima del 6 luglio 2015 risulta pienamente tempestivo e interrompe la prescrizione.
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