LexCED: l'assistente legale basato sull'intelligenza artificiale AI. Chiedigli un parere, provalo adesso!

LexCEDpedia

Gestione Separata

Pagina 2 di 39

763 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione Contributi INPS: L’INPS Perde, Professionista Salvo
Un professionista, avvocato, si è trovato a dover affrontare la richiesta dell'INPS per contributi dovuti alla Gestione Separata relativi all'anno 2010. La Corte d'Appello ha dichiarato la Prescrizione contributi INPS, stabilendo che il termine decorre dalla scadenza del pagamento, non dalla dichiarazione dei redditi. La Cassazione ha confermato questa decisione, ribadendo che la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito, tale da sospendere la prescrizione. L'INPS avrebbe potuto effettuare controlli. La Suprema Corte ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, condannandolo al pagamento delle spese legali.
Continua »
Gestione separata INPS: stop ai contributi per redditi bassi
Un ente previdenziale pretendeva il pagamento di contributi arretrati da un avvocato iscritto all'albo ma non alla propria cassa professionale, procedendo all'iscrizione alla Gestione separata d'ufficio. Il professionista contestava la richiesta dimostrando di aver percepito compensi annui inferiori alla soglia di 5.000 euro per attività meramente occasionale. I giudici hanno respinto le pretese dell'ente: la semplice titolarità di partita IVA o l'iscrizione all'albo non dimostrano in automatico l'esercizio abituale della professione. Spetta all'ente previdenziale provare la continuità dell'attività. La Suprema Corte ha confermato l'annullamento della pretesa contributiva, stabilendo che i redditi minimi costituiscono indizio di occasionalità.
Continua »
Obbligo iscrizione Gestione Separata: la soglia di 5.000 euro non basta
La Corte di Cassazione ha chiarito l'obbligo iscrizione Gestione Separata per i professionisti. Un professionista non iscritto alla Cassa Forense aveva un reddito inferiore a 5.000 euro, e per questo motivo la Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo di versare i contributi. L'INPS ha presentato ricorso. La Cassazione ha stabilito che la soglia di 5.000 euro si applica solo alle attività occasionali. L'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata per chi esercita un'attività professionale abituale esiste indipendentemente da tale soglia di reddito. La sentenza d'appello è stata annullata e la causa rinviata per una nuova valutazione.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: Abitualità Prevale su Reddito Minimo
L'INPS ha impugnato una sentenza che escludeva un professionista dall'obbligo di **Iscrizione Gestione Separata**. La Corte d'Appello aveva ritenuto l'attività non abituale e il reddito inferiore a 5.000 euro come motivi sufficienti. La Cassazione ha chiarito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata sorge per l'esercizio abituale di una professione che non ha una propria cassa previdenziale. Il reddito inferiore a 5.000 euro è solo un indizio, non un criterio esclusivo per negare l'abitualità. L'abitualità deve essere valutata in concreto, considerando l'intenzione del professionista. La sentenza è stata cassata per un nuovo esame.
Continua »
Obbligo Iscrizione Gestione Separata: Reddito Basso vs Attività Abituale
L'INPS ha chiesto a un Avvocato di iscriversi alla Gestione Separata per l'anno 2010. L'Avvocato, iscritto all'Albo Forense ma non alla Cassa Forense, aveva percepito un reddito inferiore a 5.000 euro. La Corte di Cassazione ha rigettato il ricorso dell'INPS. Ha stabilito che l'Obbligo iscrizione Gestione Separata per i professionisti dipende dall'abitualità dell'attività. Il reddito inferiore a 5.000 euro è un indicatore di non abitualità per attività occasionali, ma per attività abituali il limite non è dirimente. L'INPS non ha provato l'abitualità dell'attività dell'Avvocato.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: il termine slitta anche per i minimi
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di *prescrizione contributi Gestione Separata*. Un'Avvocata, non iscritta alla propria cassa previdenziale ma alla Gestione Separata, contestava la richiesta dell'INPS per contributi dovuti, sostenendo la loro prescrizione. La questione centrale riguardava l'applicazione del differimento dei termini di versamento, stabilito da un DPCM del 2010, anche ai professionisti che aderivano al regime dei minimi. La Corte ha stabilito che tale differimento si applica oggettivamente a tutti coloro che svolgono attività per cui sono previsti studi di settore, indipendentemente dal regime fiscale adottato. Di conseguenza, il credito INPS non era prescritto e l'Avvocata ha perso il ricorso.
Continua »
Iscrizione Gestione separata INPS: obbligatoria anche sotto 5000€
L'ente previdenziale ha richiesto i contributi a un avvocato iscritto all'albo professionale ma privo di contribuzione alla Cassa di categoria, a fronte di un reddito annuo inferiore a cinquemila euro. I giudici di merito avevano inizialmente escluso il debito applicando la franchigia di cinquemila euro prevista per il lavoro autonomo occasionale. La Corte di Cassazione ha invece accolto il ricorso dell'ente. I giudici supremi hanno chiarito che l'obbligo di iscrizione Gestione separata INPS per i professionisti dipende dal carattere abituale dell'attività e non dall'ammontare del guadagno annuale.
Continua »
Prescrizione Contributi INPS: Quando il Differimento Cambia Tutto
L'INPS ha richiesto a una Professionista il pagamento di contributi per la Gestione Separata relativi al 2009, tramite un avviso di addebito del 30.06.2015. La Corte d'Appello aveva dichiarato la prescrizione dei contributi, calcolando il termine dal 16.06.2010. La Corte di Cassazione ha invece stabilito che, a causa di un differimento del termine di pagamento al 07.07.2010 (previsto da un D.P.C.M.), la prescrizione dei contributi INPS non era ancora maturata al momento dell'avviso. La sentenza d'Appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga
Un libero professionista ha impugnato la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale per i contributi del 2009. Il professionista eccepiva l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale. L'ente ha notificato la richiesta il 30 giugno 2015, sostenendo la tempestività dell'atto a seguito della proroga fiscale dei versamenti al 6 luglio 2010. Il professionista riteneva invece applicabile la scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. La Suprema Corte di Cassazione ha confermato che la prescrizione contributi Gestione Separata decorre dal termine differito stabilito dal decreto ministeriale. Questo slittamento si applica a tutti gli esercenti attività soggette a studi di settore, a prescindere dal regime contabile concretamente adottato. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'istituto è risultata pienamente tempestiva e il ricorso del professionista è stato respinto con condanna alle spese.
Continua »
Iscrizione Gestione Separata: Reddito o Abitualità? La Cassazione Chiarisce
L'INPS ha contestato a un'Avvocata il mancato versamento dei contributi alla Gestione Separata per il 2009. I giudici di merito avevano escluso l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata, ritenendo che la soglia di reddito di 5.000 euro non fosse stata superata. La Cassazione ha chiarito che l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata per i professionisti senza cassa propria dipende dall'abitualità dell'attività, non solo dal superamento della soglia di 5.000 euro, che rileva solo per le attività occasionali. La Corte ha accolto il ricorso dell'INPS, rinviando la causa per un nuovo esame.
Continua »
Contratto a progetto generico: scatta il lavoro subordinato
Un ente previdenziale ha contestato a un'associazione la stipulazione di collaborazioni prive di un piano lavorativo dettagliato, chiedendo il versamento dei relativi contributi e delle sanzioni per dipendenti subordinati. L'ente associativo e i lavoratori hanno contestato l'addebito sostenendo l'autonomia delle prestazioni. La Corte di Cassazione ha confermato che l'utilizzo di un contratto a progetto generico, coincidente con la normale attività istituzionale dell'ente, comporta l'automatica trasformazione del rapporto in lavoro subordinato a tempo indeterminato per legge (ope legis). I giudici non devono compiere ulteriori indagini sull'effettivo svolgimento del lavoro quando manca la specificità dell'obiettivo. L'associazione perde il ricorso ed è tenuta a pagare tutti i contributi previdenziali e le spese di lite.
Continua »
Contributi previdenziali istruttori sportivi: cassa e sanzioni
Una società di gestione di palestre ha versato i contributi per i propri collaboratori sportivi alla Gestione Separata anziché alla gestione spettacolo (ex ENPALS). L'ente previdenziale ha contestato l'irregolarità e richiesto il pagamento integrale dei contributi omessi e le sanzioni per evasione. La Corte di Cassazione ha chiarito che i contributi previdenziali istruttori sportivi operanti negli impianti fitness devono confluire obbligatoriamente nella cassa dello spettacolo. Il versamento a una gestione errata non cancella il debito verso l'ente competente. La società perde la causa ed è condannata a pagare le somme dovute, le sanzioni e le spese legali.
Continua »
Gestione separata INPS avvocati: contributi dovuti senza sanzioni
L'ente di previdenza ha iscritto d'ufficio un professionista legale alla Gestione separata per i redditi prodotti nel 2009. Il professionista guadagnava oltre cinquemila euro, ma non raggiungeva la soglia minima per l'iscrizione obbligatoria alla cassa categoriale. La Corte di Cassazione ha confermato l'obbligo contributivo relativo alla Gestione separata INPS avvocati per garantire la tutela previdenziale universale. I giudici hanno inoltre escluso la prescrizione del credito previdenziale a causa dello spostamento dei termini di pagamento disposto per legge. Tuttavia, la Suprema Corte ha accolto il ricorso sulle penalità accessorie. Il professionista non deve pagare alcuna sanzione civile per le annualità precedenti al 2011, in quanto ha fatto legittimo affidamento sul quadro normativo dell'epoca.
Continua »
Contributi Gestione Separata: Obbligo e Prescrizione per i Professionisti
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Professionista a cui l'INPS richiedeva il pagamento dei Contributi Gestione Separata per l'attività libero-professionale. La Corte d'Appello aveva escluso tale obbligo e dichiarato la prescrizione. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata sussiste per chiunque percepisca un reddito da attività professionale abituale o occasionale, anche se già iscritto ad altra gestione. Inoltre, ha chiarito che il termine di prescrizione quinquennale per i Contributi Gestione Separata decorre dalla data di scadenza del versamento, che può slittare. Un atto interruttivo notificato prima della scadenza quinquennale impedisce la prescrizione.
Continua »
Prescrizione contributi previdenziali: Ente battuto per ricorso tardivo
Un Ente Previdenziale pretendeva il pagamento di contributi arretrati da un Professionista per l'anno 2009. La Corte d'Appello respingeva la domanda dell'Ente, accertando la maturata prescrizione contributi previdenziali quinquennale e negando l'occultamento doloso del debito tramite dichiarazione dei redditi. L'Ente Previdenziale impugnava la pronuncia dinanzi alla Corte di Cassazione oltre i termini di legge. La Suprema Corte dichiarava il ricorso inammissibile per tardività, confermando che la sospensione estiva dei termini non opera nelle controversie previdenziali. La decisione salvaguarda definitivamente il Professionista da qualsiasi addebito, con condanna dell'Ente al pagamento delle spese legali.
Continua »
Notifica ricorso inammissibile: INPS perde la causa sui contributi
La Corte di Cassazione ha dichiarato un ricorso inammissibile presentato dall'INPS. L'Istituto contestava una sentenza che aveva riconosciuto la prescrizione di contributi previdenziali. La Suprema Corte ha però rilevato che la notifica del ricorso all'altra parte non era andata a buon fine, risultando
Continua »
Gestione separata INPS: tra reddito minimo e pretese contributive
Un avvocato ha impugnato un avviso di addebito notificato dall'ente previdenziale per l'omesso versamento dei contributi relativi all'anno 2010. L'ente pretendeva l'iscrizione alla Gestione separata INPS. I giudici d'appello hanno ritenuto sussistente l'obbligo contributivo, pur evidenziando parametri reddituali inferiori alla soglia tipica di abitualità. Il professionista ha quindi proposto ricorso per cassazione, lamentando l'errata interpretazione delle norme previdenziali sui minimi di reddito. La Suprema Corte ha rilevato la pendenza di una complessa questione di diritto dinanzi alle Sezioni Unite in tema di sanzioni per mancata iscrizione. Di conseguenza, i giudici di legittimità hanno disposto la rimessione della causa alla Quarta Sezione Civile per una trattazione ordinaria e approfondita.
Continua »
Decorrenza pensione di vecchiaia: il computo non retroagisce
Una lavoratrice chiedeva la liquidazione della prestazione previdenziale nella Gestione Separata, domandando di computare anche i precedenti versamenti eseguiti nell'Assicurazione Generale Obbligatoria. I giudici di merito riconoscevano la decorrenza della prestazione a partire dal momento di maturazione dei requisiti anagrafici e contributivi (aprile 2007), nonostante l'istanza formale di computo fosse stata presentata solo nel maggio 2012. L'ente previdenziale ricorreva in Cassazione sostenendo che il trattamento non potesse retroagire a una data anteriore rispetto all'esercizio formale della facoltà di opzione. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente: la decorrenza pensione di vecchiaia ottenuta tramite computo di contributi eterogenei non coincide con il perfezionamento dei requisiti, ma scatta solo dal primo giorno del mese successivo alla presentazione della domanda amministrativa. La sentenza impugnata è stata quindi cassata con rinvio.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: Cassazione contro i minimi
Una professionista, avvocato non iscritta alla Cassa Forense, ha contestato l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata INPS e la **prescrizione contributi Gestione Separata** per l'anno 2009. La Corte d'Appello aveva già stabilito l'obbligo contributivo e la non maturazione della prescrizione. La Cassazione ha rigettato il ricorso della professionista. Ha ribadito che la prescrizione decorre dalla scadenza del termine di pagamento, inclusi i differimenti dovuti a DPCM, applicabili a tutti i professionisti, anche quelli in regime dei minimi. L'atto di costituzione in mora del 2015 ha validamente interrotto il termine quinquennale.
Continua »
Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'ente di previdenza ha richiesto a un libero professionista il pagamento di contributi omessi relativi all'anno 2008. Il professionista riteneva il credito ormai estinto, sostenendo che il termine quinquennale fosse decorso dal 16 giugno 2009 e che l'avviso di pagamento fosse giunto in ritardo a fine giugno 2014. La Corte di Cassazione ha invece ribaltato la decisione favorevole al professionista, chiarendo i criteri sul decorso temporale. Il termine per versare i contributi fiscali e previdenziali era slittato per legge al 6 luglio 2009 in forza della proroga generale dei versamenti. La prescrizione contributi Gestione Separata decorre unicamente dalla reale scadenza del pagamento e non da date anteriori. La richiesta dell'istituto previdenziale, pervenuta entro i cinque anni da tale proroga, è tempestiva ed evita la decadenza della pretesa economica.
Continua »