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Gestione Separata

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763 provvedimenti applicano questo termine

Provvedimenti

Prescrizione Contributi Gestione Separata: La Cassazione ribalta l’INPS
Una professionista fu iscritta d'ufficio alla Gestione Separata dell'Ente Previdenziale per l'attività del 2011. L'Ente le richiese contributi con un avviso di addebito notificato il 25 agosto 2017. La Corte d'Appello aveva ritenuto non prescritti i contributi, fissando il dies a quo della prescrizione contributi Gestione Separata alla data di presentazione della dichiarazione dei redditi (27 settembre 2012). La Cassazione ha invece stabilito che il termine di prescrizione quinquennale inizia dalla scadenza del termine per il pagamento dei contributi, considerando anche eventuali differimenti. Pertanto, la pretesa contributiva dell'Ente Previdenziale è prescritta.
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Prescrizione contributi previdenziali: vale d’ufficio nel rinvio
L'Ente Previdenziale pretendeva il pagamento di somme arretrate da un libero professionista iscritto alla gestione separata. Il Professionista eccepiva la prescrizione contributi previdenziali durante il giudizio di riassunzione, ma i giudici d'appello ritenevano l'istanza tardiva. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale conclusione, accogliendo le tesi del lavoratore. La Suprema Corte ha stabilito che il decorso del tempo estingue i debiti contributivi in modo automatico. Tale meccanismo opera di diritto e sottrae la materia alla disponibilità delle parti. Il giudice può quindi rilevare d'ufficio l'estinzione del debito anche nel giudizio di rinvio, cancellando pretese economiche ormai scadute.
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Prescrizione contributi previdenziali: stop alle richieste INPS
Un ente previdenziale ha richiesto il pagamento di quote contributive non versate relative all'anno 2009 a un professionista iscritto alla Gestione separata. Il professionista si è opposto sostenendo l'avvenuta prescrizione contributi previdenziali per decorso del termine quinquennale. L'ente ha contestato l'estinzione del credito sostenendo la sospensione della prescrizione a causa della mancata compilazione del Quadro RR nella dichiarazione fiscale, interpretata come doloso occultamento del debito. I giudici di merito hanno accolto le ragioni del professionista. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso dell'ente pubblico. La Suprema Corte ha chiarito che la semplice omissione dichiarativa non integra un occultamento fraudolento e che la valutazione del dolo spetta esclusivamente ai giudici di merito, confermando l'annullamento della richiesta di pagamento.
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Prescrizione Contributi INPS: Proroga Ignorata, Cassazione Ribalta la Sentenza
La Corte di Cassazione ha esaminato un caso di *prescrizione contributi INPS* per la Gestione Separata. Un professionista aveva contestato una richiesta di contributi per il 2009, ritenuti prescritti dalla Corte d'Appello. Quest'ultima aveva calcolato la prescrizione dalla scadenza originaria del versamento (16 giugno 2010). La Cassazione ha però chiarito che il termine di prescrizione decorre dalla scadenza *effettiva* del pagamento, incluse eventuali proroghe. Nel caso specifico, un D.P.C.M. aveva prorogato la scadenza al 6 luglio 2010. L'errore nel calcolo ha portato all'accoglimento del ricorso INPS e al rinvio della causa per una nuova valutazione.
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Proroghe fiscali e prescrizione contributi Gestione Separata
L'ente previdenziale ha richiesto a un libero professionista il pagamento dei versamenti previdenziali per l'anno 2009. Il professionista ha eccepito l'estinzione del debito per decorso del termine quinquennale, sostenendo che la scadenza originaria fosse fissata al 16 giugno 2010 e la richiesta notificata il 30 giugno 2015. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'ente. I giudici hanno chiarito che il termine di pagamento per i soggetti assoggettabili a studi di settore era stato prorogato al 6 luglio 2010 tramite decreto governativo. Di conseguenza, il calcolo della prescrizione contributi Gestione Separata decorre dalla data prorogata e la notifica dell'ente è pienamente tempestiva ed efficace.
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Prescrizione Contributi INPS: Omissione Quadro RR non è occultamento doloso
La Corte di Cassazione ha affrontato un caso di Prescrizione contributi INPS relativi alla Gestione Separata. L'Istituto aveva richiesto il pagamento di contributi, ma il Lavoratore aveva omesso di compilare il "Quadro RR" nella sua dichiarazione dei redditi. La Suprema Corte ha confermato la decisione dei giudici precedenti: la mancata compilazione del Quadro RR non costituisce automaticamente occultamento doloso del debito. L'INPS avrebbe potuto accertare il credito con i normali poteri ispettivi o richiedendo informazioni all'Agenzia delle Entrate. Pertanto, la Prescrizione contributi INPS è stata dichiarata valida, e il ricorso dell'INPS è stato respinto.
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Prescrizione contributi INPS: notifica valida e ricorso respinto
Un libero professionista ha contestato un avviso di addebito per contributi previdenziali dovuti alla Gestione Separata per l'anno 2007. Il lavoratore ha eccepito la prescrizione contributi INPS, sostenendo che l'ente avesse notificato la richiesta di pagamento oltre il termine legale di cinque anni. La Corte di Appello ha respinto l'eccezione, accertando che l'ente previdenziale ha consegnato l'atto interruttivo il 10 giugno 2013, prima della scadenza del quinquennio fissata al 16 giugno 2013. Il professionista ha impugnato la pronuncia in Cassazione, affermando di aver ricevuto la notifica solo il 19 giugno 2013. La Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso, poiché il ricorrente intendeva ridiscutere l'accertamento materiale dei fatti senza rispettare i rigorosi limiti del giudizio di legittimità. Il professionista deve quindi pagare le somme richieste e un ulteriore contributo unificato.
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Iscrizione Gestione Separata: Abitualità vs. Reddito, la Cassazione decide
La Corte di Cassazione ha esaminato il caso di un Professionista a cui l'INPS chiedeva l'iscrizione alla Gestione Separata per redditi da lavoro autonomo. La Corte d'Appello aveva dato ragione all'INPS, ritenendo sufficiente la produzione di reddito. Il Professionista ha contestato, sostenendo che l'obbligo di iscrizione alla Gestione Separata dipende dall'abitualità dell'attività professionale, non solo dal reddito, specialmente se già coperto da altre previdenze. La Cassazione ha accolto il ricorso del Professionista. Ha stabilito che l'iscrizione alla Gestione Separata per i professionisti iscritti ad un albo richiede l'accertamento dell'esercizio abituale dell'attività, anche se non esclusiva, e che il reddito non sia già assoggettato a contribuzione. Il superamento della soglia di 5.000 euro per attività occasionale non rende automatica l'iscrizione. La sentenza d'appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo esame che dovrà verificare l'abitualità.
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Prescrizione contributi Gestione separata: proroga contro termine
L'ente previdenziale chiedeva il pagamento dei contributi per l'anno 2009 a una professionista iscritta d'ufficio alla Gestione separata, notificando la richiesta il 30 giugno 2015. I giudici di merito dichiaravano estinto il debito per prescrizione, ritenendo quale termine iniziale la scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. La Corte di Cassazione accoglie il ricorso dell'ente, stabilendo che la prescrizione contributi Gestione separata decorre dal termine prorogato senza maggiorazione (6 luglio 2010) stabilito per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, la richiesta di pagamento dell'ente previdenziale è tempestiva ed evita l'estinzione del credito.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale richiedeva a un Professionista il versamento dei contributi previdenziali relativi all'anno 2008 tramite una diffida recapitata il 27 giugno 2014. Il Professionista eccepiva l'estinzione del debito, sostenendo che la data limite per il conteggio quinquennale fosse il 16 giugno 2009. I giudici di merito accoglievano l'eccezione del lavoratore autonomo. La Corte di Cassazione ribalta la decisione e accoglie il ricorso dell'Ente. Il termine di prescrizione contributi Gestione Separata decorre dall'effettiva scadenza del versamento, la quale era stata differita al 6 luglio 2009 tramite apposito decreto governativo per i contribuenti soggetti a studi di settore. La richiesta dell'Ente risulta quindi tempestiva e il debito rimane esigibile.
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Iscrizione Gestione Separata: reddito basso non basta all’INPS
L'INPS ha richiesto l'Iscrizione Gestione Separata per un'Avvocata che, pur iscritta all'Albo, aveva dichiarato un reddito professionale inferiore a 5.000 euro. La Corte d'Appello aveva escluso l'obbligo, ritenendo l'attività occasionale. La Cassazione ha confermato questa decisione, dichiarando inammissibile il ricorso dell'INPS. Ha ribadito che l'obbligo di Iscrizione Gestione Separata dipende dall'abitualità dell'attività, non solo dal reddito. L'INPS non ha provato l'abitualità, e il principio di non contestazione non si applica a valutazioni complesse.
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Prescrizione Contributi INPS: Quando gli Studi di Settore Contano
L'INPS ha impugnato una sentenza che, pur confermando l'obbligo di una professionista di iscriversi alla Gestione Separata, ha dichiarato la prescrizione contributi INPS per il 2009. La Corte d'Appello aveva escluso l'applicazione di un decreto che prorogava i termini di versamento delle imposte, poiché l'INPS non aveva provato che la professionista rientrasse negli studi di settore. La Cassazione ha rilevato che il ricorso dell'INPS non affrontava la questione cruciale degli studi di settore. Per questo motivo, la Corte ha disposto la trasmissione del procedimento a un'altra sezione per un esame più approfondito sull'applicabilità degli studi di settore e le sue implicazioni sulla prescrizione.
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INPS vs. Professionista: Prescrizione Contributi INPS e Ricorso Tardivo
L'INPS ha chiesto a una professionista il pagamento di contributi per l'anno 2010, relativi all'iscrizione d'ufficio alla Gestione Separata. La professionista ha eccepito la prescrizione dei contributi. La Corte d'Appello ha accolto questa eccezione. L'INPS ha presentato ricorso in Cassazione, sostenendo che il termine di prescrizione dovesse decorrere da una data successiva, a causa di un D.P.C.M. che aveva differito i termini di versamento. La Corte di Cassazione ha dichiarato il ricorso dell'INPS inammissibile per tardività, confermando di fatto la prescrizione contributi INPS e condannando l'Istituto alle spese legali.
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Obbligo iscrizione Gestione Separata: INPS perde per vizio procedurale
L'INPS ha contestato l'esenzione dall'Obbligo iscrizione Gestione Separata per una professionista che aveva dichiarato un reddito inferiore alla soglia minima. La Corte d'Appello aveva dichiarato inammissibile il ricorso dell'INPS, ritenendo che le sue argomentazioni non fossero pertinenti alla decisione di primo grado. La Cassazione ha confermato l'inammissibilità del ricorso dell'INPS. Ha stabilito che l'ente non aveva correttamente impugnato la decisione di inammissibilità della Corte d'Appello, ma aveva riproposto questioni di merito. Questo ha reso il ricorso privo della specificità richiesta dalla legge. Di conseguenza, l'INPS deve pagare un contributo unificato aggiuntivo.
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Iscrizione Gestione Separata: Abitualità Prevale sul Limite di Reddito
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'obbligo di **iscrizione Gestione Separata** per un avvocato non iscritto alla Cassa Forense. I giudici di merito avevano escluso l'obbligo basandosi sul fatto che il reddito del professionista fosse inferiore a 5.000 euro. La Cassazione ha cassato questa decisione, chiarendo che l'obbligo di iscrizione per i professionisti iscritti ad albi ma privi di cassa propria dipende dall'esercizio *abituale* dell'attività, anche se non esclusivo. Il limite di reddito di 5.000 euro, invece, rileva solo per le attività di lavoro autonomo *occasionale*. La Corte ha quindi rinviato la causa per un nuovo accertamento sulla natura abituale o occasionale dell'attività.
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Prescrizione Contributi Gestione Separata: Differimento Salva l’Ente
L'Ente Previdenziale ha contestato la decisione della Corte d'Appello che aveva dichiarato la prescrizione dei contributi dovuti da un Ingegnere alla Gestione Separata per l'anno 2008. La Corte d'Appello aveva ritenuto il credito prescritto, non considerando il differimento dei termini di versamento. La Corte di Cassazione ha accolto il ricorso dell'Ente Previdenziale. Ha stabilito che la prescrizione dei contributi Gestione Separata decorre dalla scadenza dei termini di pagamento, inclusi i differimenti. Di conseguenza, il credito non era ancora prescritto alla data dell'avviso di addebito. La sentenza d'Appello è stata cassata e la causa rinviata per un nuovo giudizio.
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Prescrizione contributi Gestione separata: calcolo con la proroga
Una professionista ha impugnato una cartella esattoriale con cui l'INPS chiedeva il pagamento di contributi omessi per il 2009. La Corte d'Appello ha annullato la pretesa, dichiarando maturata la prescrizione contributi Gestione separata calcolata dalla scadenza ordinaria del 16 giugno 2010. L'INPS ha proposto ricorso per cassazione lamentando la sospensione del termine per omessa compilazione del quadro RR. La Suprema Corte ha accolto il ricorso dell'ente di previdenza. I giudici hanno stabilito che il termine di prescrizione inizia a decorrere dalla scadenza prorogata per legge senza maggiorazione, ossia dal 6 luglio 2010. Il giudice deve individuare d'ufficio la corretta decorrenza temporale, poiché la prescrizione non si era ancora compiuta al momento della prima richiesta di pagamento.
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Iscrizione Gestione Separata: reddito basso non esclude l’obbligo
La Corte di Cassazione ha affrontato il tema dell'obbligo di Iscrizione Gestione Separata per i professionisti. Il caso riguardava una Professionista a cui l'INPS aveva contestato l'omessa iscrizione. La Corte d'Appello aveva ritenuto che un reddito annuo inferiore a 5.000 euro escludesse l'abitualità dell'attività e, di conseguenza, l'obbligo contributivo. La Cassazione ha ribaltato questa decisione. Ha stabilito che l'iscrizione alla Gestione Separata è dovuta se l'attività professionale è svolta in modo abituale, anche se non esclusivo. Il reddito sotto soglia è solo un indizio, non una prova definitiva dell'occasionalità. La causa è stata rinviata per un nuovo esame.
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Prescrizione contributi Gestione Separata: la svolta INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto ad un Libero Professionista il versamento delle somme previdenziali per l'anno 2009. Il lavoratore ha contestato la richiesta sostenendo che il termine di legge fosse scaduto. I giudici d'appello hanno inizialmente accolto le ragioni del professionista, fissando la scadenza al 16 giugno 2010 e ritenendo la notifica del 6 luglio 2015 oltre i cinque anni. La Corte di Cassazione ha invece capovolto l'esito del giudizio. I giudici di legittimità hanno accertato che un decreto governativo del 2010 aveva prorogato la scadenza dei pagamenti al 6 luglio 2010 per i contribuenti soggetti agli studi di settore. Di conseguenza, il sollecito inviato l'ultimo giorno utile risulta del tutto tempestivo. La prescrizione contributi Gestione Separata non si è pertanto compiuta e il credito dell'ente rimane valido.
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Prescrizione contributi Gestione separata: la proroga salva l’INPS
L'Ente Previdenziale ha richiesto a una libera professionista il versamento dei contributi non versati per l'anno 2009 tramite iscrizione d'ufficio. I giudici di merito avevano annullato la richiesta ritenendo maturata la prescrizione contributi Gestione separata: il termine iniziale era stato individuato nel 16 giugno 2010 e l'intimazione era giunta il 2 luglio 2015. La Corte di Cassazione ha ribaltato tale decisione, accogliendo il ricorso dell'Istituto. I giudici di legittimità hanno chiarito che un decreto ministeriale aveva prorogato la scadenza dei versamenti al 6 luglio 2010 per i soggetti rientranti negli studi di settore. Di conseguenza, il conteggio del termine quinquennale decorre dalla scadenza prorogata e rende tempestiva la richiesta di pagamento notificata prima del 6 luglio 2015.
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